domenica 14 dicembre 2008

1808: il dilagare russo a nord

Agli inizi dell'intervento russo, le cancellerie degli stati alleati avevano tentato di convincere lo zar ad accettare la collaborazione bellica, senza successo. Fino al luglio del 1808 la situazione russa rimase ambigua.
In quel mese Kutuzov terminò l'occupazione della Prussia settentrionale, gli Ungheresi e i Turchi della Prussia meridionale. Non avendo le autorità con cui ufficializzare l'occupazione, fu instaurato il regime militare.
Venne anche resa chiara la posizione russa: l'impero non era entrato in guerra in appoggio a Granada, Francia, Ungheria e Ottomani, ma per combattere la sfera d'influenza data dal SRI e dalla Svezia ed evitare che se ne venisse a creare una della coalizione. Pertanto, fu richiesto di abbandonare la Prussia orientale. Con il prevedibile "no", il generale russo Dokhturov attaccò con 57000 nuovi effettivi prima gli Ungheresi, battendoli a Skwierzyna e poi piombò sugli Ottomani, a Zawodzie. Contemporaneamente, Kutuzov invase il Meclemburgo e l'Holstein, abbattendone i regimi.
Si spostò quindi nello Jutland, dove sconfisse il nuovo corpo di spedizione; non riuscì però a invadere né Fyn né le altre isole a causa della flotta svedese.

Tornò sui suoi passi dopo aver piazzato degli uomini nelle piazzeforti, per affrontare i Francesi e i Granatini. I primi a incontrare il maresciallo furono Churrisque e Berthier, le cui forze furono prima divise e quindi sconfitte. Soult e Nasr erano quindi i prossimi, ma si capì che Kutuzov cercava lo scontro decisivo e l'avrebbe vinto e trovato facilmente, considerando le condizioni in cui erano le loro truppe: la maggior parte di loro s'alternava fra guarnigioni e campagne da ormai tre anni; le linee di rifornimento erano sempre più sottili e instabili, mentre Kutuzov aveva dalla sua truppe fresche, forti, incuranti del clima e dei rifornimenti. Fu deciso di ritirarsi. L'armata residua di Berthier e la Legione Polacca in testa rallentarono l'attraversamento dell'Elba dei Russi per il tempo sufficiente a ricollocare i depositi delle varie armate. Fu presa la decisione di tornare sulla difensiva e abbandonare l'Hannover e la Sassonia, in attesa che la macchina militare riprendesse a funzionare bene. Grouchy dovette lasciare nelle città olandesi solo le truppe locali e posizionarsi ai confini della Repubblica Batava.

I teatri orientali fino al giugno 1809
Sconfitti in Prussia e Slesia, gli Ottomani e gli Ungheresi tornarono in Boemia. Adolfo d'Este a settembre fu obbligato a tornare in Italia, essendo morto il reggente, il fratello Antonio. Sempre in settembre, Dokhturov sconfisse gli Ottomani e penetrò nel territorio fino quasi a Praga, ma fu fermato da un precipitoso ripiegamento degli Ungheresi, che lo indusse a tornare indietro.
A novembre gli Svedesi sbarcarono a Narva e la ripresero, senza però potersi spingere oltre. La flotta svedese sconfisse quella russa giusto prima del blocco dei porti a causa del ghiaccio.
Nel marzo 1809 61000 soldati russi invasero i Balcani ottomani e altri 30000 l'Ungheria. Le truppe ungheresi riuscirono quasi subito a respingere gli invasori, ma il generale Kryuzev arrivò ad assediare Constanta, prima di essere costretto a ritirarsi.
A febbraio invece i Cosacchi invasero i territori transcaucasici degli Ottomani. Furono battuti dalla grande armata calmucca, composta da quasi 100000 effettivi. Dopo questa vittoria, il sultano cancellò i limiti imposti al Calmucchi per la celebrazione dei riti buddisti.

La campagna di Frisia
Anche Kutuzov dovette fermarsi per qualche settimana. Il 4 settembre riprese l'offensiva, dividendo in due le sue forze. Tenne per sé 50000 soldati e mise al comando dei restanti 20000 Tormasov. L'ordine di Tormasov era di invadere la Frisia e far divergere le forze nemiche, per permettere una manovra a tenaglia della forza principale.
Tormasov prese alla sprovvista Grouchy attaccando Groninga. Conquistò la poco difesa città e punto verso Beilen, dove i Francesi si stavano radunando. Tormasov riuscì a dividere la forza di Grouchy, attirando la divisione di Falza fino a Opsterland fingendo una manovra a tenaglia, mentre era tutta la forza russa che il comandante francese si ritrovò contro. Annientò la divisione, facendola fuggire a ovest, e si diresse verso Grouchy, che ancora aspettava l'attacco principale da nord. Pur mantenendo la superiorità numerica, Grouchy non fu in grado di opporsi alla cavalleria russa e il 26 settembre sgomberò Beilen lasciando sul campo circa tremila uomini contro i cinquecento russi.
Nonostante l'importante vittoria a Beilen, Tormasov era sempre in inferiorità numerica, tant'è che aveva dovuto farsi mandare un migliaio di rinforzi per controllare Groninga.
Grouchy richiamò 5000 soldati repubblicani e nel mentre tornò a Zwolle. Tormasov invece non trovò l'appoggio sperato dei monarchici olandesi, dato che la maggior parte era già fuggita in Inghilterra. Il 2 ottobre, in contemporeanea con Kutuzov, riprese l'offensiva e s'incontrò di nuovo con Grouchy. Le prime schermaglie si ebbero per il villaggio di Ten Arlo, seguite poi da scontri fra ussari e artiglieria a cavallo a Echten. A De Stuw i Russi furono rallentati dalla divisione olandese Limburg e dai corazzieri francesi; la battaglia si sviluppò fra i vari paesi e i Russi furono sempre in grado di respingere gli attacchi francesi, pur con perdite notevoli. Al tramonto, Tormasov si ritirò lasciando Grouchy padrone del campo, ma impossibilitato a inseguirlo.

Grouchy cercò di battere Tormasov a metà novembre, attaccandolo ad Assen, ma i suoi uomini demoralizzati non furono in grado di vincere la difesa russa e ci fu un nulla di fatto.


La campagna di Kutuzov
Kutuzov ebbe maggior successo: complice la disporsione delle forze francesi, attaccò di sorpresa la forza di Berthier a Bramsche e l'annientò. Si mosse poi a est, travolgendo il resto dei Francesi, che furono messi in rotta dopo la battaglia di Melle.
Meglio non fece la forza di Nasr: quando la Sassonia si alleò con la Russia, il 7 ottobre, Nasr fece l'errore di mandare 40000 uomini verso ciò che credeva essere l'esercito sassone al completo, mentre era solo un'ala. Churrisque sconfisse perciò i pochi uomini di Frisk prima che s'impadronissero di Detmold, ma la forza principale sassone piombò assieme ai Russi sull'esercito granatino, il quale fu accerchiato nella regione di Warendorf. Sfruttando una notte di pioggia, i soldati di Nasr riuscirono ad aprirsi un passaggio a Sendehorst; tuttavia le strade erano in condizioni troppo cattive e i Russi furono capaci di richiudere la falla quando ancora tre divisioni dovevano passare. Dopo un giorno di combattimento, la retroguardia granatina si arrese.
L'esercito di Granada ripiegò ordinatamente su Dortmund e i Francesi si attestarono a Münster. Le sconfitte colpirono soprattutto il morale dei Tedeschi e, quando interi reparti iniziarono a disertare, si decise di rimandarli nelle retrovie.

Kutuzov non potè però approfittare della sua vittoria. Oltre al mancato successo in Frisia, il 2 novembre gli Inglesi sbarcarono a Emden e poco più tardi gli Svedesi tornarono nello Jutland. Tornò precipitosamente a nord, obbligando la Sassonia a ritornare sulla difensiva (anche se riuscì a prendere Detmold quando Churrisque si ritirò).
Mentre gli Svedesi con facilità prendevano la penisola e poi l'Holstein, il generale Stuart si fermò per assediare Amburgo, che sarebbe dovuta diventare il porto continentale della marina inglese. Grazie a questo blocco nell'assedio, Kutuzov potè riorganizzarsi e obbligare anche l'Hannover a fornire soldati. Il 30 gli Inglesi furono sconfitti e a fatica riuscirono a reimbarcarsi; con i (poch) rinforzi ottenuti in quei mesi, il maresciallo sconfisse poi gli Svedesi e liberò Lubecca, ma non raggiunse altri risultati.
Kutuzov pregò più volte il suo S.M. di mandargli più uomini, ma tra il 1809 e il 1810 gli obbiettivi cambiarono e si passò dall'Europa centrale, ora più o meno pacificata, ai Carpazi e ai Balcani. Il maresciallo dovette richiamare in Hannover Tormasov a dicembre, ricevendo solo 30000 uomini dalla madrepatria, con i quali però liberò l'Holstein.

I suoi avversari non stavano meglio, comunque. Il lungo periodo di riposo invernale fu necessario a Francia e Granada per riprendersi. Iniziarono gli studi strategici per introdurre l'organizzazione in corpi d'armata; inoltre, dato che iniziava a scarseggiare la liquidità in quella parte di Europa, le Ombre furono mandate in missione per recuperare la cassa delle divisioni arresesi.

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