<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133</id><updated>2012-01-26T02:39:31.986+01:00</updated><title type='text'>AAR: Granada</title><subtitle type='html'>Un AAR Paradox.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>67</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6440828721918180408</id><published>2008-12-14T22:56:00.004+01:00</published><updated>2009-01-02T19:27:04.929+01:00</updated><title type='text'>Gli ultimi anni</title><content type='html'>[b]Gli ultimi anni[/b]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 1811, nonostante tutte le difficoltà, sembrava favorevole alla coalizione per sconfiggere definitivamente i Russi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[i]La campagna del Baltico[/i]&lt;br /&gt;Approfittando del precoce disgelo del Baltico, il corpo d'invasione svedese sbarcò  a marzo nei possedimenti baltici occupati dai Russi e in tre mesi li liberò tutti. Ad aprile inoltre furono liberate tutte le regioni finlandesi occupate a inizio guerra.&lt;br /&gt;Ma anche unendo tutte le forze svedesi sul Baltico, la Svezia non avrebbe potuto attaccare San Pietroburgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[i]La vittoria pirrica di Kutuzov[/i]&lt;br /&gt;Sempre a marzo, Kutuzov riprese le manovre, attaccando gli Inglesi a Belzig.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ennesima sconfitta del generale McKeith però servì a poco: su Berlino convergevano da sud Francesi e Granatini, che Kutuzov riuscì a incontrare, marciando a tappe forzate, sul Grubensee.&lt;br /&gt;Anche in questo frangente, la cautela con cui bin Osama e Soult conducevano le loro armate impedì di assestare un colpo definitivo ai Russi: infatti, mentre bin Osama combatteva tra il lago e Limsdorf, Soult non approfittò dell'errore fatto da Kutuzov, che aveva mandato Tormasov troppo a nord e non attaccò il fianco esposto del maresciallo e si limitò a impadronirsi del piccolo deposito divisionale a Lindenberg; quando Kutuzov seppe che gli ussari francesi erano stati avvistati, ebbe tutto il tempo per ordinare il rpiegamento, anche perché Soult si era bloccato alla notizia che le avanguardie di Tormasov avevano attaccato alcuni reggimenti a Rietz-Neuendorf.&lt;br /&gt;Tale attacco di Tormasov fu bloccato dal generale quando arrivò l'ordine di tornare verso Berlino; fu lasciato però uno schermo di cosacchi che ritardò di diverse ore l'inseguimento.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, preso atto che, a meno di non combattere nella città stessa, non avrebbe potuto difendere Berlino contro un nemico senza che un altro esercito non si avvicinasse alla città. Così, il 28 marzo abbandonò Berlino, diretto in Polonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neanche in quel caso i suoi nemici seppero sfruttare l'occasione, poiché, dopo l'occupazione della Prussia, nacquero discordie fra i due schieramenti: Francia e Granada volevano proseguire in Polonia, mentre Svezia e Regno Unito pianificavano di sbarcare alla foce della Neva, per prendere San Pietroburgo e quindi puntare direttamente su Mosca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[i]Le campagne di Polonia e di Valacchia[/i]&lt;br /&gt;Prima ancora che le armate passassero i nuovi confini polacchi, una nuova crisi aveva colpito i quadri dell'esercito di Granada: lontano ormai da sei anni, il re era richiamato a gran voce a casa. Torres, il cui governo stava attraversando diverse difficoltà dovute alla durata della guerra, aveva bisogno della presenza stabilizzante del sovrano, che invece pareva completamente a suo agio al comando dell'esercito.&lt;br /&gt;Dopo le incessanti preghiere del suo primo ministro, a maggio il re iniziò il suo viaggio verso Granada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso mese ripresero a marciare gli eserciti. Il 7 entravano in Polonia bin Osama e Soult, il 10 McKeith e Stålhammar; solo il 1 giugno Lovinho, il sostituto di Nasr, arrivò da sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kutuzov ebbe l'ordine di ritirarsi del tutto dalla Polonia, portandosi con sé il re. L'abbandono di Varsavia da parte del monarca aiutò l'occupazione della Polonia, nel caos. Ufficialmente venne ridato il trono al re Poniatowski, ma per il momento il governo effettivo fu quello militare. Kutuzov entrò in Bielorussia, ma tornò indietro per cacciare gli assedianti di Hrodna e fermò l'avanzata fino a luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Valacchia invece, as-Sahl sconfisse Putschoff a giugno, per procedere e rioccupare tutta la Valcchia. Hikmet riconquistò Constanta e ponendo d'assedio Odessa a gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[i]La disastrosa campagna russa[/i]&lt;br /&gt;A luglio, il maresciallo russo riprese la ritirata, questa volta però facendo terra bruciata, contando sulla vastità delle terre russe.&lt;br /&gt;In effetti, nel primo mese di marcia, rifiutando lo scontro, Kutuzov fu in grado di rallentare considerevolmente gli avversari. Alla fine i generali inglese e svedese, pur con il parere negativo di Francia e Granada, che temevano una vittoria troppo decisiva da parte loro, marciarono verso il mare, dove si imbarcarono per la Svezia. Si sarebbe fatto lo sbarco il prima possibile, ma tale operazione venne ritardata dal proditorio attacco condotto tramite brulotti e navi incendiarie alla flotta svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due alleati, rimasti soli, continuarono la marcia, sempre più difficile a causa della mancanza di infrastrutture e rifornimenti; con l'arrivo dell'inverno, la situazione peggiorò solo. A pochi chilometri da Mosca, Kutuzov attaccò con tutti i suoi uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[i]La battaglia di Zvenigorod[/i]&lt;br /&gt;Il 3 novembre, gli ussari francesi erano arrivati nel villaggio di Lokotnya, a ovest di Mosca, sperando di trovarvi qualche provvista nascosa dai contadini in vista del ritorno. Avendo trovato ben poco, alcune pattuglie si spinsero, nella foresta, a Pokrovskoye. In quel tragitto incontrarono un battaglione di fanteria russa, che li sorprese e massacrò. Il battaglione continuò e mise in fuga i cavalieri.&lt;br /&gt;Verso le 13, a Onufriyevo, il corpo d'armata di Grion incontrò la divisione di Ivanov. Il corpo di Grion, uno dei più segnati dalla campagna, dovette ritirarsi. Kutuzov, ormai informato che l'esercito francese era sparso tra Tuchkovo e Sychevo, con le truppe disorganizzate e alla ricerca di riparo e cibo. Anzi, il problema sarebbe stato individuare ogni unità francese sparsa in quell'area.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il maresciallo ordinò a due corpi d'armata di procedere e incontrare il nemico, mentre si preparava per la marcia il 5° Corpo, quando arrivò la notizia che la fanteria di Lovinho stava arrivando da sud-ovest.&lt;br /&gt;L'arrivo della divisione di Mendez ad Akulovo, dove stazionava una batteria ippotrainata, prese di sorpresa Kutuzov, che credeva l'esercito di Granada più indietro. Il terzo corpo d'armata sotto il suo comando, che avrebbe dovuto attaccare a Tuchkovo, lo mandò a difendere Kubinka e richiamò i 50000 uomini di Sarzjin da nord, perché attaccassero i Francesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[continua]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6440828721918180408?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6440828721918180408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6440828721918180408' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6440828721918180408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6440828721918180408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/gli-ultimi-anni.html' title='Gli ultimi anni'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-933684060898833312</id><published>2008-12-14T22:56:00.002+01:00</published><updated>2008-12-14T22:56:48.684+01:00</updated><title type='text'>1810-1811: la controffensiva.</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_63195"&gt;Dokhturov, senza forze sufficienti per attaccare il cuore dell'Impero, si ritirò in Bulgaria e poi abbandonò pure quella, per tornare in Serbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Germania&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, gli eserciti in Europa occidentale non erano rimasti con le mani in mano. Tutti i nemici dei Russi avevano riorganizzato i loro quadri e l'organizzazione, adottando, come già detto, l'organizzazione in corpi d'armata e migliorando la logistica.&lt;br /&gt;Il 2 marzo 1810, fu siglato il cessate il fuoco tra Francia, Granada, Regno Unito e Svezia, che sarebbe durato fintanto che la minaccia russa fosse rimasta presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad aprile sbarcarono 22000 Inglesi in Frisia e 32000 Svedesi attraversarono il Kattegat per unirsi alle guarnigioni rimaste in Danimarca. Poco dopo anche Francesi e Granatini tornarono all'attacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La marcia fu nei primi tempi veloce: Kutuzov, accerchiato, abbandonò le regioni immediatamente confinanti con quelle occupate dai nemici e si spostò a est, lasciando la Sassonia al suo destino.&lt;br /&gt;L'esercito sassone tentò un'ultima difesa, che venne facilmente vinta. Inglesi e Svedesi da nord ebbero ragione degli alleati tedeschi di Kutuzov, Francia e Granada ripresero i territori occupati l'anno precedente dai Russi. Tuttavia, Kutuzov intercettò l'armata svedese, che era stata quella più veloce, al Goldberger See in Meclemburgo e la sconfisse, riconquistando Schwerin e inducendo i Britannici a fermarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovamente, l'avanzata degli alleati rallentò, in questo caso perché dovettero rioccupare praticamente tutti i territori persi; l'armata di Granada entrò in Austria e Nasr divise le sue forze, dirigendosi con una metà in Slovenia e mandando bin Osama in Boemia; l'armata francese invece proseguì abbastanza compatta verso est.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Boemia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bin Osama, quando entrò a giugno in Boemia, si ritrovò a dover combattere non contro l'esercito boemo, sbandato dopo la fuga del granduca, ma contro una guerriglia nata dopo la proclamazione della repubblica. Le fazioni filo-russe, armate eccellentemente durante l'occupazione, iniziarono la resistenza con un attentato al nuovo ministro dell'interno. Essendo fallito, si passò alla guerriglia vera e propria, normalmente contro i repubblicani collaborazionisti (essendo presente anche una fazione democratica ma filo-russa), a volte attaccando l'esercito granatino.&lt;br /&gt;Il generale, secondo gli ordini ricevuti, lasciò 5000 uomini e procedette a nord. Questa forza fu impegnata quasi fino al termine della guerra a combattere la tenace resistenza, dovuta anche al fatto che il generale Mexien appoggiò i Tedeschi boemi , la fazione più ricca e quindi che faceva più gola alle altre, nelle loro rivendicazioni di potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ungheria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nasr attaccò la Slovenia assieme all'esercito veneto ed emiliano condotto da Adolfo d'Este, catturando Maribor e quindi sconfiggendo i Russi a Celje. Nasr proseguì verso l'Ungheria, mentre Adolfo si diresse il Dalmazia, dove si incontrò con le forze del re ungherese, che erano rimaste bloccate in quella regione. Tuttavia, anche gli anti-laszlisti erano ben organizzati e armati e usarono la guerriglia per rallentare il re andaluso, mentre Dokhturov tornava velocemente a nord, lasciando solo due corpi d'armata a difesa dei Balcani meridionali. Contro ogni previsione, ad agosto i Russi fermarono l'offensiva, grazie anche all'aiuto dei loro partigiani, perdendo solo la pianura carpatica nord-occidentale, la Croazia e la Bosnia occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Europa orientale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Kutuzov aveva sconfitto gli Svedesi e fermato gli Inglesi, ma doveva continuare a ritirarsi, per incontrarsi coi rinforzi in arrivo dalla Bielorussia.&lt;br /&gt;A luglio, ormai solo la Prussia-Brandeburgo era ancora nelle mani dello zar. Ma gli eserciti si erano sparpagliati nell'avanzata, così Kutuzov tornò all'attacco, battendo di nuovo gli Svedesi, per poi rientrare in Anhalt e sconfiggere l'armata franco-inglese che aveva da poco finito l'assedio di Magdeburgo.&lt;br /&gt;Le continue schermaglie a cui sottoponeva i suoi nemici gli permisero di rimanere in Prussia fino a ottobre, pur perdendo molte miglia di territorio (e Berlino a settembre).&lt;br /&gt;Ma l'arrivo dei tre corpi d'armata di rinforzo permise a Kutuzov di vincere il nemico nella sanguinosa battaglia di Chodzież, dopo la quale tornò in Prussia e obbligò gli avversari a fermarsi per ricompattarsi. Arrivato l'inverno, si arrestarono le operazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I Balcani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A sud, fino a settembre 1810 la Bulgaria rimase occupata dai Russi, poiché l'impegno principale era quello di armare e addestrare, secondo gli standard desiderati dal sultano, le migliaia di coscritti provenienti da est. A settembre quindi l'esercito si scontrò contro l'armata di Putschoff, vincendola; questi si ritirò in Valacchia, lasciando che fossero i nuovi stati balcanici a vedersela con gli ex-padroni.&lt;br /&gt;Ma pure in questo caso, la resistenza degli indipendentisti (favorita anche dalla tolleranza zero degli Ottomani) impegnò gli alleati fino al 1811 inoltrato. Gli hajduk in pratica neutralizzarono la forza dell'armata dei Balcani, impedendo l'accerchiamento di Dokhturov.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La sconfitta di Dokhturov&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Finalmente, si ebbe ragione del tenace russo a febbraio del 1811. &lt;br /&gt;Mentre negli altri teatri le campagne erano già finite, Dokhturov volle approfittare della sollevazione di Seghedino per attaccare Nasr.&lt;br /&gt;L'esercito russo incontro i Granadini a nord di Seghedino all'alba del 3 febbraio. Dokhturov disponeva di 41000 Russi e coscritti locali, più 6000 anti-laszlisti. Nasr invece aveva 36000 veterani delle campagne in Germania, 2000 cavalieri tunisini e 14000 Ungheresi.&lt;br /&gt;La battaglia si svolse durante una pesante nevicata e per causa sua gli schieramenti fecero sì che gli Ungheresi si trovassero faccia a faccia; oltretutto gli anti-laszlisti avevano le uniformi ocra dell'esercito regolare, con solo un fazzoletto bianco al collo per distinguersi. Nei boschi sul fianco sinistro, la battaglia per molte ore rimase statica, fra qualche scarica di moschetteria, ordini confusi e assalti all'arma bianca le poche volte che ci si distingueva, e anche il resto della battaglia procedeva a stento.&lt;br /&gt;Dopo le pressanti richieste di Béla, Nasr mandò la Guardia sul fianco sinistro, dove riuscì a mettere in fuga i filo-russi (numerosi resoconti parlano di fuoco amico) e quindi la cavalleria granatina sconfisse quella russa, permettendo l'accerchiamento dei Russi, che dovettero ripiegare sul lago Feherto. Nasr, approfittando della presenza di batterie ippotrainate, completò il massacro facendo bombardare il lago ghiacciato. Due giorni dopo, braccato dai cavalleggeri andalusi, l'esercito di Dokhturov si arrese con l'onore delle armi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-933684060898833312?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/933684060898833312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=933684060898833312' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/933684060898833312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/933684060898833312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/1810-1811-la-controffensiva.html' title='1810-1811: la controffensiva.'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-4138227072533275570</id><published>2008-12-14T22:54:00.004+01:00</published><updated>2008-12-14T22:56:14.098+01:00</updated><title type='text'>1809-1810: il dilagare russo a sud</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_61333"&gt;Sperando di aprire un nuovo fronte, viste le vittorie di Kutuzov anche in inferiorità numerica, il governo russo decise di dedicarsi con più tenacia al fronte meridionale. Intanto, dopo nove mesi, ancora Francia e Granada non sembravano in grado di porre una seria minaccia a Kutuzov (a cui comunque furono mandati soldati dalla Finlandia, dato che ormai ci si accontentava di mantenere quanto già preso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La caduta della Boemia e dell'Austria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Propedeutico a tale piano era prima cacciare Turchi e Ungheresi dalla Boemia. Nel settembre del 1809 Dokhturov con 87000 uomini attaccò di nuovo la nazione, sconfiggendo questa volta entrambi.&lt;br /&gt;In un frangente del genere, gli alleati furono d'accordo e si ritirarono in Austria, mentre il granduca Jan Josif collaborò coi Russi.&lt;br /&gt;Un mese e mezzo dopo, avendo intuito le mosse del nemico, il generale russo riuscì a isolare gli Ottomani e a batterli a Mistelbach, lasciando che gli Ungheresi gli minacciassero il fianco destro: con la sconfitta dei Turchi, Ferenczi ordinò di tornare in Ungheria per difenderla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'invasione dell'Ungheria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Intanto che il granduca austriaco scappava a Verona, Dokhturov occupava il granducato e inseguiva i Turchi. 35000 soldati invasero di nuovo l'Ungheria da nord-est, in Transilvania. Una parte dell'armata di Dokhturov puntò il Veneto, ma l'esercito di Aldolfo d'Este evitò l'invasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ibrahim Bey tornò velocemente nel territorio ottomano e lasciò l'Ungheria da sola.&lt;br /&gt;Seppur infliggendo molte perdite, il generale Fodor non riuscì a contrastare l'invasione della Transilvania, lasciando l'intera Ungheria orientale alla mercé russa.&lt;br /&gt;Ferenczi tentò di resistere a Dokhturov impedendogli di passare il Danubio, ma l'onda d'urto era tale che a Komárno i Russi non solo riuscirono a costruire tre ponti sotto il fuoco ungherese, ma anche a sconfiggere i nemici. Persa definitivamente la Slovacchia, Ferenczi due giorni dopo cercò di approfittare del fiume alle spalle per attaccare i Russi nella vicina Tatabanya.&lt;br /&gt;La battaglia fu un disastro: 4/5 delle forze ungheresi caddero o furono presi prigionieri, poiché tutto il corpo russo aveva già passato il Danubio in quel momento. I Russi conquistarono facilmente Győr e indussero l'esercito magiaro a ripiegare verso ovest, potendo così occupare Budapest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questi eventi, le forze ungheresi erano nel caos: oltre ai numerosi caduti, le truppe moldave e transilvane rimaste disertarono, mentre i Croati e gli Slovacchi rimasero per lo più fedeli; gran parte degli equipaggiamenti dell'esercito erano andati perduti nella ritirata, tanto che molti soldati non avevano neanche il moschetto. Soprattutto, con la presa della capitale, gli oppositori a Ferenczi trovarono nuova forza e si appoggiarono ai Russi.&lt;br /&gt;Il re, con ormai meno di 20000 uomini, riparò in Istria. Subito gli alleati si operarono per aiutare almeno quello che rimaneva dell'alleato magiaro: una divisione tunisina fu mandata in Istria e svariate tonnellate di cannoni e armi leggere furono spedite da Francia e Granada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La campagna di Bosnia e Serbia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma i Russi non avevano intenzione di conquistare l'ultima parte di Ungheria non occupata: Dokhturov lasciò forze sufficienti a coprire i confini veneto e istriano e marciò ancora più a sud, forte dell'appoggio degli anti-laszlisti.&lt;br /&gt;Col nuovo parco d'artiglieria catturato agli Ungheresi, riuscì a conquistare i fortini di frontiera ottomani prima che Ibrahim Bey arrivasse. E anche il generale turco soccombette di fronte alle armate russe, perdendo a Dragelji e rimanendo ucciso in battaglia.&lt;br /&gt;La dispersione delle forze turche in Bosnia lasciò spazio ai movimenti indipendentisti balcanici. Fu proclamato a Sarajevo il Principato di Bosnia, a cui seguì quello di Herzegovina. Nel frattempo, governi fantoccio vennero posti in Transilvania e Moldavia.&lt;br /&gt;Dokhturov non incontrava resistenza e potè mandare due divisioni a prendere possesso della Vojvodina, dove di nuovo la popolazione locale si mostrò molto amichevole. L'assedio della guarnigione turca a Novi Sad durò un mese, prima della loro resa.&lt;br /&gt;Qui si evidenziarono i problemi militari dell'Impero Ottomano: nonostante gli sforzi volti a migliorare il suo apparato bellico, la capacità di armare e addestrare i coscritti era minima: molti reggimenti arruolati in quei mesi furono costretti a ricorrere alle armi bianche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dicembre, la flotta russa attaccò il distaccamento ottomano a Sukhumi, distruggendo, e poi puntò verso il Bosforo. La battaglia che ne conseguì, con navi turche, granatine, egiziane e tripolitane riuscì a fermare l'attacco dal mare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/11/Athosbattle.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 202px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/11/Athosbattle.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_61333"&gt;&lt;br /&gt;Ciò nonostante,  la marcia russa non si arrestò: a fine dicembre il resto della Serbia si liberò dall'impero.&lt;br /&gt;Dokhturov sembrava inarrestabile. Il sultano si decise a mandare i corpi migliori dell'esercito ad affrontare i Russi. Granada mandò tre divisioni provenienti dal Maghreb, più altri rinforzi vennero dalla Tripolitania e dall'Egitto. Le nuove truppe, inizialmente mandate in Grecia perché si temeva che il nazionalismo greco avrebbe di nuovo fatto scoppiare delle rivolte, si rivelarono inutili, perché i Russi invece di puntare a meridione, si diressero verso la Bulgaria, dove già da mesi gli agenti russi sobillavano i nazionalisti locali. Pur se nel pieno dell'inverno, la marcia fu travolgente anche in questo caso. Oltretutto, a febbraio altri 23000 uomini ridiscesero la costa del Mar Nero, assediando Constanta dopo aver travolto le truppe rimaste a difesa della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 28 febbraio 1810, 40000 fra Russi e volontari serbi, bosniaci, bulgari, montenegrini ed altri incontrarono a Gelvere 74000 Ottomani, fra cui i corpi dei Sipahi e dei Giannizzeri al gran completo. In dieci ore di combattimenti fra la neve, l'esercito turco fu messo in rotta e l'élite dell'armata decimata dalla cavalleria russa, che in quell'occasione resse praticamente da sola l'onere della battaglia. L'esito fu disastroso per il generale Tahsim Hikmet, che dovette abbandonare l'intera Bulgaria, mentre Constanta veniva presa e la Valacchia si sollevava contro Istanbul.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4e/Ochakiv_1788.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 1134px; height: 755px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4e/Ochakiv_1788.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_61333"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'assedio di Constanta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, la capitale stessa era in pericolo e i rinforzi arabici furono imbarcati in fretta e furia per la Tracia. Fortunatamente, i principali indipendentisti greci non si fidarono delle promesse russe e rimandarono la rivoluzione.&lt;br /&gt;Il comandante in capo, Ali as-Sahl, disponeva quindi di una forza abbastanza consistente tra soldati granadini, egiziani, libici, greci e albanesi, ma molto demoralizzata dalle sconfitte di quei mesi.&lt;br /&gt;Ma neanche il generale russo aveva tutto facile, poiché pure per il suo esercito si facevano sentire la lontananza da casa e i lunghi mesi di campagna, anche se la presa della Valacchia permetteva di accorciare le linee di rifornimento. Tuttavia, sapeva che la campagna sarebbe stata inutile se non avesse almeno minacciato il Bosforo e così continuò a procedere a sud. As-Sahl si mise a difesa di Edirne e lì diede battaglia, il 7 aprile. In questo caso, la fanteria riuscì a respingere la cavalleria russa e, sebbene il cedimento degli ausiliari impose ad as-Sahl di abbandonare il campo, Dokhturov perdette un gran numero di soldati. Pose l'assedio a Edirne, ma due settimane dopo, al ritorno dei nemici, ripiegò.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Balcan1809.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 550px; height: 536px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Balcan1809.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-4138227072533275570?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/4138227072533275570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=4138227072533275570' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4138227072533275570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4138227072533275570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/1809-1810-il-dilagare-russo-sud.html' title='1809-1810: il dilagare russo a sud'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-8297980667173676568</id><published>2008-12-14T22:54:00.001+01:00</published><updated>2008-12-14T22:54:34.671+01:00</updated><title type='text'>1808: il dilagare russo a nord</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_54929"&gt;Agli inizi dell'intervento russo, le cancellerie degli stati alleati avevano tentato di convincere lo zar ad accettare la collaborazione bellica, senza successo. Fino al luglio del 1808 la situazione russa rimase ambigua.&lt;br /&gt;In quel mese Kutuzov terminò l'occupazione della Prussia settentrionale, gli Ungheresi e i Turchi della Prussia meridionale. Non avendo le autorità con cui ufficializzare l'occupazione, fu instaurato il regime militare.&lt;br /&gt;Venne anche resa chiara la posizione russa: l'impero non era entrato in guerra in appoggio a Granada, Francia, Ungheria e Ottomani, ma per combattere la sfera d'influenza data dal SRI e dalla Svezia ed evitare che se ne venisse a creare una della coalizione. Pertanto, fu richiesto di abbandonare la Prussia orientale. Con il prevedibile "no", il generale russo Dokhturov attaccò con 57000 nuovi effettivi prima gli Ungheresi, battendoli a Skwierzyna e poi piombò sugli Ottomani, a Zawodzie. Contemporaneamente, Kutuzov invase il Meclemburgo e l'Holstein, abbattendone i regimi.&lt;br /&gt;Si spostò quindi nello Jutland, dove sconfisse il nuovo corpo di spedizione; non riuscì però a invadere né Fyn né le altre isole a causa della flotta svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornò sui suoi passi dopo aver piazzato degli uomini nelle piazzeforti, per affrontare i Francesi e i Granatini. I primi a incontrare il maresciallo furono Churrisque e Berthier, le cui forze furono prima divise e quindi sconfitte. Soult e Nasr erano quindi i prossimi, ma si capì che Kutuzov cercava lo scontro decisivo e l'avrebbe vinto e trovato facilmente, considerando le condizioni in cui erano le loro truppe: la maggior parte di loro s'alternava fra guarnigioni e campagne da ormai tre anni; le linee di rifornimento erano sempre più sottili e instabili, mentre Kutuzov aveva dalla sua truppe fresche, forti, incuranti del clima e dei rifornimenti. Fu deciso di ritirarsi. L'armata residua di Berthier e la Legione Polacca in testa rallentarono l'attraversamento dell'Elba dei Russi per il tempo sufficiente a ricollocare i depositi delle varie armate. Fu presa la decisione di tornare sulla difensiva e abbandonare l'Hannover e la Sassonia, in attesa che la macchina militare riprendesse a funzionare bene. Grouchy dovette lasciare nelle città olandesi solo le truppe locali e posizionarsi ai confini della Repubblica Batava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I teatri orientali fino al giugno 1809&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sconfitti in Prussia e Slesia, gli Ottomani e gli Ungheresi tornarono in Boemia. Adolfo d'Este a settembre fu obbligato a tornare in Italia, essendo morto il reggente, il fratello Antonio. Sempre in settembre, Dokhturov sconfisse gli Ottomani e penetrò nel territorio fino quasi a Praga, ma fu fermato da un precipitoso ripiegamento degli Ungheresi, che lo indusse a tornare indietro.&lt;br /&gt;A novembre gli Svedesi sbarcarono a Narva e la ripresero, senza però potersi spingere oltre. La flotta svedese sconfisse quella russa giusto prima del blocco dei porti a causa del ghiaccio.&lt;br /&gt;Nel marzo 1809 61000 soldati russi invasero i Balcani ottomani e altri 30000 l'Ungheria. Le truppe ungheresi riuscirono quasi subito a respingere gli invasori, ma il generale Kryuzev arrivò ad assediare Constanta, prima di essere costretto a ritirarsi.&lt;br /&gt;A febbraio invece i Cosacchi invasero i territori transcaucasici degli Ottomani. Furono battuti dalla grande armata calmucca, composta da quasi 100000 effettivi. Dopo questa vittoria, il sultano cancellò i limiti imposti al Calmucchi per la celebrazione dei riti buddisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La campagna di Frisia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche Kutuzov dovette fermarsi per qualche settimana. Il 4 settembre riprese l'offensiva, dividendo in due le sue forze. Tenne per sé 50000 soldati e mise al comando dei restanti 20000 Tormasov. L'ordine di Tormasov era di invadere la Frisia e far divergere le forze nemiche, per permettere una manovra a tenaglia della forza principale.&lt;br /&gt;Tormasov prese alla sprovvista Grouchy attaccando Groninga. Conquistò la poco difesa città e punto verso Beilen, dove i Francesi si stavano radunando. Tormasov riuscì a dividere la forza di Grouchy, attirando la divisione di Falza fino a Opsterland fingendo una manovra a tenaglia, mentre era tutta la forza russa che il comandante francese si ritrovò contro. Annientò la divisione, facendola fuggire a ovest, e si diresse verso Grouchy, che ancora aspettava l'attacco principale da nord. Pur mantenendo la superiorità numerica, Grouchy non fu in grado di opporsi alla cavalleria russa e il 26 settembre sgomberò Beilen lasciando sul campo circa tremila uomini contro i cinquecento russi.&lt;br /&gt;Nonostante l'importante vittoria a Beilen, Tormasov era sempre in inferiorità numerica, tant'è che aveva dovuto farsi mandare un migliaio di rinforzi per controllare Groninga.&lt;br /&gt;Grouchy richiamò 5000 soldati repubblicani e nel mentre tornò a Zwolle. Tormasov invece non trovò l'appoggio sperato dei monarchici olandesi, dato che la maggior parte era già fuggita in Inghilterra. Il 2 ottobre, in contemporeanea con Kutuzov, riprese l'offensiva e s'incontrò di nuovo con Grouchy. Le prime schermaglie si ebbero per il villaggio di Ten Arlo, seguite poi da scontri fra ussari e artiglieria a cavallo a Echten. A De Stuw i Russi furono rallentati dalla divisione olandese Limburg e dai corazzieri francesi; la battaglia si sviluppò fra i vari paesi e i Russi furono sempre in grado di respingere gli attacchi francesi, pur con perdite notevoli. Al tramonto, Tormasov si ritirò lasciando Grouchy padrone del campo, ma impossibilitato a inseguirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grouchy cercò di battere Tormasov a metà novembre, attaccandolo ad Assen, ma i suoi uomini demoralizzati non furono in grado di vincere la difesa russa e ci fu un nulla di fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La campagna di Kutuzov&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Kutuzov ebbe maggior successo: complice la disporsione delle forze francesi, attaccò di sorpresa la forza di Berthier a Bramsche e l'annientò. Si mosse poi a est, travolgendo il resto dei Francesi, che furono messi in rotta dopo la battaglia di Melle.&lt;br /&gt;Meglio non fece la forza di Nasr: quando la Sassonia si alleò con la Russia, il 7 ottobre, Nasr fece l'errore di mandare 40000 uomini verso ciò che credeva essere l'esercito sassone al completo, mentre era solo un'ala. Churrisque sconfisse perciò i pochi uomini di Frisk prima che s'impadronissero di Detmold, ma la forza principale sassone piombò assieme ai Russi sull'esercito granatino, il quale fu accerchiato nella regione di Warendorf. Sfruttando una notte di pioggia, i soldati di Nasr riuscirono ad aprirsi un passaggio a Sendehorst; tuttavia le strade erano in condizioni troppo cattive e i Russi furono capaci di richiudere la falla quando ancora tre divisioni dovevano passare. Dopo un giorno di combattimento, la retroguardia granatina si arrese.&lt;br /&gt;L'esercito di Granada ripiegò ordinatamente su Dortmund e i Francesi si attestarono a Münster. Le sconfitte colpirono soprattutto il morale dei Tedeschi e, quando interi reparti iniziarono a disertare, si decise di rimandarli nelle retrovie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kutuzov non potè però approfittare della sua vittoria. Oltre al mancato successo in Frisia, il 2 novembre gli Inglesi sbarcarono a Emden e poco più tardi gli Svedesi tornarono nello Jutland. Tornò precipitosamente a nord, obbligando la Sassonia a ritornare sulla difensiva (anche se riuscì a prendere Detmold quando Churrisque si ritirò).&lt;br /&gt;Mentre gli Svedesi con facilità prendevano la penisola e poi l'Holstein, il generale Stuart si fermò per assediare Amburgo, che sarebbe dovuta diventare il porto continentale della marina inglese. Grazie a questo blocco nell'assedio, Kutuzov potè riorganizzarsi e obbligare anche l'Hannover a fornire soldati. Il 30 gli Inglesi furono sconfitti e a fatica riuscirono a reimbarcarsi; con i (poch) rinforzi ottenuti in quei mesi, il maresciallo sconfisse poi gli Svedesi e liberò Lubecca, ma non raggiunse altri risultati.&lt;br /&gt;Kutuzov pregò più volte il suo S.M. di mandargli più uomini, ma tra il 1809 e il 1810 gli obbiettivi cambiarono e si passò dall'Europa centrale, ora più o meno pacificata, ai Carpazi e ai Balcani. Il maresciallo dovette richiamare in Hannover Tormasov a dicembre, ricevendo solo 30000 uomini dalla madrepatria, con i quali però liberò l'Holstein.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi avversari non stavano meglio, comunque. Il lungo periodo di riposo invernale fu necessario a Francia e Granada per riprendersi. Iniziarono gli studi strategici per introdurre l'organizzazione in corpi d'armata; inoltre, dato che iniziava a scarseggiare la liquidità in quella parte di Europa, le Ombre furono mandate in missione per recuperare la cassa delle divisioni arresesi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-8297980667173676568?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/8297980667173676568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=8297980667173676568' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8297980667173676568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8297980667173676568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/1808-il-dilagare-russo-nord.html' title='1808: il dilagare russo a nord'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-1538968300422676384</id><published>2008-12-14T22:51:00.003+01:00</published><updated>2008-12-14T22:54:04.481+01:00</updated><title type='text'>L'arrivo della Russia</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_51754"&gt;Lo zar Aleksandr I, nel primo 1808, decise che era giunto il suo momento. Senza aver avuto alcuna negoziazione con Granada e Ottomani, a febbraio dichiarò guerra a Impero, Regno Unito e Svezia. Unico alleato era il protettorato di Polonia. A marzo 9000 uomini invasero la Finlandia tedesca. Altri 12000 uomini invasero la Carelia. Entrambi gli schieramenti disponevano di truppe su sci, ma gli Svedesi erano più abili e riuscirono a rallentare l'avanzata russa. Cosa che invece non riuscì ai pochi difensori imperiali.&lt;br /&gt;A marzo partì l'invasione dell'Estonia, che cadde, seguita dalla Lettonia.&lt;br /&gt;Il 6 marzo, invece, 70000 Russi e 2000 Polacchi comandati dal maresciallo Kutuzov invasero la Piccola Polonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra su due fronti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La dichiarazione di guerra russa aumentò solo il caos che regnava in Germania.&lt;br /&gt;Non si riusciva a cacciare dalla Sassonia le armate di Brahe e Pedersen, ma a nord la morsa si faceva sempre più stretta.&lt;br /&gt;Dopo l'Hannover, fu la volta dell'Holstein, che cadde a febbraio.&lt;br /&gt;Allora, i generali in Sassonia preferirono ritirarsi, arrivando a Magdeburgo il 13 marzo.&lt;br /&gt;Sbarcarono in Holstein 6000 Inglesi e 10000 Svedesi; l'imperatore Otto però incominciava a volere la pace, mentre gli alleati erano ancora convinti di poter arrivare ad almeno un pareggio, soprattutto perché erano preoccupati dal proliferare di movimenti liberali in Europa centrale.&lt;br /&gt;Nel maggio del 1808 scoppiarono nuovi moti ad Aarhus, che la flotta svedese sedò.&lt;br /&gt;Churrisque e Berthier non riuscirono a vincere i 16000 del corpo di spedizione e 3000 tedeschi e danesi che si ritrovarono dinnanzi ad aprile. Soult fu sconfitto il 29 marzo, perdendo Braunschweig. Un mese dopo, Nasr e Soult batterono però Brahe e Pedersen, obbligandoli a ritornare a Magdeburgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nuova stasi nelle operazioni permise ai generali tedeschi e svedesi di evacuare Magdeburgo tra il 2 e il 4 maggio. La situazione era critica, dato che Kutuzov aveva sbaragliato i Prussiani il 21 marzo a Görlitz. Si ritrovò 200km da Berlino, mentre gli alleati arrancavano, trovandosi i ponti distrutti e i depositi dati alle fiamme dai Freikorps prussiani. La tempestiva marcia russa si fermò a Berlino, dove il margravio aveva intenzione di opporre resistenza. Per due mesi le difese berlinesi resistettero all'artiglieria russa. Brahe e Pedersen, muovendosi da Magdeburgo, sconfissero Ibrahim Bey e puntarono sul Kutuzov per alleggerire la pressione sulla città; il 7 maggio, Pedersen fu ferito a morte da un attacco delle Ombre. Il suo successore fu l'hannoveriano Albrecht Linn.&lt;br /&gt;Il piano era di distogliere le forze russe dall'assedio per il tempo sufficiente a Linn per rifornire di nuovo Berlino. Kutuzov, saputo del loro arrivo, lasciò 10000 uomini nelle ridotte attorno alla città e marciò sui nemici. L'estrema velocità con cui marciavano i soldati russi fu anche in questo caso spiazzante per gli avversari. Prima che potessero posizionarsi, sorprese Linn a Zehlendorf e lo sconfisse con tutta la sua forza. Nella notte marciò a sud e all'alba attaccò gli Svedesi a Lichterfelde, battendoli definitivamente. Berlino resistette ancora due settimane, poi cedette e Friedrich Wilhelm scappò dalla città con parte del governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il successo russo era grazie alla celerità di spostamento, dovuta a due motivi: il primo era puramente fisico, dato che i soldati erano abituati a marciare in ogni condizione e a sopportare la fatica e le privazioni; la maggior parte dei reparti non disponeva nemmeno di tende reggimentali per i soldati, che spesso dormivano all'adiaccio.&lt;br /&gt;Il secondo motivo era di carattere organizzativo: Kutuzov introdusse una più razionale divisione dell'esercito sopra il livello di divisione, i corpi d'armata. Ogni corpo d'armata, di grandezza stabilita, con effettivi di fanteria, cavalleria e artigliera, disponeva della propria logistica, dei propri genieri e degli altri servizi, rendendo la marcia molto più facile per grandi eserciti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b1/Kutuzov1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 397px; height: 513px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b1/Kutuzov1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_51754"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'esilio dell'Imperatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La caduta di Berlino diede agli alleati la possibilità di marciare a nord senza i due migliori generali nemici; il 12 giugno il corpo di spedizione fu sconfitto. In Meclemburgo l'esercito si ammutinò e ne nacque una rivolta che portò all'abdicazione del duca Friedrich Franz e all'instaurazione della repubblica.&lt;br /&gt;A luglio anche a Kiel scoppiarono rivolte. L'Holstein, teoricamente feudo del granduca di Danimarca, si staccò e divenne repubblica. Altri soldati svedesi e inglesi furono mandati in Danimarca, per assicurarsi almeno lo Jutland. Di fronte a quello che avveniva, l'imperatore decise di andarsene in Svezia, dove sperava di non rischiare ulteriormente.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-1538968300422676384?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/1538968300422676384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=1538968300422676384' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/1538968300422676384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/1538968300422676384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/larrivo-della-russia.html' title='L&apos;arrivo della Russia'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-7552758278662506596</id><published>2008-12-14T22:51:00.001+01:00</published><updated>2008-12-14T22:51:47.779+01:00</updated><title type='text'>La campagna del nord</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%" height="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" valign="top" width="100%"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="postbody" valign="top"&gt;&lt;span id="postmessage_51256"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo scandalo del Lippe-Detmold&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le vittorie, ci volle tempo perché l'esercito fosse nuovamente pronto a marciare. &lt;br /&gt;Solo a settembre Churrisque e Berthier poterono marciare nel Lippe-Detmold. Le nuove leve furono unite all'esercito di Durrheim, mentre Ferdinand guidava i 23000 suoi soldati. A Churrisque fu mandata la divisione portoghese da Nasr.&lt;br /&gt;Sebbene ora comandasse solo 20000 uomini, Churrisque riuscì a sconfiggere Ferdinand a Sehnrath, aprendosi la strada per Colonia, presa facilmente.&lt;br /&gt;Ugualmente, il 21 settembre Berthier vinse contro von Durrheim. Nella battaglia lo stesso generale tedesco rimase ucciso. &lt;br /&gt;Berthier impose al principe Ferdinand di firmare l'accordo che rendeva il principato cobelligerante francese e lo obbligava a fornire soldati. La notte precedente alla firma, il principe cercò di scappare da Colonia a Münster, città ancora sotto il suo controllo nominale. Fu però catturato; i due generali si accorsero che la forza d'opposizione principale al principe era quella dei repubblicani, la cui presenza nei posti chiave aveva reso sicuro tutto il conquistato. Cedettero così alle richieste dei repubblicani e diedero loro il principe perché fosse giudicato. Fu trovato colpevole di alto tradimento, tirannia e crimini contro il popolo. Fu giustiziato, con grande gioia anche del popolino, con un recente strumento francese: la ghigliottina. Suo figlio Leopold, a Münster, divenne il nuovo principe, anche se minorenne. L'esecuzione di un nobile per mano del popolo fece molto scalpore in tutta Europa ed ebbe il risultato di esasperare gli animi sia dei repubblicani che dei monarchici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sassonia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A est di Colonia iniziavano i possedimenti diretti dell'imperatore Otto VIII. Per sicurezza, si spostò da Dortmund a Oldenburgo.&lt;br /&gt;L'esercito di Nasr e Soult ora, passando dal Nassau, marciava sulla Sassonia. Soult battè l'armata dell'Elettore a Bebra, obbligandolo a ripiegare su Erfurt. Furono arruolate nuove armate in Hannover e in Prussia.&lt;br /&gt;L'assedio di Erfurt, a cui si dedicarono i Francesi, durò dal 2 ottobre al 5 dicembre, data in cui la guarnigione, con lo stesso Elettore, si arrese.&lt;br /&gt;Nel frattempo, Nasr incontrò l'esercito di Pedersen e quello svedese di Brahe. Nel primo scontro contro Pedersen, il 1 novembre, gli uomini di bin Osama si rivelarono inadatti a combattere nella neve, già caduta in quel mese. Nuovamente anche contro gli Svedesi Granada subì una lieve sconfitta. La soluzione fu di rifiutare lo scontro, se non attaccati per primi, fintanto che fosse stato inverno. Così, dopo Paderborn e Bockenem, a Lauenberg Nasr ottenne la ritirata dei nemici dopo due giorni di assalti alle sue posizioni.&lt;br /&gt;Un altro problema che si poneva era alimentare: già era sconsigliato alle truppe islamiche di praticare il sawm durante le campagne militari. Ora, in Nordeuropa maiale e alcolici erano i viveri più facili da reperire e utili a un esercito in marcia. La preponderanza di soldati musulmani non permetteva neanche di suddividere il cibo fra loro e altre confessioni in maniera equilibrata. Iniziando con i soldati meno pii e i più affamati, pian piano anche i divieti alimentari furono abbandonati in favore di un'alimentazione più abbondante in guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Erfurt alla fine venne presa e l'elettore Frederick Augustus III firmò l'atto che rendeva la Sassonia territorio occupato e neutrale nella guerra in corso. Soult e due divisioni granatine a gennaio si scontrarono contro Brahe e Pedersen a Nordhausen. La battaglia si rivelò inconcludente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La capitolazione Paesi Bassi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Grouchy, dopo Amsterdam, sembrava inarrestabile. Sconfisse sonoramente Dundas a Kampen il 12 agosto, quindi Willem e Dundas a Meppel. Dopo questa sconfitta, Lord Greenville stesso chiese che i soldati inglesi venissero richiamati in patria. Il re firmò l'armistizio il 18 agosto a Groninga e abdicò nuovamente, andando in Inghilterra. Fu richiamato Daendels a formare di nuovo il governo della Seconda Repubblica.&lt;br /&gt;Grouchy avrebbe dovuto invadere l'Hannover, ma aveva bisogno di altri uomini, avendone persi molti durante i due anni di campagna; questi però erano necessari in Francia, poiché si temeva uno sbarco inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La conquista dell'Hannover&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando, a ottobre, 15000 soldati tedeschi arrivarono per unirsi all'armata di Berthier, ripartì l'offensiva. L'armata del Lippe e di Hannover, contante 32000 uomini, fu battuta a Melle. Il principe Ernst tentò di dare nuovamente battaglia a Stadthagen, ma venne abbandonato dai suoi generali, che non volevano più combattere contro gli invasori.&lt;br /&gt;Churrisque questa volta prese l'iniziativa e offrì al principe di mantenerlo sul trono nonostante la forte opposizione, in cambio della costituzione e dell'appoggio logistico agli eserciti occupanti, più il possibile riconoscimento dell'indipendenza dopo la pace. Ernst accettò.&lt;br /&gt;Nel frattempo, essendo fuggito il principe Leopold, a Münster fu proclama la Repubblica di Westphalia, cobelligerante di Francia e Granada.&lt;br /&gt;L'imperatore cercò l'armistizio, ma gli fu richiesto di abolire l'impero. Rifiutò e si rifugiò in Danimarca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La campagna di Prussia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A novembre, gli Ottomani e gli Ungheresi entrarono in Slesia. L'inesistente coesione fra gli alleati e la scarsa tra Adolfo e Ibrahim permise al margravio di Prussia Friedrich Wilhelm di colpire duramente l'armata del bey per poi ritirarsi dalla regione. Con lentezza l'esercito marciò in Slesia, spesso saccheggiando, e poi nella Prussia meridionale e in Brandenburgo, perdendo decine di uomini alla settimana per la guerriglia che l'esercito prussiano praticava. Nonostante tutta la buona volontà, l'esercito si dovette fermare coi rigori di gennaio.&lt;/span&gt; &lt;div class="gen" id="post_51256" style="display: none; text-align: right;"&gt; &lt;textarea id="posttext_51256" rows="15" cols="35" wrap="virtual" class="post" style="width: 100%;" onkeyup="AJAXPostEditkeyUp(event, 51256)"&gt;[b]La campagna del nord[/b] [i]Lo scandalo del Lippe-Detmold[/i] Nonostante le vittorie, ci volle tempo perché l'esercito fosse nuovamente pronto a marciare. Solo a settembre Churrisque e Berthier poterono marciare nel Lippe-Detmold. Le nuove leve furono unite all'esercito di Durrheim, mentre Ferdinand guidava i 23000 suoi soldati. A Churrisque fu mandata la divisione portoghese da Nasr. Sebbene ora comandasse solo 20000 uomini, Churrisque riuscì a sconfiggere Ferdinand a Sehnrath, aprendosi la strada per Colonia, presa facilmente. Ugualmente, il 21 settembre Berthier vinse contro von Durrheim. Nella battaglia lo stesso generale tedesco rimase ucciso. Berthier impose al principe Ferdinand di firmare l'accordo che rendeva il principato cobelligerante francese e lo obbligava a fornire soldati. La notte precedente alla firma, il principe cercò di scappare da Colonia a Münster, città ancora sotto il suo controllo nominale. Fu però catturato; i due generali si accorsero che la forza d'opposizione principale al principe era quella dei repubblicani, la cui presenza nei posti chiave aveva reso sicuro tutto il conquistato. Cedettero così alle richieste dei repubblicani e diedero loro il principe perché fosse giudicato. Fu trovato colpevole di alto tradimento, tirannia e crimini contro il popolo. Fu giustiziato, con grande gioia anche del popolino, con un recente strumento francese: la ghigliottina. Suo figlio Leopold, a Münster, divenne il nuovo principe, anche se minorenne. L'esecuzione di un nobile per mano del popolo fece molto scalpore in tutta Europa ed ebbe il risultato di esasperare gli animi sia dei repubblicani che dei monarchici. [i]Sassonia[/i] A est di Colonia iniziavano i possedimenti diretti dell'imperatore Otto VIII. Per sicurezza, si spostò da Dortmund a Oldenburgo. L'esercito di Nasr e Soult ora, passando dal Nassau, marciava sulla Sassonia. Soult battè l'armata dell'Elettore a Bebra, obbligandolo a ripiegare su Erfurt. Furono arruolate nuove armate in Hannover e in Prussia. L'assedio di Erfurt, a cui si dedicarono i Francesi, durò dal 2 ottobre al 5 dicembre, data in cui la guarnigione, con lo stesso Elettore, si arrese. Nel frattempo, Nasr incontrò l'esercito di Pedersen e quello svedese di Brahe. Nel primo scontro contro Pedersen, il 1 novembre, gli uomini di bin Osama si rivelarono inadatti a combattere nella neve, già caduta in quel mese. Nuovamente anche contro gli Svedesi Granada subì una lieve sconfitta. La soluzione fu di rifiutare lo scontro, se non attaccati per primi, fintanto che fosse stato inverno. Così, dopo Paderborn e Bockenem, a Lauenberg Nasr ottenne la ritirata dei nemici dopo due giorni di assalti alle sue posizioni. Un altro problema che si poneva era alimentare: già era sconsigliato alle truppe islamiche di praticare il sawm durante le campagne militari. Ora, in Nordeuropa maiale e alcolici erano i viveri più facili da reperire e utili a un esercito in marcia. La preponderanza di soldati musulmani non permetteva neanche di suddividere il cibo fra loro e altre confessioni in maniera equilibrata. Iniziando con i soldati meno pii e i più affamati, pian piano anche i divieti alimentari furono abbandonati in favore di un'alimentazione più abbondante in guerra. Anche Erfurt alla fine venne presa e l'elettore Frederick Augustus III firmò l'atto che rendeva la Sassonia territorio occupato e neutrale nella guerra in corso. Soult e due divisioni granatine a gennaio si scontrarono contro Brahe e Pedersen a Nordhausen. La battaglia si rivelò inconcludente. [i]La capitolazione Paesi Bassi[/i] Grouchy, dopo Amsterdam, sembrava inarrestabile. Sconfisse sonoramente Dundas a Kampen il 12 agosto, quindi Willem e Dundas a Meppel. Dopo questa sconfitta, Lord Greenville stesso chiese che i soldati inglesi venissero richiamati in patria. Il re firmò l'armistizio il 18 agosto a Groninga e abdicò nuovamente, andando in Inghilterra. Fu richiamato Daendels a formare di nuovo il governo della Seconda Repubblica. Grouchy avrebbe dovuto invadere l'Hannover, ma aveva bisogno di altri uomini, avendone persi molti durante i due anni di campagna; questi però erano necessari in Francia, poiché si temeva uno sbarco inglese. [i]La conquista dell'Hannover[/i] Quando, a ottobre, 15000 soldati tedeschi arrivarono per unirsi all'armata di Berthier, ripartì l'offensiva. L'armata del Lippe e di Hannover, contante 32000 uomini, fu battuta a Melle. Il principe Ernst tentò di dare nuovamente battaglia a Stadthagen, ma venne abbandonato dai suoi generali, che non volevano più combattere contro gli invasori. Churrisque questa volta prese l'iniziativa e offrì al principe di mantenerlo sul trono nonostante la forte opposizione, in cambio della costituzione e dell'appoggio logistico agli eserciti occupanti, più il possibile riconoscimento dell'indipendenza dopo la pace. Ernst accettò. Nel frattempo, essendo fuggito il principe Leopold, a Münster fu proclama la Repubblica di Westphalia, cobelligerante di Francia e Granada. L'imperatore cercò l'armistizio, ma gli fu richiesto di abolire l'impero. Rifiutò e si rifugiò in Danimarca. [i]La campagna di Prussia[/i] A novembre, gli Ottomani e gli Ungheresi entrarono in Slesia. L'inesistente coesione fra gli alleati e la scarsa tra Adolfo e Ibrahim permise al margravio di Prussia Friedrich Wilhelm di colpire duramente l'armata del bey per poi ritirarsi dalla regione. Con lentezza l'esercito marciò in Slesia, spesso saccheggiando, e poi nella Prussia meridionale e in Brandenburgo, perdendo decine di uomini alla settimana per la guerriglia che l'esercito prussiano praticava. Nonostante tutta la buona volontà, l'esercito si dovette fermare coi rigori di gennaio.&lt;/textarea&gt;&lt;textarea id="orig_posttext_51256" rows="1" cols="1" style="display: none;"&gt;[b]La campagna del nord[/b] [i]Lo scandalo del Lippe-Detmold[/i] Nonostante le vittorie, ci volle tempo perché l'esercito fosse nuovamente pronto a marciare. Solo a settembre Churrisque e Berthier poterono marciare nel Lippe-Detmold. Le nuove leve furono unite all'esercito di Durrheim, mentre Ferdinand guidava i 23000 suoi soldati. A Churrisque fu mandata la divisione portoghese da Nasr. Sebbene ora comandasse solo 20000 uomini, Churrisque riuscì a sconfiggere Ferdinand a Sehnrath, aprendosi la strada per Colonia, presa facilmente. Ugualmente, il 21 settembre Berthier vinse contro von Durrheim. Nella battaglia lo stesso generale tedesco rimase ucciso. Berthier impose al principe Ferdinand di firmare l'accordo che rendeva il principato cobelligerante francese e lo obbligava a fornire soldati. La notte precedente alla firma, il principe cercò di scappare da Colonia a Münster, città ancora sotto il suo controllo nominale. Fu però catturato; i due generali si accorsero che la forza d'opposizione principale al principe era quella dei repubblicani, la cui presenza nei posti chiave aveva reso sicuro tutto il conquistato. Cedettero così alle richieste dei repubblicani e diedero loro il principe perché fosse giudicato. Fu trovato colpevole di alto tradimento, tirannia e crimini contro il popolo. Fu giustiziato, con grande gioia anche del popolino, con un recente strumento francese: la ghigliottina. Suo figlio Leopold, a Münster, divenne il nuovo principe, anche se minorenne. L'esecuzione di un nobile per mano del popolo fece molto scalpore in tutta Europa ed ebbe il risultato di esasperare gli animi sia dei repubblicani che dei monarchici. [i]Sassonia[/i] A est di Colonia iniziavano i possedimenti diretti dell'imperatore Otto VIII. Per sicurezza, si spostò da Dortmund a Oldenburgo. L'esercito di Nasr e Soult ora, passando dal Nassau, marciava sulla Sassonia. Soult battè l'armata dell'Elettore a Bebra, obbligandolo a ripiegare su Erfurt. Furono arruolate nuove armate in Hannover e in Prussia. L'assedio di Erfurt, a cui si dedicarono i Francesi, durò dal 2 ottobre al 5 dicembre, data in cui la guarnigione, con lo stesso Elettore, si arrese. Nel frattempo, Nasr incontrò l'esercito di Pedersen e quello svedese di Brahe. Nel primo scontro contro Pedersen, il 1 novembre, gli uomini di bin Osama si rivelarono inadatti a combattere nella neve, già caduta in quel mese. Nuovamente anche contro gli Svedesi Granada subì una lieve sconfitta. La soluzione fu di rifiutare lo scontro, se non attaccati per primi, fintanto che fosse stato inverno. Così, dopo Paderborn e Bockenem, a Lauenberg Nasr ottenne la ritirata dei nemici dopo due giorni di assalti alle sue posizioni. Un altro problema che si poneva era alimentare: già era sconsigliato alle truppe islamiche di praticare il sawm durante le campagne militari. Ora, in Nordeuropa maiale e alcolici erano i viveri più facili da reperire e utili a un esercito in marcia. La preponderanza di soldati musulmani non permetteva neanche di suddividere il cibo fra loro e altre confessioni in maniera equilibrata. Iniziando con i soldati meno pii e i più affamati, pian piano anche i divieti alimentari furono abbandonati in favore di un'alimentazione più abbondante in guerra. Anche Erfurt alla fine venne presa e l'elettore Frederick Augustus III firmò l'atto che rendeva la Sassonia territorio occupato e neutrale nella guerra in corso. Soult e due divisioni granatine a gennaio si scontrarono contro Brahe e Pedersen a Nordhausen. La battaglia si rivelò inconcludente. [i]La capitolazione Paesi Bassi[/i] Grouchy, dopo Amsterdam, sembrava inarrestabile. Sconfisse sonoramente Dundas a Kampen il 12 agosto, quindi Willem e Dundas a Meppel. Dopo questa sconfitta, Lord Greenville stesso chiese che i soldati inglesi venissero richiamati in patria. Il re firmò l'armistizio il 18 agosto a Groninga e abdicò nuovamente, andando in Inghilterra. Fu richiamato Daendels a formare di nuovo il governo della Seconda Repubblica. Grouchy avrebbe dovuto invadere l'Hannover, ma aveva bisogno di altri uomini, avendone persi molti durante i due anni di campagna; questi però erano necessari in Francia, poiché si temeva uno sbarco inglese. [i]La conquista dell'Hannover[/i] Quando, a ottobre, 15000 soldati tedeschi arrivarono per unirsi all'armata di Berthier, ripartì l'offensiva. L'armata del Lippe e di Hannover, contante 32000 uomini, fu battuta a Melle. Il principe Ernst tentò di dare nuovamente battaglia a Stadthagen, ma venne abbandonato dai suoi generali, che non volevano più combattere contro gli invasori. Churrisque questa volta prese l'iniziativa e offrì al principe di mantenerlo sul trono nonostante la forte opposizione, in cambio della costituzione e dell'appoggio logistico agli eserciti occupanti, più il possibile riconoscimento dell'indipendenza dopo la pace. Ernst accettò. Nel frattempo, essendo fuggito il principe Leopold, a Münster fu proclama la Repubblica di Westphalia, cobelligerante di Francia e Granada. L'imperatore cercò l'armistizio, ma gli fu richiesto di abolire l'impero. Rifiutò e si rifugiò in Danimarca. [i]La campagna di Prussia[/i] A novembre, gli Ottomani e gli Ungheresi entrarono in Slesia. L'inesistente coesione fra gli alleati e la scarsa tra Adolfo e Ibrahim permise al margravio di Prussia Friedrich Wilhelm di colpire duramente l'armata del bey per poi ritirarsi dalla regione. Con lentezza l'esercito marciò in Slesia, spesso saccheggiando, e poi nella Prussia meridionale e in Brandenburgo, perdendo decine di uomini alla settimana per la guerriglia che l'esercito prussiano praticava. Nonostante tutta la buona volontà, l'esercito si dovette fermare coi rigori di gennaio.&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;input value=" + " onclick="AJAXEnlargePostArea(51256);return false;" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input value=" - " onclick="AJAXShortenPostArea(51256);return false;" class="liteoption" type="button"&gt;   &lt;input onclick="AJAXEndPostEdit(51256, -1);return false;" value="Memorizza" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input onclick="AJAXCancelPostEdit(51256);return false;" value="Cancella" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;a href="http://bopitalia.org/portal/posting.php?mode=editpost&amp;amp;p=51256" class="gen"&gt;Attiva la modalità estesa di scrittura.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td class="genmed" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" valign="bottom" height="100%"&gt; &lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-7552758278662506596?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/7552758278662506596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=7552758278662506596' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7552758278662506596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7552758278662506596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/la-campagna-del-nord.html' title='La campagna del nord'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-8409998996597257721</id><published>2008-12-14T22:49:00.001+01:00</published><updated>2008-12-14T22:50:55.383+01:00</updated><title type='text'>L'intervento di Regno Unito e Svezia</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_49614"&gt;Il 2 marzo 1806, le due potenze dichiararono che avrebbero onorato l'alleanza con l'Impero. Il 29 40000 uomini svedesi sbarcarono in Danimarca per unirsi ai contingenti imperiali; una forza di spedizione di 21000 soldati inglesi invece sbarcò più tardi ad Amsterdam.&lt;br /&gt;Durante l'inverno, la coalizione aveva aumentato i suoi effettivi: ora 60000 uomini erano sotto il comando di Grouchy, Berthier ne aveva 29000 e Soult 68000; tuttavia, la Francia fu obbligata a introdurre la malvista levée en masse, mentre Granada, disponendo di un milione di professionisti solo in Europa, non ne ebbe bisogno. Churrisque aveva 23000 uomini e Nasr III, che aveva assunto la direzione di tutte le operazioni meridionali, 106000. Adolfo d'Este comandava ora 11000 uomini, più 24000 uomini di Ibrahim Bey. László Ferenczi aveva 50000 uomini, Béla 16000. I cobelligeranti in totale potevano fornire 42000 uomini. Altri 30000 circa se ne andavano su tutto il territorio nelle guarnigioni.&lt;br /&gt;I Paesi Bassi avevano penuria di uomini: fra sconfitte e diserzioni gli effettivi dell'esercito continentale non superavano i 19000 uomini; von Durrheim invece disponeva di 48000 uomini; l'esercito bavarese contava ancora 35000 uomini ma probabilmente sarebbero durati poco. Knut Pedersen comandava l'armata del nord, di 42000 uomini; un'armata prussiana contava ancora 29000 uomini. L'imperatore aveva ordinato la leva in massa, ma i suoi vassalli erano tuttavia restii a impegnarsi nella ricerca di uomini, prevedendo che con una tale quantità di uomini anche in campo avversario avrebbe significato enormi massacri; chi non aveva abbandonato l'imperatore, ora che arrivavano rapporti di armate sempre più grandi tentennava e prendeva tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Baviera e Nassau&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In aprile, Ferenczi e gli Ottomani iniziarono l'invasione della Baviera, lasciando Béla di guardia in Boemia. A Bad Aibling e a Willing l'armata bavarese venne annientata dalla schiacciante superiorità nemica e il duca si arrese. La Baviera divenne territorio occupato.&lt;br /&gt;Simultaneamente l'armata di Magonza, che ormai era divenuta insostenibile dalla popolazione, cercò nuovamente battaglia contro von Durrheim. La sconfitta di Lahnau fu agevolata dalla defezione del contingente del principe di Nassau-Weilburg, a cui era stato promessa l'indipendenza, l'elevazione a granduca e l'estensione dei suoi territori in base alle vecchie rivendicazioni dinastiche.&lt;br /&gt;Sconfitto von Durrheim, con l'Atto di Annessione del 14 maggio il principe Friedrich Wilhelm divenne granduca di Nassau, togliendo il potere ai rami collaterali della famiglia e triplicando i suoi territori. Due armate vennero velocemente reclutate, una in Sassonia e l'altra centrata sul principato di Lippe-Detmold, il cui principe Ferdinad aveva ereditato tutti i vicini del dominio originale tranne i vescovati grazie a un'accorta politica matrimoniale nelle ultime due generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paesi Bassi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Grouchy marciò a marzo verso Leida, dove si erano unite le forze militari degli alleati. Gli eserciti si scontrarono a Wassenaar, ma non ci furono vincitori. L'esercito di David Dundas riuscì a fermare gli attacchi francesi, ma entrambi gli eserciti si sganciarono durante la notte. Grouchy riuscì finalmente ad avere la meglio quando i suoi carri di rifornimento riuscirono a oltrepassare le alluvioni provocate dalle forti piogge dell'anno e sconfisse gli alleati, prendendo Leida, ma dovendoli lasciare ritirarsi verso Amsterdam.&lt;br /&gt;Era infatti il grande problema di quella guerra: le nazioni coinvolte avevano capito sin da subito che il teatro delle operazioni non avrebbe mai potuto sostentare tutti quegli uomini e quindi ogni esercito doveva fare affidamento su lunghissime colonne di rifornimento che partivano da molto lontano e rallentavano ogni manovra.&lt;br /&gt;Dopo Leida c'era ancora la piazzaforte di Haarlem. Allungare ancora di più le linee di rifornimento avrebbe richiesto ancora un mese circa, combattendo contro i partigiani orangisti e le incursioni dei Mariniers. Ciò sarebbe stato sufficiente a Haarlem per rafforzarsi e alle truppe alleate per riprendersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grouchy concepì un piano per ottenere dei rifornimenti con velocità e chiudere quindi la cittadina in una morsa. La flotta, una volta eliminata i concorrenti, avrebbe dovuto sbarcare materiale sufficiente per un mese e i cannoni d'assedio nella spiaggia di Zandvoort, vicino a Haarlem, luogo adatto per scaricare anche grandi quantità di materiale nonostante la mancanza di porto.&lt;br /&gt;Avendo anche la facoltà di ordinare di cercare lo scontro alla marina, Grouchy richiese che la flotta si occuppasse della Royal Navy. La flotta combinata uscì dal recente porto di Anversa. L'idea era di bloccare la flotta inglese dell'ammiraglio Nelson in porto, ma nella Manica un'improvvisa tempesta impedì alle navi di bloccare Portsmouth e diede tempo alle navi inglesi di prepararsi con calma. Il 29 aprile Nelson si trovò sopravvento e nella Manica sconfisse la flotta nemica, rompendone la linea di battaglia e obbligando le navi nemiche verso la costa. L'ammiraglio di Granada, Ignacio Navarrete, morì nello scontro e furono catturate quattro navi di linea, tre granatine e una francese.&lt;br /&gt;La sconfitta indusse il parlamento granatino a stanziare fondi per altre dieci navi di linea; Grouchy invece si vide rotte le uova nel paniere e fu obbligato a marciare facendo attenzione alle linee. Cinse d'assedio Haarlem il 2 maggio. Il 6 già l'esercito anglo-olandese si avvicinava. Nonostante l'attacco su due direzioni, Grouchy ebbe successo e, oltre a sconfiggere nuovamente gli alleati, ottenne la resa di Haarlem. Il 15 giugno l'esercito si era ripreso per avanzare su Amsterdam. Un reparto delle Ombre, aiutato dai repubblicani olandesi, s'introdusse nel porto di Amsterdam, facendone esplodere i depositi di polvere da sparo e incendiandone altri; un piccolo gruppo riuscì anche ad assassinare il commissario di porto, Bekmaar. Gli incursori ebbero pesanti perdite, ma riuscirono a creare scompiglio nella città.&lt;br /&gt;Un nuovo attacco, a luglio, colpì invece le fortificazioni della città. Conquistando due fortini avanzati, aprì la strada all'assalto finale, che conquistò la città il 15 luglio. Nonostante le pattuglie in mare, il governo si era già spostato da diversi giorni a Sneek, in Frisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra in Asia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fino all'arrivo di Gran Bretagna e Svezia, la guerra in Asia si era limitata ad alcune scaramucce e scontri navali. Il 3 ottobre del 1806, 4000 soldati granatini assediarono Palembang, dopo aver battuto i miliziani locali. Più tardi, 10000 soldati assediarono Jakarta. Avvennero pochi scontri, dettati dal terreno impraticabile, ai confini tra Regno Unito e Granada nel Borneo. La frontiera tra Vietnam e possedimenti continentali inglesi rimase invece tranquilla. Il 15 novembre la flotta svedese venne distrutta a Liat.&lt;br /&gt;A gennaio del 1807, in pieno monsone, i soldati olandesi e gli ausiliari indigeni conquistarono Luhou, capitale del Celebes francese. In seguito, anche Palawan fu occupata.&lt;br /&gt;Ad aprile dello stesso anno, il sultano di Delhi assediò l'olandese Cuttack, ma l'assedio si rivelò infruttuoso anche con gli artiglieri granatini. A maggio, l'ammiraglio al-Salmudi s'impadronì di Flores; da Timor, però, il generale Van Der Juns sbarcò e ricacciò gli invasori dall'isola svedese tre mesi dopo.&lt;br /&gt;Sumbawa fu attaccata dal mare, ma le batterie costiere impedirono lo sbarco.&lt;br /&gt;Palembang fu presa e con essa i centri minori a essa subordinati, ma Jakarta resistette fino al 1808, quando fu deciso di ritirarsi dall'impresa.&lt;br /&gt;Nel 1807, il porto di olandese di Ye, in Birmania, fu bombardato e occupato da una flotta combinata di Granada e Delhi. Tuttavia, il ritorno di 45 navi alla flotta olandese nell'Indiano permise di riprenderlo sconfiggendo gli alleati. Alla fine del 1807, una divisione granatina fu mandata per invadere la Malacca Britannica, ma fu fermata dalle malattie e il teatro di guerra rimase immobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Africa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La cattura del postale che portava la notizia della dichiarazione di guerra diede diversi mesi di vantaggio a Granada, anche perché la flotta europea svedese non riusciva ad avventurarsi oltre le isole britanniche. Il governatore Awaale Dalmar Khalid con 3000 soldati invase l'Africa Svedese. Conquistò il forte di Naftagor, sulla strada per Kisimayu, ma la forza si rivelò troppo piccola per proseguire e si ebbe lo stallo fino al 1810, quando con 7000 uomini sconfisse i difensori svedesi e gli ausiliari, conquistando Kisimayu, per poi tornare al punto di prima, quando l'appoggio delle tribù locali svanì.&lt;br /&gt;Nel 1808, fanti di marina turchi e una brigata d'assalto del Gujarat conquistarono l'insediamento inglese di Marquess Lawrence. Il comandante, Mustapha Emir, espulse tutti i residenti inglesi, deportandoli in una zona a nord, ancora indipendente da Zimbabwe, dove fondarono la città di Mozambick.&lt;br /&gt;A ovest, l'invasione del Congo era stata rimandata fino al 1807. In quell'anno, 20000 uomini, comprendenti la Guardia Askia e volontari francesi, cercarono di vincere la resistenza dei soldati congolesi; essi tuttavia riuscirono sempre, attuando la guerriglia, a bloccare ogni offensiva. La flotta inglese sbarcò a Sant'Elena, base fondamentale alle marine dei paesi nemici per doppiare Capo di Buona Speranza, nel 1809. Un anno dopo, la flotta di Granada riuscì a riprenderne possesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;America&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le ostilità iniziarono sin da subito, con la spedizione di Philippe Lafronge contro i territori olandesi in Nord America, con cui distrusse buona parte degli insediamenti, e olandesi e nativi.&lt;br /&gt;Anche nella Guyana olandese gli scontri furono duri e sanguinosi, tanto che gli irregolari francesi, oltre a battere l'invasione inglese dei territori sudamericani fecero sì che si formasse una terra di nessuno, larga fino a 150-200 km, fra Guyana francese e Guyana olandese, cacciando i coloni. Appena iniziata la guerra, con facilità gli Inglesi occuparono i territori granatini in America e tentarono, senza riuscirci, di prendere Madera.&lt;br /&gt;Nel 1809 fu tentata l'invasione del Nordamerica francese da parte degli inglesi d'ambo le direzioni, ma dopo mesi di marce i coloni francesi ebbero gioco facile a sterminare i britannici.&lt;br /&gt;Con l'Atto di Troyes, che dava agli ex-schiavi francesi tutte le libertà civili tranne il diritto di emigrazione, nel 1810 scoppiarono numerose rivolte nel Sudamerica inglese e olandese, fomentate da agenti francesi. La maggior parte venne soppressa, ma in due regioni i filo-francesi riuscirono a resistere sino alla fine della guerra: in quella di Holy Spirit (Esprito Saincto in creolo), con capitale Victorya, e quella di Assuntion Fort, a nord. Con l'aiuto di volontari e materiali francesi e iberici, queste due enclave rimasero nuovi territori francesi per tutta la guerra.&lt;br /&gt;Sempre nel 1810, l'imperatore azteco fu convinto ad entrare in guerra contro la Francia. Il governatorato francese tuttavia riuscì sia a respingere lo sbarco inglese sia a sconfiggere sonoramente a Durangue l'esercito azteco, il cui generale Nochtli sopravvalutò l'appena formata cavalleria azteca, che fu travolta dai pochi lancieri francesi presenti, i quali misero in rotta i troppi pochi moschettieri, determinando la sconfitta e un nuovo trattato di pace, in cui metà delle terre dei Zacatechi furono cedute alla Francia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Americhe1811.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 752px; height: 575px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Americhe1811.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%" height="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" valign="top" width="100%"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="postbody" valign="top"&gt;&lt;span id="postmessage_49614"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I cambiamenti di frontiera in Centroamerica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;div class="gen" id="post_49614" style="display: none; text-align: right;"&gt; &lt;textarea id="posttext_49614" rows="15" cols="35" wrap="virtual" class="post" style="width: 100%;" onkeyup="AJAXPostEditkeyUp(event, 49614)"&gt;[b]L'intervento di Regno Unito e Svezia[/b] Il 2 marzo 1806, le due potenze dichiararono che avrebbero onorato l'alleanza con l'Impero. Il 29 40000 uomini svedesi sbarcarono in Danimarca per unirsi ai contingenti imperiali; una forza di spedizione di 21000 soldati inglesi invece sbarcò più tardi ad Amsterdam. Durante l'inverno, la coalizione aveva aumentato i suoi effettivi: ora 60000 uomini erano sotto il comando di Grouchy, Berthier ne aveva 29000 e Soult 68000; tuttavia, la Francia fu obbligata a introdurre la malvista levée en masse, mentre Granada, disponendo di un milione di professionisti solo in Europa, non ne ebbe bisogno. Churrisque aveva 23000 uomini e Nasr III, che aveva assunto la direzione di tutte le operazioni meridionali, 106000. Adolfo d'Este comandava ora 11000 uomini, più 24000 uomini di Ibrahim Bey. László Ferenczi aveva 50000 uomini, Béla 16000. I cobelligeranti in totale potevano fornire 42000 uomini. Altri 30000 circa se ne andavano su tutto il territorio nelle guarnigioni. I Paesi Bassi avevano penuria di uomini: fra sconfitte e diserzioni gli effettivi dell'esercito continentale non superavano i 19000 uomini; von Durrheim invece disponeva di 48000 uomini; l'esercito bavarese contava ancora 35000 uomini ma probabilmente sarebbero durati poco. Knut Pedersen comandava l'armata del nord, di 42000 uomini; un'armata prussiana contava ancora 29000 uomini. L'imperatore aveva ordinato la leva in massa, ma i suoi vassalli erano tuttavia restii a impegnarsi nella ricerca di uomini, prevedendo che con una tale quantità di uomini anche in campo avversario avrebbe significato enormi massacri; chi non aveva abbandonato l'imperatore, ora che arrivavano rapporti di armate sempre più grandi tentennava e prendeva tempo. [i]Baviera e Nassau[/i] In aprile, Ferenczi e gli Ottomani iniziarono l'invasione della Baviera, lasciando Béla di guardia in Boemia. A Bad Aibling e a Willing l'armata bavarese venne annientata dalla schiacciante superiorità nemica e il duca si arrese. La Baviera divenne territorio occupato. Simultaneamente l'armata di Magonza, che ormai era divenuta insostenibile dalla popolazione, cercò nuovamente battaglia contro von Durrheim. La sconfitta di Lahnau fu agevolata dalla defezione del contingente del principe di Nassau-Weilburg, a cui era stato promessa l'indipendenza, l'elevazione a granduca e l'estensione dei suoi territori in base alle vecchie rivendicazioni dinastiche. Sconfitto von Durrheim, con l'Atto di Annessione del 14 maggio il principe Friedrich Wilhelm divenne granduca di Nassau, togliendo il potere ai rami collaterali della famiglia e triplicando i suoi territori. Due armate vennero velocemente reclutate, una in Sassonia e l'altra centrata sul principato di Lippe-Detmold, il cui principe Ferdinad aveva ereditato tutti i vicini del dominio originale tranne i vescovati grazie a un'accorta politica matrimoniale nelle ultime due generazioni. [i]Paesi Bassi[/i] Grouchy marciò a marzo verso Leida, dove si erano unite le forze militari degli alleati. Gli eserciti si scontrarono a Wassenaar, ma non ci furono vincitori. L'esercito di David Dundas riuscì a fermare gli attacchi francesi, ma entrambi gli eserciti si sganciarono durante la notte. Grouchy riuscì finalmente ad avere la meglio quando i suoi carri di rifornimento riuscirono a oltrepassare le alluvioni provocate dalle forti piogge dell'anno e sconfisse gli alleati, prendendo Leida, ma dovendoli lasciare ritirarsi verso Amsterdam. Era infatti il grande problema di quella guerra: le nazioni coinvolte avevano capito sin da subito che il teatro delle operazioni non avrebbe mai potuto sostentare tutti quegli uomini e quindi ogni esercito doveva fare affidamento su lunghissime colonne di rifornimento che partivano da molto lontano e rallentavano ogni manovra. Dopo Leida c'era ancora la piazzaforte di Haarlem. Allungare ancora di più le linee di rifornimento avrebbe richiesto ancora un mese circa, combattendo contro i partigiani orangisti e le incursioni dei Mariniers. Ciò sarebbe stato sufficiente a Haarlem per rafforzarsi e alle truppe alleate per riprendersi. Grouchy concepì un piano per ottenere dei rifornimenti con velocità e chiudere quindi la cittadina in una morsa. La flotta, una volta eliminata i concorrenti, avrebbe dovuto sbarcare materiale sufficiente per un mese e i cannoni d'assedio nella spiaggia di Zandvoort, vicino a Haarlem, luogo adatto per scaricare anche grandi quantità di materiale nonostante la mancanza di porto. Avendo anche la facoltà di ordinare di cercare lo scontro alla marina, Grouchy richiese che la flotta si occuppasse della Royal Navy. La flotta combinata uscì dal recente porto di Anversa. L'idea era di bloccare la flotta inglese dell'ammiraglio Nelson in porto, ma nella Manica un'improvvisa tempesta impedì alle navi di bloccare Portsmouth e diede tempo alle navi inglesi di prepararsi con calma. Il 29 aprile Nelson si trovò sopravvento e nella Manica sconfisse la flotta nemica, rompendone la linea di battaglia e obbligando le navi nemiche verso la costa. L'ammiraglio di Granada, Ignacio Navarrete, morì nello scontro e furono catturate quattro navi di linea, tre granatine e una francese. La sconfitta indusse il parlamento granatino a stanziare fondi per altre dieci navi di linea; Grouchy invece si vide rotte le uova nel paniere e fu obbligato a marciare facendo attenzione alle linee. Cinse d'assedio Haarlem il 2 maggio. Il 6 già l'esercito anglo-olandese si avvicinava. Nonostante l'attacco su due direzioni, Grouchy ebbe successo e, oltre a sconfiggere nuovamente gli alleati, ottenne la resa di Haarlem. Il 15 giugno l'esercito si era ripreso per avanzare su Amsterdam. Un reparto delle Ombre, aiutato dai repubblicani olandesi, s'introdusse nel porto di Amsterdam, facendone esplodere i depositi di polvere da sparo e incendiandone altri; un piccolo gruppo riuscì anche ad assassinare il commissario di porto, Bekmaar. Gli incursori ebbero pesanti perdite, ma riuscirono a creare scompiglio nella città. Un nuovo attacco, a luglio, colpì invece le fortificazioni della città. Conquistando due fortini avanzati, aprì la strada all'assalto finale, che conquistò la città il 15 luglio. Nonostante le pattuglie in mare, il governo si era già spostato da diversi giorni a Sneek, in Frisia. [i]La guerra in Asia[/i] Fino all'arrivo di Gran Bretagna e Svezia, la guerra in Asia si era limitata ad alcune scaramucce e scontri navali. Il 3 ottobre del 1806, 4000 soldati granatini assediarono Palembang, dopo aver battuto i miliziani locali. Più tardi, 10000 soldati assediarono Jakarta. Avvennero pochi scontri, dettati dal terreno impraticabile, ai confini tra Regno Unito e Granada nel Borneo. La frontiera tra Vietnam e possedimenti continentali inglesi rimase invece tranquilla. Il 15 novembre la flotta svedese venne distrutta a Liat. A gennaio del 1807, in pieno monsone, i soldati olandesi e gli ausiliari indigeni conquistarono Luhou, capitale del Celebes francese. In seguito, anche Palawan fu occupata. Ad aprile dello stesso anno, il sultano di Delhi assediò l'olandese Cuttack, ma l'assedio si rivelò infruttuoso anche con gli artiglieri granatini. A maggio, l'ammiraglio al-Salmudi s'impadronì di Flores; da Timor, però, il generale Van Der Juns sbarcò e ricacciò gli invasori dall'isola svedese tre mesi dopo. Sumbawa fu attaccata dal mare, ma le batterie costiere impedirono lo sbarco. Palembang fu presa e con essa i centri minori a essa subordinati, ma Jakarta resistette fino al 1808, quando fu deciso di ritirarsi dall'impresa. Nel 1807, il porto di olandese di Ye, in Birmania, fu bombardato e occupato da una flotta combinata di Granada e Delhi. Tuttavia, il ritorno di 45 navi alla flotta olandese nell'Indiano permise di riprenderlo sconfiggendo gli alleati. Alla fine del 1807, una divisione granatina fu mandata per invadere la Malacca Britannica, ma fu fermata dalle malattie e il teatro di guerra rimase immobile. [i]Africa[/i] La cattura del postale che portava la notizia della dichiarazione di guerra diede diversi mesi di vantaggio a Granada, anche perché la flotta europea svedese non riusciva ad avventurarsi oltre le isole britanniche. Il governatore Awaale Dalmar Khalid con 3000 soldati invase l'Africa Svedese. Conquistò il forte di Naftagor, sulla strada per Kisimayu, ma la forza si rivelò troppo piccola per proseguire e si ebbe lo stallo fino al 1810, quando con 7000 uomini sconfisse i difensori svedesi e gli ausiliari, conquistando Kisimayu, per poi tornare al punto di prima, quando l'appoggio delle tribù locali svanì. Nel 1808, fanti di marina turchi e una brigata d'assalto del Gujarat conquistarono l'insediamento inglese di Marquess Lawrence. Il comandante, Mustapha Emir, espulse tutti i residenti inglesi, deportandoli in una zona a nord, ancora indipendente da Zimbabwe, dove fondarono la città di Mozambick. A ovest, l'invasione del Congo era stata rimandata fino al 1807. In quell'anno, 20000 uomini, comprendenti la Guardia Askia e volontari francesi, cercarono di vincere la resistenza dei soldati congolesi; essi tuttavia riuscirono sempre, attuando la guerriglia, a bloccare ogni offensiva. La flotta inglese sbarcò a Sant'Elena, base fondamentale alle marine dei paesi nemici per doppiare Capo di Buona Speranza, nel 1809. Un anno dopo, la flotta di Granada riuscì a riprenderne possesso. [i]America[/i] Le ostilità iniziarono sin da subito, con la spedizione di Philippe Lafronge contro i territori olandesi in Nord America, con cui distrusse buona parte degli insediamenti, e olandesi e nativi. Anche nella Guyana olandese gli scontri furono duri e sanguinosi, tanto che gli irregolari francesi, oltre a battere l'invasione inglese dei territori sudamericani fecero sì che si formasse una terra di nessuno, larga fino a 150-200 km, fra Guyana francese e Guyana olandese, cacciando i coloni. Appena iniziata la guerra, con facilità gli Inglesi occuparono i territori granatini in America e tentarono, senza riuscirci, di prendere Madera. Nel 1809 fu tentata l'invasione del Nordamerica francese da parte degli inglesi d'ambo le direzioni, ma dopo mesi di marce i coloni francesi ebbero gioco facile a sterminare i britannici. Con l'Atto di Troyes, che dava agli ex-schiavi francesi tutte le libertà civili tranne il diritto di emigrazione, nel 1810 scoppiarono numerose rivolte nel Sudamerica inglese e olandese, fomentate da agenti francesi. La maggior parte venne soppressa, ma in due regioni i filo-francesi riuscirono a resistere sino alla fine della guerra: in quella di Holy Spirit (Esprito Saincto in creolo), con capitale Victorya, e quella di Assuntion Fort, a nord. Con l'aiuto di volontari e materiali francesi e iberici, queste due enclave rimasero nuovi territori francesi per tutta la guerra. Sempre nel 1810, l'imperatore azteco fu convinto ad entrare in guerra contro la Francia. Il governatorato francese tuttavia riuscì sia a respingere lo sbarco inglese sia a sconfiggere sonoramente a Durangue l'esercito azteco, il cui generale Nochtli sopravvalutò l'appena formata cavalleria azteca, che fu travolta dai pochi lancieri francesi presenti, i quali misero in rotta i troppi pochi moschettieri, determinando la sconfitta e un nuovo trattato di pace, in cui metà delle terre dei Zacatechi furono cedute alla Francia. [img]http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Americhe1811.jpg[/img] [i]I cambiamenti di frontiera in Centroamerica[/i]&lt;/textarea&gt;&lt;textarea id="orig_posttext_49614" rows="1" cols="1" style="display: none;"&gt;[b]L'intervento di Regno Unito e Svezia[/b] Il 2 marzo 1806, le due potenze dichiararono che avrebbero onorato l'alleanza con l'Impero. Il 29 40000 uomini svedesi sbarcarono in Danimarca per unirsi ai contingenti imperiali; una forza di spedizione di 21000 soldati inglesi invece sbarcò più tardi ad Amsterdam. Durante l'inverno, la coalizione aveva aumentato i suoi effettivi: ora 60000 uomini erano sotto il comando di Grouchy, Berthier ne aveva 29000 e Soult 68000; tuttavia, la Francia fu obbligata a introdurre la malvista levée en masse, mentre Granada, disponendo di un milione di professionisti solo in Europa, non ne ebbe bisogno. Churrisque aveva 23000 uomini e Nasr III, che aveva assunto la direzione di tutte le operazioni meridionali, 106000. Adolfo d'Este comandava ora 11000 uomini, più 24000 uomini di Ibrahim Bey. László Ferenczi aveva 50000 uomini, Béla 16000. I cobelligeranti in totale potevano fornire 42000 uomini. Altri 30000 circa se ne andavano su tutto il territorio nelle guarnigioni. I Paesi Bassi avevano penuria di uomini: fra sconfitte e diserzioni gli effettivi dell'esercito continentale non superavano i 19000 uomini; von Durrheim invece disponeva di 48000 uomini; l'esercito bavarese contava ancora 35000 uomini ma probabilmente sarebbero durati poco. Knut Pedersen comandava l'armata del nord, di 42000 uomini; un'armata prussiana contava ancora 29000 uomini. L'imperatore aveva ordinato la leva in massa, ma i suoi vassalli erano tuttavia restii a impegnarsi nella ricerca di uomini, prevedendo che con una tale quantità di uomini anche in campo avversario avrebbe significato enormi massacri; chi non aveva abbandonato l'imperatore, ora che arrivavano rapporti di armate sempre più grandi tentennava e prendeva tempo. [i]Baviera e Nassau[/i] In aprile, Ferenczi e gli Ottomani iniziarono l'invasione della Baviera, lasciando Béla di guardia in Boemia. A Bad Aibling e a Willing l'armata bavarese venne annientata dalla schiacciante superiorità nemica e il duca si arrese. La Baviera divenne territorio occupato. Simultaneamente l'armata di Magonza, che ormai era divenuta insostenibile dalla popolazione, cercò nuovamente battaglia contro von Durrheim. La sconfitta di Lahnau fu agevolata dalla defezione del contingente del principe di Nassau-Weilburg, a cui era stato promessa l'indipendenza, l'elevazione a granduca e l'estensione dei suoi territori in base alle vecchie rivendicazioni dinastiche. Sconfitto von Durrheim, con l'Atto di Annessione del 14 maggio il principe Friedrich Wilhelm divenne granduca di Nassau, togliendo il potere ai rami collaterali della famiglia e triplicando i suoi territori. Due armate vennero velocemente reclutate, una in Sassonia e l'altra centrata sul principato di Lippe-Detmold, il cui principe Ferdinad aveva ereditato tutti i vicini del dominio originale tranne i vescovati grazie a un'accorta politica matrimoniale nelle ultime due generazioni. [i]Paesi Bassi[/i] Grouchy marciò a marzo verso Leida, dove si erano unite le forze militari degli alleati. Gli eserciti si scontrarono a Wassenaar, ma non ci furono vincitori. L'esercito di David Dundas riuscì a fermare gli attacchi francesi, ma entrambi gli eserciti si sganciarono durante la notte. Grouchy riuscì finalmente ad avere la meglio quando i suoi carri di rifornimento riuscirono a oltrepassare le alluvioni provocate dalle forti piogge dell'anno e sconfisse gli alleati, prendendo Leida, ma dovendoli lasciare ritirarsi verso Amsterdam. Era infatti il grande problema di quella guerra: le nazioni coinvolte avevano capito sin da subito che il teatro delle operazioni non avrebbe mai potuto sostentare tutti quegli uomini e quindi ogni esercito doveva fare affidamento su lunghissime colonne di rifornimento che partivano da molto lontano e rallentavano ogni manovra. Dopo Leida c'era ancora la piazzaforte di Haarlem. Allungare ancora di più le linee di rifornimento avrebbe richiesto ancora un mese circa, combattendo contro i partigiani orangisti e le incursioni dei Mariniers. Ciò sarebbe stato sufficiente a Haarlem per rafforzarsi e alle truppe alleate per riprendersi. Grouchy concepì un piano per ottenere dei rifornimenti con velocità e chiudere quindi la cittadina in una morsa. La flotta, una volta eliminata i concorrenti, avrebbe dovuto sbarcare materiale sufficiente per un mese e i cannoni d'assedio nella spiaggia di Zandvoort, vicino a Haarlem, luogo adatto per scaricare anche grandi quantità di materiale nonostante la mancanza di porto. Avendo anche la facoltà di ordinare di cercare lo scontro alla marina, Grouchy richiese che la flotta si occuppasse della Royal Navy. La flotta combinata uscì dal recente porto di Anversa. L'idea era di bloccare la flotta inglese dell'ammiraglio Nelson in porto, ma nella Manica un'improvvisa tempesta impedì alle navi di bloccare Portsmouth e diede tempo alle navi inglesi di prepararsi con calma. Il 29 aprile Nelson si trovò sopravvento e nella Manica sconfisse la flotta nemica, rompendone la linea di battaglia e obbligando le navi nemiche verso la costa. L'ammiraglio di Granada, Ignacio Navarrete, morì nello scontro e furono catturate quattro navi di linea, tre granatine e una francese. La sconfitta indusse il parlamento granatino a stanziare fondi per altre dieci navi di linea; Grouchy invece si vide rotte le uova nel paniere e fu obbligato a marciare facendo attenzione alle linee. Cinse d'assedio Haarlem il 2 maggio. Il 6 già l'esercito anglo-olandese si avvicinava. Nonostante l'attacco su due direzioni, Grouchy ebbe successo e, oltre a sconfiggere nuovamente gli alleati, ottenne la resa di Haarlem. Il 15 giugno l'esercito si era ripreso per avanzare su Amsterdam. Un reparto delle Ombre, aiutato dai repubblicani olandesi, s'introdusse nel porto di Amsterdam, facendone esplodere i depositi di polvere da sparo e incendiandone altri; un piccolo gruppo riuscì anche ad assassinare il commissario di porto, Bekmaar. Gli incursori ebbero pesanti perdite, ma riuscirono a creare scompiglio nella città. Un nuovo attacco, a luglio, colpì invece le fortificazioni della città. Conquistando due fortini avanzati, aprì la strada all'assalto finale, che conquistò la città il 15 luglio. Nonostante le pattuglie in mare, il governo si era già spostato da diversi giorni a Sneek, in Frisia. [i]La guerra in Asia[/i] Fino all'arrivo di Gran Bretagna e Svezia, la guerra in Asia si era limitata ad alcune scaramucce e scontri navali. Il 3 ottobre del 1806, 4000 soldati granatini assediarono Palembang, dopo aver battuto i miliziani locali. Più tardi, 10000 soldati assediarono Jakarta. Avvennero pochi scontri, dettati dal terreno impraticabile, ai confini tra Regno Unito e Granada nel Borneo. La frontiera tra Vietnam e possedimenti continentali inglesi rimase invece tranquilla. Il 15 novembre la flotta svedese venne distrutta a Liat. A gennaio del 1807, in pieno monsone, i soldati olandesi e gli ausiliari indigeni conquistarono Luhou, capitale del Celebes francese. In seguito, anche Palawan fu occupata. Ad aprile dello stesso anno, il sultano di Delhi assediò l'olandese Cuttack, ma l'assedio si rivelò infruttuoso anche con gli artiglieri granatini. A maggio, l'ammiraglio al-Salmudi s'impadronì di Flores; da Timor, però, il generale Van Der Juns sbarcò e ricacciò gli invasori dall'isola svedese tre mesi dopo. Sumbawa fu attaccata dal mare, ma le batterie costiere impedirono lo sbarco. Palembang fu presa e con essa i centri minori a essa subordinati, ma Jakarta resistette fino al 1808, quando fu deciso di ritirarsi dall'impresa. Nel 1807, il porto di olandese di Ye, in Birmania, fu bombardato e occupato da una flotta combinata di Granada e Delhi. Tuttavia, il ritorno di 45 navi alla flotta olandese nell'Indiano permise di riprenderlo sconfiggendo gli alleati. Alla fine del 1807, una divisione granatina fu mandata per invadere la Malacca Britannica, ma fu fermata dalle malattie e il teatro di guerra rimase immobile. [i]Africa[/i] La cattura del postale che portava la notizia della dichiarazione di guerra diede diversi mesi di vantaggio a Granada, anche perché la flotta europea svedese non riusciva ad avventurarsi oltre le isole britanniche. Il governatore Awaale Dalmar Khalid con 3000 soldati invase l'Africa Svedese. Conquistò il forte di Naftagor, sulla strada per Kisimayu, ma la forza si rivelò troppo piccola per proseguire e si ebbe lo stallo fino al 1810, quando con 7000 uomini sconfisse i difensori svedesi e gli ausiliari, conquistando Kisimayu, per poi tornare al punto di prima, quando l'appoggio delle tribù locali svanì. Nel 1808, fanti di marina turchi e una brigata d'assalto del Gujarat conquistarono l'insediamento inglese di Marquess Lawrence. Il comandante, Mustapha Emir, espulse tutti i residenti inglesi, deportandoli in una zona a nord, ancora indipendente da Zimbabwe, dove fondarono la città di Mozambick. A ovest, l'invasione del Congo era stata rimandata fino al 1807. In quell'anno, 20000 uomini, comprendenti la Guardia Askia e volontari francesi, cercarono di vincere la resistenza dei soldati congolesi; essi tuttavia riuscirono sempre, attuando la guerriglia, a bloccare ogni offensiva. La flotta inglese sbarcò a Sant'Elena, base fondamentale alle marine dei paesi nemici per doppiare Capo di Buona Speranza, nel 1809. Un anno dopo, la flotta di Granada riuscì a riprenderne possesso. [i]America[/i] Le ostilità iniziarono sin da subito, con la spedizione di Philippe Lafronge contro i territori olandesi in Nord America, con cui distrusse buona parte degli insediamenti, e olandesi e nativi. Anche nella Guyana olandese gli scontri furono duri e sanguinosi, tanto che gli irregolari francesi, oltre a battere l'invasione inglese dei territori sudamericani fecero sì che si formasse una terra di nessuno, larga fino a 150-200 km, fra Guyana francese e Guyana olandese, cacciando i coloni. Appena iniziata la guerra, con facilità gli Inglesi occuparono i territori granatini in America e tentarono, senza riuscirci, di prendere Madera. Nel 1809 fu tentata l'invasione del Nordamerica francese da parte degli inglesi d'ambo le direzioni, ma dopo mesi di marce i coloni francesi ebbero gioco facile a sterminare i britannici. Con l'Atto di Troyes, che dava agli ex-schiavi francesi tutte le libertà civili tranne il diritto di emigrazione, nel 1810 scoppiarono numerose rivolte nel Sudamerica inglese e olandese, fomentate da agenti francesi. La maggior parte venne soppressa, ma in due regioni i filo-francesi riuscirono a resistere sino alla fine della guerra: in quella di Holy Spirit (Esprito Saincto in creolo), con capitale Victorya, e quella di Assuntion Fort, a nord. Con l'aiuto di volontari e materiali francesi e iberici, queste due enclave rimasero nuovi territori francesi per tutta la guerra. Sempre nel 1810, l'imperatore azteco fu convinto ad entrare in guerra contro la Francia. Il governatorato francese tuttavia riuscì sia a respingere lo sbarco inglese sia a sconfiggere sonoramente a Durangue l'esercito azteco, il cui generale Nochtli sopravvalutò l'appena formata cavalleria azteca, che fu travolta dai pochi lancieri francesi presenti, i quali misero in rotta i troppi pochi moschettieri, determinando la sconfitta e un nuovo trattato di pace, in cui metà delle terre dei Zacatechi furono cedute alla Francia. [img]http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Americhe1811.jpg[/img] [i]I cambiamenti di frontiera in Centroamerica[/i]&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;input value=" + " onclick="AJAXEnlargePostArea(49614);return false;" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input value=" - " onclick="AJAXShortenPostArea(49614);return false;" class="liteoption" type="button"&gt;   &lt;input onclick="AJAXEndPostEdit(49614, -1);return false;" value="Memorizza" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input onclick="AJAXCancelPostEdit(49614);return false;" value="Cancella" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;a href="http://bopitalia.org/portal/posting.php?mode=editpost&amp;amp;p=49614" class="gen"&gt;Attiva la modalità estesa di scrittura.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td class="genmed" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" valign="bottom" height="100%"&gt; &lt;span class="postbody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-8409998996597257721?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/8409998996597257721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=8409998996597257721' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8409998996597257721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8409998996597257721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/lintervento-di-regno-unito-e-svezia.html' title='L&apos;intervento di Regno Unito e Svezia'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-7153426226963886717</id><published>2008-12-14T22:48:00.002+01:00</published><updated>2008-12-14T22:49:36.775+01:00</updated><title type='text'>La caduta del meridione imperiale</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_49109"&gt;L'annientamento dell'esercito meridionale di Baden (24000 fra morti e feriti e 7000 prigionieri), segnò il collasso del fronte, i cui sovrani erano sempre stati i meno favorevoli all'Impero centralizzato. Baden fu catturato il 16 settembre da una pattuglia di Ombre; a Stoccarda, dove il margravio di Württemberg si era ritirato con l'armata sconfitta, furono definiti i termini dell'armistizio separato tra Francia, Granada, Baden e Württemberg. Un'armata franco-granatina comandata da Berthier e Churisque, con 42000 uomini, arrivò nel tardo settembre a Magonza, obbligando von Durrheim a ritirarsi per ricongiungersi con l'armata del Lippe-Detmold, sconfitta dalla nuova forza d'invasione. Di questa forza faceva parte anche la Legione Polacca, circa 5000 uomini guidati da Józef Antoni Poniatowski, nipote del re decaduto Stanislaw August.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 ottobre, l'esercito turco-granatino-magiaro sconfisse facilmente i difensori tirolesi asseragliatisi nella Passeiertal, a Moos. Nello stesso periodo, le autorità elvetiche, che avevano sempre mantenuto numerosi privilegi istituzionali, dichiararono l'indipendenza e la cobelligeranza con la coalizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferenczi entrò in Austria senza incontrare resistenze.&lt;br /&gt;Chiusa tra due fuochi, anche l'Austria si arrese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Trattato di Vaduz&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il 4 novembre, i generali coallizzati s'incontrarono al castello di Vaduz con i principali signori dell'Impero che si erano arresi: il duca Heinrich IV di Baden, il margravio Elmar di Württemberg, il granduca d'Austria Franz Josif e il granduca di Boemia Jan Josef. Non parteciparono invece i delegati dei cantoni elvetici, che trattarono separatamente con Francia e Granada.&lt;br /&gt;I 28 punti del trattato stabilivano che i nobili tedeschi avrebbero avuto la loro indipendenza dal SRI riconosciuta dalle potenze cobelligeranti e che avrebbero ottenuto i territori da loro rivendicati dinasticamente. In cambio avrebbero fornito contingenti di truppe e rifornimenti in caso di bisogno. I loro domini non sarebbero stati considerati territori occupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione svizzera era più complicata: lo Tagsatzung bandito subito dopo la proclamazione dell'indipendenza vide lo scontro dei cantoni in cui prevalevano gli interessi rurali e quelli in cui prevaleva la borghesia urbana. Quest'ultimi erano favorevoli al mantenimento dello stato di confederazione avuto durante l'Impero, gli altri erano per un rafforzamento del potere centrale.&lt;br /&gt;Luigi XVIII appoggiò i rurali, normalmente filofrancesi e adatti a contrastare il peso germanico dei nuovi alleati; la minaccia del ritiro del supporto francese alla Lega fece vincere gli accentratori, i cui delegati si riunirono con gli ambasciatori francese e granatino. Fu accordato il permesso di non contribuire direttamente allo sforzo militare (anche se numerosi volontari si arruolarono nell'esercito francese); l'indipendenza sarebbe stata riconosciuta dai cobelligeranti e si sarebbe istituita una confederazione (Confederazione Elvetica), che lasciava meno libertà ai cantoni. Per controbilanciare fu accettato di porre la capitale nella germanofona Berna.&lt;br /&gt;A dicembre, fu accordato al duca di Sardegna-Piemonte quanto deciso a Vaduz per gli altri. In Lombardia e Veneto, rimase però l'occupazione militare, granatina e turca nella prima, granatina e ungherese nella seconda; Milano, Venezia, Mantova e Verona furono dichiarate città franche.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cache.virtualtourist.com/1944177-Schloss_Castle_Vaduz-Vaduz.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 560px; height: 389px;" src="http://cache.virtualtourist.com/1944177-Schloss_Castle_Vaduz-Vaduz.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%" height="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" valign="top" width="100%"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="postbody" valign="top"&gt;&lt;span id="postmessage_49109"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La conquista della Zelanda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Con la presa di Sluis, Grouchy si ritrovò un esercito olandese ad Anversa, che già gli aveva aperto le porte e che si era subito ricreduta e le aveva aperte anche all'esercito dei Paesi Bassi. Il 5 ottobre Grouchy evitò l'accerchiamento tentato dallo stadhouder nella nebbia e lo sconfisse a Peisels en Verre. Accettò nuovamente la sottomissione di Anversa, dove però stazionò una guarnigione e tornò in Zelanda, dove Willem si era ritirato. Il grande vantaggio dei difensori era la flotta, che poteva difendere le numerose isole; tuttavia, la flotta combinata franco-granatina, forte di 34 navi di linea e 13 fregate, riuscì ad ingaggiare battaglia con quella olandese; in inferiorità numerica, l'ammiraglio Van Driesil si arrese all'isola di Texel, in Frisia dopo tre giorni di combattimenti e perdite per circa 12000 marinai olandesi e 3000 alleati.&lt;br /&gt;Con la flotta messa a tacere, Grouchy iniziò l'invasione della Zelanda; a Goes incontrò di nuovo l'esercito nemico, impedendogli di difendere la cittadina. Willem decise, dopo la nuova sconfitta, di ritirarsi dalla regione; nella ritirata, non avendo abbastanza navi per tornare in Olanda, furono catturati circa diecimila uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le rivolte in Germania&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nell'inverno tra il 1805 e il 1806 fu siglata una tregua di cinque mesi, durante i quali le fazioni si riorganizzarono e si prepararono alle nuove battaglie. Dopo la battaglia inconcludente di Kesselbach, a nord di Magonza, Berthier e Churisque tornarono a Magonza, dove altri effettivi francesi si unirono a loro.&lt;br /&gt;L'imperatore temeva che gli altri signori dell'Impero seguissero gli esempi visti, ma quell'anno non fu ancora abbandonato. Aprì negoziazioni con Russia e Polonia per assicurarsi la neutralità, ma non ebbe risposte. Chiese l'aiuto a Svezia e Regno Unito; dopo estenuanti negoziazioni nel gennaio del 1806 le due nazioni accettarono d'intervenire. Non ebbero invece successo gli inviti allo Stato Pontificio e al regno di Napoli d'invadere da sud, perché entrambi gli stati erano troppo impegnati a reprimere i dissidi interni e a stabilizzare le loro economie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima sommossa avvenne in Svizzera nel dicembre del 1805: nei cantoni di Jura e Lucerna erano avvenute molte requisizioni di viveri per le guarnigioni francesi e di fronte all'immobilità del governo neoformato, i pochi Urbani presenti ne approfittarono per insediarsi nelle diete cantonali e s'ingraziarono la popolazione risolvendo di propria tasca la situazione; il successo spinse anche gli Urbani a Basilea, Solothurn e Zurigo a prendere le armi contro i Rurali. I cinque cantoni proclamarono la secessione e, riunitisi in confederazione, pretesero il riconoscimento di un'entità indipendente. Pochi giorni dopo le due fazioni di Aargau si accordarono per entrare senza conflitti nella confederazione.&lt;br /&gt;La Confederazione di Zurigo non fu riconosciuta da nessuna nazione. Tuttavia, la milizia cantonale era già pronta a difendere i confini del nuovo stato. Combattere sulle Alpi svizzere in pieno inverno non era consigliabile, ma i sovrani in gioco ritennero che servisse dimostrare che ogni rivolta avrebbe avuto vita breve. Aargau fu pacificato con relativa facilità dai Francesi, ma sulle alture serie la poca resistenza era sufficiente a bloccare l'offensiva. Nasr allora inviò un reggimento di fanteria leggera basca. Furono loro consegnate uniformi adatte al clima e le attrezzature più moderne per i movimenti in montagna; con l'Ordinanza 1498 fu abbandonato il divieto di equipaggiare fuori dallo standard i reggimenti dell'esercito, o per necessità o per distinzioni di merito.&lt;br /&gt;Il corpo di spedizione ebbe alcuni successi, ma il suo numero ne inficiavia l'efficiacia. Nel corso dell'inverno si aggiunsero due compagnie degli Chasseurs du Jura e una dei Confinari piemontesi, riuniti nella Brigata Alpina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Württemberg e Baden l'opposizone filoimperiale era molto forte: si formarono numerosi corpi di resistenza, operanti per la maggior parte nelle campagne, spesso costituiti dagli Jäger; fu mandata la fanteria leggera e la cavalleria per aiutare gli eserciti regolari. Nei mesi invernali furono molto aspri i combattimenti nelle foreste e nei campi; particolarmente difficile fu soprattutto la campagna contro gli insorti nella Selva Nera. Fu imposta la legge marziale in ogni regione colpita da atti definiti di "brigantaggio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2 gennaio a Praga gli studenti universitari manifestarono per ottenere una costituzione; le dimostrazioni degenerarono quando intervenne l'esercito e agli studenti si unirono molte persone che criticavano genericamente il governo del duca.&lt;br /&gt;Nei giorni successivi altri focolai sorsero in altre città della Boemia.&lt;br /&gt;László era favorevole ai rivoltosi e non agì; il duca invece non aveva intenzione di cedere e represse i moti liberali; obbligato dagli alleati, il re ungherese ritirò il supporto e intervenne nella regione del monte Jirny, dove alcuni militari si erano ammutinati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ancora c'era la speranza che venissero appoggiati i rivoluzionari cechi, la società segreta dei Köhler approfittò dell'assenza del duca di Baviera, nella sua residenza di Ratisbona, per iniziare le proprie rivolte, il 13 gennaio, a Monaco, Augusta e altri centri importanti. Con l'appoggio di quasi metà dell'esercito ducale, il 15 fu proclamata la Repubblica Bavarese. Fino ad aprile inoltrato proseguirono gli scontri tra repubblicani e monarchici, con l'intervento dell'armata del conte Axel von Weimar. La repubblica cercò l'aiuto degli invasori, ma in ottemperanza agli accordi nessun soldato oltrepassò il confine stabilito. A marzo la rivoluzione era terminata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A marzo anche la secessione svizzera era stata messa a tacere: la Brigata Alpina e l'esercito regolare della Confederazione sorpresero l'armata dei secessionisti aggregatasi nella piana di Laufen, pronta a tentare l'ultima offensiva. Con la sconfitta a Laufen, i capi della rivolta furono obbligati alla resa.&lt;/span&gt; &lt;div class="gen" id="post_49109" style="display: none; text-align: right;"&gt; &lt;textarea id="posttext_49109" rows="15" cols="35" wrap="virtual" class="post" style="width: 100%;" onkeyup="AJAXPostEditkeyUp(event, 49109)"&gt;[b]La caduta del meridione imperiale[/b] L'annientamento dell'esercito meridionale di Baden (24000 fra morti e feriti e 7000 prigionieri), segnò il collasso del fronte, i cui sovrani erano sempre stati i meno favorevoli all'Impero centralizzato. Baden fu catturato il 16 settembre da una pattuglia di Ombre; a Stoccarda, dove il margravio di Württemberg si era ritirato con l'armata sconfitta, furono definiti i termini dell'armistizio separato tra Francia, Granada, Baden e Württemberg. Un'armata franco-granatina comandata da Berthier e Churisque, con 42000 uomini, arrivò nel tardo settembre a Magonza, obbligando von Durrheim a ritirarsi per ricongiungersi con l'armata del Lippe-Detmold, sconfitta dalla nuova forza d'invasione. Di questa forza faceva parte anche la Legione Polacca, circa 5000 uomini guidati da Józef Antoni Poniatowski, nipote del re decaduto Stanislaw August. Il 3 ottobre, l'esercito turco-granatino-magiaro sconfisse facilmente i difensori tirolesi asseragliatisi nella Passeiertal, a Moos. Nello stesso periodo, le autorità elvetiche, che avevano sempre mantenuto numerosi privilegi istituzionali, dichiararono l'indipendenza e la cobelligeranza con la coalizione. Ferenczi entrò in Austria senza incontrare resistenze. Chiusa tra due fuochi, anche l'Austria si arrese. [i]Il Trattato di Vaduz[/i] Il 4 novembre, i generali coallizzati s'incontrarono al castello di Vaduz con i principali signori dell'Impero che si erano arresi: il duca Heinrich IV di Baden, il margravio Elmar di Württemberg, il granduca d'Austria Franz Josif e il granduca di Boemia Jan Josef. Non parteciparono invece i delegati dei cantoni elvetici, che trattarono separatamente con Francia e Granada. I 28 punti del trattato stabilivano che i nobili tedeschi avrebbero avuto la loro indipendenza dal SRI riconosciuta dalle potenze cobelligeranti e che avrebbero ottenuto i territori da loro rivendicati dinasticamente. In cambio avrebbero fornito contingenti di truppe e rifornimenti in caso di bisogno. I loro domini non sarebbero stati considerati territori occupati. La questione svizzera era più complicata: lo Tagsatzung bandito subito dopo la proclamazione dell'indipendenza vide lo scontro dei cantoni in cui prevalevano gli interessi rurali e quelli in cui prevaleva la borghesia urbana. Quest'ultimi erano favorevoli al mantenimento dello stato di confederazione avuto durante l'Impero, gli altri erano per un rafforzamento del potere centrale. Luigi XVIII appoggiò i rurali, normalmente filofrancesi e adatti a contrastare il peso germanico dei nuovi alleati; la minaccia del ritiro del supporto francese alla Lega fece vincere gli accentratori, i cui delegati si riunirono con gli ambasciatori francese e granatino. Fu accordato il permesso di non contribuire direttamente allo sforzo militare (anche se numerosi volontari si arruolarono nell'esercito francese); l'indipendenza sarebbe stata riconosciuta dai cobelligeranti e si sarebbe istituita una confederazione (Confederazione Elvetica), che lasciava meno libertà ai cantoni. Per controbilanciare fu accettato di porre la capitale nella germanofona Berna. A dicembre, fu accordato al duca di Sardegna-Piemonte quanto deciso a Vaduz per gli altri. In Lombardia e Veneto, rimase però l'occupazione militare, granatina e turca nella prima, granatina e ungherese nella seconda; Milano, Venezia, Mantova e Verona furono dichiarate città franche. [img]http://cache.virtualtourist.com/1944177-Schloss_Castle_Vaduz-Vaduz.jpg[/img]  [i]La conquista della Zelanda[/i] Con la presa di Sluis, Grouchy si ritrovò un esercito olandese ad Anversa, che già gli aveva aperto le porte e che si era subito ricreduta e le aveva aperte anche all'esercito dei Paesi Bassi. Il 5 ottobre Grouchy evitò l'accerchiamento tentato dallo stadhouder nella nebbia e lo sconfisse a Peisels en Verre. Accettò nuovamente la sottomissione di Anversa, dove però stazionò una guarnigione e tornò in Zelanda, dove Willem si era ritirato. Il grande vantaggio dei difensori era la flotta, che poteva difendere le numerose isole; tuttavia, la flotta combinata franco-granatina, forte di 34 navi di linea e 13 fregate, riuscì ad ingaggiare battaglia con quella olandese; in inferiorità numerica, l'ammiraglio Van Driesil si arrese all'isola di Texel, in Frisia dopo tre giorni di combattimenti e perdite per circa 12000 marinai olandesi e 3000 alleati. Con la flotta messa a tacere, Grouchy iniziò l'invasione della Zelanda; a Goes incontrò di nuovo l'esercito nemico, impedendogli di difendere la cittadina. Willem decise, dopo la nuova sconfitta, di ritirarsi dalla regione; nella ritirata, non avendo abbastanza navi per tornare in Olanda, furono catturati circa diecimila uomini. [i]Le rivolte in Germania[/i] Nell'inverno tra il 1805 e il 1806 fu siglata una tregua di cinque mesi, durante i quali le fazioni si riorganizzarono e si prepararono alle nuove battaglie. Dopo la battaglia inconcludente di Kesselbach, a nord di Magonza, Berthier e Churisque tornarono a Magonza, dove altri effettivi francesi si unirono a loro. L'imperatore temeva che gli altri signori dell'Impero seguissero gli esempi visti, ma quell'anno non fu ancora abbandonato. Aprì negoziazioni con Russia e Polonia per assicurarsi la neutralità, ma non ebbe risposte. Chiese l'aiuto a Svezia e Regno Unito; dopo estenuanti negoziazioni nel gennaio del 1806 le due nazioni accettarono d'intervenire. Non ebbero invece successo gli inviti allo Stato Pontificio e al regno di Napoli d'invadere da sud, perché entrambi gli stati erano troppo impegnati a reprimere i dissidi interni e a stabilizzare le loro economie. La prima sommossa avvenne in Svizzera nel dicembre del 1805: nei cantoni di Jura e Lucerna erano avvenute molte requisizioni di viveri per le guarnigioni francesi e di fronte all'immobilità del governo neoformato, i pochi Urbani presenti ne approfittarono per insediarsi nelle diete cantonali e s'ingraziarono la popolazione risolvendo di propria tasca la situazione; il successo spinse anche gli Urbani a Basilea, Solothurn e Zurigo a prendere le armi contro i Rurali. I cinque cantoni proclamarono la secessione e, riunitisi in confederazione, pretesero il riconoscimento di un'entità indipendente. Pochi giorni dopo le due fazioni di Aargau si accordarono per entrare senza conflitti nella confederazione. La Confederazione di Zurigo non fu riconosciuta da nessuna nazione. Tuttavia, la milizia cantonale era già pronta a difendere i confini del nuovo stato. Combattere sulle Alpi svizzere in pieno inverno non era consigliabile, ma i sovrani in gioco ritennero che servisse dimostrare che ogni rivolta avrebbe avuto vita breve. Aargau fu pacificato con relativa facilità dai Francesi, ma sulle alture serie la poca resistenza era sufficiente a bloccare l'offensiva. Nasr allora inviò un reggimento di fanteria leggera basca. Furono loro consegnate uniformi adatte al clima e le attrezzature più moderne per i movimenti in montagna; con l'Ordinanza 1498 fu abbandonato il divieto di equipaggiare fuori dallo standard i reggimenti dell'esercito, o per necessità o per distinzioni di merito. Il corpo di spedizione ebbe alcuni successi, ma il suo numero ne inficiavia l'efficiacia. Nel corso dell'inverno si aggiunsero due compagnie degli Chasseurs du Jura e una dei Confinari piemontesi, riuniti nella Brigata Alpina. In Württemberg e Baden l'opposizone filoimperiale era molto forte: si formarono numerosi corpi di resistenza, operanti per la maggior parte nelle campagne, spesso costituiti dagli Jäger; fu mandata la fanteria leggera e la cavalleria per aiutare gli eserciti regolari. Nei mesi invernali furono molto aspri i combattimenti nelle foreste e nei campi; particolarmente difficile fu soprattutto la campagna contro gli insorti nella Selva Nera. Fu imposta la legge marziale in ogni regione colpita da atti definiti di "brigantaggio". Il 2 gennaio a Praga gli studenti universitari manifestarono per ottenere una costituzione; le dimostrazioni degenerarono quando intervenne l'esercito e agli studenti si unirono molte persone che criticavano genericamente il governo del duca. Nei giorni successivi altri focolai sorsero in altre città della Boemia. László era favorevole ai rivoltosi e non agì; il duca invece non aveva intenzione di cedere e represse i moti liberali; obbligato dagli alleati, il re ungherese ritirò il supporto e intervenne nella regione del monte Jirny, dove alcuni militari si erano ammutinati. Quando ancora c'era la speranza che venissero appoggiati i rivoluzionari cechi, la società segreta dei Köhler approfittò dell'assenza del duca di Baviera, nella sua residenza di Ratisbona, per iniziare le proprie rivolte, il 13 gennaio, a Monaco, Augusta e altri centri importanti. Con l'appoggio di quasi metà dell'esercito ducale, il 15 fu proclamata la Repubblica Bavarese. Fino ad aprile inoltrato proseguirono gli scontri tra repubblicani e monarchici, con l'intervento dell'armata del conte Axel von Weimar. La repubblica cercò l'aiuto degli invasori, ma in ottemperanza agli accordi nessun soldato oltrepassò il confine stabilito. A marzo la rivoluzione era terminata. A marzo anche la secessione svizzera era stata messa a tacere: la Brigata Alpina e l'esercito regolare della Confederazione sorpresero l'armata dei secessionisti aggregatasi nella piana di Laufen, pronta a tentare l'ultima offensiva. Con la sconfitta a Laufen, i capi della rivolta furono obbligati alla resa.&lt;/textarea&gt;&lt;textarea id="orig_posttext_49109" rows="1" cols="1" style="display: none;"&gt;[b]La caduta del meridione imperiale[/b] L'annientamento dell'esercito meridionale di Baden (24000 fra morti e feriti e 7000 prigionieri), segnò il collasso del fronte, i cui sovrani erano sempre stati i meno favorevoli all'Impero centralizzato. Baden fu catturato il 16 settembre da una pattuglia di Ombre; a Stoccarda, dove il margravio di Württemberg si era ritirato con l'armata sconfitta, furono definiti i termini dell'armistizio separato tra Francia, Granada, Baden e Württemberg. Un'armata franco-granatina comandata da Berthier e Churisque, con 42000 uomini, arrivò nel tardo settembre a Magonza, obbligando von Durrheim a ritirarsi per ricongiungersi con l'armata del Lippe-Detmold, sconfitta dalla nuova forza d'invasione. Di questa forza faceva parte anche la Legione Polacca, circa 5000 uomini guidati da Józef Antoni Poniatowski, nipote del re decaduto Stanislaw August. Il 3 ottobre, l'esercito turco-granatino-magiaro sconfisse facilmente i difensori tirolesi asseragliatisi nella Passeiertal, a Moos. Nello stesso periodo, le autorità elvetiche, che avevano sempre mantenuto numerosi privilegi istituzionali, dichiararono l'indipendenza e la cobelligeranza con la coalizione. Ferenczi entrò in Austria senza incontrare resistenze. Chiusa tra due fuochi, anche l'Austria si arrese. [i]Il Trattato di Vaduz[/i] Il 4 novembre, i generali coallizzati s'incontrarono al castello di Vaduz con i principali signori dell'Impero che si erano arresi: il duca Heinrich IV di Baden, il margravio Elmar di Württemberg, il granduca d'Austria Franz Josif e il granduca di Boemia Jan Josef. Non parteciparono invece i delegati dei cantoni elvetici, che trattarono separatamente con Francia e Granada. I 28 punti del trattato stabilivano che i nobili tedeschi avrebbero avuto la loro indipendenza dal SRI riconosciuta dalle potenze cobelligeranti e che avrebbero ottenuto i territori da loro rivendicati dinasticamente. In cambio avrebbero fornito contingenti di truppe e rifornimenti in caso di bisogno. I loro domini non sarebbero stati considerati territori occupati. La questione svizzera era più complicata: lo Tagsatzung bandito subito dopo la proclamazione dell'indipendenza vide lo scontro dei cantoni in cui prevalevano gli interessi rurali e quelli in cui prevaleva la borghesia urbana. Quest'ultimi erano favorevoli al mantenimento dello stato di confederazione avuto durante l'Impero, gli altri erano per un rafforzamento del potere centrale. Luigi XVIII appoggiò i rurali, normalmente filofrancesi e adatti a contrastare il peso germanico dei nuovi alleati; la minaccia del ritiro del supporto francese alla Lega fece vincere gli accentratori, i cui delegati si riunirono con gli ambasciatori francese e granatino. Fu accordato il permesso di non contribuire direttamente allo sforzo militare (anche se numerosi volontari si arruolarono nell'esercito francese); l'indipendenza sarebbe stata riconosciuta dai cobelligeranti e si sarebbe istituita una confederazione (Confederazione Elvetica), che lasciava meno libertà ai cantoni. Per controbilanciare fu accettato di porre la capitale nella germanofona Berna. A dicembre, fu accordato al duca di Sardegna-Piemonte quanto deciso a Vaduz per gli altri. In Lombardia e Veneto, rimase però l'occupazione militare, granatina e turca nella prima, granatina e ungherese nella seconda; Milano, Venezia, Mantova e Verona furono dichiarate città franche. [img]http://cache.virtualtourist.com/1944177-Schloss_Castle_Vaduz-Vaduz.jpg[/img]  [i]La conquista della Zelanda[/i] Con la presa di Sluis, Grouchy si ritrovò un esercito olandese ad Anversa, che già gli aveva aperto le porte e che si era subito ricreduta e le aveva aperte anche all'esercito dei Paesi Bassi. Il 5 ottobre Grouchy evitò l'accerchiamento tentato dallo stadhouder nella nebbia e lo sconfisse a Peisels en Verre. Accettò nuovamente la sottomissione di Anversa, dove però stazionò una guarnigione e tornò in Zelanda, dove Willem si era ritirato. Il grande vantaggio dei difensori era la flotta, che poteva difendere le numerose isole; tuttavia, la flotta combinata franco-granatina, forte di 34 navi di linea e 13 fregate, riuscì ad ingaggiare battaglia con quella olandese; in inferiorità numerica, l'ammiraglio Van Driesil si arrese all'isola di Texel, in Frisia dopo tre giorni di combattimenti e perdite per circa 12000 marinai olandesi e 3000 alleati. Con la flotta messa a tacere, Grouchy iniziò l'invasione della Zelanda; a Goes incontrò di nuovo l'esercito nemico, impedendogli di difendere la cittadina. Willem decise, dopo la nuova sconfitta, di ritirarsi dalla regione; nella ritirata, non avendo abbastanza navi per tornare in Olanda, furono catturati circa diecimila uomini. [i]Le rivolte in Germania[/i] Nell'inverno tra il 1805 e il 1806 fu siglata una tregua di cinque mesi, durante i quali le fazioni si riorganizzarono e si prepararono alle nuove battaglie. Dopo la battaglia inconcludente di Kesselbach, a nord di Magonza, Berthier e Churisque tornarono a Magonza, dove altri effettivi francesi si unirono a loro. L'imperatore temeva che gli altri signori dell'Impero seguissero gli esempi visti, ma quell'anno non fu ancora abbandonato. Aprì negoziazioni con Russia e Polonia per assicurarsi la neutralità, ma non ebbe risposte. Chiese l'aiuto a Svezia e Regno Unito; dopo estenuanti negoziazioni nel gennaio del 1806 le due nazioni accettarono d'intervenire. Non ebbero invece successo gli inviti allo Stato Pontificio e al regno di Napoli d'invadere da sud, perché entrambi gli stati erano troppo impegnati a reprimere i dissidi interni e a stabilizzare le loro economie. La prima sommossa avvenne in Svizzera nel dicembre del 1805: nei cantoni di Jura e Lucerna erano avvenute molte requisizioni di viveri per le guarnigioni francesi e di fronte all'immobilità del governo neoformato, i pochi Urbani presenti ne approfittarono per insediarsi nelle diete cantonali e s'ingraziarono la popolazione risolvendo di propria tasca la situazione; il successo spinse anche gli Urbani a Basilea, Solothurn e Zurigo a prendere le armi contro i Rurali. I cinque cantoni proclamarono la secessione e, riunitisi in confederazione, pretesero il riconoscimento di un'entità indipendente. Pochi giorni dopo le due fazioni di Aargau si accordarono per entrare senza conflitti nella confederazione. La Confederazione di Zurigo non fu riconosciuta da nessuna nazione. Tuttavia, la milizia cantonale era già pronta a difendere i confini del nuovo stato. Combattere sulle Alpi svizzere in pieno inverno non era consigliabile, ma i sovrani in gioco ritennero che servisse dimostrare che ogni rivolta avrebbe avuto vita breve. Aargau fu pacificato con relativa facilità dai Francesi, ma sulle alture serie la poca resistenza era sufficiente a bloccare l'offensiva. Nasr allora inviò un reggimento di fanteria leggera basca. Furono loro consegnate uniformi adatte al clima e le attrezzature più moderne per i movimenti in montagna; con l'Ordinanza 1498 fu abbandonato il divieto di equipaggiare fuori dallo standard i reggimenti dell'esercito, o per necessità o per distinzioni di merito. Il corpo di spedizione ebbe alcuni successi, ma il suo numero ne inficiavia l'efficiacia. Nel corso dell'inverno si aggiunsero due compagnie degli Chasseurs du Jura e una dei Confinari piemontesi, riuniti nella Brigata Alpina. In Württemberg e Baden l'opposizone filoimperiale era molto forte: si formarono numerosi corpi di resistenza, operanti per la maggior parte nelle campagne, spesso costituiti dagli Jäger; fu mandata la fanteria leggera e la cavalleria per aiutare gli eserciti regolari. Nei mesi invernali furono molto aspri i combattimenti nelle foreste e nei campi; particolarmente difficile fu soprattutto la campagna contro gli insorti nella Selva Nera. Fu imposta la legge marziale in ogni regione colpita da atti definiti di "brigantaggio". Il 2 gennaio a Praga gli studenti universitari manifestarono per ottenere una costituzione; le dimostrazioni degenerarono quando intervenne l'esercito e agli studenti si unirono molte persone che criticavano genericamente il governo del duca. Nei giorni successivi altri focolai sorsero in altre città della Boemia. László era favorevole ai rivoltosi e non agì; il duca invece non aveva intenzione di cedere e represse i moti liberali; obbligato dagli alleati, il re ungherese ritirò il supporto e intervenne nella regione del monte Jirny, dove alcuni militari si erano ammutinati. Quando ancora c'era la speranza che venissero appoggiati i rivoluzionari cechi, la società segreta dei Köhler approfittò dell'assenza del duca di Baviera, nella sua residenza di Ratisbona, per iniziare le proprie rivolte, il 13 gennaio, a Monaco, Augusta e altri centri importanti. Con l'appoggio di quasi metà dell'esercito ducale, il 15 fu proclamata la Repubblica Bavarese. Fino ad aprile inoltrato proseguirono gli scontri tra repubblicani e monarchici, con l'intervento dell'armata del conte Axel von Weimar. La repubblica cercò l'aiuto degli invasori, ma in ottemperanza agli accordi nessun soldato oltrepassò il confine stabilito. A marzo la rivoluzione era terminata. A marzo anche la secessione svizzera era stata messa a tacere: la Brigata Alpina e l'esercito regolare della Confederazione sorpresero l'armata dei secessionisti aggregatasi nella piana di Laufen, pronta a tentare l'ultima offensiva. Con la sconfitta a Laufen, i capi della rivolta furono obbligati alla resa.&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;input value=" + " onclick="AJAXEnlargePostArea(49109);return false;" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input value=" - " onclick="AJAXShortenPostArea(49109);return false;" class="liteoption" type="button"&gt;   &lt;input onclick="AJAXEndPostEdit(49109, -1);return false;" value="Memorizza" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input onclick="AJAXCancelPostEdit(49109);return false;" value="Cancella" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;a href="http://bopitalia.org/portal/posting.php?mode=editpost&amp;amp;p=49109" class="gen"&gt;Attiva la modalità estesa di scrittura.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td class="genmed" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" valign="bottom" height="100%"&gt; &lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-7153426226963886717?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/7153426226963886717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=7153426226963886717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7153426226963886717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7153426226963886717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/la-caduta-del-meridione-imperiale.html' title='La caduta del meridione imperiale'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-3104808260507512473</id><published>2008-12-14T22:42:00.002+01:00</published><updated>2008-12-14T22:47:23.524+01:00</updated><title type='text'>L'estensione della guerra</title><content type='html'>&lt;span style="" id="postmessage_44087"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il dilagare in Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riorganizzate le linee di rifornimento, le armate in Alsazia ripresero la marcia, cercando lo scontro con le due armate che stavano arrivando, una guidata dal granduca di Baden e una dal generale von Durrheim.&lt;br /&gt;I maggiori scontri si ebbero però in Italia: Nasr sconfisse facilmente l'esercito del duca di Piemonte e Sardegna Ezio II; questo si arrese quindi a Granada, dichiarandosi ducato non belligerante, ottenendo un'occupazione quasi solo nominale ma in cambio si disimpegnò dalla guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 19 giugno entrò in contatto con le armate di Franz Karteuch, governatore di Milano, a Magenta.&lt;br /&gt;Il primo scontro avvenne fra il 5° reggimento di ussari e una compagnia indipendente di fanteria tedesca con due pezzi d'artiglieria a cavallo, che aveva fortificato un ponte sul Naviglio Grande. Gli ussari, incuranti della situazione tattica, caricarono diverse volte la postazione, venendo irremediabilmente ricacciati. Una volta andati gli ussari, la compagnia si ritirò, facendo cadere nella trappola Nasr, che si dirige a grande velocità verso Magenta, convinto che le forze di Karteuch siano state divise dall'avanzata turca.&lt;br /&gt;Così non è e il maggiore generale può ancora schierare il doppio delle truppe di Nasr e le schiera, nelle ridotte, fra Boffalora e Magenta, con 5000 uomini di riserva ad Abbiategrasso.&lt;br /&gt;La divisione di Alquerem, con artiglieria campale, è la prima ad attaccare, passando il Naviglio e combattendo fra le case di Magenta contro i granatieri austriaci. Contemporaneamente, i genieri della divisione di Balboa iniziarono la costruzione di un ponte di barche a nord di Boffalora, sorpresi poi dall'artiglieria nemica, a cui Balboa potette solo opporre i cannoni requisiti in Piemonte.&lt;br /&gt;A mezzogiorno i granatieri sgomberarono Magenta, rientrando nelle trincee appena fuori l'abitato, ma la costruzione del ponte era praticamente impossibile; per questo Nasr inviò i circa 6000 cavalieri che aveva verso Bernate, dove trovarono un ponte non guardato e passarono velocemente sull'altra riva. In un'ora travolsero le batterie sul canale e respinsero i dragoni a loro difesa. In fretta e furia, i genieri rimisero in acqua le barche e finirono il lavoro, permettendo il passaggio degli uomini di Balboa. Si ricreò di nuovo lo stallo, dato che Nasr, non riuscendo ad avere la meglio sulle fortificazioni di Karteuch, s'era a sua volta asserragliato a Magenta e Boffalora. Calò la notte e nessuno aveva ottenuto una posizione migliore.&lt;br /&gt;Il mattino successivo, furono avvistati i 5000 soldati provenienti da Abbiategrasso, che nella notte si erano mossi per colpire di sorpresa le truppe a Magenta: furono sorpresi dalla carica dei corazzieri, spostati sempre durante la notte per l'attacco previsto all'alba. L'irruenza dei rinforzi tedeschi nel muoversi non permise loro di disporsi a quadrato e rimanendo alla mercé dei cavalieri avversari, che ne fecero scempio.&lt;br /&gt;Rintuzzato l'attacco, Nasr tentò il tutto per tutto, contando sul rigido professionalismo dei suoi e il migliore equipaggiamento.&lt;br /&gt;L'assalto iniziò alle 8.21 del 20, dopo un pesante bombardamento. Le trincee fuori da Boffalora furono velocemente prese, anche se a costo di gravi perdite; rimaneva il villaggio di Corbetta, il nervo della linea di difesa, in cui confluirono i sopravvissuti di Boffalora. I soldati di Karteuch, di qualità variabile, man mano cedevano troppo facilmente terreno agli assalti e la battaglia si stava trasformando in un assedio. Alle 17, Corbetta resisteva ancora salda, anche se le linee dei difensori si stavano assottigliando. Il generale decise allora di richiamare i 7000 italiani lasciati in riserva a Pobbia, sebbene non si fidasse di loro; per tutta risposta seppe che avevano gettato le armi e si rifiutavano di combattere. Un'ora dopo, con le truppe nemiche a pochi metri dal suo quartier generale, Karteuch negoziò la resa, lasciando sul campo 3867 fra morti e feriti e più di 6000 prigionieri. Quasi 5000 morti e feriti ebbe invece lo schieramento di Nasr.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.neveryetmelted.com/wp-images/Marengo1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 375px; height: 273px;" src="http://www.neveryetmelted.com/wp-images/Marengo1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" id="postmessage_44087"&gt;La grande vittoria, anche se ad alto costo, lasciò libera la strada per Milano, occupata il 22. Quel giorno Nasr inviò l'ordine alla 10^ divisione, che nel frattempo era sbarcata a Livorno, di congiungersi a lui.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, Adolfo d'Este battè le milizie locali a Montichiari, prendendo facilmente Brescia. A fine mese, i due alleati si unirono per marciare a est.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Ungheria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1800, di fronte alle due correnti dei sostenitori di Ferenczi, una per la repubblica e una per la monarchia costituzionale, fu indetto un plebiscito per decidere fra le due forme di governo. Prevedibilmente, vinse la monarchia e László divenne il nuovo re magiaro, affiancato dal parlamento.&lt;br /&gt;Convinto della necessità di sconfiggere il SRI, László preparò un'armata per invaderne i territori. Il 1 agosto entrò in Moravia, andando verso Brno; incontrò e sconfisse il granduca di Boemia, Moravia e Slovenia, Jan Josef Radecký, a Moutnice, dove fu fatto prigioniero e firmò l'annessione del regno all'Ungheria; a settembre, un'altra armata sotto il comando di Albert Béla entrò nel Veneto, con Nasr e Adolfo che arrivavano da ovest. La sollevazione delle città venete fu questa volta definitiva e le truppe imperiali si ritirarono nel Tirolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pforzheim&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Volendo rimanere uniti, i generali alleati non riuscirono a colpire separatamente von Durrheim e Baden, che s'incontrarono e marciarono compatti verso gli invasori.&lt;br /&gt;I primi incontri fra avanguardie avvennero sulla strada fra Weiler e Niebelsbach, dove il 12 settembre una pattuglia francese fu attaccata dagli ulani di von Durrheim. Baden, che aveva il quartier generale ad Arnbach, appena seppe della vicinanza dei nemici, preso dalla necessità di cacciare gli invasori dal suo regno, si mise in marcia con 47000 soldati. Riuscirono a uscire senza quasi essere notati dai boschi attorno ad Arnbach, perché le sentinelle presero le divise bianche degli eserciti imperiali del sud per quelle granatine, la cui armata era a metà strada fra Ittersbach e Rudmersbach; l'allarme fu dato solo quando erano vicini a Ottenhausen: un reggimento di fanteria leggera rallentò sufficientemente la brigata Lienz d'avanguardia per permettere alla divisione di Soullas di disporsi attorno al villaggio. Baden iniziò un pesante bombardamento, che decimò i ranghi della divisione francese, che si ritirò. L'esercito di von Durrheim ancora non si muoveva, perché il generale stava ancora galoppando da Pforzheim a Dietlingen, dove aveva il quartiere e i suoi comandanti di divisione stentavano a voler prendere iniziative, salvo Alpster, che mosse la sua divisione Lüneburg lungo la via che qualche ora prima aveva visto la scaramuccia fra ulani e ussari.&lt;br /&gt;A mezzogiorno, Alpster incontrò la divisione di cavalleria di Gajator, la quale mise in fuga la fanteria tedesca e catturò tre batterie. Nel frattempo, alla divisione di Soullas se ne erano aggiunte altre quattro, sostenendo tutto l'urto dell'armata di Baden.&lt;br /&gt;Due ore dopo, von Durrheim osservò che sia Keltern sia le alture circostanti erano occupate da bin Osama.&lt;br /&gt;Incominciarono gli scambi fra la fanteria leggera; gli Jäger, qualitativamente migliori delle controparti iberiche, riuscirono a conquistare la Johanneskapelle col relativo cimitero, ottenendo una buona postazione a nord del paese per l'artiglieria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 15, Baden aspettava ancora il corpo di Däpstinger, che aveva richiamato da Neuenbürg appena aveva ricevute le prime informazioni sul nemico. I suoi 11300 uomini probabilmente avrebbero potuto resistere al contrattacco di Soult, che avvenne verso le 15.30: avendo tenuto una divisione di riserva durante la difesa contro i ripetuti assalti imperiali, a quell'ora la divisione di Almasy e la cavalleria partirono a fermare l'avanzante divisione Wien. Nonostante avessero i ranghi decimati dalle ore di combattimento, le altre compagnie si unirono al contrattacco. Vedendo che le sue truppe non resistevano, Baden decise di ritirarsi nei boschi di Arnbach.&lt;br /&gt;Alle 17, i corpi d'assalto risalirono la collina della Johanneskapelle, aprendo la strada al reggimento di fanteria di Burgos, che riuscì a far ritirare i difensori e catturò quattro cannoni. In concerto con quell'attacco, la cavalleria caricò l'ala sinistra di von Durrheim, che fece in tempo a formare i quadrati. Appena si ritrovarono a fronteggiare i quadrati, i cavalieri si ritirarono per dare modo dall'artiglieria del generale Buonaparte di bersagliare le formazioni. La seconda carica, anche se con più perdite del previsto, ebbe successo e i reggimenti fuggirono. Anche von Durrheim decise che era il caso di ripiegare, mandando la sua cavalleria a fermare i nemici; nuovamente, l'artiglieria granatina colpì con precisione gli avversari.&lt;br /&gt;Bin Osama ordinò di avanzare, non riuscendo però a ottenere abbastanza terreno di fronte al ripiegamento ordinato dei rimanenti nemici. Il generale tedesco si fermò a Dietlingen, per riprendersi e fermare nuovamente bin Osama. Ripresero le schermaglie alla periferia del villaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imbrunendo, Soult decise che doveva risolvere la battaglia entro quel giorno e ordinò di muoversi verso l'armata di Baden, ora raggiunta da Däpstinger. L'attacco fu preceduto da numerosi colpi d'artiglieria, che fecero poco tra gli alberi. L'attacco, condotto senza particolari crismi, iniziò alle 18.43, una volta ricevute tre compagnie di dragoni da bin Osama. L'avanzata fu funestata dai numerosi shrapnel sparati, di cui uno uccise il generale Soullas. Tuttavia, i soldati francesi arrivarono alle linee imperiali, da cui proveniva un fuoco irregolare. Gli chasseurs presero all'arma bianca la prima linea di trincee. L'attacco continuò facendo indietreggiare l'armata del sud, fino a quando la ritirata verso Arnbach si trasformò in rotta, facendo perdere ogni speranza di vittoria e Baden fuggì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A nord, i cavalieri di Gajator non riuscivano a eliminare la copertura degli schermagliatori; avendo saputo dai suoi messaggeri che la situazione di Baden era critica, von Durrheim iniziò le manovre di sganciamento, lasciando dalle 19 il paese. Ormai al buio, l'armata del nord non si fermò fino a Pforzheim, senza che bin Osama riuscisse a inseguirla con successo. Il giorno seguente, dopo un sonno di poche ore, riprese la strada per Neulingen, con 46000 uomini ancora a disposizione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Pforzheim.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 549px; height: 400px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Pforzheim.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" id="postmessage_44087"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fasi salienti della battaglia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-3104808260507512473?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/3104808260507512473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=3104808260507512473' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/3104808260507512473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/3104808260507512473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/12/lestensione-della-guerra.html' title='L&apos;estensione della guerra'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6585592847136983435</id><published>2008-05-24T16:55:00.002+01:00</published><updated>2008-05-24T16:57:10.132+01:00</updated><title type='text'>La morte di Yusuf VIII e l'ascesa di Nasr III</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_43279"&gt;Con la fine delle ostilità in Ungheria e Italia, nessuno si illuse che l'Europa sarebbe rimasta a lungo in pace e tutte le nazioni del subcontinente si diedero da fare per prepararsi allo scontro.&lt;br /&gt;Nel 1804 si spense Yusuf e suo successore fu il figlio Nasr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caduta della Repubblica Batava e dichiarazioni d'indipendenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sempre nel 1804, Regno Unito e Svezia decisero, con il consenso dell'imperatore, che era il tempo di rimetter lo stadtholder al suo posto. Così, un corpo di spedizione anglo-svedese sbarcò nel nord della repubblica, battendo con facilità le truppe olandesi, di cui gran parte dei generali mandati a combattare disertò per gli invasori e conquistando facilmente le città principali. Daendels fuggì, a sua volta, in Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambiamento nel regime fu accettato più nelle colonie che nella madrapatria, poiché la politica di Willem e della sua fazione era sempre stata favorevole all'economia coloniale, i cui patrizi avevano avuto difficoltà a tenere a bada gli indigeni durante la&lt;br /&gt;parentesi batava. Facevano eccezione le isole di Mindanao e Mindoro, dove la presenza di liberali olandesi era maggiore ed era nata una buona sintonia fra coloni e Filippini. Proprio il meticcio governatore locale, Cornelis de Rutguyr, nel 1805 dichiarò che il dominio delle Province Unite sulle due isole era decaduto e la popolazione lo appoggiò nella ribellione. In più, metà della flotta olandese nelle Indie si trovava a Mindanao all'epoca e il suo ammiraglio appoggiò de Rutguyr. La repubblica di Mindanao però non visse molto: nel 1807, il governo olandese accettò la perdita delle due isole pur di recuperare le 45 navi dei ribelli. La soluzione venne da Dick van Krol, avversario interno del partito liberale. I suoi uomini eliminarono i precedenti capi e buona parte dei capitani di vascello, con la morte dell'ammiraglio, optarono per il ritorno all'ovile.&lt;br /&gt;Per scongiurare invasioni, van Krol si "alleò" con la HEEC, assicurandosi la sua difesa concedendo enormi privilegi alla compagnia. Col suo appoggio, si nominò stadhouder perpetuo della repubblica, su cui applicò numerose politiche estremiste: vietò il culto religioso, aprì l'economia al liberismo totale (salvo per i monopoli inglesi), diede pari diritti ai Filippini, fortificò le isole e istituì la leva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In contemporanea, nacquero le tensioni in Congo. Nel paese, si erano formati due tipi di alta borghesia: quella olandese e nativa filo-olandese, che si comportava come gli europei, i cui figli spesso venivano mandati a studiare in Olanda e si era data ad attività economiche molto redditizie e nuove per il paese e l'altra, più tradizionalista e normalmente risiedente all'interno. Questi basavano i loro proventi soprattutto sul traffico degli schiavi e sull'agricoltura; ritornato al potere Willem, la prima istanza che ricevette fu la loro, sul ripristino del traffico. Poiché l'ottennero limitatamente all'Africa e nello stesso anno l'influenza colpì le loro regioni, alcune famiglie aristocratiche iniziarono piccoli focolai di ribellione, destinati ad espandersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Guerra dei Nove Anni: i preparativi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'ascesa al trono di Nasr, uomo dalla cultura di stampo marziale, non avrebbe potuto avvenire in un momento migliore.&lt;br /&gt;Nel 1802 era avvenuto l'avvicinamento, dettato da ragioni politiche, di Francia e Impero Ottomano, cosa che aveva permesso di rafforzare la morsa sull'Europa centrale, ora ancora più stretta con la probabile alleanza ungherese con la Francia e un rinnovato spirito combattivo in Russia. Il 25 febbraio del 1805 SRI, Province Unite, Regno Unito e Svezia si unirono nella Grande Coalizione. L'incentivo all'unione fu dato dalla notizia che l'esercito francese, ora riorganizzato sul modello granatino, si stava concentrando sulle frontiere. In effetti, l'esercito francese e quello granatino erano pronti ad invadere Olanda e Germania, con l'obiettivo di disfare lo scomodo gendarme d'Europa.&lt;br /&gt;Con questo intento la Francia aveva proposto ai suoi due nuovi alleati di andare in guerra. L'ottomano accettò perché aveva ora mire sull'Italia; a Granda invece l'idea piaceva ai liberali sciovinisti, che volevano una nuova guerra coloniale, possibilmente contro Svezia e Olanda; la mozione però passò solo grazie ai voti degli emiri e del re.&lt;br /&gt;La Francia così approntò tre armate di immediato utilizzo: una, da 37000 uomini, comandati dal marchese di Grouchy, doveva invadere i Paesi Bassi; una da 60000, guidata da Nicolas Soult, doveva invadere l'Alsazia settentrionale e di lì marciare su Dortmund, la capitale degli Askanien. Altri 60000 erano gli uomini di Ibahim bin Osama, che dalla loro base di Chaumont avrebbero invaso l'Alsazia meridionale per poi dare appoggio a Soult. 20000 soldati erano sbarcati a Genova, per invadere di nuovo il Piemonte e 4000 sarebbero dovuti sbarcare in Sardegna. Completavano lo schieramento i 10000 ottomani, in maggioranza italiani, che da Ferrara dovevano entrare prima in Lombardia e quindi in Veneto. Numerose altre divisioni erano comunque pronte per continuare l'invasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il periodo Torres.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le elezioni del 1804, dopo le precedenti avute con un'infima affluenza alle urne, sancirono l'ampia vittoria del partito dei Figli di Umar, il partito liberale militarista, in India, America, parte dell'Africa, Asia e in Aragona. L'anno seguente i parlamenti avrebbero dovuto mandare i propri rappresentanti a Granada. Appena avuti i risultati, i deputati dei partiti liberali proposero che a ogni legislatura i ministri e lo stesso vizir dovessero essere riconfermati o proposti dal parlamento e lasciare potere al re solo con le mozioni di sfiducia. Alla proposta, gran parte dei deputati conservatori lasciarono l'aula per l'indignazione, salvo i sette del Partito Nautico Coloniale. La proposta era del dal Ministro degli Interni; Nasr alla prima votazione si oppose, ma vedendo che anche il Maestro di Toledo e gli emiri di Africa Costiera, Firanja e India avevano votato a favore, ritirò il veto e accettò, con il 48% dei deputati assenti. La votazione di marzo 1804 diede un altro colpo all'assolutismo e determinò le dimissioni della maggioranza dei deputati conservatori. L'anno successivo, il 70% di seggi alla coalizione Figli di Umar - Ulivi del Progresso diede tutti i ministeri tranne uno ai liberali. Il nuovo vizir fu Jaume Torres, il figlio di un semplice tipografo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torres si era laureato in diritto nel 1776. Membro di varie commissioni commerciali in Africa, ebbe una travolgente carriera politica e nel 1793 era diventato governatore dell'Aragona, si presume anche aiutato dal suo matrimonio con la figlia del Maestro di Toledo. Fu il complemento perfetto a un re che non amava andare contro il parlamento e i ministri. Fu il supplente del re durante la guerra e l'artefice dell'egemonia del suo partito. Come prima manovra, tentò di prendere sotto l'ala di Granada Mindanao, ma le sue richieste eccessive gli fecero perdere l'occasione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ebrisa.com/portalc/media/media-B/images/2158.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.ebrisa.com/portalc/media/media-B/images/2158.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_43279"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'inizio della guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, la guerra che avrebbe portato a massacri in tutto il mondo partì il 7 marzo 1805, data in cui Grouchy varcò il confine per invadere le Fiandre olandesi. Due giorni più tardi, bin Osama e Soult entravano nell'Alsazia. L'invasione italiana, invece fu rimandata perché le condizioni del tempo impedivano il passaggio delle montagne. L'Alsazia fu occupata senza alcuna battaglia ma l'avanzata fu rallentata dalla situazione logistica francese. La nuova concezione logistica granatina, infatti, prevedeva piccoli depositi divisionali a circa 100 km l'uno dall'altro (con la distanza proprio espressa nel nuovo sistema metrico decimale), che venivano man mano spostati seguendo le truppe; gli altri eserciti invece continuavano ad affidarsi a grandi depositi da cui partivano enormi file di carri ogni giorno e Soult aveva mal calcolato la posizione dei suoi. Ciò diede tempo agli imperiali di ammassare le truppe.&lt;br /&gt;Meglio sembrava andare nelle Fiandre, dove Grouchy sconfisse i difensori a Rumst ed evitò la loro ritirata ad Anversa, cacciandoli con successive scaramuccie fino in Zelanda. Fece però l'errore di voler prendere a tutti i costi la fortezza di Sluis, che la divisione di rinforzo avrebbe potuto tranquillamente tenere a bada.&lt;br /&gt;Di fronte a quella stasi dell'aprile 1805, Nasr, insofferente verso gli affari interni, decise di prendere il comando dell'invasione italiana, da poco divenuta fattibile. Lasciò quasi tutti i suoi compiti a Torres, che ora gli era ancora più vicino perché anche Nasr aveva recentemente sposato la figlia minore del Maestro di Toledo; a metà aprile arrivò in Liguria, dove raccolse le truppe sparse per la regione ed entrò in Piemonte, dando quindi l'ordine al reggimento di Luzzani di invadere la Sardegna; la flotta poi bombardò Nizza, che il 18 aprile fu conquistata dai Francesi. Adolfo d'Este, il comandante ottomano, partì ed entrò a Mantova il 20 aprile.&lt;br /&gt;Regno Unito e Svezia ancora temporeggiavano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.napoleonicsociety.com/images/chap22f_clip_image008_0000.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.napoleonicsociety.com/images/chap22f_clip_image008_0000.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_43279"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La battaglia di Rumst.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6585592847136983435?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6585592847136983435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6585592847136983435' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6585592847136983435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6585592847136983435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/la-morte-di-yusuf-viii-e-lascesa-di.html' title='La morte di Yusuf VIII e l&apos;ascesa di Nasr III'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-5514573858477288744</id><published>2008-05-24T16:54:00.003+01:00</published><updated>2008-05-24T16:55:38.395+01:00</updated><title type='text'>Le prime guerre rivoluzionarie</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_42685"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Atto di Controllo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1796, il Parlamento francese passò il decreto che imponeva alla famiglia reale di rendere conto delle spese e il parlamento aveva diritto di obbligare a tagli fino al 40% in caso di necessità. Ciò, come gran parte delle misure contro la monarchia, fu presa mentre l'irrequieto popolo di Parigi minacciava il palazzo reale.&lt;br /&gt;Yusuf ne approfittò per una manovra propagandistica: fece approvare l'Atto di Controllo, che imponeva che tutte le spese della famiglia reale e dei nobili di pubblicare le spese annuali. Non si faceva però cenno ad alcuna misura attuabile dal Parlamento. Questo Atto fu largamente pubblicizzato nel regno intero, che aveva costantemente bisogno dell'immagine di un re carismatico per rimanere incollato. E, ovviamente, gran parte dei regnanti contemporanei fu scandalizzata di fronte a questa manovra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra in Ungheria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In Ungheria, nel 1797, ripresero con ancora più forza le sommosse: László Ferenczi, un ufficiale di cavalleria, guidò la rivolta che depose e uccise re József II e proclamò la repubblica. Prima però che potesse essere organizzato il nuovo governo, il conte di Coburg fu di nuovo inviato per combattere gli insorti, immaginando un compito come il precedente. László non aveva l'appoggio dei contadini, salvo quelli slovacchi e dalmati a cui aveva promesso l'indipendenza, ma poteva contare sul quasi totale appoggio borghese. L'armata ungherese fu inizialmente sconfitta presso Győr, ma di ben poco e Coburg si ritrovò a fare i conti con linee di rifornimento disturbate dalla resistenza. In più, nel luglio del 1797 lo zar Paolo I, che aveva iniziato a dare qualche apertura liberale riformando il sistema di servitù, intervenì per evitare un allargamento della sfera d'influenza imperiale. Allo zar si unì il re napoletano Ferrante, che sperava di ottenere qualche porto adriatico.&lt;br /&gt;Nel 1798 l'Impero Ottomano intervenne sul confine orientale, occupando alcune città e villaggi com'era accaduto in Francia 8 anni prima. In contemporanea, l'esercito russo-magiaro battè sonoramente le truppe germaniche salvando Budapest.&lt;br /&gt;La flotta partenopea invece sconfisse il 5 giugno quella tedesca di fronte a Spalato e mise sotto assedio Trieste, col successivo apporto di quella ungherese.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://jelesnapok.neumann-haz.hu/prod/SZERKEZET/03marcius/m_unnepek/m27_rakocziferenc/rakoczi_portre.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://jelesnapok.neumann-haz.hu/prod/SZERKEZET/03marcius/m_unnepek/m27_rakocziferenc/rakoczi_portre.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_42685"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;László Ferenczi ritratto nel 1799&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra in Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso anno, in tutto il nord Italia scoppiarono nuove ribellioni. L'esercito che avrebbe dovuto andare in Ungheria a rinforzo fu dirottato per la Svizzera e scese in Italia. Presa dopo due giorni d'assedio Milano, le altre città si quietarono. Tuttavia, a luglio Roma e diverse città dello Stato Pontificio si ribellarono, obbligando il papa alla fuga a Napoli. Poiché re Ferrante stentava a intervenire, volendo strappare al pontefice le prerogative che avevano avuto i suoi antenati, il seppur luterano von Klisten prese i suoi uomini e marciò verso sud, lasciando i rinforzi austriaci in Italia. Facendo ciò, passò sul ducato estense senza chiedere il permesso. Velocemente entrò prima in Toscana meridionale e poi in Lazio, assediando Roma. A quel punto, sapendo che rischiava un'invasione dei propri territori, Ferrante prese l'esercito e andò verso Roma, dove però fu sconfitto. Ma a quel punto, l'armata turca era già sbarcata in Italia per rispondere a quella trasgressione e i granatini stavano di nuovo marciando nel Monferrato.&lt;br /&gt;Con la voce che anche la Francia stava per rispondere all'aggressione, poiché da tempo era in rapporti di amicizia con l'Ungheria, l'Imperatore decise di chiedere l'armistizio, ritirandosi dall'Ungheria e da Roma. Russia e Napoli pure si ritirarono, mentre la Sublime Porta attese fino al 1799 per restituire il possesso di quanto occupato.&lt;br /&gt;In Ungheria fu istituita la repubblica, che per i primi quattro anni sarebbe stata guidata senza elezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoli e le Due Sicilie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ferrante, re abbastanza liberale a differenza del fratello, decise che era il momento di sottostare alle richieste di costituzione e riforme. Nel tardo 1798 istituì la costituente e tagliò i ponti con le origini francesi della dinastia: oltre a stabilire definitivamente il nome del regno in delle Due Sicilie (mentre prima erano stati utilizzati entrambe le titolature), mutò il nome della dinastia in Sorrento, dal nome della cittadina in cui era nato.&lt;br /&gt;Ciò nonostante, all'inizio del 1799 diede il colpo di grazia alla Repubblica Romana, affamando Roma e in seguito assaltando Viterbo; alla resa dei due centri principali, restaurò il papa sul trono, avendo accettato un certo favoritismo nei trattamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le fini della schiavitù&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gli ultimissini anni del secolo videro anche l'abolizione dei regimi di schiavitù in alcune nazioni.&lt;br /&gt;La prima fu la Gran Bretagna, nel 1796. Vietò la compravendita e il possesso di schiavi, ma per ripagare i proprietari impose per le successive tre generazioni di schiavi un rapporto di servitù della gleba verso i campi lavorati o le attività lavorative, nei casi di schiavi domestici e d'altre mansioni. Fu poi ripermessa nel 1804 nelle colonie africane, in cui gli schiavi catturati lo erano, ma i loro figli avrebbero potuto comprarsi la libertà, se fossero riusciti. Nelle stesse modalità agirono i Paesi Bassi.&lt;br /&gt;La Francia seguì nel 1798: seppur con una grossa spesa, la abolì del tutto e formò delle comunità di schiavi neri in varie zone delle Americhe, dove avrebbero lavorato in attività regolamentate dallo Stato. Fu poi impedita loro l'emigrazione.&lt;br /&gt;La Svezia non la abolì, ma regolamentò la quantità possedibile. Nel 1797 poi abolì la schiavitù per i nativi nei suoi possedimenti asiatici, dove però rimase la deportazione forzata per i criminali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="postmessage_42685"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-5514573858477288744?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/5514573858477288744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=5514573858477288744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5514573858477288744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5514573858477288744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/le-prime-guerre-rivoluzionarie.html' title='Le prime guerre rivoluzionarie'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-4801041540484193475</id><published>2008-05-24T16:54:00.001+01:00</published><updated>2008-05-24T16:54:47.653+01:00</updated><title type='text'>Il mondo a cavallo dei due secoli</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="100%" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" valign="top" width="100%"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="postbody" valign="top"&gt;&lt;span id="postmessage_37687"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cina: le ribellioni e la guerra con la Russia &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Neanche la Cina era messa meglio. Nel 1796, nelle montagne dello Sichuan scoppiò la rivolta del Loto Bianco, con l'organizzazione dell'omonima società segreta. La rivolta su soppressa solo nel 1804.&lt;br /&gt;Nel 1797, fu la città di Hangzhou a ribellarsi, non si sa se con l'implicazione della società segreta o no.&lt;br /&gt;In più, nello stesso anno, gran parte dei nobili coreani si riunì nell'associazione segreta del Taiji Libero; rimasero però inattivi per molti anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del 1798 fu invece il breve scontro con la Russia: i coloni in Siberia entrarono in conflitto con gli avamposti cinesi sulla costa meridionale del Baikal: il risultato fu la conquista totale della regione da parte dei Russi. L'avventuriero Pavel Fyodorov guidò una spedizione di 940 mercenari penetrò nel territorio manchu, a cui si unirono alcuni capi tribali scontenti del governo imperiale; la spedizione, giunta a 3000 uomini, si diresse a sud, con l'obiettivo di razziare il più possibile e poi ricreare uno stato manchu indipendente, ma fu sconfitta dalle truppe cinesi a Songyuan. Poco tempo dopo, il secondo trattato di Nerchinsk stabilì la nuova frontiera, spinta molto di più verso l'Amur.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La nuova spinta colonialista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I primi a riprendere l'espansione in Africa furono gli Olandesi. Sconfitti a nord, ancora prima della rivoluzione iniziò la colonizzazione e sottomissione della costa a sud dei precedenti territori, più o meno pacificamente, che culminò con la guerra Herero-Nama del 1795-1798: gli Herero vennero quasi annichiliti e assorbiti nell'impero olandese, mentre i Nama si dovettero ritirare nelle regioni più interne. Nel 1797 la flotta olandese occupò alcuni atolli del Pacifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In vista dell'avvicinamento alla punta meridionale africana, la Gran Bretagna vide le sue colonie in Sud Africa minacciate. Si alleò con gli Zulu e con essi determinò la fine degli Xhosa come entità indipendente e ottenne un cuscinetto fra lo Zimbabwe e i territori inglesi. Alla stessa maniera degli Olandesi, risalirono a nord, stabilendo il confine delle terre reclamate immediatamente oltre quello olandese.&lt;br /&gt;In quegli anni vennero fondati insediamenti anche sulla costa nord-orientale della Nuova Guinea, mentre la Francia monopolizzò il resto dell'isola. Tra 1790 e 1820 si triplicarono gli insediamenti australiani e le Guerre Maori portarono alla completa conquista dell'isola settentrionale e uno sbarco sulla meridionale. Nel 1801 la Groenlandia fu proclamata terra britannica, senza però insediamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia, come già detto, occupò le coste della Nuova Guinea e aumentò la propria presenza nelle isole già di suo possesso; in più prese Tahiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svezia si limitò a invadere il regno di Hawai'i e isole limitrofe, oltre a fondare grazie a cacciatori e mercanti alcuni forti sulla baia di Hudson e in Alaska.&lt;/span&gt; &lt;div class="gen" id="post_37687" style="display: none; text-align: right;"&gt; &lt;textarea id="posttext_37687" rows="15" cols="35" wrap="virtual" class="post" style="width: 100%;" onkeyup="AJAXPostEditkeyUp(event, 37687)"&gt;[b]Il mondo a cavallo dei due secoli[/b] [i]Cina: le ribellioni e la guerra con la Russia [/i] Neanche la Cina era messa meglio. Nel 1796, nelle montagne dello Sichuan scoppiò la rivolta del Loto Bianco, con l'organizzazione dell'omonima società segreta. La rivolta su soppressa solo nel 1804. Nel 1797, fu la città di Hangzhou a ribellarsi, non si sa se con l'implicazione della società segreta o no. In più, nello stesso anno, gran parte dei nobili coreani si riunì nell'associazione segreta del Taiji Libero; rimasero però inattivi per molti anni. Del 1798 fu invece il breve scontro con la Russia: i coloni in Siberia entrarono in conflitto con gli avamposti cinesi sulla costa meridionale del Baikal: il risultato fu la conquista totale della regione da parte dei Russi. L'avventuriero Pavel Fyodorov guidò una spedizione di 940 mercenari penetrò nel territorio manchu, a cui si unirono alcuni capi tribali scontenti del governo imperiale; la spedizione, giunta a 3000 uomini, si diresse a sud, con l'obiettivo di razziare il più possibile e poi ricreare uno stato manchu indipendente, ma fu sconfitta dalle truppe cinesi a Songyuan. Poco tempo dopo, il secondo trattato di Nerchinsk stabilì la nuova frontiera, spinta molto di più verso l'Amur. [i]La nuova spinta colonialista.[/i] I primi a riprendere l'espansione in Africa furono gli Olandesi. Sconfitti a nord, ancora prima della rivoluzione iniziò la colonizzazione e sottomissione della costa a sud dei precedenti territori, più o meno pacificamente, che culminò con la guerra Herero-Nama del 1795-1798: gli Herero vennero quasi annichiliti e assorbiti nell'impero olandese, mentre i Nama si dovettero ritirare nelle regioni più interne. Nel 1797 la flotta olandese occupò alcuni atolli del Pacifico. In vista dell'avvicinamento alla punta meridionale africana, la Gran Bretagna vide le sue colonie in Sud Africa minacciate. Si alleò con gli Zulu e con essi determinò la fine degli Xhosa come entità indipendente e ottenne un cuscinetto fra lo Zimbabwe e i territori inglesi. Alla stessa maniera degli Olandesi, risalirono a nord, stabilendo il confine delle terre reclamate immediatamente oltre quello olandese. In quegli anni vennero fondati insediamenti anche sulla costa nord-orientale della Nuova Guinea, mentre la Francia monopolizzò il resto dell'isola. Tra 1790 e 1820 si triplicarono gli insediamenti australiani e le Guerre Maori portarono alla completa conquista dell'isola settentrionale e uno sbarco sulla meridionale. Nel 1801 la Groenlandia fu proclamata terra britannica, senza però insediamento. La Francia, come già detto, occupò le coste della Nuova Guinea e aumentò la propria presenza nelle isole già di suo possesso; in più prese Tahiti. La Svezia si limitò a invadere il regno di Hawai'i e isole limitrofe, oltre a fondare grazie a cacciatori e mercanti alcuni forti sulla baia di Hudson e in Alaska.&lt;/textarea&gt;&lt;textarea id="orig_posttext_37687" rows="1" cols="1" style="display: none;"&gt;[b]Il mondo a cavallo dei due secoli[/b] [i]Cina: le ribellioni e la guerra con la Russia [/i] Neanche la Cina era messa meglio. Nel 1796, nelle montagne dello Sichuan scoppiò la rivolta del Loto Bianco, con l'organizzazione dell'omonima società segreta. La rivolta su soppressa solo nel 1804. Nel 1797, fu la città di Hangzhou a ribellarsi, non si sa se con l'implicazione della società segreta o no. In più, nello stesso anno, gran parte dei nobili coreani si riunì nell'associazione segreta del Taiji Libero; rimasero però inattivi per molti anni. Del 1798 fu invece il breve scontro con la Russia: i coloni in Siberia entrarono in conflitto con gli avamposti cinesi sulla costa meridionale del Baikal: il risultato fu la conquista totale della regione da parte dei Russi. L'avventuriero Pavel Fyodorov guidò una spedizione di 940 mercenari penetrò nel territorio manchu, a cui si unirono alcuni capi tribali scontenti del governo imperiale; la spedizione, giunta a 3000 uomini, si diresse a sud, con l'obiettivo di razziare il più possibile e poi ricreare uno stato manchu indipendente, ma fu sconfitta dalle truppe cinesi a Songyuan. Poco tempo dopo, il secondo trattato di Nerchinsk stabilì la nuova frontiera, spinta molto di più verso l'Amur. [i]La nuova spinta colonialista.[/i] I primi a riprendere l'espansione in Africa furono gli Olandesi. Sconfitti a nord, ancora prima della rivoluzione iniziò la colonizzazione e sottomissione della costa a sud dei precedenti territori, più o meno pacificamente, che culminò con la guerra Herero-Nama del 1795-1798: gli Herero vennero quasi annichiliti e assorbiti nell'impero olandese, mentre i Nama si dovettero ritirare nelle regioni più interne. Nel 1797 la flotta olandese occupò alcuni atolli del Pacifico. In vista dell'avvicinamento alla punta meridionale africana, la Gran Bretagna vide le sue colonie in Sud Africa minacciate. Si alleò con gli Zulu e con essi determinò la fine degli Xhosa come entità indipendente e ottenne un cuscinetto fra lo Zimbabwe e i territori inglesi. Alla stessa maniera degli Olandesi, risalirono a nord, stabilendo il confine delle terre reclamate immediatamente oltre quello olandese. In quegli anni vennero fondati insediamenti anche sulla costa nord-orientale della Nuova Guinea, mentre la Francia monopolizzò il resto dell'isola. Tra 1790 e 1820 si triplicarono gli insediamenti australiani e le Guerre Maori portarono alla completa conquista dell'isola settentrionale e uno sbarco sulla meridionale. Nel 1801 la Groenlandia fu proclamata terra britannica, senza però insediamento. La Francia, come già detto, occupò le coste della Nuova Guinea e aumentò la propria presenza nelle isole già di suo possesso; in più prese Tahiti. La Svezia si limitò a invadere il regno di Hawai'i e isole limitrofe, oltre a fondare grazie a cacciatori e mercanti alcuni forti sulla baia di Hudson e in Alaska.&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;input value=" + " onclick="AJAXEnlargePostArea(37687);return false;" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input value=" - " onclick="AJAXShortenPostArea(37687);return false;" class="liteoption" type="button"&gt;   &lt;input onclick="AJAXEndPostEdit(37687, -1);return false;" value="Memorizza" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input onclick="AJAXCancelPostEdit(37687);return false;" value="Cancella" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;a href="http://bopitalia.org/portal/posting.php?mode=editpost&amp;amp;p=37687" class="gen"&gt;Attiva la modalità estesa di scrittura.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td class="genmed" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" height="100%" valign="bottom"&gt; &lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-4801041540484193475?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/4801041540484193475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=4801041540484193475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4801041540484193475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4801041540484193475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/il-mondo-cavallo-dei-due-secoli.html' title='Il mondo a cavallo dei due secoli'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6529040676295991496</id><published>2008-05-24T16:53:00.001+01:00</published><updated>2008-05-24T16:54:26.168+01:00</updated><title type='text'>1792-1795: repressioni e successi</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_35108"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le rivolte nell'Impero Ottomano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come temuto, il germe della rivolta si posò anche sull'Impero della Sublime Porta. La società segreta rivoluzionaria Figli della Libertà iniziò delle rivolte in Grecia, Serbia, Bulgaria e Croazia, che però ebbero scarso successo. Mentre l'esercito sopprimeva a ovest, sul Caucaso e sull'Elbruz bande armate turco-persiani iniziarono a combattere i dominatori; le forze che nel 1792 avevano combattuto in Europa, furono spostate a inizio '93 a oriente. Di fronte a questo spostamento, la popolazione greca riprese la ribellione, questa volta fatta scoppiare dalle gabelle imposte e dalle repressioni sui civili. A ruota seguirono di nuovo Serbia, Montenegro e Valacchia. L'Impero non aveva le forze per contrastare tutte quelle sollevazioni, che si erano espanse fino al Peloponneso e di lì in Puglia e Calabria. Intervenne Granada: la proposta, presentata dal partito regale, passò di pochissimi voti.&lt;br /&gt;Di nuovo Pesniz ebbe il comando delle operazioni: con 6000 uomini e 90 cannoni sbarcò prima a Taranto, dove si unì all'esercito napoletano e sconfisse i rivoltosi italiani. Quindi si reimbarcò e passò in Grecia, entrando in Attica e liberando i Turchi assediati ad Atene. Con l'arrivo di nuove reclute anatoliche, che avevano sedato le piccole sollevazioni in Ionia, invase il Peloponneso, mentre un'armata da Istanbul passava per la Macedonia e colpiva da nord. Nell'estate del 1793, i moti greci e valacchi erano stati bloccati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pesniz stava per marciare sul Montenegro, quando si seppe che i Mamelucchi avevano colto l'occasione e avevano dichiarato l'indipendenza, così come il bey di Tripoli. Impudentemente, Pesniz decise di imbarcarsi subito per l'Egitto, dove arrivò nella stagione più calda. Oltre a sbarcare ad Alessandria, già in condizione igieniche pessime per l'assedio, tentò una sortita infruttuosa, perché i suoi uomini erano stremati dal caldo. La città cadde poco tempo dopo e solo la metà dei superstiti riuscì a mettersi in salvo durante l'assalto mamelucco; lo stesso Pesniz cadde nella fuga.&lt;br /&gt;Di fronte a quest'insuccesso (a novembre, l'esercito egiziano aveva invaso il Sinai) e alla vittoria del bey tripolitano, Mustafa si decise a concedere grandi autonomie al bey e concesse come stato vassallo il Basso Egitto ai Mamelucchi, che si ritirarono dal governo al di fuori della regione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le rivolte in Ungheria e Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nuovamente nel 1792, città come Milano, Bergamo, Venezia, Treviso e Novara si sollevarono; l'armata imperiale comunque eliminò facilmente la minaccia. Sempre l'esercito, guidato dal conte di Coburg, passò la frontiera ungherese a giugno, per sopprimere gli indipendentisti della Slovacchia ungherese, mentre re József II era impegnato contro la rivoluzione di Pest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Repubblica Batava&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Neppure i Paesi Bassi, che avevano fama di essere stato abbastanza liberale, furono risparmiata. A giugno del 1793, la ribellione scoppiò nelle Fiandre. Il governo provvisorio fiammingo stabilì la propria sede a Gand e chiese l'intervento francese, ma non arrivò. In compenso il generale Daendels, che aveva già dovuto combattere contro la rivoluzione francese, passò dall'altra parte, rifiutandosi di attaccare le Fiandre. Con questo rifiuto, in gran parte delle città olandesi scoppiò la rivolta e lo stadtholder dovette fuggire in Inghilterra. Il nuovo governo, guidato da Pieter Vreede, comunque evitò l'invasione tedesca, rinnovando tutti i patti stipulati precedentemente, ma facendo numerose riforme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'indipendentismo nel Regno Unito: la guerra americana e la rivoluzione di agosto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Già nel 1791 parte delle colonie inglesi si era sollevato contro la madrepatria, senza che le truppe coloniali potessero combattere con efficacia. L'avvento della Repubblica Batava portò nuova linfa ai rivoltosi, ben riforniti dagli olandesi. Nel 1793 a Sandusky, la sede del capo wyandot (o urone) Dunquat, fu siglata la Grande Confederazione, formata dalla confederazione urone e quella shawnee, entrambe comprendenti molti altri popoli clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando iniziarono le scorribande nei territori inglesi, gli agenti britannici tentarono in tutti i modi di diffondere il vaiolo, senza però avere grandi successi. Infatti sin dai primi del 1700 era stato introdotto in Europa l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ashi&lt;/span&gt;, una pratica anatolica che serviva a immunizzare i bambini contro quella malattia. Negli anni '80 del secolo, dei medici olandesi riuscirono a convincere diversi capi nativi a introdurlo anche presso le loro tribù. Il protagonista di questa "immunizzazione" fu Pieter van Woensel: mandato per scopi politici dal suo governo, ne approfittò per studiare anche la natura delle Americhe e, di nascosto, utilizzò un clan di Ottawa per sperimentare l'immunizzazione dalla difterite, senza successo. Ad ogni modo, le bande di guerrieri iniziarono ad attaccare ottenendo buoni risultati. Il governo coloniale, impegnato nel reprimere i rivoltosi di John Adams, offrì l'alleanza ad alcune tribù, principalmente Ojibwe indipendenti dai Wyandot. Il loro contributo fu tuttavia minimo: 500 miliziani olandesi, che vivevano fra le terre della Grande Confederazione e degli alleati inglesi e un migliaio di guerrieri potawatomi partirono in spedizione, sconfiggendo i guerrieri nemici e bruciando i villaggi. In un anno, i territori occupati dagli Olandesi vennero triplicati e lì vi si insediarono i numerosi meticci nati negli anni precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella guerra americana s'inserisce la figura di Samuel Wolffe, un anglo-irochese mistico, politico e linguista. Giudice di contea, teorizzò una divisione statale fra i popoli algonchini (come gli Shawnee) e di ceppo irochese (come i Wyandot). Grazie alla fama guadagnata in politica e come linguista, il governatore di Harrisburg gli affidò l'incarico di convincere Dunquat ad abbandonare l'alleanza con il giovane Tecumseh. Tutto ciò che il cinquantenne Wolffe ottenne fu l'uccisione in un attacco a sorpresa nel villaggio dove dormiva. Si dice che morì cercando di persuadere i guerrieri a risparmiare i bambini, ma nella Confederazione il modo di fare la guerra irochese era già in uso da tempo: infatti non furono catturati solo i bambini, ma anche gli adulti più giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E fu nel 1794 che scoppiò la rivolta in Irlanda, simile a tutte le altre del periodo. Munster e Connacht dichiararono l'indipendenza. Con gran parte delle proprie risorse impegnate in America, la repressione non fu feroce: nel Munster vennero battuti i ribelli, ma il re accettò di concedere al Connacht la semiautonomia, con un parlamento proprio e alcune libertà. Colin Moore, il leader dei ribelli del Munster, comunque, fuggì in America, dove in incognito raggiunse gli insediamenti a nord del fiume Paranà, il confine tra i Guaranì e le comunità indipendenti di irlandesi e la Gran Bretagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra tra Confederazione, ribelli americani e Repubblica Batava uniti continuò fino al 1795, quando il generale Howe sconfisse Adams e questi firmò la resa delle Colonie Unite. Nel frattempo, gli Olandesi erano sbarcati nella zona meridionale dei territori inglesi sulla costa del Pacifico, l'attuale California e l'avevano conquistata; la Confederazione aveva cacciato i coloni inglesi dal nord del golfo di San Lorenzo. Con la sconfitta dei ribelli, si scatenò un violento moto di diffidenza e persecuzione verso tutti i nativi residenti in territorio inglese, esclusi gli Irochesi; molti indiani, soprattutto Cherokee, fuggirono chiedendo asilo alla Confederazione. La pace fu raggiunta nel 1796, quando un reggimento dalle Antille portò il tifo a New York, da cui si espanse, colpendo europei e nativi in ugual misura. L'Inghilterra riconobbe le conquiste olandesi e confederate e ai primi concesse come area d'influenza e colonizzazione una vasta area a sud del Michigan.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/GBWY.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/GBWY.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_35108"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I confini dopo la pace del 1796&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6529040676295991496?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6529040676295991496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6529040676295991496' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6529040676295991496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6529040676295991496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/1792-1795-repressioni-e-successi.html' title='1792-1795: repressioni e successi'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6473440518625073650</id><published>2008-05-24T16:51:00.002+01:00</published><updated>2008-05-24T16:53:39.335+01:00</updated><title type='text'>L'epoca dei cambiamenti</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_34600"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Madagascar e Vietnam: la collaborazione franco-granatina continua&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La fondazione nel 1784 della Compagnie françaises des Indes orientales assicurò una presenza economica francese più forte nelle Indie e la competitività contro la HEEC, a cui furono garantite enormi concessioni sui territori inglesi recentemente conquistati. Nel 1786, i governatori David de Cossigny e Damião de Goa si accordarono per un intervento in Madagascar: la Francia si sarebbe alleata con il nascente regno Merina, che dal centro dell'isola stava aumentando velocemente la propria influenza e avrebbe fornito assistenza militare. Alcune delle Isole Mascarene, utilizzate come basi dalla flotta francese, sarebbero andate a Granada in cambio dei rifornimenti alle truppe di terra, che in un anno circa riuscirono a occupare tutta la costa occidentale dell'isola; gli alleati di Merina riuscirono a unificare il resto dell'isola nel 1810.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'invasione del regno di Dại Việt fu appoggiata logisticamente da Granada con un compenso meno materiale: l'Inghilterra sembrava intenzionata ad invadere le terre di Granada nel sud-est asiatico e il re vietnamita si stava avvicinando pericolosamente al nuovo vicino: serviva una nuova presenza europea nell'area per distogliere la Gran Bretagna da un'eventuale guerra coloniale. Sempre nel 1786, dalle basi francesi in Asia partì l'esercito che invase il regno indocinese e sconfisse i difensori nel 1788 nella battaglia di Battle of Rạch Gầm-Xoài Mút, in cui era presente un forte contingente di volontari laotiani dalla parte dei vietnamiti. Con quella battaglia, vinta nonostante i patimenti che le truppe francesi provavano e il re Nguyễn Huệ, che pochi giorni prima aveva battuto un'armata manchu a Dong Da, il regno intero divenne protettorato francese con poteri molto limitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tortura e cartamoneta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1788, le richieste di molti uomini di cultura portarono al bando della tortura negli interrogatori, in concomitanza anche con un crescente raffinamento delle tecniche investigative.&lt;br /&gt;Nello stesso anno, il Consiglio votò per l'emissione delle banconote. Il motivo di questa reticenza ad adottarle erano stati gli alterni esiti della pratica e il generale timore economico che una facile invasione dell'Impero Inca portasse all'inflazionamento dell'oro. Alla fine i rischi della cartamoneta furono accettati e in tredici mesi la zecca emise un milione di dinar cartacei, che finanziarono la costruzione della nuova grande flotta del Mediterraneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La rivoluzione francese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nonostante i successi coloniali, in Asia e in America, la situazione economica francese era disastrosa: le spese per le guerre erano superiori alle entrate, il commercio stagnava, le tasse vessavano il Terzo Stato. La situazione socio-politica era nella stessa condizione, con l'assolutismo osteggiato dalla borghesia e la generale sfiducia nella monarchia, che non riusciva comunque a far sfogare queste tensioni con gli incentivi alla colonizzazione. In più, il 29 gennaio 1789, re Philippe Auguste IV morì, dopo soli due anni di regno, venendo sostituito dal fratello Louis. A maggio, l'instabilità era tale che il re dovette richiamare il precedentemente esautorato ministro Necker, che doveva lavorare sulla nuova politica finanziaria. Pochi giorni dopo, gli Stati Generali vennero chiamati, come promesso dal re morto, ma non si giunse a un accordo sulle tasse. Ai primi di giugno, la popolazione di Vannes si sollevò contro i dazi sul pesce. Alla fine del mese, avvennero i conflitti fra il re e la neocostituita Assemblea Nazionale. Le notizie su quanto accadeva giunsero a Yusuf VIII e Mustafa IV, che si erano incontrati a Barcellona. Il sultano chiese a Yusuf di non permettere che un moto rivoluzionario mettesse in pericolo una monarchia, spaventato dal fatto che molti intellettuali nel suo impero si rifacevano alla scuola illuministica francese. Il nasride ancora non si mosse, soprattutto perché era abbastanza favorevole a una deriva costituzionale del vicino. Il 23 giugno, però, di fronte alle insistenze dell'alleato, fece votare per l'invio di una forza militare oltre la frontiera per mantenere l'ordine nelle città meridionali (lo stesso giorno, due compagnie di guardie francesi si ammutinarono in seguito a dei disordini a Parigi). La proposta fu accettata e venne ordinata la ripresa dell'effettività per la 3^ divisione di fanteria spagnola e tre reggimenti di dragoni con artiglieria, al momento quartierati nel nord della Spagna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a0/Declaration_of_Human_Rights.jpg/180px-Declaration_of_Human_Rights.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a0/Declaration_of_Human_Rights.jpg/180px-Declaration_of_Human_Rights.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_34600"&gt;Il 5 luglio, il generale Pesniz entrò a Bordeaux. Il 6, contro il volere reale, proclamò che avrebbe marciato su Limoges se l'Assemblea Nazionale non fosse scesa a patti con gli Stati Generali. Pochi giorni dopo, una brigata d'assalto occupò Arles, scontrandosi contro la guarnigione della città e il 13 si accampò poco fuori Marsiglia, mentre la flotta mise sotto blocco il porto di Tolone.&lt;br /&gt;Quando il 16 Bordeaux seppe dell'attacco alla Bastiglia, simbolo dell'assolutismo francese, la sua cittadinanza e gran parte dei soldati che non si erano opposti agli invasori presero le armi e attaccarono gli uomini di Pesniz; 235 rivoltosi rimasero uccisi e il generale dichiarò lo stato d'assedio. Il 22 la brigata conquistò Marsiglia con l'aiuto delle navi. Il 4 agosto fu abolito il feudalesimo unilateralmente e a questa notizia, Diego Pesniz inviò i dragoni sulla strada per Limoges, dove si scontrarono contro alcune compagnie di ammutinati.&lt;br /&gt;Qualche giorno prima, anche Paesi Bassi e SRI avevano preso i provvedimenti di Granada, occupando Liegi, Charleroi, Lussemburgo e Annecy. Si formò nelle zone occupate da questi un movimento di liberazione, la Guardia Nazionale, che iniziò ad attaccare con regolarità le forze d'occupazione da metà agosto. La Francia si stava barcamenando tra le invasioni straniere, moti rivoluzionari e un monarca che non aveva più credibilità, quasi assediato a Versailles. Luigi XVI riceveva le pressioni da parte del cognato, Gustavo III di Svezia, che aveva adottato nel 1772 una -poco liberale- costituzione e da George III suo alleato, per l'accettazione delle riforme che volevano essere introdotte. Il 5 ottobre, una folla si diresse verso il palazzo reale, recando l'appena redatta costituzione e scontrandosi con le guardie. Una settimana dopo, il re accettò la costituzione, la più liberale del mondo, allora, e che tolse moltissimi privilegi all'aristocrazia e al clero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="postmessage_34600"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra del 1790&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Risolta la questione costituzionale, l'anno successivo Louis XVI chiese la restituzione dei territori occupati. Pesniz si ritirò, ma il duca di Sassonia, che comandava l'armata imperiale e il generale olandese Daendels risposero unendo le forze e marciando su Parigi, perché il re francese ritornasse sui suoi passi.&lt;br /&gt;L'armata francese, dai quadri confusi perché molti dei nobili al comando erano fuggiti all'estero, ebbe difficoltà all'inizio a mobilitarsi. Tuttavia il generale Dumouriez riuscì a intercettare gli alleati al villaggio di Valmy, dove l'artiglieria francese si dimostrò migliore: il cannoneggiamento permise ai suoi 47000 uomini di mandare in rotta i 35000 tedeschi e 6000 olandesi con un assalto frontale. L'esercito francese proseguì, cacciando i nemici dal Lussemburgo. Quando Dumouriez sconfisse di nuovo il duca di Sassonia e lo mise sotto assedio a Charleroi, fu negoziata la tregua. La Francia avrebbe riavuto indietro ogni sua città occupata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nationalgallery.org.uk/WebMedia/Images/29/NG2964/mNG2964.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.nationalgallery.org.uk/WebMedia/Images/29/NG2964/mNG2964.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="100%" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" valign="top" width="100%"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="postbody" valign="top"&gt;&lt;span id="postmessage_34600"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Valmy&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le rivoluzioni del 1791, la guerra di Polonia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I fermenti rivoluzionari si espansero in Europa. I primi moti scoppiarono nel gennaio del 1791 in Baviera, Turingia e Lombardia. A maggio, re Stanisław II August, in Polonia, concesse una costituzione liberale, entrando così in attrito con i vicini. Nello stesso mese, l'ardore arrivò nelle colonie inglesi e francesi: i coloni di New Hampshire, Virginia e Tennessee si ribellarono chiedendo l'indipenza, richiesta che serpeggiava già una ventina d'anni nelle colonie inglesi.&lt;br /&gt;A sud, invece, la ribellione si sparse tra gli schiavi e i nativi delle colonie francesi, che fondarono la nazione di Mexique, il nome dei vicini aztechi. A settembre, nonostante gli aiuti olandesi, l'esercito regolare francese soppresse la rivolta: il regno non poteva permettersi spinte indipendentiste.&lt;br /&gt;Meglio andò alle colonie inglesi, che rimasero più a lungo indipendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costituzione del 3 maggio 1791 non fu gradita a molti grandi nobili polacchi, che, unitisi nella Confederazione di Targowica, richiesero l'intervento della Russia. Anche se non avvenne l'intervento dell'Impero, impegnato a sedare le proprie rivolte, il re polacco fu sconfitto dai soli Russi una prima volta nel 1792. Si ritirò a Memel, da dove resistette fino a marzo del 1793, quindi fuggì in esilio in Inghilterra. Sul trono polacco andò il capo della confederazione, Stanisław Szczęsny Potocki.&lt;/span&gt; &lt;div class="gen" id="post_34600" style="display: none; text-align: right;"&gt; &lt;textarea id="posttext_34600" rows="15" cols="35" wrap="virtual" class="post" style="width: 100%;" onkeyup="AJAXPostEditkeyUp(event, 34600)"&gt;[b]L'epoca dei cambiamenti[/b] [i]Madagascar e Vietnam: la collaborazione franco-granatina continua[/i] La fondazione nel 1784 della Compagnie françaises des Indes orientales assicurò una presenza economica francese più forte nelle Indie e la competitività contro la HEEC, a cui furono garantite enormi concessioni sui territori inglesi recentemente conquistati. Nel 1786, i governatori David de Cossigny e Damião de Goa si accordarono per un intervento in Madagascar: la Francia si sarebbe alleata con il nascente regno Merina, che dal centro dell'isola stava aumentando velocemente la propria influenza e avrebbe fornito assistenza militare. Alcune delle Isole Mascarene, utilizzate come basi dalla flotta francese, sarebbero andate a Granada in cambio dei rifornimenti alle truppe di terra, che in un anno circa riuscirono a occupare tutta la costa occidentale dell'isola; gli alleati di Merina riuscirono a unificare il resto dell'isola nel 1810. L'invasione del regno di Dại Việt fu appoggiata logisticamente da Granada con un compenso meno materiale: l'Inghilterra sembrava intenzionata ad invadere le terre di Granada nel sud-est asiatico e il re vietnamita si stava avvicinando pericolosamente al nuovo vicino: serviva una nuova presenza europea nell'area per distogliere la Gran Bretagna da un'eventuale guerra coloniale. Sempre nel 1786, dalle basi francesi in Asia partì l'esercito che invase il regno indocinese e sconfisse i difensori nel 1788 nella battaglia di Battle of Rạch Gầm-Xoài Mút, in cui era presente un forte contingente di volontari laotiani dalla parte dei vietnamiti. Con quella battaglia, vinta nonostante i patimenti che le truppe francesi provavano e il re Nguyễn Huệ, che pochi giorni prima aveva battuto un'armata manchu a Dong Da, il regno intero divenne protettorato francese con poteri molto limitati. [i]Tortura e cartamoneta[/i] Nel 1788, le richieste di molti uomini di cultura portarono al bando della tortura negli interrogatori, in concomitanza anche con un crescente raffinamento delle tecniche investigative. Nello stesso anno, il Consiglio votò per l'emissione delle banconote. Il motivo di questa reticenza ad adottarle erano stati gli alterni esiti della pratica e il generale timore economico che una facile invasione dell'Impero Inca portasse all'inflazionamento dell'oro. Alla fine i rischi della cartamoneta furono accettati e in tredici mesi la zecca emise un milione di dinar cartacei, che finanziarono la costruzione della nuova grande flotta del Mediterraneo. [i]La rivoluzione francese[/i] Nonostante i successi coloniali, in Asia e in America, la situazione economica francese era disastrosa: le spese per le guerre erano superiori alle entrate, il commercio stagnava, le tasse vessavano il Terzo Stato. La situazione socio-politica era nella stessa condizione, con l'assolutismo osteggiato dalla borghesia e la generale sfiducia nella monarchia, che non riusciva comunque a far sfogare queste tensioni con gli incentivi alla colonizzazione. In più, il 29 gennaio 1789, re Philippe Auguste IV morì, dopo soli due anni di regno, venendo sostituito dal fratello Louis. A maggio, l'instabilità era tale che il re dovette richiamare il precedentemente esautorato ministro Necker, che doveva lavorare sulla nuova politica finanziaria. Pochi giorni dopo, gli Stati Generali vennero chiamati, come promesso dal re morto, ma non si giunse a un accordo sulle tasse. Ai primi di giugno, la popolazione di Vannes si sollevò contro i dazi sul pesce. Alla fine del mese, avvennero i conflitti fra il re e la neocostituita Assemblea Nazionale. Le notizie su quanto accadeva giunsero a Yusuf VIII e Mustafa IV, che si erano incontrati a Barcellona. Il sultano chiese a Yusuf di non permettere che un moto rivoluzionario mettesse in pericolo una monarchia, spaventato dal fatto che molti intellettuali nel suo impero si rifacevano alla scuola illuministica francese. Il nasride ancora non si mosse, soprattutto perché era abbastanza favorevole a una deriva costituzionale del vicino. Il 23 giugno, però, di fronte alle insistenze dell'alleato, fece votare per l'invio di una forza militare oltre la frontiera per mantenere l'ordine nelle città meridionali (lo stesso giorno, due compagnie di guardie francesi si ammutinarono in seguito a dei disordini a Parigi). La proposta fu accettata e venne ordinata la ripresa dell'effettività per la 3^ divisione di fanteria spagnola e tre reggimenti di dragoni con artiglieria, al momento quartierati nel nord della Spagna. Il 5 luglio, il generale Pesniz entrò a Bordeaux. Il 6, contro il volere reale, proclamò che avrebbe marciato su Limoges se l'Assemblea Nazionale non fosse scesa a patti con gli Stati Generali. Pochi giorni dopo, una brigata d'assalto occupò Arles, scontrandosi contro la guarnigione della città e il 13 si accampò poco fuori Marsiglia, mentre la flotta mise sotto blocco il porto di Tolone. Quando il 16 Bordeaux seppe dell'attacco alla Bastiglia, simbolo dell'assolutismo francese, la sua cittadinanza e gran parte dei soldati che non si erano opposti agli invasori presero le armi e attaccarono gli uomini di Pesniz; 235 rivoltosi rimasero uccisi e il generale dichiarò lo stato d'assedio. Il 22 la brigata conquistò Marsiglia con l'aiuto delle navi. Il 4 agosto fu abolito il feudalesimo unilateralmente e a questa notizia, Diego Pesniz inviò i dragoni sulla strada per Limoges, dove si scontrarono contro alcune compagnie di ammutinati. Qualche giorno prima, anche Paesi Bassi e SRI avevano preso i provvedimenti di Granada, occupando Liegi, Charleroi, Lussemburgo e Annecy. Si formò nelle zone occupate da questi un movimento di liberazione, la Guardia Nazionale, che iniziò ad attaccare con regolarità le forze d'occupazione da metà agosto. La Francia si stava barcamenando tra le invasioni straniere, moti rivoluzionari e un monarca che non aveva più credibilità, quasi assediato a Versailles. Luigi XVI riceveva le pressioni da parte del cognato, Gustavo III di Svezia, che aveva adottato nel 1772 una -poco liberale- costituzione e da George III suo alleato, per l'accettazione delle riforme che volevano essere introdotte. Il 5 ottobre, una folla si diresse verso il palazzo reale, recando l'appena redatta costituzione e scontrandosi con le guardie. Una settimana dopo, il re accettò la costituzione, la più liberale del mondo, allora, e che tolse moltissimi privilegi all'aristocrazia e al clero. [img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a0/Declaration_of_Human_Rights.jpg/180px-Declaration_of_Human_Rights.jpg[/img] [i]La guerra del 1790[/i] Risolta la questione costituzionale, l'anno successivo Louis XVI chiese la restituzione dei territori occupati. Pesniz si ritirò, ma il duca di Sassonia, che comandava l'armata imperiale e il generale olandese Daendels risposero unendo le forze e marciando su Parigi, perché il re francese ritornasse sui suoi passi. L'armata francese, dai quadri confusi perché molti dei nobili al comando erano fuggiti all'estero, ebbe difficoltà all'inizio a mobilitarsi. Tuttavia il generale Dumouriez riuscì a intercettare gli alleati al villaggio di Valmy, dove l'artiglieria francese si dimostrò migliore: il cannoneggiamento permise ai suoi 47000 uomini di mandare in rotta i 35000 tedeschi e 6000 olandesi con un assalto frontale. L'esercito francese proseguì, cacciando i nemici dal Lussemburgo. Quando Dumouriez sconfisse di nuovo il duca di Sassonia e lo mise sotto assedio a Charleroi, fu negoziata la tregua. La Francia avrebbe riavuto indietro ogni sua città occupata. [img]http://www.nationalgallery.org.uk/WebMedia/Images/29/NG2964/mNG2964.jpg[/img] [i]Valmy[/i] [i]Le rivoluzioni del 1791, la guerra di Polonia[/i] I fermenti rivoluzionari si espansero in Europa. I primi moti scoppiarono nel gennaio del 1791 in Baviera, Turingia e Lombardia. A maggio, re Stanisław II August, in Polonia, concesse una costituzione liberale, entrando così in attrito con i vicini. Nello stesso mese, l'ardore arrivò nelle colonie inglesi e francesi: i coloni di New Hampshire, Virginia e Tennessee si ribellarono chiedendo l'indipenza, richiesta che serpeggiava già una ventina d'anni nelle colonie inglesi. A sud, invece, la ribellione si sparse tra gli schiavi e i nativi delle colonie francesi, che fondarono la nazione di Mexique, il nome dei vicini aztechi. A settembre, nonostante gli aiuti olandesi, l'esercito regolare francese soppresse la rivolta: il regno non poteva permettersi spinte indipendentiste. Meglio andò alle colonie inglesi, che rimasero più a lungo indipendenti. La costituzione del 3 maggio 1791 non fu gradita a molti grandi nobili polacchi, che, unitisi nella Confederazione di Targowica, richiesero l'intervento della Russia. Anche se non avvenne l'intervento dell'Impero, impegnato a sedare le proprie rivolte, il re polacco fu sconfitto dai soli Russi una prima volta nel 1792. Si ritirò a Memel, da dove resistette fino a marzo del 1793, quindi fuggì in esilio in Inghilterra. Sul trono polacco andò il capo della confederazione, Stanisław Szczęsny Potocki.&lt;/textarea&gt;&lt;textarea id="orig_posttext_34600" rows="1" cols="1" style="display: none;"&gt;[b]L'epoca dei cambiamenti[/b] [i]Madagascar e Vietnam: la collaborazione franco-granatina continua[/i] La fondazione nel 1784 della Compagnie françaises des Indes orientales assicurò una presenza economica francese più forte nelle Indie e la competitività contro la HEEC, a cui furono garantite enormi concessioni sui territori inglesi recentemente conquistati. Nel 1786, i governatori David de Cossigny e Damião de Goa si accordarono per un intervento in Madagascar: la Francia si sarebbe alleata con il nascente regno Merina, che dal centro dell'isola stava aumentando velocemente la propria influenza e avrebbe fornito assistenza militare. Alcune delle Isole Mascarene, utilizzate come basi dalla flotta francese, sarebbero andate a Granada in cambio dei rifornimenti alle truppe di terra, che in un anno circa riuscirono a occupare tutta la costa occidentale dell'isola; gli alleati di Merina riuscirono a unificare il resto dell'isola nel 1810. L'invasione del regno di Dại Việt fu appoggiata logisticamente da Granada con un compenso meno materiale: l'Inghilterra sembrava intenzionata ad invadere le terre di Granada nel sud-est asiatico e il re vietnamita si stava avvicinando pericolosamente al nuovo vicino: serviva una nuova presenza europea nell'area per distogliere la Gran Bretagna da un'eventuale guerra coloniale. Sempre nel 1786, dalle basi francesi in Asia partì l'esercito che invase il regno indocinese e sconfisse i difensori nel 1788 nella battaglia di Battle of Rạch Gầm-Xoài Mút, in cui era presente un forte contingente di volontari laotiani dalla parte dei vietnamiti. Con quella battaglia, vinta nonostante i patimenti che le truppe francesi provavano e il re Nguyễn Huệ, che pochi giorni prima aveva battuto un'armata manchu a Dong Da, il regno intero divenne protettorato francese con poteri molto limitati. [i]Tortura e cartamoneta[/i] Nel 1788, le richieste di molti uomini di cultura portarono al bando della tortura negli interrogatori, in concomitanza anche con un crescente raffinamento delle tecniche investigative. Nello stesso anno, il Consiglio votò per l'emissione delle banconote. Il motivo di questa reticenza ad adottarle erano stati gli alterni esiti della pratica e il generale timore economico che una facile invasione dell'Impero Inca portasse all'inflazionamento dell'oro. Alla fine i rischi della cartamoneta furono accettati e in tredici mesi la zecca emise un milione di dinar cartacei, che finanziarono la costruzione della nuova grande flotta del Mediterraneo. [i]La rivoluzione francese[/i] Nonostante i successi coloniali, in Asia e in America, la situazione economica francese era disastrosa: le spese per le guerre erano superiori alle entrate, il commercio stagnava, le tasse vessavano il Terzo Stato. La situazione socio-politica era nella stessa condizione, con l'assolutismo osteggiato dalla borghesia e la generale sfiducia nella monarchia, che non riusciva comunque a far sfogare queste tensioni con gli incentivi alla colonizzazione. In più, il 29 gennaio 1789, re Philippe Auguste IV morì, dopo soli due anni di regno, venendo sostituito dal fratello Louis. A maggio, l'instabilità era tale che il re dovette richiamare il precedentemente esautorato ministro Necker, che doveva lavorare sulla nuova politica finanziaria. Pochi giorni dopo, gli Stati Generali vennero chiamati, come promesso dal re morto, ma non si giunse a un accordo sulle tasse. Ai primi di giugno, la popolazione di Vannes si sollevò contro i dazi sul pesce. Alla fine del mese, avvennero i conflitti fra il re e la neocostituita Assemblea Nazionale. Le notizie su quanto accadeva giunsero a Yusuf VIII e Mustafa IV, che si erano incontrati a Barcellona. Il sultano chiese a Yusuf di non permettere che un moto rivoluzionario mettesse in pericolo una monarchia, spaventato dal fatto che molti intellettuali nel suo impero si rifacevano alla scuola illuministica francese. Il nasride ancora non si mosse, soprattutto perché era abbastanza favorevole a una deriva costituzionale del vicino. Il 23 giugno, però, di fronte alle insistenze dell'alleato, fece votare per l'invio di una forza militare oltre la frontiera per mantenere l'ordine nelle città meridionali (lo stesso giorno, due compagnie di guardie francesi si ammutinarono in seguito a dei disordini a Parigi). La proposta fu accettata e venne ordinata la ripresa dell'effettività per la 3^ divisione di fanteria spagnola e tre reggimenti di dragoni con artiglieria, al momento quartierati nel nord della Spagna. Il 5 luglio, il generale Pesniz entrò a Bordeaux. Il 6, contro il volere reale, proclamò che avrebbe marciato su Limoges se l'Assemblea Nazionale non fosse scesa a patti con gli Stati Generali. Pochi giorni dopo, una brigata d'assalto occupò Arles, scontrandosi contro la guarnigione della città e il 13 si accampò poco fuori Marsiglia, mentre la flotta mise sotto blocco il porto di Tolone. Quando il 16 Bordeaux seppe dell'attacco alla Bastiglia, simbolo dell'assolutismo francese, la sua cittadinanza e gran parte dei soldati che non si erano opposti agli invasori presero le armi e attaccarono gli uomini di Pesniz; 235 rivoltosi rimasero uccisi e il generale dichiarò lo stato d'assedio. Il 22 la brigata conquistò Marsiglia con l'aiuto delle navi. Il 4 agosto fu abolito il feudalesimo unilateralmente e a questa notizia, Diego Pesniz inviò i dragoni sulla strada per Limoges, dove si scontrarono contro alcune compagnie di ammutinati. Qualche giorno prima, anche Paesi Bassi e SRI avevano preso i provvedimenti di Granada, occupando Liegi, Charleroi, Lussemburgo e Annecy. Si formò nelle zone occupate da questi un movimento di liberazione, la Guardia Nazionale, che iniziò ad attaccare con regolarità le forze d'occupazione da metà agosto. La Francia si stava barcamenando tra le invasioni straniere, moti rivoluzionari e un monarca che non aveva più credibilità, quasi assediato a Versailles. Luigi XVI riceveva le pressioni da parte del cognato, Gustavo III di Svezia, che aveva adottato nel 1772 una -poco liberale- costituzione e da George III suo alleato, per l'accettazione delle riforme che volevano essere introdotte. Il 5 ottobre, una folla si diresse verso il palazzo reale, recando l'appena redatta costituzione e scontrandosi con le guardie. Una settimana dopo, il re accettò la costituzione, la più liberale del mondo, allora, e che tolse moltissimi privilegi all'aristocrazia e al clero. [img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a0/Declaration_of_Human_Rights.jpg/180px-Declaration_of_Human_Rights.jpg[/img] [i]La guerra del 1790[/i] Risolta la questione costituzionale, l'anno successivo Louis XVI chiese la restituzione dei territori occupati. Pesniz si ritirò, ma il duca di Sassonia, che comandava l'armata imperiale e il generale olandese Daendels risposero unendo le forze e marciando su Parigi, perché il re francese ritornasse sui suoi passi. L'armata francese, dai quadri confusi perché molti dei nobili al comando erano fuggiti all'estero, ebbe difficoltà all'inizio a mobilitarsi. Tuttavia il generale Dumouriez riuscì a intercettare gli alleati al villaggio di Valmy, dove l'artiglieria francese si dimostrò migliore: il cannoneggiamento permise ai suoi 47000 uomini di mandare in rotta i 35000 tedeschi e 6000 olandesi con un assalto frontale. L'esercito francese proseguì, cacciando i nemici dal Lussemburgo. Quando Dumouriez sconfisse di nuovo il duca di Sassonia e lo mise sotto assedio a Charleroi, fu negoziata la tregua. La Francia avrebbe riavuto indietro ogni sua città occupata. [img]http://www.nationalgallery.org.uk/WebMedia/Images/29/NG2964/mNG2964.jpg[/img] [i]Valmy[/i] [i]Le rivoluzioni del 1791, la guerra di Polonia[/i] I fermenti rivoluzionari si espansero in Europa. I primi moti scoppiarono nel gennaio del 1791 in Baviera, Turingia e Lombardia. A maggio, re Stanisław II August, in Polonia, concesse una costituzione liberale, entrando così in attrito con i vicini. Nello stesso mese, l'ardore arrivò nelle colonie inglesi e francesi: i coloni di New Hampshire, Virginia e Tennessee si ribellarono chiedendo l'indipenza, richiesta che serpeggiava già una ventina d'anni nelle colonie inglesi. A sud, invece, la ribellione si sparse tra gli schiavi e i nativi delle colonie francesi, che fondarono la nazione di Mexique, il nome dei vicini aztechi. A settembre, nonostante gli aiuti olandesi, l'esercito regolare francese soppresse la rivolta: il regno non poteva permettersi spinte indipendentiste. Meglio andò alle colonie inglesi, che rimasero più a lungo indipendenti. La costituzione del 3 maggio 1791 non fu gradita a molti grandi nobili polacchi, che, unitisi nella Confederazione di Targowica, richiesero l'intervento della Russia. Anche se non avvenne l'intervento dell'Impero, impegnato a sedare le proprie rivolte, il re polacco fu sconfitto dai soli Russi una prima volta nel 1792. Si ritirò a Memel, da dove resistette fino a marzo del 1793, quindi fuggì in esilio in Inghilterra. Sul trono polacco andò il capo della confederazione, Stanisław Szczęsny Potocki.&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;input value=" + " onclick="AJAXEnlargePostArea(34600);return false;" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input value=" - " onclick="AJAXShortenPostArea(34600);return false;" class="liteoption" type="button"&gt;   &lt;input onclick="AJAXEndPostEdit(34600, -1);return false;" value="Memorizza" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input onclick="AJAXCancelPostEdit(34600);return false;" value="Cancella" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;a href="http://bopitalia.org/portal/posting.php?mode=editpost&amp;amp;p=34600" class="gen"&gt;Attiva la modalità estesa di scrittura.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td class="genmed" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" height="100%" valign="bottom"&gt; &lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6473440518625073650?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6473440518625073650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6473440518625073650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6473440518625073650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6473440518625073650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/lepoca-dei-cambiamenti.html' title='L&apos;epoca dei cambiamenti'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-7188909959382360060</id><published>2008-05-24T16:48:00.001+01:00</published><updated>2008-05-24T16:51:29.748+01:00</updated><title type='text'>Yusuf VIII: l'età dei cambiamenti</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_31918"&gt;Quando il principe Yusuf fu incoronato re, già in età matura, il secolo dei Lumi, dopo aver in principio quasi saltato Granada, ora era entrato a pieno diritto nella storia di Granada. Il suo regno fu costellato dalle novità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La peste di Sumatra e la guerra di Malacca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso anno della successione, una flotta partì dalla base inglese di Capetown e fece scalo nei possedimenti olandesi in India. Da lì ripartì con l'aggiunta della flotta olandese. Era l'attacco a sorpresa di Olanda e Gran Bretagna contro l'indebolito regno di Ayutthaya. Nei mesi precedenti, agli alleati si erano aggiunti il Lan Na e il Brunei. L'esercito olandese sbarcò sulla costa fra Birmania e la penisola di Malacca, quello inglese su quest'ultima. Le armate del Lan Na, che aveva consolidato la sua posizione inglobando gli Stati Shan dopo aver perso gran parte dei suoi territori in Cina , invasero da nord il Laos; dopo una facile occupazione della Malacca, le truppe di Lord Bullington risalirono a nord e si unirono a quelle del Brunei, prendendo la costa nord-orientale del regno, che andò al sultanato. Re Taksin di Lan Na prese infine Ayutthaya e la distrusse; il re Suriyamarin però fuggì in Cina, andando in Cambogia e di lì dall'imperatore, il quale però non volle impegnarsi in alcuna guerra.&lt;br /&gt;Con l'annessione del regno di Ayutthaya, Taksin si proclamò re di Siam e propose al generale inglese l'invasione della Cambogia, divisa fra città indipendenti, fedeli all'Ayutthaya o ai Vietnamiti: nel 1781 anche quella regione fu annessa all'Impero Britannico.&lt;br /&gt;Questa invasione preoccupò molto Granada, che non voleva tale nuova coalizione nella zona; perciò, quando il sultano di Johor (Malacca) mostrò troppa amicizia nei confronti dei britannici, 15000 uomini ne invasero il territorio, come "rafforzamento del confine e garanzia della pace". Il sultano accettò senza combattere la sottomissione.&lt;br /&gt;Ma la frontiera con Granada convinse molti Thai a rifugiarvisi, seguiti dai cambogiani. Il governatore fece un grave errore, deportando tutti i rifugiati su Sumatra: l'affollamento e le condizioni antigieniche fecero scoppiare la peste bubbonica, che si espanse su tutta l'isola; si attenuò solo sette anni dopo, quando aveva già invaso tutte le isole.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/GrSE.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/GrSE.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_31918"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I nuovi confini, dopo la guerra del Vietnam nel 1788&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'economia e l'informazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se al di fuori del nucleo del regno poco cambiò nell'economia, al suo interno molto venne fatto. Le tre borse prima esistenti, quella di Granada, di Tunisi e Kerala, vennero fuse nella borsa centrale di Granada, cosa che permise un migliore controllo sulle attività finanziarie. Allo stesso tempo, vennero rivisti numero statuti sul lavoro: molte città li avevano, spesso risalenti al Medioevo. Volendo incentivare il più possibile le imprese, il governo li rivide tutti, con l'appoggio della borghesia, togliendo gran parte delle garanzie ai lavoratori e dimezzando i tempi burocratici, mentre per assicurarsi i voti degli aristocratici non vennero toccati gli statuti agricoli. Nonostante questa perdita di diritti e garanzie, i braccianti e artigiani minori non protestarono all'inizio, poiché da secoli non avevano avuto bisogno di usare quegli statuti e non si avvidero di cosa sarebbe capitato.&lt;br /&gt;Furono poi riorganizzate le classi fiscali: divennero otto, di cui le prime tre non pagavano la "tassa per la difesa".&lt;br /&gt;Nel 1781, inoltre, venne fondato il primo giornale a carattere eclettico, La Voce della Verità. Il governo stampava sin dal 1648 un notiziario governativo, a cui seguirono notiziari governativi locali. Negli anni '90 del secolo iniziarono a nascere giornali indipendenti ma sempre legati ad aree limitate. La Voce fu il primo giornale che sì, era basato principalmente sulla penisola iberica, ma aveva grossi spazi per le notizie da tutto il resto del regno e del mondo, opinionisti e numerose altre rubriche che esulavano dalla cronaca. Nell'800 prese la conformazione moderna, dividendosi in un giornale principale, che usciva due volte al mese e uno locale, giornaliero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Costituzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le idee costituzionali avevano ormai penetrato gran parte della classe dirigente di Granada, anche in risposta alle derive assolutistiche di Nasr II. Sempre più spesso gruppi di nobili e borghesi ne parlavano e nell'inverno del 1783 in diverse città nacquero vere e proprie manifestazioni che la chiedevano. Yusuf allora si decise e mise ai voti la proposta di una costituzione, accettata. Così venne formata un'assemblea costituente a Zaragoza, che in due settimane redasse la prima costituzione, detta di Zaragoza, appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa costituzione dichiarava che al-Andalus era una nazione dell'Umma e che il sovrano lasciava le libertà di religione, associazione, parola e consentiva le unioni dei lavoratori, ma la stampa rimaneva in teoria censurabile. Venivano costituzionalizzata la divisione in cittadinanze e i diritti delle minoranze etniche.&lt;br /&gt;La seconda categoria di cittadinanza votava secondo i metodi sempre utilizzati, mentre i nobili di questa categoria votavano seguendo le modalità della prima, che erano le seguenti:&lt;br /&gt;-il diritto di voto era su base censitaria: le prime tre classi non pagavano la pesantissima tassa sulla difesa, ma non avevano neanche questo diritto;&lt;br /&gt;-ogni sette anni venivano votati i rappresentanti ai parlamenti locali; questi non avrebbero più avuto facoltà di eleggere tra di sé i propri rappresentanti, ma ogni quattro anni gli stessi votanti avrebbero dichiarato chi sarebbe andato a Granada;&lt;br /&gt;-veniva permessa e anzi forzata l'associazione in partiti e fazioni per presentarsi alle elezioni per il Consiglio, quando prima o ci presentava come singoli candidati o come minuscole fazioni sia al parlamento locale sia al Consiglio. Così, mantendendo le divisioni parlamentari minori, alla camera suprema si sarebbero presentati schieramenti ben definiti e soprattutto transetnici;&lt;br /&gt;-sempre al Consiglio, i seggi sarebbero andati proporzionalmente ai voti dei partiti;&lt;br /&gt;-il re comunque manteneva il potere esecutivo e legislativo garantitogli dalla prerogativa e poteva sciogliere il Consiglio, oltre a vietare certi partiti; le sue facoltà però si fermavano a questo, dato che ogni altro movimento di potere avrebbe dovuto essere votato;&lt;br /&gt;-i parlamenti locali potevano legiferare limitatamente alle loro competenze, ma avevano anche il diritto di fare ricorso per leggi che non gradivano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa costituzione, sebbene mancasse ancora di alcune cose, come la separazione definitiva dei poteri o la laicità (impossibile per il ruolo del sovrano), fu accolta molto bene dai suoi fautori e fu presa a modello da altri costituzionalisti nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.congreso.es/wc/htdocs/web/img/presi/galeria/75890_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.congreso.es/wc/htdocs/web/img/presi/galeria/75890_1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_31918"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il sindaco di Santander, che lesse la bozza della Costituzione al Consiglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo scandalo dei tribunali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1783 venne alla luce lo scandalo di alcuni tribunali nelle regioni più interne dell'Africa sahariana che, in teoria sottoposti alla legge granatina, avevano applicato per molti anni integralmente la Sharia. Di fronte a questa libertà presa dai giudici, furono creati speciali commissari per vigilare sull'applicazione delle leggi regali e non quelle culturali, dove non accettate in toto dal governo centrale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="postmessage_31918"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-7188909959382360060?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/7188909959382360060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=7188909959382360060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7188909959382360060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7188909959382360060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/yusuf-viii-let-dei-cambiamenti.html' title='Yusuf VIII: l&apos;età dei cambiamenti'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6065524518865385861</id><published>2008-05-24T16:47:00.003+01:00</published><updated>2008-05-24T16:49:52.956+01:00</updated><title type='text'>L'epoca di Muhammad XVIII</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_31058"&gt;La morte di Nasr II fu improvvisa, nella calda estate del 1755. Gli successe il figlio trentenne, Muhammad. Uomo colto e raffinato, a iniziare dalla propria incoronazione volle contrastare quella sorta di "crisi" culturale e scientifica che aveva colpito il regno dei suoi due predecessori, facendo rappresentare la cerimonia in un'enorme tela dall'artista corso Pioli. Durante il suo regno, supportò numerosi artisti, alla ricerca di una nuova identità culturale che non attingesse a modelli esteri e sotto il patrocinato suo e di una piccola cerchia di grandi nobili, nei 25 anni in cui fu al trono furono fondate 2 accademie di musica, 7 università, 18 accademie delle arti, 22 accademie delle scienze matematiche e naturali. Con uno spirito che i contemporanei definirono "inquietantemente laico", non fondò alcuna madrasa di stampo classico e anzi, finanziò la fondazione di scuole private alternative a quelle religiose, di qualsiasi religione. Fu il primo re di Granada ad avere una tale fiducia nelle scienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra di Duala&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Al decesso dell'ultimo Manikongo, nel 1759, Gugliemo V d'Orange proclamò l'annessione del Congo, di fronte ai conflitti sorti fra i nobili del paese per la successione. Questa annessione portò alla nascita di alcuni potentati locali sottomessi ai Paesi Bassi, corrispondenti ai territori delle famiglie aristocratiche: ciò fu in massima parte ben accetto.&lt;br /&gt;Fu un signore africano, che da sempre aveva temuto le scorribande dei Duala nel suo territorio, fino a Kribi, a convincere gli Olandesi della necessità di una guerra contro il vicino settentrionale.&lt;br /&gt;Conosciute queste manovre, i capi Duala cercarono l'alleanza con il regno di Mandara, ma questi la rifiutò. Allora si rivolsero a Granada: la loro condotta nei confronti granatini, nonostante la presenza nel loro territorio dell'omonima città di Duala, fondata da Yusuf Rurikovic, era sempre stata ambigua, in parte indipendentista, in parte no. Con quella nuova minaccia, giunsero a offrire la loro sottomissione a Muhammad XVIII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il disastro fu sventato fu grazie alla lungimiranza del nuovo ministro della guerra, Fernando Vaçol. Lui si oppose in prima istanza a quella nuova sottomissione, ma il parere del ministero degli esteri e del Consiglio furono contrari, felici di poter avere una nuova guerra con i Paesi Bassi. Con ciò, ordinò il reclutamento di almeno una divisione in Africa, non potendo contare sulla Guardia Askia, troppo sparsa per il territorio. Tuttavia, nel 1760 inoltrato, quando già si preparavano diverse migliaia di soldati congolesi e olandesi, solo tre reggimenti erano pronti per la battaglia. Di fronte a una tale lentezza, Vaçol ottenne il riscatto di poco meno di un migliaio di schiavi pronti alla vendita, a condizione che contribuissero alla difesa della colonia.&lt;br /&gt;A Duala fu mandato il generale marocchino ar-Ribati, un comandante di cavalleria di formazione classica. La sua impressione di fronte ai militari africani, che spesso rompevano le righe e combattevano in formazione aperta e camminavano scalzi, fu quella di una marmaglia; peggiore ancora la ebbe dagli ausiliari. Tuttavia, la sua impressione era ingiustificata.&lt;br /&gt;Nella stagione secca del 1761, 12000 armati, guidati dal generale Tjerk Tromp, partirono da Kribi e iniziarono la faticosa marcia verso Duala. La malaria colpì molto presto gli avanzanti; ciò nondimeno, in breve tempo l'esercito aveva invaso il territorio di Granada, preso con facilità i centri minori e posto sotto assedio Duala e alcune piazzeforti nelle vicinanze.&lt;br /&gt;All'inizio dell'assedio, la piccola squadra navale a Bioko sortì e intercetto il primo convoglio olandese che avrebbe dovuto rifornire gli assedianti; il bottino fu portato alla città assediata, che ne beneficiò a lungo; tuttavia la flotta olandese, con più navi e meglio armata, ricondusse subito l'avversaria alla difesa dell'isola. Poco dopo, tentò il bombardamento della città, venendo però gravemente danneggiata dalle batterie costiere.&lt;br /&gt;Nel frattempo, varie malattie colpivano entrambi gli schieramenti e gli assalti mietevano le loro vittime. Le maggiori perdite le ebbe il contingente olandese, non abituato al clima e addestrato secondo la vecchia concezione in cui era il soldato prolungamento del moschetto, mentre i congolesi usavano tattiche meno rigide.&lt;br /&gt;Nel 1762 inoltrato, quando gli assediati erano allo stremo, la flotta di Guinea attirò le navi olandesi via dal blocco, ingaggiandole e sconfiggendole e permise l'entrata in porto di alcune navi di rifornimento. Capendo che questo stallo di trincee e malattie, interrotto solo dalla conquista di alcune piazzeforti esterne, necessitava di una mossa risolutiva, Tromp tentò l'assalto finale, scatenando tutta la potenza dei suoi cannoni contro le martoriate difese della città. Eppure, questa resistette. I soldati che ar-Ribati disprezzava dimostrarono ancora una volta il loro valore, difendendo con i denti la città e resistendo a un assalto di due giorni, che spesso fu combattuto tra le case. Il 19 (o 21) febbraio, il decimato esercito congo-olandese levava le tende e ricominciava la marcia che lo avrebbe riportato a sud; unico guadagno della guerra fu la totale distruzione dei porti schiavistici di Granada, Duala esclusa. Ad aprile fu siglata la pace.&lt;br /&gt;Eppure, questa esperienza servì ai quadri dell'esercito olandese: prima ancorati a un vecchio concetto di esercito, di fronte ai soldati regolari del nemico impararono molto; i soldati congolesi invece, agli occhi dei generali olandesi guadagnarono una nuova reputazione, colpiti dai risultati che avevano ottenuto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/92/Duala_war_canoe.jpg/800px-Duala_war_canoe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/92/Duala_war_canoe.jpg/800px-Duala_war_canoe.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_31058"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una piroga da guerra duala utilizzata per gli spostamenti durante l'assedio. La bandiera è quella del governatorato di Bioko.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La nuova collaborazione francese e la "blasfema romanizzazione"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E con il nuovo re, l'atteggiamento nei confronti dei vicini settentrionali divenne ancora più amichevole. Nella seconda guerra franco-azteca del 1763-1767, in cui la Francia prese gran parte dei territori aztechi ai confini del nord, Granada ottenne l'amministrazione del Franco Territorio di Tampico, una regione che separava per qualche chilometro i confini delle due nazioni in Messico; per buona parte del rimanente, esisteva una terra di nessuno spopolata dalla guerra.&lt;br /&gt;E, forse anche dietro alle richieste del re francese, il difensore della Fede fece una concessione al papa: permise l'invio di compagnie di predicazione: fu durante il suo regno che molte persone degli strati più poveri in Aragona, Leon e Castiglia tornarono cattoliche. E Clemente XIII, nel 1767, canonizzò il primo iberico da moltissimo tempo, José de Calasanz.&lt;br /&gt;Questa apertura al cattolicesimo non fece piacere a diversi nobili, soprattutto dell'area berbera, tant'è che vennero stampati volantini satirici che parlavano della "blasfema romanizzazione" e raffiguravano il re pregante di fronte a un crocifisso. Per la prima volta in decenni, il re riapplicò la censura sulla stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La cittadinanza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La vicenda delle truppe di ibn Husain aveva già fatto nascere alcuni problemi, che si acuirono con le richieste dei veterani di Duala.&lt;br /&gt;I soldati regolari al di fuori del nucleo del regno, di norma arruolati fra i più poveri e derelitti, che cercavano la fortuna nell'esercito. Se alcuni, finito il servizio, se ne tornavano presso il proprio popolo con il loro gruzzolo, altri spesso non volevano più rimanere nella situazione di inferiorità che avevano nella loro comunità d'origine, oppure comunque avrebbero desiderato stabilirsi dove erano di stanza, ma legalmente dovevano ancora rispondere al proprio popolo. Il ministro degli Interni Hixota nel 1770 propose perciò un cambiamento nella legge, introducendo il concetto di cittadinanza, ovviamente senza dimenticare che ogni abitante del regno era prima di tutto suddito. La legge approvata prevedeva due classi di cittadinanza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-la cittadinanza di prima categoria, che avevano tutti i sudditi direttamente dipendenti da Granada. Dovevano rispettare le leggi granatine, pagare le tasse del regno e avevano in teoria accesso a ogni carica dell'amministrazione pubblica. Con questa cittadinanza, venne anche abolita l'esenzione degli Ebrei dalla leva;&lt;br /&gt;-la cittadinanza di seconda classe comprendeva gli abitanti delle "comunità autonome", "popolazioni semindipendenti" e così via. Chi aveva questa cittadinanza rispondeva alle leggi del proprio popolo che Granada accettava e quindi sottastava a tutti gli ordinamenti tradizionali. Non si poteva entrare nell'amministrazione a livelli elevati. Tuttavia, con la cittadinanza venne permesso alle donne nobili di alcune popolazioni di votare assieme ai mariti per i rappresentanti politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si poteva però passare dalla seconda alla prima, o tramite servizi particolari allo stato o grazie al servizio militare. Finita la ferma, si poteva far richiesta della cittadinanza per sé e la propria famiglia, a patto che ci si spostasse dai confini del popolo. Era invece possibile il passaggio dalla prima alla seconda solo se il processo inverso era stato compiuto dai propri nonni. Onde evitare fughe di schiavi, venne inibito loro il passaggio di categoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Rivoluzione Industriale nel regno e il boom della popolazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La seconda parte del regno di Muhammad fu caratterizzato dall'impegno nel rendere l'artigianato sempre più competitivo. L'Inghilterra, all'epoca la prima nazione in questo campo, venne presa a modello e somme ingenti furono spese per assicurarsi l'introduzione di numerose innovazioni inglesi; in India vennero inoltre messe a punto macchine per la filatura molto più efficienti. Fu fondato il Circolo Scientifico e Tecnico di Toledo, dove furono invitati molti inventori e scienzati stranieri e del paese; furono concessi incentivi a chi voleva iniziare nuove attività. Nel frattempo, le migliori condizioni di vita e un periodo di relativa pace insolitamente lungo fecero aumentare la popolazione in 25 anni del 38%. Tuttavia, Muhammad morì nel 1780, prima che la politica economica desse i suoi maturi frutti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6065524518865385861?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6065524518865385861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6065524518865385861' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6065524518865385861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6065524518865385861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/lepoca-di-muhammad-xviii-la-morte-di.html' title='L&apos;epoca di Muhammad XVIII'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6623220727897322995</id><published>2008-05-24T16:46:00.003+01:00</published><updated>2008-05-24T16:50:09.283+01:00</updated><title type='text'>Conflitti e riforme alla metà del secolo</title><content type='html'>&lt;span style="" id="postmessage_27155"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Verso un sempre minore potere dei nobili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, Nasr e i suoi spalleggiatori, continuavano a operare per aumentare il potere regale sullo stato. Nell'editto del 1749, per ogni provincia stabiliva che una proporzione variante da 1/5 a 2/3 dei rappresentanti dovesse essere eletto tra quelli provenienti dai consigli cittadini (anche semplicemente sindaci), quindi in massima parte borghesi. Con questa mossa aumentò anche il peso politico degli arabi e iberici naturalizzati in altre parti del regno, poiché in molte regioni, questi erano ascesi ai vertici delle istituzioni urbane. In tale editto, la Francia, dopo aver perso tutti i deputati di Francia confinaria e uno del Poitou, venne riorganizzata: si vennero così a formare e province di Béarn-Armagnac-Pyrenées con 4 deputati e di Provenza-Linguadoca con 3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le spedizioni militari di Jamal bin Husain.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il figlio del generale Husain era l'astro nascente dell'esercito granatino. A soli 27 anni fu posto a comando di una brigata di truppe d'assalto. A 29 comandò il corpo di spedizione in Crimea; fu reimpatriato prima dello spostamento in Moldavia a causa della contrazione della malaria.&lt;br /&gt;Ripresosi, nel 1744 gli fu affidata la guida della mezza divisione (cinque reggimenti) gujarati, prendendo parte alla battaglia di Bassora contro il locale sultano, che fu sconfitto e divenne vassallo del Califfo (dieci anni dopo, alla morte senza eredi, Bassora passò sotto il controllo diretto dell'impero).&lt;br /&gt;Grazie alla sua eccellente condotta, fu nominato generale di divisione, prendendo il comando della 2° divisione di fanteria kannada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1746, alla spartizione del regno di Pegu da parte di Bengala e Arakan, Delhi rispose dichiarando guerra.&lt;br /&gt;Jamal venne mandato con la sua divisione a supporto dell'invasione del Mysore nel Bengala, a cui partecipava anche un corpo di spedizione ottomano. Partecipò al fruttuoso assedio di Nellore, che pose fine al dominio bengalese sui Telugu. A nord, il sultano Adel sconfisse l'esercito congiunto di Bengala e Arakan, costringendo il sultano di Bengala ad asseragliarsi ad Allahbad. La pace fu siglata quando Jamal, trasportato dalle navi, era sbarcato qualche miglio a est da Cuttack, difesa da ausiliari di Pegu. Ancora in territorio bengalese, gli venne riferito che la sua divisione sarebbe stata sciolta appena tornato in patria. La notizia non venne accolta bene dai suoi uomini, per la maggior parte Dalit come paria e pulayar senza famiglia che avevano tentato la fortuna nell'esercito e temevano di non essere posti nella riserva. A ciò si aggiunse l'annuncio che non avrebbe avuto nessun comando sostitutivo dopo il congedo della divisione.&lt;br /&gt;In attesa della flotta, Jamal fu contattato dal principe Tchin, comandante della guarnigione di Cuttack. Buddista, lui e il suo esercito non avevano in simpatia né l'Arakan né il Bengala, per la politica contro i buddisti intrapresa nella loro terra. Propose a Jamal un accordo: durante la guerra aveva incontrato numerosi nobili dissidenti ed erano pronti a ribellarsi; avevano solo bisogno dell'aiuto di un esercito che poteva sconfiggere le forze lealiste. Jamal, solleticato dall'idea di un dominio personale, accettò. Il 27 gennaio 1747 lasciò tornare in patria chi desiderava, rimanendo con più di 6000 uomini e dichiarando con gli altri capi la fondazione dello Stato dei due fiumi, perché si estendeva, in teoria, dal fiume Mahanadi al Hoogly. Proprio sul Hoogly fondò il suo centro operativo, Calcutta, che divenne insieme forte militare e ricettacolo di rifugiati birmani e bengalesi. Le forze del nuovo stato guidato dal consiglio dei nobili, sconfissero nell'estate nel 1747 i lealisti, cacciandoli dai loro territori e unendo quindi i propri. L'anno successivo fu l'esercito del sultano a essere battuto; questi allora chiese aiuto all'Olanda per porre fine a quella rivolta.&lt;br /&gt;Sin dall'incontro fra Jamal e la flotta venuta a riportarlo in patrio, la marina granatina aveva posto il blocco ai porti dei ribelli; lo sbarco non era avvenuto a causa di problemi monetari. A ciò pose rimedio l'Olanda, che sbarcò 12.000 uomini, sconfiggendo uno per volta i nobili a capo dello stato; la malaria tra le truppe olandesi salvò Jamal e Calcutta per un anno ancora, infine dovette cedere. Il generale ribelle venne consegnato a Granada, che lo fece impiccare. L'Olanda, come pagamento, si prese una vasta regione fra la costa e Cuttack, lasciando tutto il resto al sultano, che fece sentire la sua vendetta. Si oppose però all'incendiamento di Calcutta, che divenne una città utilizzata come base dai mercanti olandesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La terza guerra del Rajput&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il 1750 segnò nel Rajastan l'unione di Ajmer e Udaipur nella persona di Rama Singh, aristocratico eletto re, alla morte senza eredi dei precedenti, dai propri pari, che speravano in una maggior forza culturale e politica contro i dominatori.&lt;br /&gt;Alcuni signori dell'Ajmer, tuttavia, avrebbero preferito l'omonimo del vecchio re, Prithviraj, che era un suo cognato. Di fronte a questa opposizione, nel 1753 Rama chiese la legittimizzazione a Nasr, che però la rifiutò. Spinto dai propri elettori, nel 1754 si proclamò mahraja indipendente da Granata, attaccando e uccidendo i sostenitori del rivale.&lt;br /&gt;La risposta di Granada fu tardiva, a causa di ristrettezze economiche e al fatto che il Ministero della Guerra aveva dato il nulla osta al reclutamento di una sola divisione, per lo più sindhi, nell'area. Senza sufficienti forze per attaccare, Rama Singh restò nel suo regno. L'offensiva venne da Delhi, che temeva l'espansione della ribellione anche tra i propri Rajput. E in effetti avvenne, dopo la sconfitta dell'esercito mandato a sopprimere il regno di Rama Singh, altri nobili si unirono a lui.&lt;br /&gt;Granada non aveva ancora i fondi per armare sufficienti soldati né per chiedere la leva ai signori locali. Nasr allora autorizzò l'utilizzo delle Ombre, il corpo speciale, fino ad allora utilizzato nel Balcani per sopprimere focolai di rivolta e in Africa, per eliminare eventuali elementi sediziosi. Il capitano Barre, spedito in India con 400 uomini nel 1755, concepì un ardito piano: seppe che un giorno Rama si sarebbe incontrato nella città di Pushkar con gli altri nobili per tenere un discorso. Travestito da mercante afghano, con ottantasei uomini si diresse in quella città. Al momento dell'incontro, i soldati si fecero largo in mezzo alla folla e assalirono i loro obiettivi, uccidendo molti nobili e il re stesso e ferendone altri. Nella fuga dalla città solo due uomini riuscirono a raggiungere la frontiera con Marwar, ma l'azione fu molto importante: rimasti senza molti dei propri capi, tanti ribelli si arresero e rimasero all'esercito granatino e di Delhi solo qualche sacca di resistenza, che per il 1756 era stata annientata, anche grazie ad altri colpi di mano delle Ombre.&lt;br /&gt;Comunque, fino ai primi del 1800, saltuariamente alcuni signorotti della regione iniziarono isolate e prontamente eliminate sollevazioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Pushkar_-_November_2004.jpg/799px-Pushkar_-_November_2004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Pushkar_-_November_2004.jpg/799px-Pushkar_-_November_2004.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" id="postmessage_27155"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pushkar, dove gran parte della classe dirigente del Rajastan venne uccisa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6623220727897322995?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6623220727897322995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6623220727897322995' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6623220727897322995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6623220727897322995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/05/conflitti-e-riforme-alla-met-del-secolo.html' title='Conflitti e riforme alla metà del secolo'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6335336671049702956</id><published>2008-02-08T22:52:00.001+01:00</published><updated>2008-02-08T22:53:11.744+01:00</updated><title type='text'>Il conflitto con l'Impero e la Russia</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_24263"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra di Sardegna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1740, alla morte del duca di Sardegna, avendo sposato una nobile torinese, fu dichiarato il passaggio dall'egida francese al SRI. Questo cambiamento di signore portò alla guerra.&lt;br /&gt;Sebbene non ufficialmente alleato con la Francia, Nasr ottenne il voto del Consiglio sulla partecipazione alla guerra, per alleggerire la pressione sui possedimenti italiani: la flotta che nel giugno-ottobre partecipò all'assedio di Nizza era granatina, così come l'esercito che prese possesso di Valenza. La breve guerra terminò comunque, quando il re francese a ottobre venne battuto sonoramente a Schlettstadt: accettò la pace e la cessione della Sardegna; Nasr, invece, si ritirò dal conflitto, senza peraltro aver mai dichiarato guerra. L'Imperatore, non trovando l'accordo degli elettori, non proseguì la guerra contro il nasride.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La sconfitta contro la Russia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quasi contemporaneamente, la Russia, alleatasi con l'Ungheria, dichiarò guerra all'Impero Ottomano. Con l'obiettivo di cacciare gli Ottomani dalle sponde del Dnestr, la zarina Elisabetta voleva appropriarsi della Podolia, che fu invasa dal conte Christoph von Munnich, sconfiggendo l'armata locale. Pochi mesi dopo, l'esercito reale ungherese pose l'assedio a Rijeka.&lt;br /&gt;Attaccato all'improvviso, il sultano chiese aiuto all'alleato, che propose di fomentare i mai del tutto pacificati tatari di Crimea e sbarcare lì. Una flotta turco-granatina sconfisse quella russa alla Baia di Kinburn, nel 1741. Furono sbarcati 30.000 uomini e questi conquistarono con facilità Kherson, per poi passare a sud.&lt;br /&gt;L'intera Crimea si ribellò alla Russia e, per l'inverno, tutta la penisola e la città di Kherson erano fuori dal controllo russo e un'armata di 60.000 era pronta a marciare verso nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sugli altri teatri, la guerra andava meno bene per gli Ottomani. Von Munnich a novembre conquistò la città moldava di Betsy a gennaio, tutta la regione istriana era in mani ungheresi; bande di predoni al soldo russo si spingevano nelle loro razzie fino in Calmucchia. Minacciato da numerose direzioni e senza sufficienti uomini da opporre, il sultano richiamò l'intero esercito dalla Crimea e lasciò il nuovo, proclamato da lui stesso, khan a vedersela da solo contro la nuova invasione russa: evitò i massacri, accettando di andare in esilio con i suoi subalterni.&lt;br /&gt;L'armata di Crimea, ora contante circa 27000 uomini, fu mandata in Moldavia, a unirsi all'armata guidata da Hakimoglu Ali, il quale però perse alla battaglia di Strasheny. Nonostante si fosse trattata di una vittoria pirrica per von Munnich, il sultano si affrettò ad accettare la pace, cedendo la Podolia alla Russia e l'Istria all'Ungheria.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/3/34/Ochakovbattle.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/3/34/Ochakovbattle.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="postmessage_24263"&gt; Battaglia di Kinburn.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="postmessage_24263"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6335336671049702956?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6335336671049702956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6335336671049702956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6335336671049702956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6335336671049702956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/02/il-conflitto-con-limpero-e-la-russia.html' title='Il conflitto con l&apos;Impero e la Russia'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-8791598865497075273</id><published>2008-02-08T22:51:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T22:52:02.832+01:00</updated><title type='text'>Il colonialismo nel 1700: guerre e guerre per commissione.</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_22186"&gt; Prima della metà del secolo, il colonialismo europeo aveva raggiunto praticamente tutti gli angoli del globo (il primo insediamento inglese in Australia è del 1735, in Nuova Zelanda nel 1749). Tuttavia, le forze dei singoli stati non erano sufficienti per scontrarsi in ogni loro colonia, così fu presa l'abitudine di fornire equipaggiamenti e/o formazione alle armate dei nemici dei propri nemici, portando così le guerre a livello mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Americhe: malattie e guerriglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Gran Bretagna fu una delle potenze più dinamiche colonialmente e sicuramente fu la nazione europea più potente nel Nuovo Mondo, considerando il quasi totale monopolio avutovi per diverso tempo.&lt;br /&gt;Negli anni '40 debellò gli Shawnee e gli avamposti arrivarono alle sponde meridionali del lago Erie. Contemporaneamente, una missione olandese contattò il capo urone Adario, con cui s'instaurò una collaborazione.&lt;br /&gt;Alcuni coloni olandesi si sarebbero stabiliti nella regione dei Grandi Laghi appena fuori dai confini degli Uroni e avrebbero in cambio fornito le tecnologie migliori dell'epoca.&lt;br /&gt;La confederazione adottò quindi la metallurgia, le armi europee, fu addirittura costruita una piccola fregata per pattugliare il lago Huron e alcuni clan particolarmente intraprendenti iniziarono ad abbandonare l'agricoltura itinerante. Incredibilmente, per i primi tempi, nessuna malattia particolare arrivò con i coloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E alla fine, sulle Ande, le malattie europee arrivarono. Si pensa che siano state portate dai contrabbandieri che regolarmente commerciavano con le popolazioni all'estremo sud dell'Impero Inca. I primi a sentire gli effetti furono i Mapuche, tra cui scoppiarono l'influenza e la difterite. Il tifo invece colpì il nord dell'Impero e si diffuse velocemente. Tra il 1740 e il 1760, l'84% della popolazione andina fu colpita dalle epidemie e ben pochi sopravvissero. Meno pesante fu il conto delle vittime nelle regioni amazzoniche dell'impero.&lt;br /&gt;E fu grazie a questa immane crisi che la Gran Bretagna ebbe gioco facile: nel 1745, 3000 uomini sbarcarono e conquistarono in meno di tre mesi città come Arequipa, Chalhuanca e Puno, arrivando al lago Titicaca. L'Inca, che tentava di tenere insieme un impero allo sfascio, il cui tessuto socio-economico era allo sbando, avrebbe potuto capitolare facilmente, ma il lungimirante ministro Alexander Forstmer bloccò la fame d'oro inglese: aveva infatti capito che appropriasi delle enormi quantità di oro incaico avrebbe portato a una grossa crisi monetaria in tutta Europa. Perciò, le condizioni di pace che fece dettare al generale Cole furono di tenere i territori conquistati, un tributo annuale alla corona inglese e l'apertura totale al mercato inglese; cosa, questa, che peggiorò solo la situazione della popolazione locale. Tuttavia, all'apertura dei commerci seguì anche l'interessamento francese in quell'area: fu infatti grazie alle spedizioni francesi, negli anni '50, che l'impero iniziò un grosso traffico di armi, con cui furono armati gli eserciti alle frontiere con i territori inglesi. In seguito, con la direzione di genieri francesi, le fortezze dell'Impero furono adattate alla difesa con armi da fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Impero Azteco, invece, da sempre aperto alle influenze straniere, con la prima guerra contro la Francia, chiese aiuto a Inghilterra e Olanda. Grazie all'imperatore Huitzilin, una prima strada percorribile da carri fu battuta tra Mexico e Mazatlan, artigiani controllati direttamente da lui impararono la metallurgia, armò quasi tutti i guerrieri con armi da fuoco e tutti i Mexica con quelle di metallo. Iniziò anche l'allevamento in proprio dei cavalli, sia per il trasporto che per la carne. Grazie a queste nuove tecnologie, l'huey tlatoani, appena il vaiolo si attenuò, potè conquistare con facilità le popolazioni ancora indipendenti dell'istmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le guerre in Africa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In Congo, attorno al 1750, i confini erano quanto di più fragile potesse esistere: i regni di Luba e Lunda, coalizzatisi contro il regno, avevano perso una prima battaglia a Kasuku, ma minacciavano una nuova invasione: i rancori erano nati sin dall'inizio della tratta degli schiavi.&lt;br /&gt;Così, il Manikongo chiese l'intervento degli Olandesi, i suoi migliori partner commerciali; in pochi anni riorganizzarono l'esercito congolese secondo il modello europeo, che inflisse una sonora disfatta ai due regni nemici e portarono alla cristianizzazione maggior parte delle classi elevati. In cambio, il regno divenne protettorato dei Paesi Bassi e venne ceduta tutta la costa meridionale del regno, una striscia di terra conquistata un ottantennio prima, compresa fra Namibe e l'insediamento di Aardenrburgh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temendo questo rafforzamento olandese in Africa e non volendo perdere il proprio, di partner migliore, nel golfo di Guinea, la Svezia passò all'azione, accettando i continui inviti dell'oba di Benin a mettere mano al proprio esercito. Già armato alla svedese dalla Guerra dei Cinque Anni, dopo l'intervento degli ufficiali scandinavi, fu riorganizzato con nuovi moschetti e cannoni e la flotta ricevette una decina di navi catturate ai pirati. Grazie a queste migliorie, le armate del Benin intrapresero una spedizione punitiva contro l'emergente regno di Sokoto, devastandolo e batterono gli alleati del Borno, saccheggiandone la capitale di Ngazargamu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Africa orientale, invece, era la Svezia a preoccupare: con una forte presenza sulla costa e all'interno, minacciava la federazione degli Zanj (un tempo guidata da Kilwa) e l'impero Mutapa. Per la prima, l'impero Ottomano e Granada vendettero armi e navi, senza però intervenire; il sultano locale tentò di conquistare Zanzibar, ma gli Inglesi lo sconfissero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stato Shona, invece, pensò l'Inghilterra stessa, amica della Svezia ma che non la gradiva troppo forte in quell'area; l'impero, che dopo anni di guerra civile era riuscito a riprendere possesso di Sofala e a cacciare i mercanti arabi, scambiando l'oro di Zimbabwe ottenne enormi quantitativi di armi, con cui scoraggiò gli attacchi della Svezia e dei Kazembe.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-8791598865497075273?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/8791598865497075273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=8791598865497075273' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8791598865497075273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8791598865497075273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/02/il-colonialismo-nel-1700-guerre-e.html' title='Il colonialismo nel 1700: guerre e guerre per commissione.'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6043193254590229975</id><published>2008-02-08T22:50:00.003+01:00</published><updated>2008-02-08T22:51:30.660+01:00</updated><title type='text'>La nuova politica di Nasr II</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_22108"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riforma della politica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nasr II dimostrò ai nobili che essi si erano disfatti di un "male" per un altro. Se infatti Ismail si era inimicato praticamente tutti, Nasr poteva contare sul forte appoggio di esercito, marina e grosso modo di tutti i nobili indiani. Tuttavia, al principio si comportò molto diplomaticamente. Temporeggiò per diverso tempo di fronte alle richieste di abolire i decreti del padre; per evitare il confronto, comandò personalmente la repressione delle rivolte nel protettorato ottomano d'Italia e si recò in visita ufficiale a Parigi per ben un anno. Passato quell'anno, era il 1736, tornò e propose il nuovo ordinamento politico (con lungimiranza, aveva convinto i nobili indiani a trovarsi a Granada per la votazione): tale provvedimento passò grazie ai voti degli alleati di Nasr.&lt;br /&gt;La riforma prevedeva una più razionale divisione territoriale, sia politica che fiscale, in cui ogni precedente sceiccato, contea, ducato o simili doveva riferirsi a un'entità maggiore, con un proprio parlamento ed eleggere i propri rappresentanti per l'assemblea (i quali vennero chiamati deputati), che veniva così diminuita di numero, ma garantiva una costante presenza di tutte le regioni del regno. Le province erano poi raggruppate sotto un "emiro dei popoli". Anche le tasse vennero redistribuite in base al nuovo ordinamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nuove "province" furono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penisola Iberica (non c'era emiro):&lt;br /&gt;-Castiglia-Navarra (e Baschi francesi)-Leon: 17 deputati;&lt;br /&gt;-Aragona-Catalogna: 15 deputati;&lt;br /&gt;-Portogallo: 15 deputati;&lt;br /&gt;-Granada (territori a maggioranza andalusa): 20 deputati, facenti capo a un Maestro di Toledo, che aveva doppio voto;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia e Italia (emiro di Firanja):&lt;br /&gt;-Poitou-Béarn-Armagnac: 8 deputati;&lt;br /&gt;-Francia confinaria: 6 deputati;&lt;br /&gt;-Italia e Corsica: 9 deputati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nord Africa (emiro del Maghreb)&lt;br /&gt;-Fez-Tangeri: 10 deputati&lt;br /&gt;-Marrakech-Atlante: 8 deputati&lt;br /&gt;-Algeri-Oran: 10 deputati&lt;br /&gt;-Tunisi-Kairouan: 9 deputati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Africa costiera (emiro di Africa Costiera)&lt;br /&gt;-Trarza: 5 deputati;&lt;br /&gt;-Bacini del Senegal-Gambia: 7 deputati;&lt;br /&gt;-Malinké-Kru-Kpelle-Fulani: 8 deputati;&lt;br /&gt;-Bioko e centri meridionali: 4 deputati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Africa interna (emiro di Songhai):&lt;br /&gt;-Songhai: 11 deputati;&lt;br /&gt;-Mali: 9 deputati;&lt;br /&gt;-Niger: 10 deputati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;India (emiro d'India):&lt;br /&gt;-Rajastan: 9 deputati;&lt;br /&gt;-Gujarat: 11 deputati;&lt;br /&gt;-Maharashtra (costa): 12 deputati;&lt;br /&gt;-Tamil Nadu-Sri Lanka-Puducherry-Purba Medinipur: 15 deputati;&lt;br /&gt;-Somalia e Socotra: 9 deputati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asia sud-orientale (emiro delle isole delle spezie):&lt;br /&gt;-Isole occidentali: 8 deputati;&lt;br /&gt;-Isole orientali: 9 deputati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;America (emiro d'occidente):&lt;br /&gt;Barbados: 2 deputati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme, ritirò l'immunità al veto del padre, che però cambiò in automatica approvazione delle leggi se 4 dei 7 emiri (oppure 3 e il Maestro di Toledo) lo appoggiavano. Probabilmente felici della garanzia di rappresentanza, pochi si accorsero che il re veniva solo minimante intaccato nella sua forza: l'emiro d'India, proveniente dalla nobiltà amica di Nasr, era favorevolissimo al re; l'emiro di America, dal potere chiaramente spoporzionato rispetto alla popolazione che rappresentava, era pure imparentato in qualche modo con la famiglia reale. Gli unici problemi potevano sorgere con gli emiri di Maghreb, Firanja e i rappresentanti iberici, che comunque valevano solo pro capite.&lt;br /&gt;Grazie a questa norma, nel 1737 fece passare l'editto con cui guadagnò il soprannome di "flagellatore dell'aristocrazia", grazie all'appoggio di cinque emiri: come prima cosa, la conduzione della marina e dell'esercito, sia professionale sia di leva, fu affidata solo a chi era precedentemente graduato o aveva frequentato l'apposita accademia. Niente più contingenti comandati dai nobili locali. Come seconda cosa, ogni nobile avrebbe ricevuto il doppio delle terre possedute al momento (prese da quelle di proprietà della corona), ma erano aboliti i fondi statali al loro mantenimento. E con questo, si tracciò una netta demarcazione: i signori indiani e africani non ne furono colpiti molto; ma dei nobili iberici, chi si era dato agli investimenti facendo rendere le sue terre o iniziando altre attività, si ritrovò più o meno nelle stesse condizioni di prima, mentre chi era vissuto di rendita, lasciando i propri appezzamenti lavorati al minimo, ebbe una perdita nei patrimoni notevole: i costumi, come negli altri paesi, imponevano spese folli.&lt;br /&gt;Alcuni nobili s'indebitarono sino all'osso, altri dovettero vendere il proprio titolo o persino fuggire. Il dissenso interno era forte, ma oltre al supporto dei quadri militari, il re aveva anche quello dei nobili più ricchi, che avevano aumentato i loro possedimenti comprando quelli dei loro pari. Si venne così a creare una divisione mantenuta per lungo tempo tra nobili ricchi e borghesi, più favorevoli al potere regale e i nobili meno benestanti ma che erano riusciti a tenersi i territori, sempre osteggianti l'autorità regale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'avvicinamento alla Francia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Già con Ismail IV, i rapporti tra Francia e Granada si erano notevolmente distesi; con Nasr, migliorarono ulteriormente.  &lt;br /&gt;Nel 1737, dopo la missione diplomatica, i due regni erano ufficiosamente alleati. La prima prova si ebbe un anno dopo, quando la Francia utilizzò come base le Barbados per la Prima Guerra Franco-Azteca, ottenendo dopo due anni di lotte la regione della baia di Matagorda (l'impero, in cambio, ottenene una mutazione del vaiolo, che colpì tutti i Caraibi e il Messico).&lt;br /&gt;Nel 1742, invece, con il Trattato di Albi, la Francia tornò in possesso delle province di Francia Confinaria e del Poitou, in cambio della parte orientale di Ceylon, la cui invasione era imminente. Infatti, nello stesso anno Granada ritirò la protezione sul regno dell'isola (accordata dopo le prime guerre nel XV secolo) e lasciò che i Francesi sbarcassero in forze, conquistando facilmente l'ultima forza indipendente sull'isola. Il generale Delaville consegnò personalmente le conquiste al governatore Bagyan e vi rimase fino al gennaio del 1746 come forza d'ordine pubblico. &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Fr-Gr1836.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Fr-Gr1836.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="100%" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" valign="top" width="100%"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="postbody" valign="top"&gt;&lt;span id="postmessage_22108"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La nuova frontiera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra d'Ikkeri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Durante il 1739, a causa dei dissidi fra popolazione Kannada e dominatori svedesi, la costa di Malabar sotto la Svezia fu teatro di cruente rivolte contro i coloni scandinavi. I Kannada si unirono al piccolo stato di Ikkeri a nord; il re Kiriya Basavappa accorse in aiuto dei vicini e con la sua armata li cacciò definitivamente.&lt;br /&gt;Questo cambiamento nell'assetto indiano preoccupò gli stati vicini. Il Mysore, governato da Krishnaraja Wodeyar II, dopo essersi liberato dagli ultimi retaggi del vassallaggio con il Vijayanagara, era rimasto con la paura costante di un'invasione da nord o da sud. Delhi e Granada temevano che Mysore e Ikkeri potessero allearsi, magari anche con il Bengala.&lt;br /&gt;Il sultano di Delhi propose al raja mysoriano la sottomissione con un ampio grado di libertà; in cambio lo avrebbe aiutato nell'annessione del regno in espansione.&lt;br /&gt;Wodeyar, anche se titubante, accettò; le armate congiunte di Delhi e Mysore batterono quelle dell'Ikkeri e il raja divenne subordinato a Delhi, che così si garantì la supremazia in India.&lt;/span&gt; &lt;div class="gen" id="post_22108" style="display: none; text-align: right;"&gt; &lt;textarea id="posttext_22108" rows="15" cols="35" wrap="virtual" class="post" style="width: 100%;" onkeyup="AJAXPostEditkeyUp(event, 22108)"&gt;[b]La nuova politica di Nasr II[/b] [i]Riforma della politica[/i] Nasr II dimostrò ai nobili che essi si erano disfatti di un "male" per un altro. Se infatti Ismail si era inimicato praticamente tutti, Nasr poteva contare sul forte appoggio di esercito, marina e grosso modo di tutti i nobili indiani. Tuttavia, al principio si comportò molto diplomaticamente. Temporeggiò per diverso tempo di fronte alle richieste di abolire i decreti del padre; per evitare il confronto, comandò personalmente la repressione delle rivolte nel protettorato ottomano d'Italia e si recò in visita ufficiale a Parigi per ben un anno. Passato quell'anno, era il 1736, tornò e propose il nuovo ordinamento politico (con lungimiranza, aveva convinto i nobili indiani a trovarsi a Granada per la votazione): tale provvedimento passò grazie ai voti degli alleati di Nasr. La riforma prevedeva una più razionale divisione territoriale, sia politica che fiscale, in cui ogni precedente sceiccato, contea, ducato o simili doveva riferirsi a un'entità maggiore, con un proprio parlamento ed eleggere i propri rappresentanti per l'assemblea (i quali vennero chiamati deputati), che veniva così diminuita di numero, ma garantiva una costante presenza di tutte le regioni del regno. Le province erano poi raggruppate sotto un "emiro dei popoli". Anche le tasse vennero redistribuite in base al nuovo ordinamento. Le nuove "province" furono: Penisola Iberica (non c'era emiro): -Castiglia-Navarra (e Baschi francesi)-Leon: 17 deputati; -Aragona-Catalogna: 15 deputati; -Portogallo: 15 deputati; -Granada (territori a maggioranza andalusa): 20 deputati, facenti capo a un Maestro di Toledo, che aveva doppio voto; Francia e Italia (emiro di Firanja): -Poitou-Béarn-Armagnac: 8 deputati; -Francia confinaria: 6 deputati; -Italia e Corsica: 9 deputati; Nord Africa (emiro del Maghreb) -Fez-Tangeri: 10 deputati -Marrakech-Atlante: 8 deputati -Algeri-Oran: 10 deputati -Tunisi-Kairouan: 9 deputati Africa costiera (emiro di Africa Costiera) -Trarza: 5 deputati; -Bacini del Senegal-Gambia: 7 deputati; -Malinké-Kru-Kpelle-Fulani: 8 deputati; -Bioko e centri meridionali: 4 deputati; Africa interna (emiro di Songhai): -Songhai: 11 deputati; -Mali: 9 deputati; -Niger: 10 deputati; India (emiro d'India): -Rajastan: 9 deputati; -Gujarat: 11 deputati; -Maharashtra (costa): 12 deputati; -Tamil Nadu-Sri Lanka-Puducherry-Purba Medinipur: 15 deputati; -Somalia e Socotra: 9 deputati; Asia sud-orientale (emiro delle isole delle spezie): -Isole occidentali: 8 deputati; -Isole orientali: 9 deputati; America (emiro d'occidente): Barbados: 2 deputati. Insieme, ritirò l'immunità al veto del padre, che però cambiò in automatica approvazione delle leggi se 4 dei 7 emiri (oppure 3 e il Maestro di Toledo) lo appoggiavano. Probabilmente felici della garanzia di rappresentanza, pochi si accorsero che il re veniva solo minimante intaccato nella sua forza: l'emiro d'India, proveniente dalla nobiltà amica di Nasr, era favorevolissimo al re; l'emiro di America, dal potere chiaramente spoporzionato rispetto alla popolazione che rappresentava, era pure imparentato in qualche modo con la famiglia reale. Gli unici problemi potevano sorgere con gli emiri di Maghreb, Firanja e i rappresentanti iberici, che comunque valevano solo pro capite. Grazie a questa norma, nel 1737 fece passare l'editto con cui guadagnò il soprannome di "flagellatore dell'aristocrazia", grazie all'appoggio di cinque emiri: come prima cosa, la conduzione della marina e dell'esercito, sia professionale sia di leva, fu affidata solo a chi era precedentemente graduato o aveva frequentato l'apposita accademia. Niente più contingenti comandati dai nobili locali. Come seconda cosa, ogni nobile avrebbe ricevuto il doppio delle terre possedute al momento (prese da quelle di proprietà della corona), ma erano aboliti i fondi statali al loro mantenimento. E con questo, si tracciò una netta demarcazione: i signori indiani e africani non ne furono colpiti molto; ma dei nobili iberici, chi si era dato agli investimenti facendo rendere le sue terre o iniziando altre attività, si ritrovò più o meno nelle stesse condizioni di prima, mentre chi era vissuto di rendita, lasciando i propri appezzamenti lavorati al minimo, ebbe una perdita nei patrimoni notevole: i costumi, come negli altri paesi, imponevano spese folli. Alcuni nobili s'indebitarono sino all'osso, altri dovettero vendere il proprio titolo o persino fuggire. Il dissenso interno era forte, ma oltre al supporto dei quadri militari, il re aveva anche quello dei nobili più ricchi, che avevano aumentato i loro possedimenti comprando quelli dei loro pari. Si venne così a creare una divisione mantenuta per lungo tempo tra nobili ricchi e borghesi, più favorevoli al potere regale e i nobili meno benestanti ma che erano riusciti a tenersi i territori, sempre osteggianti l'autorità regale. [i]L'avvicinamento alla Francia[/i] Già con Ismail IV, i rapporti tra Francia e Granada si erano notevolmente distesi; con Nasr, migliorarono ulteriormente. Nel 1737, dopo la missione diplomatica, i due regni erano ufficiosamente alleati. La prima prova si ebbe un anno dopo, quando la Francia utilizzò come base le Barbados per la Prima Guerra Franco-Azteca, ottenendo dopo due anni di lotte la regione della baia di Matagorda (l'impero, in cambio, ottenene una mutazione del vaiolo, che colpì tutti i Caraibi e il Messico). Nel 1742, invece, con il Trattato di Albi, la Francia tornò in possesso delle province di Francia Confinaria e del Poitou, in cambio della parte orientale di Ceylon, la cui invasione era imminente. Infatti, nello stesso anno Granada ritirò la protezione sul regno dell'isola (accordata dopo le prime guerre nel XV secolo) e lasciò che i Francesi sbarcassero in forze, conquistando facilmente l'ultima forza indipendente sull'isola. Il generale Delaville consegnò personalmente le conquiste al governatore Bagyan e vi rimase fino al gennaio del 1746 come forza d'ordine pubblico. [img]http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Fr-Gr1836.jpg[/img] [i]La nuova frontiera[/i] [i]La guerra d'Ikkeri[/i] Durante il 1739, a causa dei dissidi fra popolazione Kannada e dominatori svedesi, la costa di Malabar sotto la Svezia fu teatro di cruente rivolte contro i coloni scandinavi. I Kannada si unirono al piccolo stato di Ikkeri a nord; il re Kiriya Basavappa accorse in aiuto dei vicini e con la sua armata li cacciò definitivamente. Questo cambiamento nell'assetto indiano preoccupò gli stati vicini. Il Mysore, governato da Krishnaraja Wodeyar II, dopo essersi liberato dagli ultimi retaggi del vassallaggio con il Vijayanagara, era rimasto con la paura costante di un'invasione da nord o da sud. Delhi e Granada temevano che Mysore e Ikkeri potessero allearsi, magari anche con il Bengala. Il sultano di Delhi propose al raja mysoriano la sottomissione con un ampio grado di libertà; in cambio lo avrebbe aiutato nell'annessione del regno in espansione. Wodeyar, anche se titubante, accettò; le armate congiunte di Delhi e Mysore batterono quelle dell'Ikkeri e il raja divenne subordinato a Delhi, che così si garantì la supremazia in India.&lt;/textarea&gt;&lt;textarea id="orig_posttext_22108" rows="1" cols="1" style="display: none;"&gt;[b]La nuova politica di Nasr II[/b] [i]Riforma della politica[/i] Nasr II dimostrò ai nobili che essi si erano disfatti di un "male" per un altro. Se infatti Ismail si era inimicato praticamente tutti, Nasr poteva contare sul forte appoggio di esercito, marina e grosso modo di tutti i nobili indiani. Tuttavia, al principio si comportò molto diplomaticamente. Temporeggiò per diverso tempo di fronte alle richieste di abolire i decreti del padre; per evitare il confronto, comandò personalmente la repressione delle rivolte nel protettorato ottomano d'Italia e si recò in visita ufficiale a Parigi per ben un anno. Passato quell'anno, era il 1736, tornò e propose il nuovo ordinamento politico (con lungimiranza, aveva convinto i nobili indiani a trovarsi a Granada per la votazione): tale provvedimento passò grazie ai voti degli alleati di Nasr. La riforma prevedeva una più razionale divisione territoriale, sia politica che fiscale, in cui ogni precedente sceiccato, contea, ducato o simili doveva riferirsi a un'entità maggiore, con un proprio parlamento ed eleggere i propri rappresentanti per l'assemblea (i quali vennero chiamati deputati), che veniva così diminuita di numero, ma garantiva una costante presenza di tutte le regioni del regno. Le province erano poi raggruppate sotto un "emiro dei popoli". Anche le tasse vennero redistribuite in base al nuovo ordinamento. Le nuove "province" furono: Penisola Iberica (non c'era emiro): -Castiglia-Navarra (e Baschi francesi)-Leon: 17 deputati; -Aragona-Catalogna: 15 deputati; -Portogallo: 15 deputati; -Granada (territori a maggioranza andalusa): 20 deputati, facenti capo a un Maestro di Toledo, che aveva doppio voto; Francia e Italia (emiro di Firanja): -Poitou-Béarn-Armagnac: 8 deputati; -Francia confinaria: 6 deputati; -Italia e Corsica: 9 deputati; Nord Africa (emiro del Maghreb) -Fez-Tangeri: 10 deputati -Marrakech-Atlante: 8 deputati -Algeri-Oran: 10 deputati -Tunisi-Kairouan: 9 deputati Africa costiera (emiro di Africa Costiera) -Trarza: 5 deputati; -Bacini del Senegal-Gambia: 7 deputati; -Malinké-Kru-Kpelle-Fulani: 8 deputati; -Bioko e centri meridionali: 4 deputati; Africa interna (emiro di Songhai): -Songhai: 11 deputati; -Mali: 9 deputati; -Niger: 10 deputati; India (emiro d'India): -Rajastan: 9 deputati; -Gujarat: 11 deputati; -Maharashtra (costa): 12 deputati; -Tamil Nadu-Sri Lanka-Puducherry-Purba Medinipur: 15 deputati; -Somalia e Socotra: 9 deputati; Asia sud-orientale (emiro delle isole delle spezie): -Isole occidentali: 8 deputati; -Isole orientali: 9 deputati; America (emiro d'occidente): Barbados: 2 deputati. Insieme, ritirò l'immunità al veto del padre, che però cambiò in automatica approvazione delle leggi se 4 dei 7 emiri (oppure 3 e il Maestro di Toledo) lo appoggiavano. Probabilmente felici della garanzia di rappresentanza, pochi si accorsero che il re veniva solo minimante intaccato nella sua forza: l'emiro d'India, proveniente dalla nobiltà amica di Nasr, era favorevolissimo al re; l'emiro di America, dal potere chiaramente spoporzionato rispetto alla popolazione che rappresentava, era pure imparentato in qualche modo con la famiglia reale. Gli unici problemi potevano sorgere con gli emiri di Maghreb, Firanja e i rappresentanti iberici, che comunque valevano solo pro capite. Grazie a questa norma, nel 1737 fece passare l'editto con cui guadagnò il soprannome di "flagellatore dell'aristocrazia", grazie all'appoggio di cinque emiri: come prima cosa, la conduzione della marina e dell'esercito, sia professionale sia di leva, fu affidata solo a chi era precedentemente graduato o aveva frequentato l'apposita accademia. Niente più contingenti comandati dai nobili locali. Come seconda cosa, ogni nobile avrebbe ricevuto il doppio delle terre possedute al momento (prese da quelle di proprietà della corona), ma erano aboliti i fondi statali al loro mantenimento. E con questo, si tracciò una netta demarcazione: i signori indiani e africani non ne furono colpiti molto; ma dei nobili iberici, chi si era dato agli investimenti facendo rendere le sue terre o iniziando altre attività, si ritrovò più o meno nelle stesse condizioni di prima, mentre chi era vissuto di rendita, lasciando i propri appezzamenti lavorati al minimo, ebbe una perdita nei patrimoni notevole: i costumi, come negli altri paesi, imponevano spese folli. Alcuni nobili s'indebitarono sino all'osso, altri dovettero vendere il proprio titolo o persino fuggire. Il dissenso interno era forte, ma oltre al supporto dei quadri militari, il re aveva anche quello dei nobili più ricchi, che avevano aumentato i loro possedimenti comprando quelli dei loro pari. Si venne così a creare una divisione mantenuta per lungo tempo tra nobili ricchi e borghesi, più favorevoli al potere regale e i nobili meno benestanti ma che erano riusciti a tenersi i territori, sempre osteggianti l'autorità regale. [i]L'avvicinamento alla Francia[/i] Già con Ismail IV, i rapporti tra Francia e Granada si erano notevolmente distesi; con Nasr, migliorarono ulteriormente. Nel 1737, dopo la missione diplomatica, i due regni erano ufficiosamente alleati. La prima prova si ebbe un anno dopo, quando la Francia utilizzò come base le Barbados per la Prima Guerra Franco-Azteca, ottenendo dopo due anni di lotte la regione della baia di Matagorda (l'impero, in cambio, ottenene una mutazione del vaiolo, che colpì tutti i Caraibi e il Messico). Nel 1742, invece, con il Trattato di Albi, la Francia tornò in possesso delle province di Francia Confinaria e del Poitou, in cambio della parte orientale di Ceylon, la cui invasione era imminente. Infatti, nello stesso anno Granada ritirò la protezione sul regno dell'isola (accordata dopo le prime guerre nel XV secolo) e lasciò che i Francesi sbarcassero in forze, conquistando facilmente l'ultima forza indipendente sull'isola. Il generale Delaville consegnò personalmente le conquiste al governatore Bagyan e vi rimase fino al gennaio del 1746 come forza d'ordine pubblico. [img]http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Fr-Gr1836.jpg[/img] [i]La nuova frontiera[/i] [i]La guerra d'Ikkeri[/i] Durante il 1739, a causa dei dissidi fra popolazione Kannada e dominatori svedesi, la costa di Malabar sotto la Svezia fu teatro di cruente rivolte contro i coloni scandinavi. I Kannada si unirono al piccolo stato di Ikkeri a nord; il re Kiriya Basavappa accorse in aiuto dei vicini e con la sua armata li cacciò definitivamente. Questo cambiamento nell'assetto indiano preoccupò gli stati vicini. Il Mysore, governato da Krishnaraja Wodeyar II, dopo essersi liberato dagli ultimi retaggi del vassallaggio con il Vijayanagara, era rimasto con la paura costante di un'invasione da nord o da sud. Delhi e Granada temevano che Mysore e Ikkeri potessero allearsi, magari anche con il Bengala. Il sultano di Delhi propose al raja mysoriano la sottomissione con un ampio grado di libertà; in cambio lo avrebbe aiutato nell'annessione del regno in espansione. Wodeyar, anche se titubante, accettò; le armate congiunte di Delhi e Mysore batterono quelle dell'Ikkeri e il raja divenne subordinato a Delhi, che così si garantì la supremazia in India.&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;input value=" + " onclick="AJAXEnlargePostArea(22108);return false;" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input value=" - " onclick="AJAXShortenPostArea(22108);return false;" class="liteoption" type="button"&gt;   &lt;input onclick="AJAXEndPostEdit(22108, -1);return false;" value="Memorizza" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input onclick="AJAXCancelPostEdit(22108);return false;" value="Cancella" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;a href="http://bopitalia.org/portal/posting.php?mode=editpost&amp;amp;p=22108" class="gen"&gt;Attiva la modalità estesa di scrittura.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td class="genmed" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" height="100%" valign="bottom"&gt; &lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6043193254590229975?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6043193254590229975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6043193254590229975' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6043193254590229975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6043193254590229975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/02/la-nuova-politica-di-nasr-ii.html' title='La nuova politica di Nasr II'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-1711507199757520778</id><published>2008-02-08T22:50:00.001+01:00</published><updated>2008-02-08T22:50:25.271+01:00</updated><title type='text'>Il declino di Ismail IV.</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_16524"&gt;&lt;br /&gt;I problemi di Ismail iniziarono nel 1729, quando iniziò a essere influenzato dalla sua seconda moglie, Intisar.&lt;br /&gt;Questa donna energica proveniente dalla piccola nobiltà solitamente nella cerchia regale, portò il re a diverse riforme innovative e malviste dal Consiglio.&lt;br /&gt;La prima consistette nell'introduzione dell'immunità al veto per le proposte regali dopo il terzo rifiuto. Tale norma, senza ancora i sospetti dei votanti, fu accettata facilmente.&lt;br /&gt;In seguito fece approvare, tramite questa facoltà regia, l'abolizione delle corti speciali per il giudizio dei nobili; il suo amico, l'emiro di Gibilterra, riuscì anche a far passare l'abolizione delle corti speciali per gli uomini di religione.&lt;br /&gt;Anche la concessione della costruzione di un monastero di gerolomitani nella Mancha, il primo monastero fondato in Iberia dai tempi dell'ascesa granatina, fu merito di Intisar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali interferenze portarono entrambi i coniugi a essere invisi a buona parte dei nobili. La goccia che fece traboccare il vaso, nel 1734, fu la presenza della donna alla presentazione della proposta della possibilità per la moglie di un membro del Consiglio di farne le veci in sua assenza.&lt;br /&gt;La proposta non fu accettata, ma il giorno dopo il Consiglio offrì al principe Nasr, che era stato relegato al governo delle Baleari dopo un forte contrasto col padre.&lt;br /&gt;Prima che la prossima seduta avesse luogo, rientrò a Granada in incognito e s'incontrò con buona parte dei nobili presenti. Durante la votazione, pochi giorni dopo, Nasr fece irruzione e dichiarò decaduta la monarchia d'Ismail. La Guardia non si oppose, poiché il suo comandante appoggiava gli aristocratici.&lt;br /&gt;Con ancora la coppia regale presente, Nasr si fece proclamare re dall'assemblea. Divenuto nuovo re di Granada, confinò padre e matrigna nella regione di Oporto, mantenuti a spese statali ma impossibilitati a muoversi senza l'autorizzazione regia.&lt;br /&gt;Ismail morì nel 1735 e due anni dopo lo seguì Intisar.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-1711507199757520778?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/1711507199757520778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=1711507199757520778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/1711507199757520778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/1711507199757520778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/02/il-declino-di-ismail-iv.html' title='Il declino di Ismail IV.'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-5393129756090493655</id><published>2008-02-08T22:49:00.001+01:00</published><updated>2008-02-08T22:49:58.076+01:00</updated><title type='text'>Sud-est asiatico: la lotta delle nazioni.</title><content type='html'>&lt;span id="postmessage_8216"&gt;Era da poco finita la guerra di Giava che quella regione si trovava di nuovo contesa fra numerosi contendenti.&lt;br /&gt;Più o meno durante la guerra del Rajput, l'Oman dichiarò guerra al Brunei, al quale strappò tutto il Borneo, tranne la parte nord-occidentale. Il sultano Sayif II convinse l'Ottomano a bloccare Granada dall'intervenire concedendo la base navale di Abu Musa alla flotta turca.&lt;br /&gt;Dieci anni dopo, una coalizione fra Olanda e Inghilterra tolse all'Oman quasi tutti i suoi possedimenti coloniali: all'Olanda andò Badjarmasin, all'Inghilterra il resto dei territori nel Borneo, Zanzibar, Bahrain e Qatar. 47 mesi dopo, all'annessione dell'Oman da parte dell'Impero Ottomano, Granada occupò l'ultimo lembo sull'isola, la regione di Samarinda, quella orientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1726, fu la volta della Svezia: nella guerra fra Olanda e Svezia, la seconda riuscì a conquistare Palembang, Batavia, Luzon, Buru e Flores, dando il colpo decisivo alla VOC. In breve tempo, il governo delle Province Unite rilevò completamente la compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu invece nel 1730 che la Francia fece capolino in quelle isole: appoggiandosi al sultanato di Brunei, la marina stabilì delle basi su Taiwan, Ceram e il sud-est di Celebes. Facendo ciò, si ritrovò in conflitto con l'Olanda, alleata della Gran Bretagna. Nel 1731 scoppiarono due guerre "parallele" con Inghilterra e Olanda, l'una contro la Francia e il Brunei, la seconda contro Granada e l'Impero Ottomano, con obiettivi sugli ex possedimenti dell'Oman d'ambo le parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un anno i Paesi Bassi conquistarono Taiwan, ma la marina granatina impedì altri movimenti di truppe; dopo diversi scontri navali e qualche scaramuccia terrestre (tra cui un tentativo di sbarco turco-arabo in Bahrain), si tornò allo status quo per tutti i contendenti. Le tensioni rimasero comunque fortissime e furono numerosi gli incidenti tra mercantili e autorità portuali dei precedentemente nemici o addirittura scontri tra le truppe confinarie nel Borneo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://galen-frysinger.com/middle_east/bahrain52.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://galen-frysinger.com/middle_east/bahrain52.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="postmessage_8216"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-5393129756090493655?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/5393129756090493655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=5393129756090493655' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5393129756090493655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5393129756090493655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/02/sud-est-asiatico-la-lotta-delle-nazioni.html' title='Sud-est asiatico: la lotta delle nazioni.'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-7437928617662268563</id><published>2008-02-08T22:47:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T22:49:07.114+01:00</updated><title type='text'>Il mondo all'inizio del 1700</title><content type='html'>&lt;span style="" id="postmessage_3284"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Sacro Romano Impero Germanico: conquiste e compromessi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'era di Heinrich VIII fu quella in cui l'Impero si espanse di più: l'Imperatore infatti intervenne a favore delle Due Sicilie, in guerra con Venezia per il Peloponneso. Nella Guerra di Verona, Venezia venne completamente assorbita dall'Impero, divenendone uno degli stati. Si alleò quindi con lo zar e insieme invasero la Polonia, riducendola a un terzo. Nel 1725 vinse l'invasione svedese dei territori tedeschi alla foce del Neva e conquistò il Nyland.&lt;br /&gt;Eppure, tale espansione comportò la richiesta degli Elettori di maggiori autonomia, dopo che avevano fornito per la maggior parte la forza necessaria a tali vittorie. Così, obbligato da un territorio troppo esteso e dalla prima concordia fra gli Elettori da secoli, l'imperatore dovette concedere le autonomie del 1300 ai suoi feudatari. Era finito il tempo di un Reich centralizzato e unitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il limite massimo occidentale dell'Impero Ottomano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre Heinrich combatteva in Italia, il sultano Ahmed III dichiarò guerra alla Polonia, prendendole la Podolia. In seguito, durante la guerra dell'Impero contro la Polonia, fece invadere a Bekri Bey l'Istria ungherese, che conquistò con la vittoria di Ogulin. Nel 1718 l'esercito turco entrò a Trieste. Fu il massimo che riuscì a raggiungere: diversi anni dopo, Russia e Ungheria gli tolsero queste regioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Reich1730.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Reich1730.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="100%" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" valign="top" width="100%"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="postbody" valign="top"&gt;&lt;span style="" id="postmessage_3284"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La massima espansione dei due imperi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoli e Roma&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1704, con la bolla "Non datur", Clemente XI proclamò nullo il primato dei re di Angiò-Borbone sullo Stato Pontificio e la sua totale indipendenza da ogni nazione straniera. Nonostante la minaccia di scomunica, re Roberto V continuava a minacciare la guerra; il tutto si risolse con la mediazione francese, con cui le Due Sicilie rinunciò alle sue pretese sullo stato papale ma guadagnò le Marche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le Americhe dopo le grandi epidemie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;è attorno all'inizio del XVIII secolo che le epidemie europee colpirono nuovamente il continente americano. Tali malattie avevano già aperto la strada agli Europei in molte zone del continente, soprattutto nei Caraibi e nel sud dell'America Settentrionale, dove in pratica i coloni inglesi si sostituirono alla popolazione nativa. Stessa sorte ebbero molte tribù della costa orientale del continente. Praticamente tutto il sud America fu vessato da queste, tranne l'Impero Inca. Infatti sin dal 1500 gli Inca avevano decretato che gli unici contatti con l'esterno dovessero essere con dei mercanti che avessero superato la quarantena, dopo che la spedizione diplomatica a Tenochtitlan aveva parlato di cosa stava colpendo l'impero.&lt;br /&gt;Anche l'Impero Azteco, sotto il regno di Momoztli I, sperimentò la distruttività delle malattie d'Oltreoceano. A metà del 1500 il tifo e il vaiolo colpirono lo Yucatan, per poi espandersi assieme alle altre malattie per tutto il Centroamerica. A Tlaxcala e in tutte le città del lago Texcoco la popolazione fu falcidiata per il 90%. Tuttavia, l'Impero resistette, poiché gli Inglesi erano ancora impegnati nella colonizzazione delle terre a est del Messico. Tale crisi, paradossalmente, rafforzò la monarchia assolutista, poiché eliminò una grossa fetta della nobiltà azteca (quando comunque la famiglia reale era una) e anche quella delle popolazioni non nahuatl; quest'ultima appoggiò l'huey tlatoani nella sua decisione di non chiudere i propri mercati agli Europei.&lt;br /&gt;Le epidemie comunque non sterminarono completamente il popolo e, lentamente, i nativi svilupparono una certa immunità alle malattie infettive e la loro incidenza nel secolo successivo raggiunse livelli simili a quelli europei. Comunque, tali batteri furono un'arma importante per gli Aztechi quando si scontrarono contro i Navajo e gli Apache, obbligandoli spesso ad abbandonare i loro territori.&lt;br /&gt;In America Settentrionale solo due tribù di una certa importanza riuscirono a resistere alle malattie e alle guerre con gli Inglesi: gli Uroni e gli Irochesi. Gli Irochesi nella guerra contro gli Inglesi furono infettati dal vaiolo tramite pellicce vendute dagli inglesi in cui erano stati avvolti i malati. Dopo circa due anni dopo gli Irochesi accettarono il protettorato inglese, con una certa indipendenza, onde evitare l'attacco dei nemici Uroni.&lt;br /&gt;Questi, più distanti dalle colonie, furono colpiti quasi subito dopo gli Irochesi, ma la lontananza dagli Inglesi e la loro confederazione con gli Algonchini per tutto il 1600 assicurarono la continuazione della guerra per bande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, all'inizio del XVIII secolo buona parte delle Americhe aveva sofferto di queste malattie.&lt;/span&gt; &lt;div class="gen" id="post_3284" style="text-align: right; display: none;"&gt; &lt;textarea id="posttext_3284" rows="15" cols="35" wrap="virtual" class="post" style="width: 100%;" onkeyup="AJAXPostEditkeyUp(event, 3284)"&gt;[b]Il mondo all'inizio del 1700[/b] [i]Il Sacro Romano Impero Germanico: conquiste e compromessi[/i] L'era di Heinrich VIII fu quella in cui l'Impero si espanse di più: l'Imperatore infatti intervenne a favore delle Due Sicilie, in guerra con Venezia per il Peloponneso. Nella Guerra di Verona, Venezia venne completamente assorbita dall'Impero, divenendone uno degli stati. Si alleò quindi con lo zar e insieme invasero la Polonia, riducendola a un terzo. Nel 1725 vinse l'invasione svedese dei territori tedeschi alla foce del Neva e conquistò il Nyland. Eppure, tale espansione comportò la richiesta degli Elettori di maggiori autonomia, dopo che avevano fornito per la maggior parte la forza necessaria a tali vittorie. Così, obbligato da un territorio troppo esteso e dalla prima concordia fra gli Elettori da secoli, l'imperatore dovette concedere le autonomie del 1300 ai suoi feudatari. Era finito il tempo di un Reich centralizzato e unitario. [i]Il limite massimo occidentale dell'Impero Ottomano[/i] Mentre Heinrich combatteva in Italia, il sultano Ahmed III dichiarò guerra alla Polonia, prendendole la Podolia. In seguito, durante la guerra dell'Impero contro la Polonia, fece invadere a Bekri Bey l'Istria ungherese, che conquistò con la vittoria di Ogulin. Nel 1718 l'esercito turco entrò a Trieste. Fu il massimo che riuscì a raggiungere: diversi anni dopo, Russia e Ungheria gli tolsero queste regioni. [img]http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Reich1730.jpg[/img] [i]La massima espansione dei due imperi.[/i] [i]Napoli e Roma[/i] Nel 1704, con la bolla "Non datur", Clemente XI proclamò nullo il primato dei re di Angiò-Borbone sullo Stato Pontificio e la sua totale indipendenza da ogni nazione straniera. Nonostante la minaccia di scomunica, re Roberto V continuava a minacciare la guerra; il tutto si risolse con la mediazione francese, con cui le Due Sicilie rinunciò alle sue pretese sullo stato papale ma guadagnò le Marche. [i]Le Americhe dopo le grandi epidemie[/i] è attorno all'inizio del XVIII secolo che le epidemie europee colpirono nuovamente il continente americano. Tali malattie avevano già aperto la strada agli Europei in molte zone del continente, soprattutto nei Caraibi e nel sud dell'America Settentrionale, dove in pratica i coloni inglesi si sostituirono alla popolazione nativa. Stessa sorte ebbero molte tribù della costa orientale del continente. Praticamente tutto il sud America fu vessato da queste, tranne l'Impero Inca. Infatti sin dal 1500 gli Inca avevano decretato che gli unici contatti con l'esterno dovessero essere con dei mercanti che avessero superato la quarantena, dopo che la spedizione diplomatica a Tenochtitlan aveva parlato di cosa stava colpendo l'impero. Anche l'Impero Azteco, sotto il regno di Momoztli I, sperimentò la distruttività delle malattie d'Oltreoceano. A metà del 1500 il tifo e il vaiolo colpirono lo Yucatan, per poi espandersi assieme alle altre malattie per tutto il Centroamerica. A Tlaxcala e in tutte le città del lago Texcoco la popolazione fu falcidiata per il 90%. Tuttavia, l'Impero resistette, poiché gli Inglesi erano ancora impegnati nella colonizzazione delle terre a est del Messico. Tale crisi, paradossalmente, rafforzò la monarchia assolutista, poiché eliminò una grossa fetta della nobiltà azteca (quando comunque la famiglia reale era una) e anche quella delle popolazioni non nahuatl; quest'ultima appoggiò l'huey tlatoani nella sua decisione di non chiudere i propri mercati agli Europei. Le epidemie comunque non sterminarono completamente il popolo e, lentamente, i nativi svilupparono una certa immunità alle malattie infettive e la loro incidenza nel secolo successivo raggiunse livelli simili a quelli europei. Comunque, tali batteri furono un'arma importante per gli Aztechi quando si scontrarono contro i Navajo e gli Apache, obbligandoli spesso ad abbandonare i loro territori. In America Settentrionale solo due tribù di una certa importanza riuscirono a resistere alle malattie e alle guerre con gli Inglesi: gli Uroni e gli Irochesi. Gli Irochesi nella guerra contro gli Inglesi furono infettati dal vaiolo tramite pellicce vendute dagli inglesi in cui erano stati avvolti i malati. Dopo circa due anni dopo gli Irochesi accettarono il protettorato inglese, con una certa indipendenza, onde evitare l'attacco dei nemici Uroni. Questi, più distanti dalle colonie, furono colpiti quasi subito dopo gli Irochesi, ma la lontananza dagli Inglesi e la loro confederazione con gli Algonchini per tutto il 1600 assicurarono la continuazione della guerra per bande. In definitiva, all'inizio del XVIII secolo buona parte delle Americhe aveva sofferto di queste malattie.&lt;/textarea&gt;&lt;textarea id="orig_posttext_3284" rows="1" cols="1" style="display: none;"&gt;[b]Il mondo all'inizio del 1700[/b] [i]Il Sacro Romano Impero Germanico: conquiste e compromessi[/i] L'era di Heinrich VIII fu quella in cui l'Impero si espanse di più: l'Imperatore infatti intervenne a favore delle Due Sicilie, in guerra con Venezia per il Peloponneso. Nella Guerra di Verona, Venezia venne completamente assorbita dall'Impero, divenendone uno degli stati. Si alleò quindi con lo zar e insieme invasero la Polonia, riducendola a un terzo. Nel 1725 vinse l'invasione svedese dei territori tedeschi alla foce del Neva e conquistò il Nyland. Eppure, tale espansione comportò la richiesta degli Elettori di maggiori autonomia, dopo che avevano fornito per la maggior parte la forza necessaria a tali vittorie. Così, obbligato da un territorio troppo esteso e dalla prima concordia fra gli Elettori da secoli, l'imperatore dovette concedere le autonomie del 1300 ai suoi feudatari. Era finito il tempo di un Reich centralizzato e unitario. [i]Il limite massimo occidentale dell'Impero Ottomano[/i] Mentre Heinrich combatteva in Italia, il sultano Ahmed III dichiarò guerra alla Polonia, prendendole la Podolia. In seguito, durante la guerra dell'Impero contro la Polonia, fece invadere a Bekri Bey l'Istria ungherese, che conquistò con la vittoria di Ogulin. Nel 1718 l'esercito turco entrò a Trieste. Fu il massimo che riuscì a raggiungere: diversi anni dopo, Russia e Ungheria gli tolsero queste regioni. [img]http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/Reich1730.jpg[/img] [i]La massima espansione dei due imperi.[/i] [i]Napoli e Roma[/i] Nel 1704, con la bolla "Non datur", Clemente XI proclamò nullo il primato dei re di Angiò-Borbone sullo Stato Pontificio e la sua totale indipendenza da ogni nazione straniera. Nonostante la minaccia di scomunica, re Roberto V continuava a minacciare la guerra; il tutto si risolse con la mediazione francese, con cui le Due Sicilie rinunciò alle sue pretese sullo stato papale ma guadagnò le Marche. [i]Le Americhe dopo le grandi epidemie[/i] è attorno all'inizio del XVIII secolo che le epidemie europee colpirono nuovamente il continente americano. Tali malattie avevano già aperto la strada agli Europei in molte zone del continente, soprattutto nei Caraibi e nel sud dell'America Settentrionale, dove in pratica i coloni inglesi si sostituirono alla popolazione nativa. Stessa sorte ebbero molte tribù della costa orientale del continente. Praticamente tutto il sud America fu vessato da queste, tranne l'Impero Inca. Infatti sin dal 1500 gli Inca avevano decretato che gli unici contatti con l'esterno dovessero essere con dei mercanti che avessero superato la quarantena, dopo che la spedizione diplomatica a Tenochtitlan aveva parlato di cosa stava colpendo l'impero. Anche l'Impero Azteco, sotto il regno di Momoztli I, sperimentò la distruttività delle malattie d'Oltreoceano. A metà del 1500 il tifo e il vaiolo colpirono lo Yucatan, per poi espandersi assieme alle altre malattie per tutto il Centroamerica. A Tlaxcala e in tutte le città del lago Texcoco la popolazione fu falcidiata per il 90%. Tuttavia, l'Impero resistette, poiché gli Inglesi erano ancora impegnati nella colonizzazione delle terre a est del Messico. Tale crisi, paradossalmente, rafforzò la monarchia assolutista, poiché eliminò una grossa fetta della nobiltà azteca (quando comunque la famiglia reale era una) e anche quella delle popolazioni non nahuatl; quest'ultima appoggiò l'huey tlatoani nella sua decisione di non chiudere i propri mercati agli Europei. Le epidemie comunque non sterminarono completamente il popolo e, lentamente, i nativi svilupparono una certa immunità alle malattie infettive e la loro incidenza nel secolo successivo raggiunse livelli simili a quelli europei. Comunque, tali batteri furono un'arma importante per gli Aztechi quando si scontrarono contro i Navajo e gli Apache, obbligandoli spesso ad abbandonare i loro territori. In America Settentrionale solo due tribù di una certa importanza riuscirono a resistere alle malattie e alle guerre con gli Inglesi: gli Uroni e gli Irochesi. Gli Irochesi nella guerra contro gli Inglesi furono infettati dal vaiolo tramite pellicce vendute dagli inglesi in cui erano stati avvolti i malati. Dopo circa due anni dopo gli Irochesi accettarono il protettorato inglese, con una certa indipendenza, onde evitare l'attacco dei nemici Uroni. Questi, più distanti dalle colonie, furono colpiti quasi subito dopo gli Irochesi, ma la lontananza dagli Inglesi e la loro confederazione con gli Algonchini per tutto il 1600 assicurarono la continuazione della guerra per bande. In definitiva, all'inizio del XVIII secolo buona parte delle Americhe aveva sofferto di queste malattie.&lt;/textarea&gt;&lt;br /&gt;&lt;input value=" + " onclick="AJAXEnlargePostArea(3284);return false;" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input value=" - " onclick="AJAXShortenPostArea(3284);return false;" class="liteoption" type="button"&gt;   &lt;input onclick="AJAXEndPostEdit(3284, -1);return false;" value="Memorizza" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;input onclick="AJAXCancelPostEdit(3284);return false;" value="Cancella" class="liteoption" type="button"&gt; &lt;a href="http://bopitalia.org/portal/posting.php?mode=editpost&amp;amp;p=3284" class="gen"&gt;Attiva la modalità estesa di scrittura.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td class="genmed" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" height="100%" valign="bottom"&gt; &lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-7437928617662268563?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/7437928617662268563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=7437928617662268563' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7437928617662268563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/7437928617662268563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2008/02/il-mondo-allinizio-del-1700.html' title='Il mondo all&apos;inizio del 1700'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-1440444433153655596</id><published>2007-08-19T08:57:00.003+01:00</published><updated>2007-08-19T08:58:27.839+01:00</updated><title type='text'>La seconda guerra del Rajput</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;Come già detto, nel 1713 Pabuji Shekha approfittò delle spese che stava sostenendo Granada per disfarsi dell'80% delle guarnigioni turche e persiane nel suo regno (e Granada si tolse il peso del loro mantenimento). Però, finita la guerra, il Consiglio e il ministro degli esteri chiesero al re di far ritornare i soldati in Marwar, poiché gli agenti sul luogo avevano segnalato numerosi incontri fra i raja e volevano prevenire il prevenibile. Nonostante l'opposizione del Tesoro, Ismail accettò di rioccupare alcuni presidi, mandando nel 1720 gli ausiliari ancora presenti in Sindh o Gujarat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il raja non era d'accordo e impedì col suo esercito agli altri soldati di raggiungere i forti. Non sapendo come agire, i contingenti fecero dietro-front. In breve tempo arrivò il messaggio che i regni di Marwar, Ajmer e Udaipur si alleavano di nuovo per combattere Granada. Le guarnigioni ancora presenti, dipendendo dai rifornimenti esterni, in circa una settimana vennero sconfitte e gli occupanti mandati ai lavori forzati.&lt;br /&gt;Il governatore Vasco Braba dovette decidere autonomamente, dato che le comunicazioni con la capitale impiegavano molto tempo anche tagliando per il Sinai. Comunque, il servizio informativo segnalava che le armate di Ajmer e Udaipur da 20-30.000 uomini si erano appena messe in marcia per congiungersi a quella di Marwar da 50000 uomini. L'unico modo per evitare l'invincibilità degli alleati era combattere le armate separatamente. Delhi e l'Impero Ottomano non potevano intervenire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo sistema d'arruolamento non era già stato introdotto in tutto il regno e in Gujarat, per esempio, rimaneva il sistema della leva. I sultani del Gujarat però non avevano un apparato di arruolamento rapido e, di norma, non rispondevano solertemente ai loro dominatori. Ma un evento fu d'aiuto al governatore. Un giovane nobile gujarati, in visita presso un Rajput musulmano, ebbe un contenzioso con un altro nobile del luogo ed era stato ucciso. Il fatto fece calare drasticamente le relazioni fra aristocrazia del Gujarat e Rajput e fomentò lo "spirito di corpo" trai nobili, che era nato sotto l'ultimo sultano. In brevissimo tempo, le milize del Gujarat furono pronte per essere mandate al massacro.&lt;br /&gt;Una cosa che però Braba non sapeva era che nella precedente guerra le perdite dei Rajput erano state molto elevate, così che Pabuji dovette aumentare il numero di guerrieri al di fuori della casta guerriera (Jat, Charan ecc...), che aveva addestrato a combattere in stile rigorosamente europeo, mentre il nucleo dell'esercito non cambiò armi e tattiche.&lt;br /&gt;Tre mesi dopo la dichiarazione di guerra arrivarono le divisioni di Maratha (che rientravano nei soldati professionisti) e Tamil, con la divisione di fanteria della Guardia mandatagli dallo zio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La battaglia di Selwasan&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La decisione di Braba di prendere lui stesso il comando fu probabilmente dettata dalla ricerca di gloria, poiché nel conflitto precedente era stato scartato a favore di Bhosle. La storiografia ha esagerato le qualità nascoste del governatore, che si rivelò un buon comandante ma nulla di eccezionale, rimanendo attaccato alle concezioni d'accademia militare.&lt;br /&gt;Comunque, mantenne un importante Stato Maggiore, mettendo al comando dei propri popoli rispettivamente Shoba Perumal (con la divisione della guardia, 1 di cavalleria e 3 di fanteria più due brigate d'artiglieria e una di genieri) e Rajaram, il figlio di Shijavi, che aveva due divisioni di fanteria con due brigate d'assalto e una d'artiglieria. Braba ebbe il comando diretto su circa 25000 soldati del Gujarat e 10000 del Sindh, per un totale di 80.000-95.000 soldati, l'armata più grande che Granada aveva mai schierato in India, senza considerare i presidi che erano rimasti. Tuttavia, una divisione tamil e la maggior parte degli effettivi gujarati e sindhi erano leve e, anche se non ufficialmente, dimostrarono uno dei grossi difetti dell'esercito andaluso per moltissimo tempo: un esercito estremamente ben equipaggiato, ma con un enorme divario fra i regolari, addestrati per bene e le milizie, a cui veniva solo insegnato come sparare in linea e ricaricare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella marcia di avvicinamento al confine le tre colonne si erano distanziate alquanto e Shekha si mosse per prenderle ancora divise. Il contingente di Perumal, non potendo contare ancora a lungo sui carri, era quello che si era distanziato di più cercando bottino. Il 3 settembre le avanguardie di Perumal entravano a Karwara, mentre il centro, tenuto da Braba era a Hariyali, a trenta km e l'ala sinistra, di Rajamar, era tra Hariyali e Chitalwana. A est di Karwara, sulle alture, era arrivato l'esercito del Marwar, che ora ammontava a circa 60.000 uomini. Shekha voleva intercettare i 56.000 Tamil, ma gli esploratori avvertirono appena in tempo il generale, che precipitosamente si ritirò in direzione del resto dell'esercito.&lt;br /&gt;La scelta più saggia, probabilmente, sarebbe stata quella di ritirarsi facendo terra bruciata e aspettare gli alleati, in quanto un'armata di quelle dimensioni chiaramente poteva vincere solo con una vittoria veloce e completa sui difensori, ma probabilmente l'idea di lasciare i nemici addentrarsi così nel suo regno non andava al raja, ma decise di attirarli ancora più lontani dal confine: attese di sapere che l'esercito si stava muovendo per attaccarlo e si ritirò sulle montagne, aspettando. Dopo una schermaglia sui sentieri, il re diede a intendere di voler lasciare quelle posizioni perché spaventato dal numero dei nemici e andò a Selwasan.&lt;br /&gt;L'esercito di Braba era stato il primo a discendere e il generale pensò che si stesse ancora ritirando per coprire la strada orientale verso Jodhpur (e tornare sui propri passi per riprendere quella occidentale era fuori questione), così diede ordine ai subordinati di sbrigarsi per prendere gli avversari in una zona pianeggiante. Pabuji si spostò di nuovo, passando il fiume a est del villaggio.&lt;br /&gt;Ma nel pomeriggio del 9 settembre la retroguardia di Marwar si rivelò composta dalle truppe scelte, le quali respinsero facilmente i primi reparti e mostrarono che erano state scavate ridotte sulla sponda est del fiume.&lt;br /&gt;Braba fece ritirare i soldati e si preparò a un assalto alle difese con il resto dell'esercito. Alla mattina del 10 fu deciso che si doveva assalire le postazioni difensive, sfruttando i due ponti e i pochi punti guadabili, diminuti di numero dalle piogge; cercare di aggirarle non era possibile, dato che ciò avrebbe concesso a Shakha di ritirarsi. Il bombardamento durò tre ore, ma i parapetti di fronte alle trincee per la maggior parte ne attenuarono gli effetti. Così partirono le cariche a scaglioni. Per tutta la giornata si susseguirono, ma ogni volta che veniva sfondata la prima linea di difese, la seconda ricacciava gli assalitori. Al primo assalto i reggimenti di leva si ritrovarono per sbaglio a precedere i corpi d'assalto e quando furono messi in fuga intralciarono i compagni, rendendo così facile il massacro; i successivi furono più ordinati ma altrettanto infruttuosi. Il tentativo dei genieri di costruire un altro ponte fu sventato dai (pochi) cannoni del Rajput.&lt;br /&gt;Solo nel tardo pomeriggio Braba di decise di far assaltare alla baionetta la Guardia; grazie ad alcune barche costruite dai genieri, fu possibile un assalto quasi generale. Questa volta, gli ausiliari cedettero e ruppero le linee, ma i Rajput resistettero. I combattimenti continuarono fino a notte inoltrata, con i difensori arroccati entro le loro trincee che continuavano a respingere gli attacchi. Solo poco prima dell'alba l'ultima resistenza fu domata e le truppe esauste poterono addormentarsi. La battaglia era stata di una cruentezza senza precedenti. Almeno 10.000 soldati granatini erano morti negli assalti e altre due migliaia nei combattimenti dopo il tramonto. Ancora peggiori le perdite di Shekha. 15.000 ausiliari erano morti o si erano arresi, se ne erano salvati solo quattromila. Circa ventimila erano stati mandati da Shekha indietro, quando capì che l'onda d'urto dell'ultimo assalto non sarebbe stata contenuta, per difendere Jodhpur. Tutti i restanti rimasero sul campo a bloccare l'armata nemica. Combattendo all'ultimo sangue, solo poche decine di soldati non furono uccisi in qualche modo. Shekha cadde sul campo. Tuttavia, quel ritardo permise ad Abhai Singh, il governatore di Jodhpur, di sfuggire alla cavalleria e tornare a preparare una difesa.&lt;br /&gt;La vittoria poteva sembrare pirrica, ma in realtà aveva inferto un durissimo colpo alle forze di Marwar. Dopo la battaglia di Selwasan, bisognava solo prendere Jodhpur per prendere il regno. Tuttavia, restavano ancora gli eserciti di Ajmer e Udaipur.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'assedio di Jodhpur&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tutta la regione di Barmer era stata abbandonata e Ajit Singh si era ritirato con tutti gli uomini disponibili a Jodhpur. Rajarm ricevette l'incarico di assediare la città. Questa cadde dopo due mesi, dopo bombardamenti continui per quasi tutta la durata dell'assedio. I difensori, al momento dell'ultimo assalto, erano stati decimati e il loro proverbiale valore a poco servì. Rajaram, contravvenendo alle linee guida che gli aveva dato il suo superiore, lasciò che la città venisse saccheggiata.&lt;br /&gt;Il regno di Marwar divenne così un'altra provincia e i signori rajput, i pochi rimasti, furono obbligati a giurare fedeltà a Granada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il tradimento di Ajmer e l'assedio di Udaipur&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Marciando verso Udaipur per incontrare i nuovi nemici, Braba fu contattato da Prithviraj VIII, il re di Ajmer. Questi disse a Braba che era disposto a lasciare l'alleanza in cui l'aveva gettato il padre ora morto, poiché tra Ajmer e Udaipur esisteva un'atavica rivalità. Avrebbe volentieri aiutato Granada, se avesse mantenuto delle prerogative. Il governatore, dubbioso, accettò comunque e vide che non aveva motivo di dubitare: nella battaglia di Sonwara, al suo esercito si unirono i 20.000 di Prithviraj e sconfissero facilmente il re Maharana Sangram Singh II. Il gesto fu esecrato in tutti gli altri regni rajput, ma il re di Ajmer nel proprio ebbe un'accoglienza trionfale, avendo vinto il nemico di sempre.&lt;br /&gt;Dopo la sconfitta, Sangram dovette riparare con 10.000 uomini nella fortezza di Chittorgah, al confine sud-orientale, non potendo raggiungere Udaipur (la quale non oppose resistenza).&lt;br /&gt;La quasi leggendaria fortezza di Chittorgarh era di molto antica fondazione e nei secoli era stata migliorata. Diversi eserciti l'avevano espugnata, ma le difficoltà erano tali che solo una macchina da guerra più che efficiente poteva riuscirci. Lì s'era ritirato il re di Udaipur, con i suoi guerrieri e (in maggior parte) le loro famiglie.&lt;br /&gt;Braba mandò nel suo regno Prithivraj e si preparò a un lungo assedio. Non ci sarebbe stato modo di far uscire i difensori e l'unica soluzione che trovò fu quella di colpire le mura con l'artiglieria d'assedio.&lt;br /&gt;Per molti mesi la situazione fu in stallo. La grossa armata doveva disperdersi in lungo e in largo per integrare col saccheggio i rifornimenti dai territori amici, eppure i Rajput non riuscivano a fare una sortita.&lt;br /&gt;La situazione peggiorò per loro quando l'artiglieria di Rajaram arrivò all'assedio. Con i cannoni, protetti da barricate di terra e vimini che permettevano agli artiglieri di avvicinarsi molto, la situazione per i difensori era insostenibile e ben presto sarebbe stata aperta una breccia sufficiente a un assalto. Così, nella primavera del 1724, i difensori fecero il Jauhar e Saka, il rituale rajputi dei difensori disperati: donne e bambini s'immolarono sul fuoco, mentre gli uomini sortirono in un'ultima carica. Questa, prendendo i nemici di sorpresa, per poco non riuscì a farli fuggire, ma la preparazione della Guardia permise di organizzarsi e trucidare tutti i guerrieri. Nel 1724, il regno Udaipur cadde per mancanza di difensori. In breve, Ajmer formalizzò la sottomissione. Questa volta non sarebbero esistiti vassallaggi speciali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Chittorgarh.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Chittorgarh.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-1440444433153655596?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/1440444433153655596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=1440444433153655596' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/1440444433153655596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/1440444433153655596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/08/la-seconda-guerra-del-rajput.html' title='La seconda guerra del Rajput'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-4739387629743646643</id><published>2007-08-19T08:57:00.001+01:00</published><updated>2007-08-19T08:57:20.452+01:00</updated><title type='text'>I primi anni di pace</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La riforma navale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La guerra in oriente aveva dato ragione alla flotta granatina, ma aveva anche evidenziato le grosse lacune della marina, che in pratica non era cambiata per 300 anni, mentre le navi e la strumentazione erano rimasti al passo coi tempi. Questa commissione fu data al ministero della marina nel 1717. La soluzione fu di adottare il sistema francese in toto, riportando così l'organizzazione della marina ai livelli moderni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marwar&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1713, il raja di Marwar presentò la richiesta di essere considerato un sovrano di uno stato satellite e non governatore per conto del re. In sostanza ciò avrebbe solo stabilito che le truppe straniere sarebero state ridotte di molto, mentre tributi e direttive da Granada sarebbero rimaste uguali. Ismail, pressato dai problemi di bilancio, accettò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La tratta degli schiavi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Con la guerra di Giava al termine, Ismail prese in seria considerazione la possibilità di chiudere la parentesi schavitù: i guadagni della tratta erano stati alti, le popolazioni schiaviste trovavano più difficile catturare uomini, con la crescente organizzazione della Confederazione di Tambacounda, che da parte sua non avrebbe potuto sostenere ancora quella situazione a lungo.&lt;br /&gt;Nella stessa città, Ismail IV, il primo ministro sceicco di Albarracin e i capi della Confederazione s'incontrarono nel 1716 per discutere della reintegrazione di quelle terre nel regno e soprattutto la protezione dalle razzie per gli schiavi. Con relativa facilità arrivarono all'accordo: dopo 80 anni di quasi guerra, tutte le popolazioni che erano state definite "schiavizzabili" rientrarono nel regno di Granada, con lo status di tutte le altre. Anche i capi si adeguarono e giurarono fedeltà al re (i discendenti di chi lo aveva fatto in precedenza, perdendo ogni privilegio, non riacquistarono comunque nulla). In tutto il regno ritornò il divieto di comprare schiavi, ma non di possederne né di tenere in schiavitù i loro discendenti, lasciando così intatti i patrimoni schiavisti che si erano creati.&lt;br /&gt;Comunque, i centri di Mayumba e Bioko rimasero, decretando quindi che i sudditi di Granada potevano catturare e vendere schiavi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-4739387629743646643?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/4739387629743646643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=4739387629743646643' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4739387629743646643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4739387629743646643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/08/i-primi-anni-di-pace.html' title='I primi anni di pace'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-8293939375666558400</id><published>2007-06-27T10:11:00.000+01:00</published><updated>2007-06-27T10:16:47.427+01:00</updated><title type='text'>La riforma militare di Ismail IV</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt; La guerra, seppure vinta, aveva dimostrato la vecchiaia dell'esercito, che era poco cambiato da Muhammad XII e che si era trovato in difficoltà di fronte alla macchina da guerra rajput. Nel corso degli anni si era modernizzato ma, poiché gli armamenti per i reggimenti rurali erano ancora lasciati in parte ai nobili e in parte agli stessi soldati, alcuni reparti in teoria avrebbero dovuto combattere come 400 anni fa. Inoltre, la composizione eterogenea delle armate in Gujarat e in Sindh aveva fatto lamentare i comandanti di avere problemi a capire bene la composizione dei reggimenti e anche a distinguerli nel campo di battaglia. Era giunto il momento di riformare l'esercito e quindi Ismail, nel 1708, diede questo compito a uno staff di esperti militari tra generali, ingenieri militari e altri esperti. Questi, tra il 1710 e il 1720, svilupparono una serie d'innovazioni approvate e quindi applicate a tutto l'esercito. Quest'ordinamento durò per circa un secolo con poche modifiche e anche dopo la maggior parte consistette in armi.&lt;br /&gt;Nel complesso questi furono i cambiamenti apportati all'esercito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;innanzitutto il sistema di arruolamento (per l'esercito, la marina rimase immutata) fu cambiato. L'età di chiamata era invariata, ma ora c'era differenza per i periodi di leva, che si basavano sugli archivi statali. In pratica, contadini, pastori, operai e simili a 16 anni dovevano sottoporsi a quattro mesi d'addestramento, più una settimana di "manovre" all'anno; gli artigiani 5 mesi e due settimane e così via. Al termine del primo periodo di addestramento, si poteva far richiesta di essere arruolati nell'armata professionale, in cui si maturava il diritto al congedo dopo vent'anni di servizio; l'addestramento era nettamente migliore, così come la paga percepita, ma era soggetta al numero chiuso stabilito dal Ministero della Guerra e i disoccupati e nullatenenti avevano la precedenza assoluta sui posti.&lt;br /&gt;In qualità di leve si poteva essere destinati alla fanteria, all'artiglieria o al limite alla cavalleria miliziana, previo pagamento della tassa per il cavallo; da volontari era possibile o quasi entrare in qualsiasi reparto disponibile al momento. In questo modo, con un corpo di militari perennemente mobilitati e una grande quantità di leve richiamabili, Granada potè cancellare la dipendenza dai mercenari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'organizzazione dei soldati venne razionalizzata e per la prima volta comparvero suddivisioni a bassissimo livello, per ogni evenienza.&lt;br /&gt;La base era la squadra, formata da 10 uomini (o un cannone) e comandata da un caporale o da un sergente; sopra v'era il plotone, da 50 uomini (o cinque cannoni), comandato da un tenente; due plotoni formavano un battaglione o una batteria, sotto un capitano e sei plotoni di cavalleria una compagnia. Ogni battaglione disponeva di un tamburino e due flautisti (l'organico delle bande militari fu diminuito). Dieci battaglioni erano un reggimento, guidato da un colonnello, che nella cavalleria comandava un reggimento di 7 compagnie.&lt;br /&gt;Dieci reggimenti formavano la divisione, unità strategica; l'artiglieria e alcuni reparti venivano però raggruppati in brigate da due reggimenti (3000 uomini). Entrambi erano capitanati da un maggiore. In totale, le divisioni contavano circa 10000 uomini, 12000 se erano affiancati da qualche brigata.&lt;br /&gt;Oltre la divisione per molti anni non fu organizzato nessun corpo, preferendo accorparle a seconda delle necessità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;anche l'equipaggiamento fu radicalmente modernizzato. Per prima cosa, le uniformi, cosa che stava prendendo piede in Europa. I generali del re optarono per una scelta ancora più forte. Tutti i soldati avrebbero vestito cuffia rossa, una camicia di lino beige lunga fino a mezza coscia, sul modello di quelle civili, ma più attillata, pantaloni bianchi alla caviglia e scarpe di cuoio (stoffa rinforzata per gli induisti) o gli stivali da cavalleria. I reggimenti europei ricevevano anche un cappotto, quelli in Nordafrica tennero i mantelli berberi. I cavalieri usavano dei rinforzi alla parte interna dei pantaloni e i genieri dei grembiuli.&lt;br /&gt;Per il servizio nei paesi caldi invece si usavano versioni a mezze maniche e mezza gamba dell'uniforme. Nel 1715 fu inoltre introdotto il "pantalone dimezzabile", con la parte sino al ginocchio normale, poi l'inferiore, cerata, che poteva essere tirata su e abbottonata alla cintura, oppure abbassata e pure stretta alla caviglia, per periodi di pioggia, guadi e così via. Gli unici soldati a mantenere il costume nazionale furono gli irregolari tuareg.&lt;br /&gt;Le differenze tra reparti vennero segnalate con colori diversi dei polsini e del colletto, mentre l'appartenenza dalla targhetta cucite sul braccio destro.&lt;br /&gt;Due reparti fecevano eccezione: la Guardia vestì completamente di rosso granata coi soli polsini a distinzione e "Le Ombre" ebbero una divisa completamente blu.&lt;br /&gt;L'armamento anche fu standardizzato: a ogni soldato di fanteria e artiglieria venne assegnato un moschetto a pietra focaia Mod.1120, con baionetta a inserto femmina -digressione: la baionetta, nata nella città basca di Bayonne, fu adottata sin da metà 1600 dai nobili baschi, vedendo l'utilizzo di fucili con innestati i coltelli da parte dei briganti. Qualche anno dopo nacquero le baionette che permettevano di sparare- e in seguito il Mod.1208, più leggero e con le cartucce al posto della polvere separata. La cavalleria aveva in dotazione la sciabola da ufficiali e la carabina mod.1121, versione accorciata del fucile e più potente delle pistole allora utilizzate. Anche reggimenti di fanteria che avevano ottenuto di portare armi da mischia tipiche (in India e Africa), preferirono quella al moschetto d'ordinanza.&lt;br /&gt;A completare l'equipaggiamento c'erano la tasca delle cartucce, una piccola pala e uno zaino floscio, che doveva contenere: bende, effetti personali, sacco a pelo e le note "gallette Jués", gallette d'emergenza impastate con carne di pesce o pollo o formaggio, che potevano durare mesi se ben imballate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco infine quali erano le suddivisioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fanteria:&lt;br /&gt;-di linea: composta dai riservisti o dai volontari. Come in ogni altro esercito era la spina dorsale. La passamaneria era bianca;&lt;br /&gt;-leggera: ogni cinque reggimenti, uno era di schermagliatori, che combattevano in ordine sparso e dovevano infastidire il nemico e mirare agli ufficiali. La passamaneria era bianca con una banda azzurra;&lt;br /&gt;-corpi d'assalto: organizzati in brigate, erano 20 soldati a battaglione: volontari, erano scelti per la prestanza fisica. Armati di moschetto e granate, avevano il compito di guidare ogni assalto. Ricevevano paga doppia e la passamaneria era verde;&lt;br /&gt;-genieri: raggruppati in brigate, avevano il compito di costruire e distruggere. Questa riforma introdusse per la prima volta il loro compito come una specializzazione nell'esercito granatino. Non combattevano quasi mai, ma a volte dovevano unirsi alle linee di fuoco. Passamaneria blu;&lt;br /&gt;-fanti d'artiglieria: fanti prossimi al congedo o da reggimenti inaffidabili che venivano distaccati a protezione dell'artiglieria. Non avevano distinzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cavalleria:&lt;br /&gt;-corazzieri: in pratica arruolati solo in Europa, avevano la carabina, la sciabola d'ordinanza e una corazza con maniche di maglia ed elmo. Passamaneria nera;&lt;br /&gt;-cavalleria leggera: termine ampio, che includeva molte qualità di cavalleria e anche le truppe cammellate. Bisogna notare che nessun corpo a cavallo utilizzò più le lance. La passamaneria era marrone;&lt;br /&gt;-cavalleria della milizia: in pratica erano i dragoni, ma non erano addestrati al combattimento meglio della solita fanteria. Svolgevano compiti di protezione dei fianchi o riserva mobile. A partire dal 1726, alcune divisioni divennero professioniste e fu loro aggregata l'artiglieria a cavallo, completamente equotrainata. La passamaneria era a scacchi neri e bianchi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;artiglieria (passamaneria gialla): quella appiedata disponeva di colubrine e cannoni da 16 se era da campo, obici e mortai per quella d'assedio o fortezza. L'artiglieria a cavallo aveva le colubrine;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;corpi speciali:&lt;br /&gt;-Guardia: scelti tra i migliori soldati del regno, avevano una divisa completamente rossa con le passamanerie che competevano il loro reparto: fanteria di linea, corazzieri e artiglieria da campo. L'addestramento era intenso e venivano usati solo in casi particolari. Oltre alla Guardia di Granada, c'erano la Guardia Askia, ereditata dai re songhai e che serviva in Africa e la Guardia Tigre, composta da Tamil e Maratha. Il totale era di 60.000 uomini in totale.&lt;br /&gt;-Ombre: questo atipico reggimento fu creato dal colonnelo al-Murati della Guardia. Propose al re di ricercare i migliori uomini delle tre Guardie e formare un reggimento che avrebbe condotto la guerra in modo atipico ed ebbe il permesso di selezionarli. Gli uomini in completo blu utilizzavano le armi da corpo a corpo, le pistole, i fucili e gli esplosivi. Furono utilizzati per attacchi segreti, sabotaggi, imboscate ai generali, operazioni di sbarco notturne e in altre occasioni in cui si richiedeva una preparazione fuori dal comune. Solo il re poteva permette ai generali di disporre dei loro battaglioni.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-8293939375666558400?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/8293939375666558400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=8293939375666558400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8293939375666558400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8293939375666558400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/06/la-riforma-militare-di-ismail-iv.html' title='La riforma militare di Ismail IV'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-8266363735662277514</id><published>2007-06-27T10:10:00.000+01:00</published><updated>2007-06-27T10:11:50.632+01:00</updated><title type='text'>Ismail IV, toppe a un indumento logoro</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra di Giava II &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1701, quando ancora non si presagiva nulla in India, a sud est avvenne il primo evento veramente importante della Guerra di Giava: nella notte del 3 giugno 23 navi da guerra granatine incrociarono 16 galeoni olandesi a est di Madura e nella battaglia che ne conseguì cinque navi della VOC furono catturate, a fronte di una affondata dall'altra parte. Questa vittoria permise a Sazaz di attuare un colpo di mano.&lt;br /&gt;Una settimana dopo le sue navi forzarono il porto di Surabaya, la capitale estiva di Mataram, con i colori olandesi. Evitate le batterie costiere, Saraz inizio l'attacco, sbarcando e prendendo di sorpresa il sultano nel suo palazzo, bombardato. Con questa audace azione, fu catturato e lo stesso giorno, senza essere riuscito a opporre una resistenza efficace, dovette acconsentire a lasciare a Granada tutta la porzione occidentale del suo dominio tranne Batavia, compresa la stessa regione di Mataram e fu obbligato a insediarsi a Surabaya. Questa umiliazione portò a gravissimi dissidi negli anni a seguire frai due regni. Ad ogni modo, fino al 1720 circa de facto il Mataram continuò a governare su quelle terre, non arrivando nessun esercito da Granada a stabilire quel passaggio di poteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; La controffensiva in Sindh&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le cose in Sindh, dopo la sconfitta, si assestarono per un attimo: il generale e il raja si accordarono per una tregua di un anno, uno perché non aveva forze per attaccare, l'altro perché erano sorti problemi in Sindh con i vecchi nobili e nel Marwar con il fratello del raja.&lt;br /&gt;A Granada il nuovo re, Ismail IV era furioso per tale batosta e per la morte del padre. Alla notizia pensò di far destituire con disonore il vecchio Marathi, ma lo convinsero che umiliare una persona così importante presso il suo popolo, che si era sempre schierato dalla parte del regno, sarebbe stato folle. Accettò dunque la proposta di dargli ancora tempo e più soldati.&lt;br /&gt;Per questo dovette ricorrere ai soldati iberici: era poco consigliabile drenare altri giovani dall'India.&lt;br /&gt;Furono così istituiti i Corpi Riscattati, ossia un'insieme di ex-detenuti a cui era stata data la possibilità di arruolarsi e di ottenere una dimora nelle nuove terre conquistate. Tra penisola iberica e Francia furono raccolti 4200 carcerati desiderosi di entrare nell'esercito.&lt;br /&gt;Questi 4200 avrebbero ricevuto un addestramento assai migliore delle solite leve granatine, poi sarebbero stati mandati fino al Sinai, dove navi turche e indiane li avrebbero portati in India giusto in tempo per la fine del monsone. All'ultimo momento furono informati che era stato conferito ai loro superiori il diritto di vita e di morte.&lt;br /&gt;Al loro arrivo, entrambi i contendenti si erano ripresi e rafforzati. Ajmer e Udaipur non erano ancora riusciti (o meglio, non avevano trovato la voglia) di mandare il loro contributo, ma i due re erano abbastanza sicuri delle loro forze. Inoltre, potevano anche contare su diverse tribù baluci del Sindh, che ci avevano guadagnato dal regime rajput.&lt;br /&gt;Anche Shivaji era in una posizione migliore, avendo ottenuto l'appoggio di alcuni signori del Sindh e poi il nuovo reparto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1706 ripresero le ostilità, quando dei cavalieri baluci s'introdussero nel territorio occupato e bloccarono due chiatte sull'Indo destinate all'armata di Granada, ma i re non marciarono fino ai primi di maggio.&lt;br /&gt;Iniziare una marcia nel periodo più caldo era considerata una pazzia, con temperature che sfioravano i 40 °C, ma i due raja si mossero di notte e, seppur lentamente, si avvicinarono a Shivaji.&lt;br /&gt;Marciavano in due colonne, a ovest, costeggiando l'Indo, i guerrieri del Marwar, per un totale di 35000 persone, a est il nuovo raja del Sindh, Raja Thakur, che era succeduto al padre pochi mesi prima e che nutriva una forte competitività con l'alleato. I suoi 17000 uomini marciavano&lt;br /&gt;Venuto a sapere questo tallone d'Achille, il generale marathi pensò di poter divere gli eserciti. Mandò i Corpi Riscattati nel forte di Allahyar Jo Tando, di argilla e fango, ma ben rifornito e fece spargere la voce tra le truppe di Thakur che il contingente in quel forte era molto più grande della realtà, una riserva che avrebbe dovuto attaccarlo una volta che si sarebbe riunito con l'alleato per l'attacco, così, senza avvertire Pabuji, si diresse verso il forte. Il condottiero avversario, appena fu sicuro che la trappola aveva funzionato, andò incontro ai 35000 che lo aspettavano con un esercito di circa la metà, muovendosi di notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pronti allo scontro ed entrambi desiderosi di finire quello che avevano iniziato, all'alba del 7 maggio 1706 i generali arrivarono uno nel villaggio Matiari, l'altro a sud e si accamparono per lo scontro, che sarebbe iniziato al tramonto. Pabuji aveva capito solo da pochi giorni che Thakur si era allontanato, dato che anche i contatti avvenivano solo di notte, e che non avrebbe potuto partecipare alla battaglia, ma non si preoccupava: la sproporzione numerica e soldati più abituati al movimento notturno gli avrebbero dato la vittoria.&lt;br /&gt;Le cose non andarono così. A mezzogiorno, quando buona parte dei Rajput era dispersa negli accampamenti a mangiare e lo stato maggiore si trovava nel villaggio -abbandonato al loro arrivo-, Shivaji fece mettere in posizione l'artiglieria a lungo raggio del Gujarat e bombardò l'abitato.&lt;br /&gt;La sorpresa per tutti i bombardati, pigramente intenti a sopportare la canicola, fu enorme. Il generale di Granada nei giorni precedenti aveva chiesto un sacrificio ai suoi ed era quello. Prima ancora che le i reparti più lontani dal bombardamento capissero cosa stava succedendo, 1320 fanti marathi, senza alcuna protezione, entrarono in Matiari e con estrema ferocia eliminarono ogni resistenza fra le case e prendendo anche Shekha, ferito dai cannoni.&lt;br /&gt;Nel frattempo anche gli soldati di Shivaji avevano attaccato nel caldo; la cavalleria disperdeva facilmente chi tentava di opporre una difesa nonostante la fatica dei cavalli e la fanteria aveva ragione degli agglomerati di tende. Era stata utilizzata la stessa tattica che aveva permesso il successo nella guerra del Gujarat, ma in questo caso non si trattò di una vittoria schiacciante. Il luogotenente del re raccolse i più di 20000 soldati che non erano stati fatti prigionieri o uccisi e li ricondusse a nord in buon ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La fine della guerra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Due giorni dopo Thakur ricevette il messaggio dallo stesso alleato che gli diceva di deporre le armi e accettare la pace, quando oramai solo 500 difensori rimanevano nel forte. Rifiutò, ma levò l'assedio e si ritirò in cerca dei superstiti.&lt;br /&gt;Tutte le mosse furono poi rimandate alla bella stagione.&lt;br /&gt;Nel Gujarat, la popolazione di Bhuj massacrò la piccola guarnigione turca dopo una rissa in cui diversi abitanti erano stati uccisi, facendo scoppiare diversi disordini nella zona. Così le truppe del Gujarat furono mandate per convincere la gente a calmarsi ed evitare altri spargimenti di sangue e così fu.&lt;br /&gt;Nel 1707, allora, ci si preparava a nuova battaglia. Shivaji ricevette altri 5000 uomini dalla Francia, dall'Italia e dalla Catalogna e fece un proclama accettato dal governatore Eduazdo Braba: i nobili del Sindh che avessero lasciato i Rajput e si fossero sottomessi a Granada, avrebbero avuto i loro privilegi, in maniera simile a quella del Gujarat, ma in compenso non avrebbero avuto limiti all'estensione dei loro territori.&lt;br /&gt;Quando i comandanti dell'armata del Sindh presero contatto e si assicurano della veridicità dell'affermazione, abbandonarono Thakur e si proclamarono servitori di Ismail IV.&lt;br /&gt;Lasciato solo ma intoccato, il raja fuggì assieme ai suoi uomini presso l'alleato, il cui comandante però in quel momento voleva raggiungere la patria. Quest'idea non era neanche presa in considerazione da Thakur, che voleva il suo trono e dai subordinati del secondo di Shekha, per cui ritirarsi senza combattere sarebbe stato disonorevole. Nonostante ciò, quando pure dei Sindhi dal cosiddetto "piccolo Sindh", attorno a Karachi, si armarono e partirono come volontari per Granada, si concluse che era preferibile ritirarsi, almeno per quella stagione. Ma furono battuti in velocità: quando le spie avvertirono che si sarebbero diretti verso il Marwar passando per Umerkot, le forze congiunte li batterono in velocità con marce forzate e giunsero nella città prima dei nemici. Il re prigioniero, tra l'altro, era stato preso con loro.&lt;br /&gt;Il 4 febbraio 1707, le avanguardie di Marwar non credevano ai loro occhi: davanti a loro gli avversari, nonostante la velocità che avevano tenuto. Il forte di Umerkot, che avrebbe dovuto essere quasi sgombro, era il perno di 20000 nemici.&lt;br /&gt;Dopo le prime schermaglie, anche i fieri Rajput si rassegnarono: morire per aver difeso quella terra ostile non valeva la pena. Alla vista dei suoi uomini che parlamentavano, Shakha capì che doveva assecondarli e così accettò la richiesta di Bhonsle: il Sindh dei raja sarebbe diventato dominio granatino secondo i termini stabiliti in precedenza; Shakha invece sarebbe rimasto re di Marwar sotto l'amministrazione nuova, rango pari a quello del governatore indiano. L'esercito che doveva tornare a casa fu lasciato andare, così come i prigionieri.&lt;br /&gt;Gli altri due regni, senza aver fatto nulla, chiesero la pace, che fu concessa. La guerra era finita, con una grande vittoria di Granada. Shivaji, rimanendo con l'armata tra Sindh e Marwar per stabilizzare la situazione, invitò Ismail IV a recarsi lì, per poter celebrare in loco e visitare i nuovi territori; il re accettò subito.&lt;br /&gt;Ma l'età del vecchio Shivaji Bhonsle era avanzatissima; mentalmente era come se avesse trent'anni, il corpo aveva risentito di quei mesi in campagna. Lo stesso giorno dell'arrivo del re nel Gujarat, il generale e capo Marathi morì dopo qualche giorno di agonia. Il sovrano presenziò al funerale, rendendogli omaggio come un proprio pari.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/1/1f/Raigad_Shivaji.JPG/180px-Raigad_Shivaji.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/1/1f/Raigad_Shivaji.JPG/180px-Raigad_Shivaji.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-8266363735662277514?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/8266363735662277514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=8266363735662277514' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8266363735662277514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8266363735662277514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/06/ismail-iv-toppe-un-indumento-logoro.html' title='Ismail IV, toppe a un indumento logoro'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-2219007629270651585</id><published>2007-06-27T10:09:00.001+01:00</published><updated>2007-06-27T10:10:32.937+01:00</updated><title type='text'>Muhammad XVII, le guerre oltremare, le esplorazioni II</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il sovrano in patria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La storiografia immediatamente successiva al re non gli riserva un grande spazio, nonostante un regno piuttosto lungo e due guerre lasciate in eredità. Chiamato "il re segretario" perché, a parte qualche importante scelta in politica estera, il suo fu un governo che oggi definiremmo squisitamente tecnico. Come dice Kargiylov:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Muhammad XVII, monarca di transizione tra il padre Faraj I e il figlio Ismail IV, non aveva la spregiudicatezza del primo né il carisma del secondo. S'imbarcò in due guerre che avrebbero portato a un nuovo assetto in Asia ma non riuscì a finirne nessuna. Rispetto al genitore, nella gestione dello stato o nei rapporti internazionali non cambiò nulla. Eppure fu un buon monarca: si può dire che faceva sempre la scelta giusta al momento giusto, né più né meno. Dirimette ogni controversia, contenne senza alcun problema le popolazioni vessate dalla tratta degli schiavi. Fu il primo a servirsi con successo del Consiglio. Era la persona giusta per il suo tempo, che preparava nuovi, grandi avvenimenti. Tuttavia, per la sua intera vita dovette subire le maldicenze, a causa del suo carattere pacato e della presunta ignavia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al proposito del Consiglio, Muhammad fece costruire il primo palazzo dedicato unicamente alle sue sedute, essendo il palazzo reale stretto per i suoi gusti. La nuova sede non fu costruita a Granada, ma a Siviglia, per marcare la distinzione fra il potere regale e quello dei nobili. Inoltre, unico altra costruzione degna di nota, nel 1698 fu completato il "Piccolo Generalife", il palazzo d'estate non più a Granada, ma Jaen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Yusuf an-Nadir e Pietro della Fracchia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fu tra il 1685 e il 1697 che questi due navigatori allargarono il mondo conosciuto. Brevemente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yusuf era originario di Socotra. A 15 anni s'imbarcò sulla nave del padre, mercante abbastanza ricco; sei anni dopo, ereditando la sua attività, chiese finanziamenti agli Iacossa, gli storici banchieri di Granada, perché voleva tracciare una mappa precisa delle isole del sud-est asiatico e battere gli Inglesi, che avevano basi in Australia meridionale, nello sfruttamento delle risorse. Ci riuscì, dando il primo prospetto totale della regione, ma la sua impresa non fruttò sufficientemente e fallì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pietro della Fracchia era invece un personaggio diverso. Genovese, ma di origini probabilmente garfagnane, era figlio di un umile sarto. Notando il particolare talento del ragazzo, il padre con molti sacrifici lo fece studiare alla facoltà di medicina, ma Pietro preferiva di gran lunga studiare le lingue. Ottenne l'appoggio di Agostino Spinola, che lo assunse come interprete per i suoi commerci. Arrivò all'attenzione del re nel 1690, quando fu licenziato da Spinola e venne assunto dal conte di Évora, che divenne poco dopo Ministro degli Interni. Muhammad, notando la sua abilità per le lingue (all'epoca sapeva il genovese, l'italiano, il latino, il catalano, il portoghese e l'arabo) gli propose di guidare una spedizione a cui aveva pensato da tempo: avrebbe dovuto viaggiare per l'America centrale e settentrionale, per offrire un resoconto esatto della maggior porzione di continente possibile.&lt;br /&gt;Partendo dall'Impero Azteco a capo di cinquecento uomini tra scorta e studiosi e con molte peripezie, per i successivi sei anni viaggiò in lungo e in largo l'America, incontrando molte tribù e dando così molte nuove informazioni al mondo sull'interno del continente.&lt;br /&gt;Al ritorno scrisse "De la gente nuova", trattato geografico su quanto appreso. Divenne in seguito l'ambasciatore di Granada a Mexico e vi morì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La prima guerra dei Rajput&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sin dalla conquista nel tardo XV secolo, i reami Rajput, grazie alla loro ostinata resistenza a Delhi, avevano goduto in seno al sultanato di numerose autonomie. Ciò però non aveva spento il loro indipendentismo.&lt;br /&gt;Attorno al 1500 molti piccoli signori guerrieri s'erano spostati nel Sindh, al seguito della conquista di Delhi e lì avevano soppiantato buona parte della casta dominante sociale, facendo quindi entrare a buon titolo il Sindh tra i regni Rajput.&lt;br /&gt;Tra 1699 e 1703 Delhi si trovò in una grande crisi: il Madya Pradesh, colpito da una serie di carestie e dalla peste, era in subbuglio a causa dei pesanti tributi da pagare; in più il Mysore, dopo aver definitivamente eliminato l'ultima resistenza da parte del Vijayanagara, si preparava a invadere le regioni a maggioranza indù di Delhi, che non avrebbe potuto contare su molto appoggio da parte degli alleati.&lt;br /&gt;Approfittando di ciò, diversi Raja fecero l'azzardo. Nel 1702 i regni di Sindh, Marwar (regno ora incentrato su Jodhpur e quindi più piccolo del predecessore), Ajmer e Udaipur si allearono e dichiararono l'indipendenza da Delhi. Il sultano chiese aiuto agli Ottomani, in nome dell'alleanza, ma questi erano troppo occupati a presidiare la Persia per dare un aiuto maggiore di qualche corpo di cavalleria mandato nel Madya Pradesh. Allora ci si rivolse a Granada.&lt;br /&gt;Il Primo Ministro, Fernando Alfriz, propose al re questa mossa: Granada avrebbe comprato per i pochi territori granatini in Persia e una grossa quantità di cereali che lo Stato ogni anno comprava dal surplus dei contadini per avere scorte in caso di guerra o carestia, il diritto di conquistare senza interventi dei precedenti dominatori i regni ribelli. La proposta fu accettata sia dal re sia dal Consiglio. Granada infatti bramava il cotone e il té di quelle terre, all'epoca considerati molto pregiati (il té in particolare stava ascendendo a una grande popolarità presso l'aristocrazia). Con poche scelte, il sultano dovette accettare la proposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu decisa una composizione del corpo molto simile a quella che aveva invaso il Gujarat, con in più un contingente gujarati; il comando fu affidato a Braba (il quale morì prima che gli arrivasse la nomina), quindi all'anziano ed esperto Shivaji Bhonsle, che era stato il comandante della sua divisione nella precedente guerra.&lt;br /&gt;Muhammad decise però di partecipare personalmente all'invasione, unendosi alla cavalleria maghrebina con 100 guardie scelte. Ancora oggi è oscuro il motivo di quella scelta: forse era per le accuse che incominciavano a girare nella corte di pigrizia, fatto sta che il re diede la reggenza al figlio Ismail e partì per l'India. In questa impresa però non volle assumere il comando, ma si aggregò semplicemente come "consigliere" di Shivaji.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine nel 1703 l'armata, sui 16000 soldati, partì dal Gujarat per invadere il Sindh, l'unico regno che confinante.&lt;br /&gt;Dopo il primo successo a Khorewah contro le avanguardie, l'esercito passò l'Indo e sconfisse con facilità i nemici al Lago Karli, poiché i contrasti tra signori rajput e i Sindhi erano ancora molto grandi. Uno di loro addirittura si unì a Muhammad. Sconfitta un'armata più o meno pari di numero con perdite nell'ordine delle centinaia, i granatini risalirono il fiume e lo attraversarono di nuovo, per assediare la capitale appena fondata di Neroon Kot, che fu presa a metà del 1704, dopo un assedio di 10 mesi. Il raja era intanto fuggito a Sukkur e, raccolti i suoi comandanti più fidati, aveva atteso l'arrivo degli alleati di Marwar. Fino ad allora la campagna nel Sindh era sembrata una passeggiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pabuji Shekha, il raja di Marwar, arrivò con diecimila soldati, unendosi ad altrettanti del Sindh, nel 1705.&lt;br /&gt;L'armata così composta marciò verso sud, scendendo verso l'Indo e il Marathi lasciò Neroon Kot e gli andò incontro, lasciando una buona guarnigione nella città. A marce forzate Shivaji raggiunse un'ansa sulla sponda sinistra del fiume, vicino il villaggio di Abad , in cui si posizionò coprendosi i fianchi con lo stesso fiume. Inoltre preparò un ponte di barche immediatamente dietro lo schieramento per ritirarsi in caso di necessità, premurandosi di far tagliare gli altri a nord e a sud.&lt;br /&gt;Due giorni dopo il completamento delle opere di difesa, due volte tanto gli uomini di Granda si presentarono i soldati dei raja.&lt;br /&gt;Lo scambio di artiglieria durò quasi un'ora. Infine, non potendo passare in altri posti l'Indo e senza alternative per smuovere i nemici, Pabuji si vide costretto a ordinare la carica alle fortificazioni. Shivaji aveva visto giusto: la posizione scelta annullava la disparità numerica, tuttavia l'artiglieria al centro aveva indebolito gli uomini, permettendo lo sfondamento.&lt;br /&gt;A quel pericolo, Muhammad, il re che non aveva mai combattuto personalmente, chiamò a raccolta la cavalleria e caricò.&lt;br /&gt;La massa di cavalieri respinse gli uomini che si erano incuneati e come un ago penetrò tra gli altri, rimanendo però isolata. Bhonsle, vedendo che i suoi uomini stavano cercando di tornare indietro, potè solo far sparare i cannoni, che fecero allentare la presa dei Rajput. I cavalieri rientrarono nei ranghi, ma in quel momento si accorsero che il re mancava. Il re era caduto. Il suo corpo non fu mai trovato.&lt;br /&gt;Dopo altre ore di combattimento, Pabuji vedeva i nemici arretrare sempre di più, ma i suoi soldati non riuscirono a inseguirli con successo, stancati a morte. Quando riuscì a riorganizzarli per inseguire la retroguardia, che si stava avviando al ponte, dopo che il grosso dei superstiti era già in salvo: l'artiglieria granatina, sulla sponda opposta, lo evitò, obbligando gli inseguitori a fermarsi. Il generale fece bruciare il ponte.&lt;br /&gt;Abad fu una grossa batosta per l'invasione: si salvarono solo 6597 uomini, dal conteggio che fu fatto immediatamente dopo. E peggio ancora, il re rimase sul campo.&lt;br /&gt;Neanche i difensori poterono gioire più di tanto: avevano sì annichilito l'esercito invasore, ma avevano perso molti uomini nell'assalto e anche loro avevano bisogno di riposarsi, riposo che permise ai fuggitivi di tornare a Neroon Kot.&lt;br /&gt;Questa era una situazione d'emergenza e così Ismail dovette iniziare il suo regno ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/G-Rajput.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://i181.photobucket.com/albums/x197/SebaFerrero/G-Rajput.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le guerre dei Rajput. Segnati i confini dei regni e le date di annessione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-2219007629270651585?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/2219007629270651585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=2219007629270651585' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/2219007629270651585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/2219007629270651585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/06/muhammad-xvii-le-guerre-oltremare-le.html' title='Muhammad XVII, le guerre oltremare, le esplorazioni II'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-8360428238399556642</id><published>2007-06-27T10:06:00.000+01:00</published><updated>2007-06-27T10:09:17.762+01:00</updated><title type='text'>Muhammad XVII, la guerre oltremare, le esplorazioni  I</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;Faraj con la moglie Manal ebbe quattro figli, di cui morì solo il terzogenito.&lt;br /&gt;Quando morì nel 1678, lasciava i tre figli, anche loro ormai padri e la moglie, che però decedette l'anno dopo. Allora il primogenito Muhammad, diciassettesimo, fu incoronato alla presenza del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Impero Ottomano in Persia &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi anni dopo la successione, il vizir ottomano si mosse per consolidare il potere della Sublime Porta in Persia. Nel 1681, con l'appoggio di Balkh, dichiarò l'assemblea governante del Khorasan decaduta e fece occupare militarmente il paese. Questo non cambiò molto le cose, dato che l'assemblea aveva sempre più perduto i suoi poteri nel corso degli anni. Il grande Khorasan fu quindi annesso. Gli ex membri dell'assemblea tennero alcuni privilegi, ma non fu comunque difficile controllari, essendo tutti favorevoli al governo ottomano.&lt;br /&gt;L'anno successivo si presentò un'altra ghiottissima occasione: il Ferghana tentò un'invasione lampo di Balkh, contando nella velocità per concludere una pace vantaggiosa coi potenti alleati. Tuttavia l'esercito di Mustafa Pasha era già disponibile. Con incredibile velocità raccolse i suoi uomini e incontrò i nemici a Termez, che sconfisse.&lt;br /&gt;Mentre era ancora nel territorio di Balkh, aspettando l'ordine dal vizir di entrare in Ferghana o no, questo lo informò che aveva siglato una pace bianca e gli ordinò di obbligare il regnante a sottomettersi a Istanbul.&lt;br /&gt;Con la minaccia dell'esercito, l'emiro dovette essere accomodante e accettò suo malgrado la vassallizzazione.&lt;br /&gt;Con quella mossa l'Impero Ottomano consolidò definitivamente il suo dominio sulla Persia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I primi conflitti contro l'Olanda, l'inizio della guerra di Java&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Già da diversi anni esistevano dei contrasti fra Granada e Paesi Bassi sul commercio verso l'Oriente: le due nazioni erano le uniche intermediarie con il Giappone, con cui rischiavano costantemente una chiusura degli empori. Alla fragilità dei commerci con l'Impero del Sol Levante, si aggiungeva l'instabilità politica nelle Isole della Sonda, le Molucche e le regioni limitrofe, che poteva precludere in ogni momento l'accesso dei mercanti alle preziose risorse.&lt;br /&gt;Per assicurarsi una base e uno scalo nell'area, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) nel 1670 aveva comprato al potente sultanato di Mataram la città di Jakarta, ribattezzata Batavia. Due anni dopo era sbarcata a Timor, incominciando lentamente a consolidare la posizione nell'isola.&lt;br /&gt;Sempre nel 1672 mille soldati indiani e altrettanti di Sumbawa erano sbarcati a Sumba, prendendone possesso in nome di Granada. Comunque, il controllo non si spinse per molto tempo oltre i pochi insediamenti sulla costa, anche se i rapporti con le comunità isolane furono sempre amichevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muhammad XVII iniziò subito dopo la sua incoronazione a concedere segretamente lettere di corsa a pirati, per la maggior parte tamil, contro i mercantili olandesi e in seguito di Mataram. Soprattutto, il governatore generale di Sumbawa e Sumba, Francisco Gualde riuscì a raccogliere i più forti pirati della zona e ne guadagnò i servigi contro le navi olandesi in cambio dell'impunità e dell'accesso ai porti. Il che significava per i pirati avere un grande alleato, essendo rifiutati dalla maggior parte dei potentati. In più, sempre il governatore si era alleato personalmente nel 1674 con la sultana dell'Atjeh Taj ul-Alam, che cercava un aiuto nel probabile scontro contro il sultanato di Siak (tale alleanza fu poi ufficializzata dal regno coi successori Muhammad XVII e Nurul Alam).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I continui attacchi alle navi olandesi ovviamente non erano accettabili.&lt;br /&gt;Nel 1684 il governatore generale della VOC Johannes Camphuys, oramai sicuro che Granada era la principale macchinatrice, mandò due navi a bombardare il porto di Bima, a Sumbawa.&lt;br /&gt;Con l'autonomia che aveva la VOC, il governo di Amsterdam non riconobbe quell'atto come proprio e quindi indirizzò l'ambasciatore di Granada, se voleva, alla stessa Compagnia per la richiesta di risarcimento. Però non condannò di certo l'atto.&lt;br /&gt;Con il rifiuto, il Consiglio nnel 1685 votò per la dichiarazione di guerra alla VOC, non potendo attaccare il paese a cui faceva riferimento.&lt;br /&gt;Fu quindi l'inizio della Guerra di Java, che avrebbe contrapposto per i successivi trent'anni le forze olandesi con i sultanati di Siak e Mataram contro quelli di Makassar e Atjeh più altri minori, alleati di Granada.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lombox.nl/beeldmateriaal/straatnamen/ggcamphuijs.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.lombox.nl/beeldmateriaal/straatnamen/ggcamphuijs.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Camphuys&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi anni ad ogni modo non furono ricchi di eventi (costituiscono la cosiddetta parte navale della guerra). Il 1685 trascorse come prima, con gli stessi attacchi al naviglio olandese e gli furono chiusi i porti. L'anno seguente la flotta d'India si presentò al completo di fronte a Batavia, che bombardò. Essendosi la guarnigione olandese ritirata nella cittadella a causa dello scarso numero, l'ammiraglio Sazaz sbarcò e fece dare alle fiamme la città.&lt;br /&gt;Muhammad quindi diede apertamente le lettere di corsa e incaricò Sazaz di eliminare la flotta da guerra della VOC, ma non si giunse mai a uno scontro decisivo. Stessa cosa la Compagnia fece dal canto suo; inoltre, poiché il nemico controllava una grossa fetta della costa africana, le rotte dovettero essere spostate per Capo Horn.&lt;br /&gt;La guerra non assunse toni seri fino al 1701, con il primo intervento di Siak, componendosi di numerosi scontri tra singole navi in un'area piuttosto vasta, dalle isole Comore alle Rykyu.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-8360428238399556642?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/8360428238399556642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=8360428238399556642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8360428238399556642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8360428238399556642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/06/muhammad-xvii-la-guerre-oltremare-le.html' title='Muhammad XVII, la guerre oltremare, le esplorazioni  I'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-982773912793463853</id><published>2007-06-27T10:04:00.000+01:00</published><updated>2007-06-27T10:06:47.806+01:00</updated><title type='text'>1650-1680: gli affari interni</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gestione dello stato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Con Faraj vennero poste le basi per un ulteriore miglioramento della burocrazia del regno, regolamentando i ruoli dei ministri e del vizir.&lt;br /&gt;Fino ad allora, infatti, ogni sovrano aveva governato piuttosto liberamente: non esistevano ruoli fissi per i collaboratori del re. Chiunque aspirasse a diventare ministro regio, doveva prima riuscire a entrare nell'entourage di parenti o amici del re. Se questo notava un particolare talento in uno di essi ed egli otteneva una raccomandazione dal suo signore, potevano essere presi in considerazione per un compito unico o a tempo indeterminato ad amministrare un certo settore. Se poi il re decideva di non averne più bisogno o voleva cambiarlo, poteva destituire il proprio ministro e sceglierne un altro, oppure richiamarlo. A volte si ebbero più ministri contemporaneamente per lo stesso campo, come il tesoro, ma ognuno si occupava unicamente di un'area tributaria del regno.&lt;br /&gt;In caso di eccellente impressione sul monarca, un ministro poteva essere designato come gran vizir, sul modello ottomano, che in pratica si accollava metà delle incombenze del re.&lt;br /&gt;Questo sistema nei secoli aveva però creato un sistema di poche decine di famiglie, che erano cambiate solo parzialmente con l'entrata in scena del nuovo ramo dei Nasridi, a cui i re si affidavano completamente per la scelta di nuovi collaboratori. Con ciò erano stati sì trovati buoni consiglieri e ministri, ma oramai la maggior parte degli uomini presentati lo erano grazie a favori e debiti: ogni famiglia borghese affermata o della piccola e media nobiltà che volesse assicurare un avvenire al figlio, poteva ottenerne la raccomandazione pagando in vario modo. Oltre alla retribuzione elevata, un solo anno anche in compiti non troppo importanti come l'Ufficio dei rapporti religiosi (il meno pagato e il più spesso vacante, che si occupava di dirimere i piccoli conflitti interconfessionali nel regno) dava un prestigio tale da avere la precedenza per gli impieghi al servizio presso parecchi aristocratici.&lt;br /&gt;Tale situazione non era accettabile per Faraj e alcune famiglie aristocratiche, che vedevano i succitati loro pari aumentare la loro influenza nel regno. Unico freno a una riforma era il fatto che Faraj avrebbe dovuto danneggiare anche molti suoi parenti. Però, con le insistenze dei favorevoli al cambiamento e del numeroso seguito che avevano raccolto, la ragion di stato prevalse. Nel 1656 fu stabilito un nuovo modo per scegliere gli amministratori dello stato.&lt;br /&gt;Il re avrebbe scelto personalmente ogni ministro e questi sarebbe stato ancora destituibile e comunque al sovrano spettava l'approvazione di ogni mossa, ma niente più plurimi ministri per lo stesso ministero. A loro sarebbe spettata l'eventuale scelta di collaboratori. In contemporanea il Consiglio Generale (spesso ad effettivi ridottissimi) avrebbe dovuto esaminare i candidati proposti dai suoi stessi membri e votare tre nomi da fornire come possibili sostituti (e darne di nuovi in caso di depennamento per qualche motivo di uno di questi). Il Gran Vizir invece sarebbe stato scelto senza altre opzioni dal re.&lt;br /&gt;Un sistema insolito, che però riuscì a limitare la corruzione delle cariche governative.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/41/Luiz_Vasconcellos_e_Souza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/41/Luiz_Vasconcellos_e_Souza.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Teodosio conte di Bonfim, primo gran vizir sotto il nuovo ordinamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arte e fede al tempo di Faraj&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come detto precedentemente, Faraj fu un grande mecenate e patrono degli scienziati, ma si presume più per competere con gli altri sovrani dell'epoca che per effettivi interessi.&lt;br /&gt;Sebbene un pio musulmano dai costumi andalusi integerrimi, nella letteratura preferì sempre la letteratura mozarabica a quella di altre lingue. Sotto il suo patronato, con poeti come Abraham Nivar, i dialetti mozarabici vissero la loro ultima stagione di gloria letteraria, dato che l'arabo, il castigliano e il catalano si stavano oramai sostituendo alle altre come lingue colte nel sud.&lt;br /&gt;Gli scrittori trattavano temi molto lirici e spesso popolari, dato che gli ultimi cristiani a parlare quelle lingue erano rimaste le fasce basse della popolazione.&lt;br /&gt;Questa tendenza letteraria rimase però legata all'ambiente di corte e al supporto regale.&lt;br /&gt;Completamente antiteci, furono i movimenti culturali che dalla seconda metà del 1600 al 1700 si svilupparono in seno all'aristocrazia, che faceva a gara a emulare il sovrano in mecenatismo. Questi movimenti, oltre a riferirsi alle arti, influenzavano anche i costumi e la moda dei facenti parte.&lt;br /&gt;Il più diffuso fu l'arabismo, stile sempreverde, che si rifaceva ai classici della cultura e, come al solito, fu tipico dei signori arabi e berberi, che si vedevano minacciati nel loro status. In questo periodo, comunque, l'arabismo conquistò anche molti signori africani e alcuni spagnoli;&lt;br /&gt;il turchismo, molto in voga tra in Tunisia e nell'India granatina settentrionale. Oltre ai modi della nobiltà anatolica e una grande valutazione della carriera militare, la cultura persiana tornò alla ribalta e i maggiori musicisti dell'epoca furono i membri del turchismo, la cui musica combinava le sonorità turche a quelle persiane tradizionali.&lt;br /&gt;Notevole fu anche lo sceicco Asad al-Samir, che tradusse l'Avesta in arabo.&lt;br /&gt;Sviluppatosi nei territori francesi, il francesismo si rifaceva completamente al vicino settentrionale. Gran parte dei nobili italiani si unì a un "circuito" comune di artisti e idee tra Francia e Italia;&lt;br /&gt;infine vi furono lo spagnolismo e l'indianismo, probabilmente nomi impropri coniati per imitazione dei precedenti. Il primo raccolse la maggior parte dei nobili iberici cristiani che iniziarono a ostentare il loro retaggio culturale cristiano quasi a volersi opporre all'arabismo. Similmente accadde col secondo, nell'India meridionale e nello Sri Lanka con l'induismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la religione, il periodo di Faraj vide i maggiori successi della Compagnia di Predicazione, che convertì vaste fette dell'Africa non "schiavizzabile".&lt;br /&gt;Il pluralismo religioso fu quello di sempre, ma in questo periodo il re non contribuì alla costruzione di alcun luogo di culto non islamico, cosa che in diversa misura i predecessori avevano fatto per ragioni d'immagine.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-982773912793463853?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/982773912793463853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=982773912793463853' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/982773912793463853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/982773912793463853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/06/1650-1680-gli-affari-interni.html' title='1650-1680: gli affari interni'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-5594400071436364623</id><published>2007-06-27T09:53:00.001+01:00</published><updated>2007-06-27T10:04:03.875+01:00</updated><title type='text'>1650-1680: le guerre</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;L'ultimo trentennio di Faraj I fu caratterizzato da altre due guerre: quella per la successione estense e la seconda guerra del Gujarat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra di successione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1658 morì Francesco I d'Este, difendendo con successo Ferrara dai pontifici. Al trono quindi salì Alfonso IV, che per continuare la difesa del ducato dallo Stato Pontificio e da Napoli si rivolse a Costantinopoli, non riuscendo a convincere Venezia, l'Impero o la Francia, colpiti da una grande epidemia di colera.&lt;br /&gt;Alessandro VII cambiò obiettivi: rinunciò al controllo diretto del ducato, ma sostenne un parente di Francesco, Carlo Filippo, in cambio della sua fedeltà.&lt;br /&gt;All'inizio l'Impero Ottomano inviò solo dei fondi al duca. Nonostante il copioso flusso monetario, Alfonso non riuscì a racimolare un grande esercito. Nel 1662 i soldati estensi incontrarono quelli papalini a Faenza. La battaglia all'inizio sembrò favorevole ai difensori, ma quando una palla di cannone colpì in pieno il duca, l'esercito si sfaldò. Carlo Filippo potè facilmente prendere possesso del regno.&lt;br /&gt;A questo punto intervenne Costantinopoli: perso un alleato, chiese al re di Napoli la destituzione del nuovo duca. Non volendo rischiare una nuova guerra, re Carlo chiese al papa di farlo, pressato anche dalle insistenze di Granada. Alessandro non volle accettare, ma ai due sovrani fu concesso di poter rimanere neutrali e abbandonare l'estense alla mercè turca. Questi però aveva già fiutato cosa stava succedendo e così chiese aiuto al sacro romano imperatore, che gli inviò un contingente bavarese.&lt;br /&gt;Nel 1663 allora un'armata granatina entrò dalla Toscana nel ducato, battendo i Bavaresi a Modena e prendendola, mentre i Turchi sbarcarono a Ravenna e batterono Carlo Filippo a Comacchio, che fuggì in esilio.&lt;br /&gt;Velocemente il SRI fu estromesso senza ulteriore spargimento di sangue e il figlio di Alfonso, Francesco II, fu installato sul trono e divenne un subordinato dell'Impero Ottomano. Granada si tenne Modena come indennizzo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/5/50/Odoardo_Farnese.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/5/50/Odoardo_Farnese.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carlo Filippo d'Este&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il conflitto nel Gujarat&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1667 Muhammad Shah VI di Gujarat, preoccupato per lo strapotere dei mercanti di Granada nel suo regno, tentò di limitarne i privilegi economici concessi dopo la prima guerra del Gujarat.&lt;br /&gt;Riportò quindi allo stardard i vari dazi e tolse a quei mercanti diversi servizi pagati dallo stato.&lt;br /&gt;Subito le compagnie commerciali si lamentarono con il governatore indiano, che per convincere il sultano ad abbandonare l'idea mandò la flotta di Cuddalore all'isola di Diu, utilizzata come porto per i mercanti.&lt;br /&gt;Il sultano arrivò subito e, per nulla impressionato, senza neanche ricevere l'ammiraglio Flodeo e diede il permesso al forte sull'isola di sparare alle navi. I cannoni fecero poco, ma il forte vento obbligò la flotta ad andarsene.&lt;br /&gt;Tale atto coincise con l'arrivo anticipato del monsone, che impedì ogni altra azione per quell'anno. Il messaggio di quell'atto ostile tuttavia raggiunse Granada, assieme all'ultimatum di Muhammad: o il re avrebbe accettato le nuove condizioni o i mercanti sarebbero stati espulsi definitivamente; egli non temeva l'alleanza, avendo avuto tempo per preparare il sultanato alla guerra con una serie di forti di frontiera e un esercito ben addestrato. Anche se non avesse avuto una vittoria, avrebbe impegnato i nemici per molto tempo.&lt;br /&gt;Dal canto suo, Faraj non poteva permettersi di perdere definitivamente il Gujarat, poiché era il principale centro commerciale dell'India settentrionale e buona parte dei beni di lusso dal Mysore al Tibet potevano essere comprate a basso prezzo e immesse nel mercato di Granada.&lt;br /&gt;Faraj era indeciso sul da farsi, poiché non gli piaceva l'idea di dichiarare guerra a un sovrano islamico.&lt;br /&gt;Non riuscendo a decidersi, indisse la seduta consultiva del Consiglio Generale.&lt;br /&gt;Quella fu una delle poche volte in cui la maggior parte dei nobili si riunì, giungendo sin da Sumbawa. Molti avevano interesse ai privilegi mercantili, essendo i principali clienti o soci delle compagnie e il Gujarat non le avrebbe ripristinate senza una sconfitta; altri erano favorevoli alla guerra sperando di potervi partecipare direttamente. Il Consiglio quindi facilmente raggiunse la deliberazione per l'entrata in guerra e Faraj si adeguò alla decisione.&lt;br /&gt;Nel 1668 scoppiò quindi la guerra. Il re era restio a impelagarsi in India e sperava ancora in una soluzione diplomatica, così chiese agli alleati solo l'embargo al sultanato.&lt;br /&gt;In inverno l'ammiraglio Flodeo intercettò una flotta del Gujarat presso le Laccadive, in viaggio per offrire l'alleanza con una dimostrazione di forza al re delle Maldive e possibilmente al sultano di Sri Lanka.&lt;br /&gt;Preso di sorpresa perché pensava che le navi granatine fossero ancora alla fonda per le riparazioni annuali, Sunil Mafhor Bhai dovette affrontare i nemici mentre la sua squadra si stava rifornendo.&lt;br /&gt;Nonostante il numero maggiore di navi, Flodeo ne prese più della metà soprendendole a Kavaratti; l'ammiraglio del Gujarat tentò d'intrappolare i nemici nascondendo metà flotta ad Agatti e spuntando mentre gli equipaggi combattevano, ma la potenza di fuoco delle navi granatine era maggiore e fu costretto a fuggire con le navi che avevano resistito, poco più della metà.&lt;br /&gt;Con questa vittoria, dovuta a una manovra azzardata del sultano, la flotta fu in grado di anteporre alle centinaia di navi di piccola stazza rimaste e tre con più di 20 cannoni una decina di galeoni e sessantaquattro imbarcazioni piccole. Con questa forza, i piccoli vascelli indiani poterono quasi bloccare i traffici marittimi del Gujarat senza trovare vera resistenza.&lt;br /&gt;In inverno finalmente giunsero in India i soldati somali e la cavalleria maghrebina per unirsi alle truppe locali.&lt;br /&gt;Da Mumbai allora partirono circa 2000 Somali e altrettanti cavalieri, 11000 Tamil e 6000 Marathi, che sbarcarono in una zona imprecisata della penisola del Kathiawar, sotto il comando di Estêvão Braba.&lt;br /&gt;L'armata, dopo una settimana impiegata a riorganizzarsi e scaricare le salmerie, si diresse verso Palitana, la città santa del giainismo, che difficilmente avrebbe opposto resistenza.&lt;br /&gt;Muhammad Shah non voleva assolutamente che gli invasori s'impadronissero di una qualsiasi città importante prima di dar battaglia, così riuscì a giungere prima di loro alla città e fortificarsi in attesa, con un esercito più o meno di pari dimensioni, quanto era riuscito a portare lì in tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La battaglia si svolse a sud di Palitana.&lt;br /&gt;Braba divise la fanteria in tre parti e tenne in un'unica lunga linea la cavalleria dietro. Muhammad invece dispose la fanteria in un solo corpo di numerose file e tutta la cavalleria fu messa sulla destra. Poco prima della battaglia altri 3000 cavalieri del Gujarat arrivarono, che si misero dietro al primo raggruppamento di cavalleria. Entrambi gli schieramenti schieravano le artiglierie l'una di fronte all'altra.&lt;br /&gt;La battaglia iniziò nel tardo pomeriggio: il generale portoghese doveva attaccare il prima possibile prima che si aggiungessero altri contingenti; i cannoni iniziarono a confrontarsi, ma quelli del Gujarat avevano una gittata maggiore ed erano al riparo, così gli artiglieri marathi dovettero ritirarsi.&lt;br /&gt;Seguì la carica generale della cavalleria del Gujarat, che investì i Somali; immediatamente dopo quella della cavalleria del Maghreb. Tuttavia quest'ultima fu ostacolata dai quadrati dei Somali, che obbligarono a rompere la linea. Ciò permise ai nemici di avere la meglio, decimando la fanteria e mandando in rotta la cavalleria. Il cedimento del fianco sinistro fu evitato dai Marathi, che abbandonarono il centro e obbligarono i cavalieri a ritarsi.&lt;br /&gt;Nel frattempo, notando tale manovra, Muhammad Shah ordinò l'attacco della fanteria e l'artiglieria cessò il bombardamento. I Tamil quindi si mossero per contrastarli, decisamente inferiori di numero e martoriati dai cannoni. Improvvisamente, però, dalla polvere uscirono i Marathi, che avevano vinto lo scontro e di corsa erano arrivati; attaccati sul fianco ed impauriti, i soldati del sultano vacillarono e iniziarono a fuggire. Tale fuga rischiò di tramutarsi in disastro con l'arrivo da dietro di un reparto di cavalleria granatina ritornato in battaglia, ma quella del Gujarat riprese la posizione e li ricacciò indietro, aprendo la via di fuga. Vedendo che non c'era speranza di richiamare tutti, Muhammad ordinò ai suoi comandanti di disingaggiarsi sfruttando il buio che aumentava.&lt;br /&gt;Lo scontro durò solo tre ore, ma i morti furono in totale tre migliaia. L'esercito difensore fu costretto ad abbandonare la città, malmesso nel morale ma non troppo negli effettivi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img50.imageshack.us/img50/160/bohfi6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://img50.imageshack.us/img50/160/bohfi6.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Due settimane dopo, ripresasi, l'armata granatina tornava in marcia, dirigendosi verso Gariadhar. Nuovamente trovarono la strada bloccata. Dopo alcune schermaglie, i due opponenti si accamparono per la notte, per dar battaglia il giorno dopo. Nella notte i due generali decisero di mandare delle pattuglie appiedate per puzecchiare gli uomini accampati. Incontratesi, incominciarono delle zuffe, i cui rumori misero in allarme tutti. E a questo punto il comandante della cavalleria, Faruq abu Yahya, famoso per la sua spregiudicatezza, fece montare in sella i suoi uomini che aveva già fatto tener pronti e li guidò in una carica sotto la luna piena verso l'accampamento nemico, in stato di agitazione. Resosi conto di quanto accadeva, Braba dovette ordinare al resto dell'esercito di seguire lo sconsiderato abu Yahya (che, tra l'altro, morì di colera poco tempo dopo).&lt;br /&gt;La cavalleria riuscì comunque nel suo intento, facendosi strada tra i soldati spaventati e giungendo sino alle tende dello stato maggiore, catturandolo completamente. Nel mentre i drappelli di cavalieri galoppavano per impedire agli avversari di riorganizzarsi; con incredibile velocità sopraggiunsero anche i fanti indiani, molti praticamente seminudi. L'arrivo di altri soldati fece cedere definitivamente il morale degli altri, che a tutto erano preparati meno a un attacco notturno. La grande armata, una volta e mezza quella di Braba, si sciolse. Muhammad Shah, prigioniero, capitolò. Il Gujarat sarebbe diventato un possedimento di Granada; i sultani avrebbero mantenuto qualche autonomia, ma ben poche rispetto ai governatori provinciali e sarebbero stati affiancati da Estêvão Braba e dai suoi discendenti. Inoltre sarebbero stati costruiti molti presidi nelle città più importanti della regione. Questo dominio tuttavia per molto tempo dovette essere rafforzato dalle milizie ottomane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-5594400071436364623?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/5594400071436364623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=5594400071436364623' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5594400071436364623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5594400071436364623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/06/1650-1680-le-guerre.html' title='1650-1680: le guerre'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-3084402188268075097</id><published>2007-04-10T10:19:00.000+01:00</published><updated>2007-04-10T10:21:18.040+01:00</updated><title type='text'>Uno sguardo d'insieme all'Europa e al mondo</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La cristianità in cambiamento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La formazione dell'enorme alleanza (quasi) panislamica influenzò anche gli equilibri politici europei. Come una tenaglia a sud ovest e a sud est che dominava il Mediterraneo, gli stati europei si mantennero in uno strano equilibrio, non amichevole ma piuttosto pacifico, per non avere nemici alle spalle e tentarono di non inimicarsi troppo i "mori". Per la stessa ragione, i contrasti religiosi della prima metà del secolo scorso erano ormai scomparsi, poiché non era nell'interesse di nessuno combattere con due regni pronti alla guerra alle frontiere della cristianità. Pure papa Innocenzo X, de facto un fantoccio del regno di Napoli (unico nella cristianità a essersi opposto con successo agli Ottomani e ai Nasridi), era stato costretto dalla necessità politica a mitigare il suo atteggiamento verso i protestanti e riconoscere definitivamente i domini granatini in Italia, sempre una minaccia per lo Stato Pontificio.&lt;br /&gt;Tale forte legame tra regno di Granada e Impero Ottomano non mancò di attirare satire e attacchi. L'alleanza dei tre regni maggiori venne chiamata "le Parche terrene"; uno scrittore del 1700 definì Granada e Istanbul come le "città del ladro e città dell'assassino", che presto divenne "la prostituta e l'assassino".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Europa comparvero due atteggiamenti, anche in paesi molto legati fra di loro: quello che vedeva i due scomodi vicini come una minaccia da non sottovalutare e quindi voleva stringere il più possibile i rapporti con le altre nazioni e quello che, pur mantenendo un piede sul continente, si disinteressava in pratica del quadro europeo.&lt;br /&gt;Del primo tipo erano la Francia, il SRI, l'Ungheria, gli stati italiani e la Polonia.&lt;br /&gt;Del secondo l'Inghilterra, che continuava nello sforzo di estendere i propri possedimenti in America. Molti capitani si lanciavano nell'esplorazione navale, non trovando quasi concorrenza. Nel 1679 fu raggiunta la Polinesia, l'anno dopo l'Australia e così via;&lt;br /&gt;l'Olanda, per conto della quale nel 1641 furono fondati gli insediamenti sulle due rive opposte del fiume Connecticut (traslitterazione del nome mohicano) di De Aar e Swellendam e due anni dopo Nieuw Eindhoven, sul fiume Kruis. Successivamente la flotta olandese conquistò Tindore, in Asia, che fu usata come base per le successive conquiste;&lt;br /&gt;la Svezia, che, consolidate le basi in Africa orientale dopo la Guerra dell'Avorio contro Kilwa (1639-1643), iniziò a interessarsi al sud-est asiatico, in competizione con l'Olanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Cina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni '20 del XVII secolo il Celeste Impero aveva iniziato a disgregarsi.&lt;br /&gt;Nel 1624 Tokugawa Iemitsu cacciò i Cinesi dal Kyushu; il Tibet riprese i suoi territori; alla fine degli anni '30 i Manchu si ribellarono al protettorato cinese e oltre a far perdere ai Ming l'intera Manciuria, ne presero tutti gli avamposti oltre l'Amur. Nel 1644 infine i Manchu invasero la Cina, con la complicità del generale Wu Sangui e la Corea, in concomitanza con l'invasione tibetana dei territori uiguri.&lt;br /&gt;Fuggendo da Pechino, i Ming si ritirarono a sud, nella regione che si estendeva tra Shangai e lo Yunnan. Grazie anche alla difficoltà dei Manchu a mantenere il controllo sul paese conquistato, rimasero al potere nella Cina meridionale fino al 1662, quando l'ultimo imperatore Ming, Yongli, fu sconfitto e costretto a fuggire in Birmania.&lt;br /&gt;Dal collasso dell'impero, altre due nazioni emersero. Una era Taiwan, la cui parte a maggioranza cinese fu governata dalla dinastia del pirata Zheng Zhilong per conto dei Ming, fino a quando non furono cacciati dai Francesi.&lt;br /&gt;L'altro fu il Dai Xi. Zhang Xian Zhong, un generale mandato a fronteggiare l'esercito tibetano, fu sconfitto e riparò nello Sichuan, da cui riuscì in un duro regime a vincere sia Tibetani sia Manchu. Suo figlio però fu ucciso in battaglia e la provincia cadde. Finalmente, l'imperatore Kangxi potette governare su un impero unito.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cf/Portrait_of_the_Kangxi_Emperor_in_Court_Dress.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cf/Portrait_of_the_Kangxi_Emperor_in_Court_Dress.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'America centrale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Continuando il processo di accentramento, gli imperatori aztechi mantennero ben saldo il proprio dominio sulle popolazioni sottomesse.&lt;br /&gt;Assoldati alcuni reggimenti mercenari scozzesi a metà secolo, l'imperatore Nanacacipactzin riprese le offensive contro le tribù come gli Hopi, i Taos, Diné eccetera, non sfruttando le divisioni fra anche diverse culture e lo stato di guerra endemico, anzi unendole contro l'invasore.&lt;br /&gt;Con l'introduzione della cavalleria da parte scozzese tuttavia le armate azteche riuscirono in parte ad avere vantaggio sulle razzie di cui consisteva la strategia dei difensori, fino a quando, utilizzando dei cavalli fuggiti, gli stessi non impararono a combattere a cavallo. Sulla carta l'invasione azteca fu un successo, ma molto effimero. Dopo cinquant'anni di guerriglia, arrivarono anche lì i Francesi, terminando il dominio azteco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-3084402188268075097?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/3084402188268075097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=3084402188268075097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/3084402188268075097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/3084402188268075097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/04/uno-sguardo-dinsieme-alleuropa-e-al.html' title='Uno sguardo d&apos;insieme all&apos;Europa e al mondo'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-5264353870688377639</id><published>2007-03-10T21:29:00.000+01:00</published><updated>2007-03-10T21:31:06.860+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d9/Mahmud_and_Ayaz_and_Shah_Abbas_I.jpg/250px-Mahmud_and_Ayaz_and_Shah_Abbas_I.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d9/Mahmud_and_Ayaz_and_Shah_Abbas_I.jpg/250px-Mahmud_and_Ayaz_and_Shah_Abbas_I.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il caos africano, la politica di Faraj e i rapporti con l'Impero Ottomano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo schiavismo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La guerra, seppur breve, aveva drenato il tesoro reale, già rimpicciolito dalle precedenti e dalle spese di Muhammad XVI. Inoltre il re sapeva di dover dare una prova di forza ai re e principi che non avevano accettato di sottomettersi. La soluzione venne dall'Inghilterra.&lt;br /&gt;In America, la manodopera indigena aveva iniziato a scarseggiare ben presto, portando gli interessi inglesi nell'acquisizione degli schiavi.&lt;br /&gt;Per tutto il 1500 e parte del 1600, i principali fornitori erano stati il Benin e il Manikongo, tuttavia il primo era stato molto indebolito dalla recente sconfitta e gli era difficile continuare i raid con la stessa intensità.&lt;br /&gt;Con questi problemi, una nave inglese con le carte non troppo in regola, nella primavera del 1635 aveva tentato un colpo di mano pagando una banda di Kpelle perché fornissero loro degli schiavi kru, fallendo. La situazione fece scalpore nella colonia granatina e le relazioni tra i due paesi peggiorarono, ma ciò mostrò a Faraj il grande potenziale che avevano quelle terre malariche e non molto fidate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La schiavitù senza crimine commesso e quindi non intesa come pena, era illegale nel regno. Tuttavia, questo poteva essere benissimo aggirato non rendendosi responsabili diretti della tratta. A fine 1636 Granada e Inghilterra giunsero all'accordo: i mercanti inglesi si sarebbero insediati in alcune città della costa e avrebbero recepito lì le spedizioni con gli schiavi.&lt;br /&gt;Il regno iberico si sarebbe invece ritirato completamente, tagliando ogni contatto, dai territori dei re che non avevano accettato i termini imposti da Faraj. I popoli di questi territori venivano quindi completamente esclusi dallo stato, senza possibilità di esserne accettati. I re potevano ancora offrire la propria sottomissione per ritornare intoccabili dagli schiavisti, ma avrebbero dovuto rinunciare a ogni potere. La Compagnia di predicazione fu ritirata, pure.&lt;br /&gt;Per evitare problemi di conflitti interni, in una grande opera di svuotamento delle carceri ottomane, migliaia di detenuti per tutto l'impero furono spediti ai confini delle zone abbandonate e addestrati militarmente come alternativa alla pena, per proteggere le popolazioni che invece dovevano occuparsi dei raid o per monitorare le reazioni del Benin. E ciò fu di notevole guadagno anche a tutti i regni che ottennero la licenza di schiavismo, perché il privilegio di possedere schiavi sì era rimasto, ma l'impossibilità di procurarsene tra le altre tribù ora sotto un unico sovrano aveva obbligato ad acquistarli dal Benin e dal Bornu.&lt;br /&gt;Tale situazione durò per tutto il rimanente regno di Faraj, 45 anni. Reazioni vere e proprie non si attuarono, ma i vari capi si unirono nella Confederazione di Tambacounda, dal nome della città Mande (il gruppo etnico più forte, sebbene diviso fra le popolazioni che s'erano sottomesse a Granada e a quelle respinte) in cui fu creata. Questa fragile unione tentò di ottenere l'aiuto del Bornu o del Benin, ma non ebbero risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1640, inoltre, l'avventuriero Battuta ibn Fuad, a capo di 500 uomini, occupò in nome di Granada l'isola di Bioko, stabilendo una pacifica alleanza coi locali Bubi; quell'isola (grazie alla speciale patente assegnata a Battuta) divenne una meta per gli schiavisti, che lì, pagando solo l'affitto degli stabili, potevano trovare una base per i carichi dal continente oppure addirittura usarla per proprie razzie, per cui il regno di Mandara era il miglior partner d'affari.&lt;br /&gt;Il fratello di Battuta, Hassan, due anni dopo occupò Mayumba, un piccolo villaggio fang, fortificandolo e rendendolo un'altra base per il traffico diretto di schiavi. Ai fratelli si sostituì quindi Yusuf Rurikovic, ultimo esponente della famiglia, che con l'aiuto dei corsari inglesi espanse gli approdi per gli schiavisti in vari punti della costa.&lt;br /&gt;Va ricordato che i capi somali si sottomisero subito e non furono toccati dalla nuova politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chi giovò questo commercio? Sicuramente a Granada: le forti imposte sugli schiavi ma anche le grandi libertà lasciate alle spedizioni per la loro cattura, resero di fatto le spese burocratiche africane indipendenti dal tesoro statale.&lt;br /&gt;Anche le economie di alcuni ex regni africani si risollevarono con i proventi del commercio dopo la flessione dovuta alla moratoria sugli schiavi.&lt;br /&gt;Va ricordato che in seguito, con i nuovi insediamenti americani, anche Francia e Olanda si servirono di questi intermediari per le proprie colonie. Più tardi, anche l'Impero Azteco ne approfittò. La schiavitù nell'impero era assai diversa da quella europea, ma l'huey tlatoani accolse il suggerimento della nobiltà totonac e concesse che nelle terre di quel popolo venisse istituità una schiavitù di stampo europeo, diversa da quella mesoamericana: sulla costa orientale iniziarono quindi a essere impiantate piantagioni di peperoncino, fagioli e ahuacatl (avocado), prodotti che incominciavano a essere piuttosto richiesti dalla borghesia mercantile francese e iberica, facendo così nascere una nuova casta di proprietari terrieri anche nell'impero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest'epoca rifiorì nuovamente la pirateria. Quella nell'Oceano Indiano non era mai stata sconfitta, mentre per qualche decennio sembrò che in America tale pratica fosse stata eliminata dalla flotta inglese. Tuttavia, l'abbandono da parte di molti coloni inglesi di vaste porzioni a nord est dell'America meridionale (buona parte di questi migrò più a sud) per contrasti coi nativi o epidemie, portò all'arrivo di francesi e soprattutto pirati, che usarono le basi abbandonate dagli inglesi per minacciare le lucrose rotte della tratta. Due particolari figure vengono ricordate tra 1650 e 1660: uno fu lo zeelandese Andreas Janszoon, che alleatosi con gli Arawak riuscì ad annichilire a terra il corpo di spedizione britannico mandato a eliminarlo.&lt;br /&gt;L'altro fu Okafor, originario del delta del Niger e che aveva servito come ufficiale di marina del Benin, riorganizzata dagli Svedesi, che aveva scelto di darsi alla macchia dopo aver attaccato un vascello schiavista inglese, su cui aveva scoperto essere imbarcata la sorella, sposa di un importante principe dei Gurunsi (popolo che non si era sottomesso a Granada); fuggì in America coi suoi seguaci e, mai catturato, riuscì a liberare migliaia di schiavi e fondando delle colonie in America per i nuovi arrivati, perché rimanessero o trovassero il modo di tornare alla loro terra. Tuttavia l'esperimento dopo la morte di Okafor non riuscì, a causa dei contrasti fra etnie diverse e l'impegno francese nell'eliminare questi ricettacoli di fuggitivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I rapporti con la Sacra Porta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il regno di Nasr II vide l'affermarsi degli stretti rapporti con l'Impero Ottomano inaugurati dai predecessori e lo sfruttamento dei vantaggi che comportava l'alleanza.&lt;br /&gt;Nell'aprile 1639, onde esaminare le richieste di Balkh e Khorasan di entrare definitivamente a far parte dell'alleanza con i tre giganti, Faraj I, Murad IV, Ibrahim IV (Delhi), Nadir Muhammad (Balkh) e Sayid Ali (Khorasan) s'incontrarono a Isfahan. A questi ultimi si accompagnarono l'Ayatollah Mostafa e l'iman di Isfahan.&lt;br /&gt;Infatti lo scopo del consiglio non era tanto se decidere di accettare o meno i due potentati nell'alleanza, quanto decidere le faccende religiose, ossia il riconoscimento degli Ottomani. Proclamatisi califfi, i membri della casa di Osman avevano il pieno appoggio da parte di Granada, Delhi, Khorasan (la dinastia uzbeka che regnava era sunnita) e pure dall'emiro di Balkh, che non aveva problemi ad accettare un califfo. Tuttavia, Balkh e Khorasan dominavano la Persia e la nobiltà locale aspettava solo una parola contro i dominatori per ribellarsi.&lt;br /&gt;Dopo un mese di deliberazioni, si giunse a un accordo storico: tutti i sunniti avrebbero accettato definitivamente Murad come califfo e le massime autorità sciite deliberano che fosse riconosciuto con un nuovo titolo, "Difensore della Fede", secondo solo al califfo atteso. Dall'epoca dello scisma, per la prima volta un califfo aveva autorità morale anche sulla Shi'a.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La grande guerra persiana e i nuovi rapporti con i Turchi &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1643 la dinastia di Kabul, che aveva dominato l'Afghanistan e il Baluchistan nella loro interezza per vent'anni, fu costretta alla ritirata dalla sollevazione delle tribù pashtun in toto, a causa delle offerte di supporto da Delhi. Amhed Beg riuscì a ritirarsi nel Baluchistan, fedele alla corona, da cui incominciò il tentativo di risottomettere i territori perduti.&lt;br /&gt;Purtroppo due anni dopo il sultano di Delhi gli dichiarò guerra e a Pasni Ahmed oppose l'ultima futile resistenza.&lt;br /&gt;Nel frattempo anche Khorasan aveva messo le mani sulla regione, con l'appoggio ottomano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approffitando delle divisioni tribali, onde anche pacificare preventivamente la situazione confusa, lo stato persiano invase lo scomodo vicino.&lt;br /&gt;Dopo i primi successi, Sayyid Abd al-Aziz Khan invase il Khorasan, obbligando Sayid Ali a fare marcia indietro.&lt;br /&gt;L'invasione dell'emirato di Balkh seguì quella del Khorasan. Agli Uzbeki di Abd al-Aziz si unirono molte &lt;span style="font-style: italic;"&gt;jüz&lt;/span&gt; khazake e varii kirghizi dissidenti che fuggivano dal khanato di Ferghana, tutti in calata verso sud per la Persia, seguendo il carismatico khan.&lt;br /&gt;Per il 1646 l'orda, forte di circa 100.000 uomini arrivò a Mashhad, la capitale del Khorasan, mentre Balkh era riuscita a respingere il primo tentativo d'invasione.&lt;br /&gt;Messi alle strette, i regni persiani implorarono aiuto agli alleati.&lt;br /&gt;Delhi inviò uomini, ma non molti, minacciata di un'invasione dal Bengala.&lt;br /&gt;Chi poteva fornire effettivo aiuto era l'Impero. Tuttavia, al momento il dominio di Ibrahim I stava subendo delle ristrettezze economiche, dovute ad alcune annate cattive. Allora Kösem Sultan, la madre ed effettiva governante dell'Impero (Ibrahim era considerato malato mentale e si teneva lontano dalla politica) chiese dei finanziamenti a Granada, che poteva permettersi di sostenere lo sforzo militare che aspettava l'Impero.&lt;br /&gt;Posta la richiesta al Consiglio dei Nobili e ai ministri, questi l'accettarono e Faraj diede il proprio consenso. Per i successivi cinque anni, l'80% delle tasse commerciali e il 10% delle catastali fu destinato al mantenimento delle armate. Si concluse un accordo con la Crimea e la Russia affinché fornisse il grano necessario; a numerose armerie inglesi fu commissionata&lt;br /&gt;parte dell'artiglieria; il mantenimento dei soldati in Africa passò a Granada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Praticamente la metà degli uomini fra i 17 e i 35 anni in tutto l'Impero fu mandata a servire contro gli invasori, sotto il comando di Nevesinli Salih Pasha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="postbody"&gt; L'orda oltre a non essersi diminuita, era addirittura aumentata, con l'apporto dei Turkmeni e di numerosi mercenari mongoli, più molti coscritti persiani, mentre altri si rifugiarono in Mesopotamia come profughi.&lt;br /&gt;Prima che l'esercito ottomano fosse pronto a Baghdad (metà 1647), quello di Abd al-Aziz era giunto in Kurdistan, dopo essere dilagato in Persia e dopo che un contingente più piccolo guidato dal fratello aveva sconfitto Balkh e aver anche attaccato il territorio di Samarcanda.&lt;br /&gt;Salih Pasha marciò con circa 90000 uomini contro un esercito al momento minore di numero. Le due armate s'incontrarono al lago Dukan, dove la superiorità dell'artiglieria ottomana si mostrò, falcidiando i ranghi dei coscritti persiani e i Sipahi respinsero la cavalleria uzbeka che aveva travolto i nemici in tutte le precedenti battaglie. Sayyid, dopo appena due ore di combattimenti ordinò la ritirata, seminando gli avversari sulle alture.&lt;br /&gt;Lo scontro decisivo avvenne a Kermanshah, con eserciti di pari dimensione. La cavalleria kazakha sfondò l'ala sinistra, tenuta dagli egiziani e dai libici e colpì duramente il resto della fanteria leggera, indisciplinata e senza esperienza, mettendo a repentaglio l'esito della battaglia. Tuttavia, la resistenza del contingente albanese permise ai cannoni turchi di concentrare il fuoco sulla fanteria turcomanna, permettendo ai Giannizzeri e alla cavalleria di accorrere a fermare la carica. Il pasha richiamò quindi gli uomini in fuga e li rigettò in mischia.&lt;br /&gt;Ancora una volta lo schieramento ottomano traballò quando le truppe kirghize di Kerim attaccarono l'estrema destra con una tattica simile al caracollo; la cavalleria tutta ancora una volta si spostò per respingere l'attacco, quando fu investita dall'artiglieria dell'alleanza e quindi da una carica generale. L'unica cosa che impedì l'accerchiamento furono i moschetti della riserva persiana, che spaventarono i cavalli dei mercenari mongoli, permettendo un contrattacco delle truppe libanesi proprio nella zona del quartier generale (lo stesso comandante rischiò di essere ucciso).&lt;br /&gt;Dopo un'altra ora di cariche e controcariche locali, Abd al-Aziz s'avvide che non sarebbe riuscito a recuperare il "momentum" e ordinò la ritirata, con buon ordine se si esclude la diserzione dei soldati persiani. Entrambi gli schieramenti lasciavano sul campo più di 9000 soldati e un numero imprecisato di feriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'armata si ritirò in profondità, lasciando tutta la Persia meridionale e parte di quella orientale, scossa dalle rivolte e attraversata dalle truppe indiane.&lt;br /&gt;Fino alla primavera successiva gli eserciti non s'incontrarono, limitandosi a scaramucce di confine. I sovrani di Khorasan e Balkh tornarono dall'India e indirono la leva per la prossima campagna.&lt;br /&gt;Il khan dovette lavorare molto per non perdere troppi uomini e riuscì a tenere i suoi alleati con sé per ancora un'altra stagione, anche se individualmente molti uomini lasciarono l'esercito.&lt;br /&gt;All'armata ottomana, frammentata per occupare il resto della regione, si unirono quindi 12000 uomini di Nadir Muhammad, 7000 di Sayid Ali, 19000 Punjabi mandati da Delhi e 2000 cavalieri berberi. In primavera fu di nuovo cercato lo scontro. Contro il parere dei suoi comandanti, il khan decise di fortificarsi sul Kuh-e Bastam, una montagna a nord di Semnan e lì attese i nemici vicini.&lt;br /&gt;All'avvicinarsi dell'esercito, i soldati del khan abbandonarono la città, rifugiandosi nei trinceramenti e colpendo i nemici in una serie di attacchi mordi e fuggi con la cavalleria, l'ultima possibilità di usarla e che si rivelarono efficaci, colpendo quasi indisturbati.&lt;br /&gt;La battaglia del Kuh-e Basam iniziò all'alba 3 maggio 1648 con il bombardamento delle postazioni fortificate, dopo aver faticosamente portato i cannoni sul monte. Fu l'unica battaglia in cui gli alleati del Trattato di Isfahan combatterono uniti.&lt;br /&gt;Senza alcuna raffinatezza tattica, la battaglia consistette dall'alba al tramonto di varii assalti senza quartiere dal costo elevato per entrambe le parti, mentre il Abd al-Aziz aspettava il momento adatto per caricare con la sua riserva di cavalleria. Nella battaglia fu ucciso anche Sayid Ali, signore del Khorasan e ultimo della sua dinastia, non avendo eredi.&lt;br /&gt;A fine giornata gli attaccanti erano quasi arrivati alla vittoria, ma il buio li fece fermare. Il khan non voleva parlamentare, ma si vide disertato dai suoi alleati e dai suoi stessi uomini, che offrirono la resa e il salvacondotto per il ritorno in patria (che fu accettato). Abbandonato, si uccise.&lt;br /&gt;La battaglia aveva portato alla morte di forse 19000 soldati sotto il comando di Salih Pasha e si pensa addirittura 30000 soldati dall'altro campo. L'armata che due anni e mezzo prima aveva tentato la conquista della Persia ritornò in piccoli gruppi, lasciando dietro di sé un fiume di sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Politicamente, l'Impero Ottomano ne guadagnò: a capo del Khorasan fu posto un consiglio di nobili persiani e in parte uzbeki e divenne de facto un satellite ottomano. Parte dell'esercito inoltre continuò la guerra in Afghanistan, contrastando la guerriglia alleandosi con alcune tribu e installando a Kabul un governo subordinato al Khorasan.&lt;br /&gt;Tale guerra inoltre inaugurò un nuovo tratto della politica tra Granada e Istanbul: Granada avrebbe fornito i soldi grazie alla grande ricchezza della nazione e l'Impero gli uomini, divenendo simbionti. E in questa maniera si presentarono per lungo tempo i sovrani di entrambi gli stati alle altre potenze mondiali, come il braccio destro e il braccio sinistro dell'Islam.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-5264353870688377639?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/5264353870688377639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=5264353870688377639' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5264353870688377639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5264353870688377639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/03/il-caos-africano-la-politica-di-faraj-e.html' title=''/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-4815298873054134397</id><published>2007-01-27T16:22:00.000+01:00</published><updated>2007-01-27T16:23:10.535+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Faraj I, l'inizio del regno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo la sconfitta del Benin, giunse l'aiuto dagli Ottomani: tre armate da tremila uomini ciascuna, di cui metà erano ex detenuti a cui era stato offerto l'arruolamento in una grande operazione di svuotamento delle carceri e l'altra metà Turco-mongoli catturati nella guerra contro Bashkiria, che sarebbero rimasti un lustro per pacificare la regione, secondo il patto di mutua assistenza. Il sultano sapeva già come usufruire del credito ottenuto, ma Murad IV aspettò fino al 1634.&lt;br /&gt;Tornato a casa, Faraj abbisognava di un modo per consolidare il regno. Il venticinquenne innanzitutto ritornò alla monogamia, onde pararsi da lotte fratricide. In parte per lo stesso scopo, riformò la struttura amministrativa, togliendo la dipendenza di ogni nobile al re, ma raggruppando i minori sotto altri, formando un "feudalesimo statale", che erano responsabili per i propri sottoposti e che dovevano rendere conto al monarca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto consiglio del primo ministro Belan, Faraj stabilì che i tutti i nobili suoi diretti sottoposti gli giurassero fedeltà; ai principi indiani e somali chiese invece che la fedeltà venisse giurata a sé e alla propria discendenza, mentre obbligò la nobiltà africana occidentale a sottomettersi allo stile di vassallaggio più stretto. Ovviamente, poiché tutti dovevano presentarsi personalmente, più di un anno fu impiegato nell'arrivo di tutte le delegazioni (e comunque il re obbligò quelle africane a essere le ultime).&lt;br /&gt;La grande delegazione, fusasi per comodità, arrivò quindi dopo che tutti gli altri nobili avevano giurato; per coerenza verso il loro precedente partito, i re che avevano sostenuto Otham e alcuni altri, come il capo dei Dogon, dichiararono sì la propria fedeltà a Faraj e discendenti, ma rifiutarono di rimettere alcuni loro poteri al re; altri, come Ashanti e i principi songhai, si adeguarono. Faraj in quell'occasione non diede a vedere di essere contrariato da questa opposizione, poiché altri affari, esteri, lo stavano impegnando e quindi accettò questo surrogato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra per la successione napoletana &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1633, il duca di Linguadoca Baptiste, che era stato esentato dal giuramento, sposò Maria Agnese di Borbone, imparentandosi con i reali francesi. Pochi mesi dopo, Alfredo d'Angiò morì, ucciso dai pirati greci sul sulla sua nave di ritorno dal Peloponneso. Per somma sfortuna, anche il suo unico figlio fu ucciso nello stesso periodo in Calabria da un ragno spaventato non identificato.&lt;br /&gt;A Napoli quindi rimaneva la moglie del principe, Caterina di Borbone, nipote del re César. Questi decise quindi di restringere i legami col regno italiano, facendola sposare con Thomas del ramo nativo d'Anjou, che era strettamente imparentato con entrambe le famiglie per matrimoni precedenti.&lt;br /&gt;A questa notiza la nobiltà europea rimase indifferente, ma non l'italiana. Modena protestò, così come parte dei nobili romani; la prima fu tacitata dalle minacce di Venezia, che sperava in un rafforzamento francese nell'area, non fosse solo per avere una garanzia verso gli Ottomani, i secondi dal regno partenopeo, da sempre controllori dello Stato Pontificio.&lt;br /&gt;In risposta, il sultano spinse Michele d'Angiò-Nafplion a farsi avanti per il trono col suo supporto, desideroso di garantirsi l'influenza sul vicino.&lt;br /&gt;Nel novembre del 1633 quindi oltrepassò l'istmo di Corinto con una piccola armata e incontrandosi con le truppe raccolte da Michele. In breve tempo buona parte del Peloponneso, ma non riuscì a prendere Kyparissia e Navarino (Pilo), uniche sedi di guarnigioni napoletane degne del nome e facilmente rifornibili dal mare in caso di lungo assedio. Murad dunque mise il conte Dimitrios Gonatas a comandare le due armate che dovevano tenere bloccati i Napoletani nelle due fortezze e mandò l'invito a Faraj a rispettare l'alleanza in quanto regno più vicino.&lt;br /&gt;Forzato ad accettare, Faraj dichiarò guerra a Napoli e subito dopo a Venezia, che nel frattempo s'era unita a Thomas, da poco incoronato. Stranamente, César non intervenne indirettamente a fianco dei parenti, ma poco dopo la notizia dell'invasione della Morea, alcuni forzieri lasciarono Parigi per Napoli.&lt;br /&gt;La flotta turca tentò di bloccare a Otranto la napoletana, ma l'intervento tempestivo delle galee veneziane riuscì a ricacciare la flotta nemica e mantenere il ponte navale nello Ionio. Tuttavia, la squadra navale granatina mise in fuga quella napoletana a Capo Scaramia, permettendo il transito via mare di altre due armate turche. Lo sbarco a Cefalonia, guidato da Murad in persona, fallì a causa delle proibitive condizioni atmosferiche, ma il contingente di Mesu Bey riuscì a prendere possesso di Malta.&lt;br /&gt;Nel contempo, senza intenzioni ostili della Francia, Faraj potè mandare parte delle truppe confinarie francesi in Liguria, per porsi al comando del podestà di Genova, in attesa di un attacco veneziano. Tra febbraio e marzo le operazioni militari in teatro parte furono sospese. In aprile, il capitano Dolgia dovette difendere di nuovo Zante dall'esercito turco. Murad con un pesante bombardamento ebbe ragione della guarnigione, che fece sterminare e da cui prese diversi cannoni navali che gli servirono nella conquista di Itaca prima e di Cefalonia, in breve successione. A maggio il podestà Doria ricevette l'ordine da Faraj di scendere l'Appennino e lanciare un'offensiva in Lombardia, dove gli agenti granatini avrebbero tentato di trovare l'appoggio della popolazione musulmana. Il re inoltre chiese a Murad di proclamare la jihad, che avrebbe reso più facili le cose, ma l'alleato non aveva intenzione di farlo, temendo un intervento non richiesto da parte di altri stati.&lt;br /&gt;Doria, con 6500 soldati italiani e 3000 francesi, si addentrò nel Monferrato (territorio già piemontese), ottenendo l'alleanza di Rolando da Maggia, mercenario ticinese, figlio di Aldighiero, comandante in Italia nel 1566; dopo aver aiutato la Francia in Provenza, aveva da una decina d'anni eliminato l'ultimo esponente dei Navarra-Savoia, riappacificato il Piemonte e ottenuto un dominio tra Chamonix, Aosta, Tortona e Acqui Terme.&lt;br /&gt;Con da Maggia Doria strinse un'alleanza, nonostante l'entrata di sorpresa nel suo territorio; tuttavia Rolando non era ancora in grado di dare soldati, ma solo rifornimenti. Un mese più tardi i 9500 uomini del podestà incontrarono l'armata veneziana, di poco minore a Voghera. Nonostante la cautela del Genovese, la cavalleria venezia riuscì a prendere di sorpresa la retroguardia nemica mentre le truppe si stavano ancora disponendo per la battaglia prevista il giorno successivo, creando il caos e permettendo un efficace bombardamento d'artiglieria sui quadrati. Con l'aiuto dell'ora tarda, l'esercito invasore riuscì a ritirarsi con ordine, lasciando però sul campo 800 morti in sole due ore di combattimento. Sacrificando la cavalleria toscana (1000 uomini), l'esercito riuscì a guadagnare tempo e tornare alla frontiera ligure. Prima che si potessero portare aiuti a da Maggia, Venezia aveva già posto fine al suo breve governo, incorporando il solo Piemonte nel Governatorato d'Entroterra Italiano e vendendo la zona savoiarda alla Francia.&lt;br /&gt;Nel frattempo una flotta congiunta aveva battuto quella veneziana a Lagosta, permettendo così l'inizio dell'assedio di Curzola, sempre con Murad al comando.&lt;br /&gt;Ma, mentre la flotta musulmana si portava a nord per la battaglia, Thomas vide l'occasione per poter trasbordare i suoi uomini con tranquillità, facendo quindi imbarcare i suoi 10000 uomini in attesa a Otranto, che sbarcarono a Navarino, liberando la città facilmente dall'assedio e in seguito l'intera penisola, aspettando la reazione ottomana (Michele morì in battaglia guidando un manipolo arrivato da Cefalonia). Murad, vista la situazione, decise di levare l'assedio e riorganizzarsi in Albania, richiedendo le forze di Arslan Pasha.&lt;br /&gt;Incoraggiato dai successi italiani, il re francese tentò un colpo di mano: mentre buona parte dei confinari francesi erano in attesa in Liguria, la flotta mediterranea sbarcò in Linguadoca il Corpo Bretone, obbligando Baptiste di Linguadoca a ribellarsi contro Granada, mentre un'altra armata invadeva l'Aquitania. Preso di sorpresa, Faraj, pagando una cospicua somma, ottenne la pace con Venezia e potè mandare l'armata, ora di 8000 uomini, in Linguadoca, intanto che con la Guardia si portava a nord.&lt;br /&gt;Raimondo Doria si riscattò quindi nel combattere l'armata bretone-linguadoca, sconfiggendola e catturando il duca, imprigionato per tradimento. Il 14 settembre, quando in Croazia avveniva la battaglia senza esito di S. Maria Celeste, incontro dell'esercito turco e dogale, che fermò entrambi, Doria e la cavalleria della Guardia respingevano le avanguardie francesi a Pau. Con questa sconfitta, il maresciallo Molne chiese la tregua, che fu poi ratificata da entrambi i sovrani, con un nulla di fatto.&lt;br /&gt;Anche Murad, vedendo che sarebbe stata un'impresa improba ritentare l'invasione del Peloponneso dopo il rafforzamento delle postazioni napoletane in Grecia e Italia, chiese anch'egli la pace.&lt;br /&gt;Con la pace di Lienz del 1635 l'assetto politico europeo rimaneva più o meno invariato, eccetto per Malta e le Isole Ioniche, che andavano nella loro totalità all'Impero Ottomano, mentre il Peloponneso rimaneva in mani napoletane. Venezia ci guadagnò circa mezza tonnellata di oro, una di argento e 10 galeoni oltre alle navi catturate, il tributo pagato frettolosamente da Faraj per la tregua. La Francia riuscì quindi a legare a sé il regno di Napoli e Sicilia, ma non la Linguadoca: Baptiste fu graziato, ma dovette ripudiare la moglie francese per un'aragonese e rinunciare ai suoi privilegi, giurando fedeltà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mandragore2.net/dico/lexique2/navires2/galeasse-gd.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.mandragore2.net/dico/lexique2/navires2/galeasse-gd.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-4815298873054134397?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/4815298873054134397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=4815298873054134397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4815298873054134397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4815298873054134397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/01/faraj-i-linizio-del-regno.html' title=''/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6146795049738048996</id><published>2007-01-06T12:34:00.000+01:00</published><updated>2007-01-06T12:35:46.074+01:00</updated><title type='text'>Yusuf VII e la guerra fra Othman e Faraj</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;I tre anni che avrebbero portato Othman a essere sedicenne videro alcuni cambiamenti nella geografia europea.&lt;br /&gt;Nello stesso anno della morte di Muhammad, il sultano mosse guerra al khan di Bashkiria, conquistando velocemente una vasta area a mezzaluna che andava da a nord di Azov ad Astrakhan.&lt;br /&gt;Più importante è l'altro evento, la nascita delle Province Unite. Nel 1625 l'imperatore Lothar emanò un editto che esentava i sudditi luterani dei Paesi Bassi da alcune tasse, che andavano a gravare quindi sui calvinisti; ai nobili inoltre era tolta la rappresentanza nelle diete imperiali. Questa mossa non piacque alla nobiltà frisona e di Groningen, che sotto la guida della casa Orange iniziò la rivolta contro l'impero. Questa sollevazione preoccupò non poco le tre potenze vicine: infatti nel 1626 l'esercito di Willem I liberò l'Olanda e prese Amsterdam, l'ultima città inglese sul continente. 50.000 uomini furono dati al duca di Sassonia affinché eliminasse i rivoltosi e altri 13.000 furono mandati dalla Francia. Altri contingenti furono mandati da alcune nazioni all'esercito tedesco, tra cui 600 cavalieri guidati dal figlio di Yusuf, Faraj.&lt;br /&gt;Dopo che la flotta anglo-tedesca fu sconfitta nella baia di Helgoland, l'Inghilterra si ritirò dallo scontro. Per affrontare l'armata imperiale, parte dell'esiguo esercito si ritirò a Leeuwarden, mentre il restante andò a sud per incontrare i Francesi, che furono sconfitti a Leuven; tuttavia non si riuscì a recuperare il Brabante dalle loro mani e Guglielmo dovette venire a un accordo.&lt;br /&gt;La defezione del contingente mercenario russo riuscì a prolungare l'assedio di Leeuwarden, che alla fine fu interrotto perché inutile. La guerra si protrasse fino al 1632, quando i due antagonisti vennero a un accordo: le Province Unite sarebbero state indipendenti e avrebbero avuto completa autonomia tranne che per la politica estera, per cui avrebbero dovuto basarsi sull'imperatore. Tale accordo venne poi cancellato nel 1670, sostituito da un formale tributo annuale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://history.wisc.edu/sommerville/351/351images/fluyt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://history.wisc.edu/sommerville/351/351images/fluyt.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'esautorazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, il giovane Othman passava gran parte a essere educato in Africa, sotto la tutela del fratellastro Umar, un ex schiavo che era stato liberato da Muhammad e adottato. Ottenne di poter far trascorrere la maggior parte del tempo dell'erede in Africa perché voleva consolidare definitivamente il favore regale a sud del Sahara, obiettivo più facile con un principe del posto (tranne che per qualche tribù particolarmente ostile ai Malinké). Inoltre non si fidava di Yusuf e ne ebbe ragione.&lt;br /&gt;Il reggente era pressato dalla nobiltà arabo-berbera e catalana, che non erano disposte a sottomettersi a un re meticcio, a cui Yusuf aveva lasciato&lt;br /&gt;passare troppo tempo lontano da Granada. Inoltre si mormorava di pericolosi contatti con l'Oba.&lt;br /&gt;Poche settimane prima del compleanno di Othman e quindi del conseguente passaggio di poteri, una delegazione di nobili guidata dallo sceicco di Posadas si recò a corte: presentarono una dichiarazione firmata da numerosi altri nobili che chiedeva di escludere Othman dalla successione; uno dei firmatari era bin Jelloun, il capitano della Guardia.&lt;br /&gt;Per "legalizzare" il gesto Yusuf istituì il Consiglio Generale, organo consultivo di cui facevano parte tutti i nobili "stipendiati e possidenti", ovverossia i nobili arabi, iberici, italiani e francesi, che erano quelli che a costo di grosse perdite di terre, ricevevano un piccolo stipendio statale integrato con i loro possedimenti per amministrare il territorio; pertanto rimasero fuori alcuni Francesi e Italiani e la maggior parte dei nativi delle colonie. Il Consiglio, formato nella prima seduta da solo il 10% degli aventi il diritto, con Yusuf emanò l'editto che negava il trono al ragazzo per "assenza e negligenza" nella Sala dei Mostri da poco costruita. Lo staff della madrasa di palazzo lo convalidò giuridicamente. Othman fu quindi richiamato da Bambuk per prendere atto del cambiamento.&lt;br /&gt;Othman si stava preparando alla partenza quando gli arrivò la notizia. Alla sua resistenza, il governatore ordinò di arrestarlo, ma riuscì a fuggire col seguito e giunse a fine 1629 alla corte del Benin.&lt;br /&gt;L'oba accettò di buon grado il nuovo ospite, che gli chiedeva aiuto per riguadagnare il diritto al trono. In poco tempo Umar giunse all'accordo per il fratello con il re: assieme ai Mande e ai Wolof, con cui era rimasto in rapporti dopo la fuga e a cui era stato promesso aiuto per la creazione di loro imperi, Othman avrebbe tentato la rivolta spalleggiato dal Benin in cambio di alcune città costiere. Ma per prima cosa i due fratellastri sarebbero dovuti recarsi a Granada con un corpo scelto, per assicurarsi il controllo della città appoggiandosi ai militari lealisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra civile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A inizio del 1630 (17 Jumada al-awal) 5000 soldati del Benin entrarono in territorio granatino e gli alleati si armarono per colpire i nemici. Cacciati facilmente i presidi militari nelle loro terre, le varie forze si prepararono all'attacco alle principali città e alle coste. Quasi immediatamente anche i Mossi si unirono alla rivolta.&lt;br /&gt;Il 18 Othman, Umar e un centinaio di uomini s'imbarcarono su due navi verso la Spagna. Eludendo le pattuglie di Gibilterra, il manipolo sbarcò indisturbato e a piccoli gruppi entrò la capitale.&lt;br /&gt;Al momento la città era sguarnita: la minaccia a sud era molto forte e dato che la leva non avrebbe potuto rinforzare abbastanza velocemente le zone in pericolo, Yusuf aveva mandato quattro dei cinque reggimenti della Guardia a unirsi all'ex Guardia Askia e formare una prima linea di difesa.&lt;br /&gt;Arrivati in città, i sostenitori di Othman si misero in contatto con ar-Raqib, il comandante della Guardia Civile, corpo urbano di vigilanza, che si adoperò per contrastare la probabile reazione della Guardia. Non fu possibile reperire il custode del palazzo.&lt;br /&gt;Velocemente, il gruppo salì quindi all'Alhambra, irrompendo negli appartamenti, catturando Yusuf, Faraj e tutta la corte. Quello era il giorno in cui la maggior parte delle guardie di palazzo era in licenza. Tutto andava secondo i piani di Umar, con pure meno uomini da cui difendersi.&lt;br /&gt;Preso in ostaggio, Yusuf fu obbligato a indire una seduta straordinaria del Consiglio per rivedere completamente la sua risoluzione. L'incontro fu fissato per la settimana dopo, tempo troppo breve per richiamare anche solo un reggimento di leva.&lt;br /&gt;Il giorno successivo, ancora senza una reazione da parte dei lealisti, arrivò il capitano Zalat, che comandava la sezione della Guardia di palazzo, mettendosi a disposizione di Othman e facendo liberare i suoi uomini catturati. Nel pomeriggio ar-Raqib avvertì di non potersi opporre al quinto reggimento di al-Abbas, ritirando in suo supporto. I mille uomini in cremisi cinsero il palazzo, chiedendo di parlamentare ma senza esito. La mattina seguente un gruppo di loro s'inerpicò fino a raggiungere un passaggio ricavato nel muro a ridosso dell'harim, aprendo una porta secondaria. Il reggimento si riversò all'interno, confrontandosi con un quinto delle loro forze.&lt;br /&gt;Qui il piano iniziò a mostrare qualche falla. Umar aveva predisposto dei passaggi obbligati che avrebbero permesso una facile difesa, ma nessuna di queste barricate era rivolta verso la nuova direzione degli attaccanti.&lt;br /&gt;In procinto di essere circondate, le guardie meno convinte si arresero mentre il resto degli occupanti si ritirava dal palazzo. Tentarono di raggiungere la qasba, ma la trovarono già occupata e allora si ritirarono tra la decima e la dodicesima torre.&lt;br /&gt;Mentre cercavano un passaggio, Yusuf riuscì a liberarsi e fuggire, venendo però colpito da un archibugio. Presto i soldati arrivarono e con dei barili di polvere irruppero nelle strutture. Sebbene impacciati dagli spazi angusti, gli uomini della Guardia ebbero ragione degli opppositori, senza dare quartiere. Una decina di uomini con Othman furono fatti calare dalle mura e fuggirono nel parco, ma furono ripresi e massacrati.&lt;br /&gt;Dopo quegli eventi, il venticinquenne Faraj celebrò il funerale di Yusuf e mantenne la data del Consiglio: in quell'occasione, di fronte a centoventi nobili, salì al trono e dichiarò una jihad contro il Benin e i suoi alleati, chiedendo aiuto a Istanbul.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Seguì l'esercito verso sud, sbarcando alla foce del Gambia e prendendone personalmente il comando, dopo che avevano sconfitto i Wolof e ridotti a uno stato di guerriglia.&lt;br /&gt;Circa 30000 uomini dal Benin (che ne aveva mandati altri), Mossi, Mande e alcune bande di Fula avevano preso d'assedio Kumasi, città Ashanti rimasta fedele a Granada. Faraj poteva disporre di solo 7000 uomini più le milizie. Mentre si muoveva per provare a sconfiggere quella grande massa, gli fu annunciato che tutto il contingente del Benin si stava ritirando: Muhammad XVI di Bornu aveva approfittato della situazione per attaccare nuovamente da est e servivano rinforzi; il re così si potè confrontare contro un esercito di poco maggiore. Arrivò e grazie all'utilizzo dei corpi d'élite sconfisse gli avversari. Prima però di metterli in fuga, offrì di parlamentare ai re, invitandoli in città. Il colloquio portò all'amnistia per le popolazioni sconfitte e il ritiro dalla guerra.&lt;br /&gt;Due mesi dopo l'esercito incontrò le poche guarnigioni del Benin, che era da poco riuscito a liberarsi del Bornu con un tributo. Vedendo che ci si aspettava un altro massacro, l'oba accettò l'offerta di Faraj di ulteriori perdite territoriali, senza modi per difenderle. Il confine fu portato al fiume Niger e l'impero venne dimezzato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_gkFFvSCddV0/RZ-Jg-8X1HI/AAAAAAAAAAM/LV_5SjTFeQA/s1600-h/Benin+1631.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_gkFFvSCddV0/RZ-Jg-8X1HI/AAAAAAAAAAM/LV_5SjTFeQA/s320/Benin+1631.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5016879709659059314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6146795049738048996?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6146795049738048996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6146795049738048996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6146795049738048996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6146795049738048996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2007/01/yusuf-vii-e-la-guerra-fra-othman-e.html' title='Yusuf VII e la guerra fra Othman e Faraj'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_gkFFvSCddV0/RZ-Jg-8X1HI/AAAAAAAAAAM/LV_5SjTFeQA/s72-c/Benin+1631.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-8884887295810584238</id><published>2006-12-31T15:43:00.000+01:00</published><updated>2006-12-31T16:15:28.141+01:00</updated><title type='text'>Il regno di Granada nel XVII secolo.</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;Il corpo di Muhammad, per essere sepolto nella tomba degli avi, fu immerso in una botte di tuak, un liquore di riso del Borneo e trasportato di gran carriera a Granada. Vista la situazione non obiettò neanche il gran mufti, che non aveva mai appoggiato il re.&lt;br /&gt;Yusuf, VII, con l'appoggio del successore di Cazéren Fernando Rurichio e dei vari ministri, promulgò l'Editto di Barcellona, che dava a Yusuf il regno fino alla maturità di Othman, che sarebbe arrivata entro breve.&lt;br /&gt;Decisamente è doveroso spendere qualche parola sulla società del regno, che s'era profondamente trasformata in 300 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vita comune&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tra 1600 e 1670, la popolazione crebbe molto velocemente. La popolazione cittadina però non aumentò molto, poiché con le leggi agrarie di Ismail III, che portavano la soglia di terreno per circoscrizione al 10% per proprietario e 20% se due o più siglavano un contratto di cooperazione, la grande proprietà latifondista era scomparsa in favore di cooperazioni; ad alcuni nobili e proprietari terrieri storici furono comunque garantiti degli appezzamenti maggiori pagando una tantum e permettendo solo la mezzadria, sgravata fiscalmente.&lt;br /&gt;Le città dunque non s'ingrandirono molto e anzi in alcuni casi si rimpicciolirono, grazie agli incentivi statali ai proletari per l'emigrazione nelle colonie, onde abbassare lo squallore cittadino e aumentare la presenza di iberici e arabi nelle colonie. Oltretutto, entrando nei territori "vassalli" e mettendo su famiglia, si era esentati da tasse e tenuti solo al servizio militare.&lt;br /&gt;Tali manovre lasciarono spazio nelle città a una razionalizzazione urbana e a minori spese pubbliche. Nelle maggiori sfere di ogni etnia rimanevano ostilità, ma i matrimoni misti divennero normali per molte persone. Caso a parte furono i Francesi di Aquitania e gli Italiani, che rimasero sempre piuttosto chiusi.&lt;br /&gt;Le varie popolazioni africane e indiane furono ben aperte ai nuovi arrivati, per cui lo Stato acquistava da loro porzioni di terra e non si ebbero gravi contrasti o sovraffollamento.&lt;br /&gt;Tuttavia, questo decentramento produttivo portò ad alcuni svantaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Produzione artigianale e commercio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Commercialmente, l'artigianato iberico e maghrebino subì una flessione, dovuta appunto alla minore quantità di manodopera disponibile nelle città. Infatti la produzione sì aumentò di circa il 10% a decennio, ma questo andò quasi completamente a rifornire il mercato interno: a metà del 1600, in pratica gli unici prodotti artigianali esportati erano tessuti, ceramiche e artiglieria indiani.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, qualitativamente l'artigianato raggiunse nuovi traguardi: con l'introduzione del gelso a Villareal e poi nel resto della costa aragonese, l'industria della seta divenne diretta concorrente di quella comasca (sotto la Repubblica di Venezia). Famoso anche il centro vetraio di Laghouat, avviato da un vetraio tedesco in esilio, diventando il principale del regno.&lt;br /&gt;Il commercio continuò florido, esportando i prodotti agricoli e importando principalmente beni di lusso. Granada e la rivale Repubblica delle 7 Province Unite da poco nata furono protagoniste del commercio dall'India, Giappone e sud-est asiatico, relegando la Svezia a intermediaria nell'Africa orientale. A ovest, sporadicamente la marina granatina dovette intervenire assieme a quella inglese per reprimere la pirateria, che s'insinuava in ogni punto costiero non presidiato dalla corona. Anche se fu indiretta, è d'obbligo citare la tratta degli schiavi, ma di questo si tratterà in seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scienze e arte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Specialmente durante il regno di Faraj I, le nuove accademie reali di Granada, Cordoba e Madrid furono incensate di fondi. Rilevante fu il caso di Juan Caramuel, brillante mente, uno dei pochissimi cristiani rimasti a Madrid, addirittura Cistercense e teologo, eccelse nei suoi lavori matematici e linguistici. Jebel abu Marid fu allievo di Hérigone (e si pensa abbia contribuito alla nuova simbologia del matematico basco) e nel suo posto d'insegnante a Cordoba ne fu il traduttore in arabo e spagnolo.&lt;br /&gt;Notevole anche Esam al-Samh, natio di Djenné ma naturalizzato spagnolo: entrato nell'entourage del governatore Jabolla, divenne un famoso medico e naturalista, descrivendo fauna e flora dell'entroterra africano. Famosa è la causa della morte: ignorando il decreto del 1605, in una sua lezione di anatomia a Lisbona dissezionò un cadavere sul posto. Secondo legge, fu messo ai lavori forzati, cosa a cui il sessantenne non resistette.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le arti visive, si assistette a un grande sincretismo: incontrando la tradizione europea, l'arte decorativa andalusa incominciò a perdere il divieto della rappresentazione umana. Lo spezzino Alfredo Valponci la "Sala dei Mostri" dell'Alhambra con figure della mitologia classica, addirittura. Il pittore Luis Anjo fu l'artefice del ciclo dei califfi; a Tunisi nacque una scuola di scultura turca.&lt;br /&gt;In letteratura, Sunil Manohar Gavaskar con Abu'l Walid scrissero commedie estemporanee, mischiano elementi della cultura araba con quella marathi. Un importante poeta e saggista fu il catalano Jordi Maragall i Saxam, considerato il teorico della prosa catalana e del sistema universitario dell'epoca.&lt;br /&gt;In musica nacque da alcuni compositori l'inserimento di organici simili alle bande militari ottomane nella musica di corte.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-8884887295810584238?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/8884887295810584238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=8884887295810584238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8884887295810584238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/8884887295810584238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2006/12/il-regno-di-granada-nel-xvii-secolo.html' title='Il regno di Granada nel XVII secolo.'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-6466985021712925971</id><published>2006-12-02T15:19:00.000+01:00</published><updated>2006-12-02T15:20:38.904+01:00</updated><title type='text'>Muhammad XVI - La fine.</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il ritorno in patria e il passaggio di poteri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il re tornò quindi a casa, riprendendo la sua carica di monarca. Poiché Sabah era morta di tubercolosi, sposò Thara umm Said, la precedente moglie del governatore di Siviglia e dopo un anno ebbero un bambino, ma non restò molto a Granada. Probabilmente era stanco dell'ostilità che percepiva nella corte per le sue preferenze: ad esempio, in Prussia aveva iniziato a bere alcolici e a ogni banchetto lo si vedeva bere vino a volontà, cosa che non piaceva specie ai vertici della Guardia. Aveva inoltre commissionato all'architetto magiaro Miklos Tegyessy il "Quartiere delle Fedi": avrebbe dovuto essere un complesso architettonico vicino alla sua Casa Azzurra di Cordoba, costruito attorno a una grande piazza con arcate: vi avrebbero trovato posto una moschea, una chiesa cattolica e una piccola sinagoga: sperava così di mostrare ai sudditi che non disdegnava nessuna religione e aveva progetti simili per Kochi e Djenné. Comunque i lavori procedettero a rilento per cause finanziarie e alla sua morte era stato completata solo la pavimentazione. Ulteriormente, era stato conosciuto in tutta l'Umma per una memorabile gaffe: poco dopo il ritorno dall'Africa, a un banchetto, aveva risposto così a un ulema che lavorava alla madrasa di Algeciras: "Per me lo Hajj è solo un'inutile perdita di tempo.". Aveva ospitato per un anno circa Cornelius Drebber, un ingeniere fiammingo. Non ultimo il fatto di avere sposato una Malinké.&lt;br /&gt;Per questi motivi e per altri Muhammed non amò mai molto il palazzo, prefrendo starsenene alla sua casa di Cordoba e di lì governare.&lt;br /&gt;Nel 1617 dovette riprendere il comando dell'esercito: il fratello del sultano, Mustafa I, dopo esser fuggito dal Topkapi aveva trovato il sostegno dei Mamelucchi e preparava l'invasione della Siria ottomana, dopo aver già strappato tutti i possedimenti africani del sultano e un'alleanza da Kirkuk.&lt;br /&gt;Al momento il nuovo sultano Osman II era già impegnato a contrastare le ribellioni in Valacchia e Bulgaria, quindi chiese all'alleato di unirsi alle guarnigioni in Siria per contrastare l'emiro e poi passare in Egitto. Muhammad accettò subito e ci aggiunse 3000 dinar come dono personale. Mobilitò la flotta e prese i primi 5000 Leonesi che avevano finito in quell'anno la leva e sbarcò in Libano. Per l'occasione, aveva inaugurato l'armatura giapponese che gli era stata portata da Ibrahim Abu Huraira, viaggiatore della Compagnia di Predicazione, trai primi granatini a viaggiare in Giappone (il primo europeo fu Tobias Witswoort nel 1565).&lt;br /&gt;Muhammad fu così visto combattere ad Ar Raqqah contro l'emiro, unito a 12000 fanti ottomani: dopo tre ore di quasi scaramucce, si ritirò. In breve tempo pose fine alla guerra, minacciando Khorasan e Balkh i possedimenti del congiunto di Bassora. Dopo tre anni Khorasan e Ottomani si spartirono ciò che era stato il regno del Curdo Ahmed ibn Zakaria.&lt;br /&gt;Arrivati alcuni uomini dall'Armenia, Muhammad rimandò a casa mille uomini e chiamò a sé 500 cavalieri della Guardia. Nel 1618 Mustafa prese Giaffa con circa 30000 uomini e pochi meno ne poteva disporre l'alleanza.&lt;br /&gt;Muhammad XVI e Serdar Pecevit Beg incontrarono l'avversario a Haifa, che stava per assediare. Utilizzando la guardia andalusa e i sipahi come punta di lancia, riuscirono a superare la carica della cavalleria e travolgendo la poca fanteria giunsero al gruppo comando mentre la linea di Mamelucchi si stava riformando per chiudere il buco. Mustafa rimase ucciso involontariamente da un cavallo. Con questa veloce vittoria terminò anche la guerra civile nell'Impero.&lt;br /&gt;Ritornò a Granada, ma di nuovo non si trattenne. Non riuscendo a farsi piacere la corte e non trovando di certo "gioie nella famiglia", decise di lasciare il governo attivo a Cazerén e al figlio di Jamal, Yusuf, e di ritirarsi a guidare l'esercito e controllare personalmente l'operato dei governatori. Ricevette un'ambasciata giapponese e una dagli Uroni e ufficializzò il passaggio di poteri.&lt;br /&gt;Dal 1619 al 1621 continuò a girare il regno, arrivando a farlo in incognito, per vedere cosa facevano i suoi uomini. Una volta rivelatosi, si preoccupava di dare feste, fintanto che il tesoro traboccava di monete e veniva spesso visto mischiarsi alla gente comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Muhammad sovrano intinerante&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1622 Murad IV, considerato la controparte meno amabile di Muhammad ma all'epoca ancora un ragazzino sotto la guida della madre Kösem, gli propose di attaccare l'emiro di Bassora, poiché s'era recentemente allontanato da Kirkuk ed egli fu d'accordo. Presa una grossa somma dalle casse statali, si recò a Bandar Abbasa (regno del Khorasan) e rintracciò una serie eterogenea di compagini mercenarie dall'Asia centrale e a sorpresa il vecchio Serdar con Muhamamd e il re di Khorasan attaccarono l'emiro. Preso senza difese, prima che potesse reagire l'Impero aveva preso Samarra, An Najaf ed era a poca distanza da Baghdad. Muhammad assaltò e prese Mekran e al Khorasan andò al-Amarah e il pretendente dei Timuridi fu costretto a riconoscere le conquiste.&lt;br /&gt;Il re andò quindi in Africa, girando estensivamente i possedimenti e venendo ricevuto coi massimi onori da tutti i monarchi suoi vassalli. Passati 26 mesi di permanenza in Africa, con solo qualche puntata in Europa o Maghreb per farsi vedere alla popolazione e firmare qualche carta, arrivò un messaggio dall'India: i pirati dalla Malacca si erano stanziati a Purba Medinipur e terrorizzavano le coste dell'India orientale. Senza indugio, partì per l'India, dove non attese molto per raccogliere un migliaio di soldati tra Goa, Mumbai e Trivandrum e s'incontro col sultano di Delhi. Insieme si unirono per attaccare la città da terra e da mare: Muhammad guidò il cruento sbarco (si stimano circa 1700 morti) e così si accordarono: tutta la campagna andò all'Indiano, ma la città divenne base granatina. In India riprese la sua missione di viaggiatore. Viaggiò in ogni villaggio del dominio, finanziando anche la ristrutturazione del tempio di Meenakshi Amman a Madurai, aggiungendo un altare pagato personalmente dal re, che lo raffigurava rendere omaggio a Shiva.&lt;br /&gt;Mantenendosi in buoni rapporti con Delhi, riuscì nel 1626 a convocare i due sultani a Mekran, dove fu siglato un patto d'alleanza con scadenza decennale. La coalizione venne a coprire un territorio che andava dall'Atlantico al Gange. Kösem voleva anche chiamare il Bengala nell'unione, ma il sultano Abu al-Fazl pose il veto, avendo un'atavica rivalità con l'altro. Pochi mesi dopo Muhmmad fondò a Negapatam la prima scuola di medicina arabo-indiana, volendo unire il più possibile i lati positivi dei popoli che governava. In seguito si recò nello Sri Lanka, per mediare col re orientale dell'isola e l'avventuriero francese Guy Lebrand, che fondò una prima colonia sul sito di un antico villaggio abbandonato.&lt;br /&gt;Successivamente arrivò un ambasciatore dalle comunità di Sumbawa a Pondicherry: di fronte all'ennesima invasione del Makassar, chiedevano l'aiuto di quello che sembrava il sovrano islamico più potente del mondo. Con la possibilità di stabilire una testa di ponte anche nel sud-est asiatico, decise di contrastare il Makassar. Non trovando abbastanza uomini a Calicut, reclutò 1600 mercenari da Ikkeri e s'imbarcò per l'isola.&lt;br /&gt;Unendosi alle milizie locali riuscì a respingere gli invasori in mare e Sumbawa divenne territorio tributario di Granada.&lt;br /&gt;Tuttavia, mentre s'intratteneva a caccia sull'isola, cadde in un roveto. Non si fece molto, ma dopo poco tempo iniziarono gli spasmi: era il tetano. La forma che contrasse Muhammad era molto forte e senza una cura morì a Sumbawa nel 1626.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.quovadimus.org/turkey99/400/99-32-26-istanbultopkapipalace.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.quovadimus.org/turkey99/400/99-32-26-istanbultopkapipalace.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-6466985021712925971?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/6466985021712925971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=6466985021712925971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6466985021712925971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/6466985021712925971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2006/12/muhammad-xvi-la-fine.html' title='Muhammad XVI - La fine.'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-4935039971550095894</id><published>2006-11-21T15:47:00.001+01:00</published><updated>2006-11-21T15:47:50.957+01:00</updated><title type='text'>Muhammad XVI</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;Neanche lui era presente alla morte del predecessore per ascendere il trono. Infatti si trovava al momento in Prussia, facendo pratica militare come molti nobili rampolli dell'epoca nello staff di Thomas von Lipstendorf, nella Seconda Guerra Baltica (o guerra Russo-Prussiana). Al momento di mandare qualcuno a richiamarlo, però, il conte di Lipstendorf stava affrontando l'assedio a Marienburg dei Russi, pertanto non era possibile avvisarlo. La corona allora fu momentaneamente offerta al cugino Jamal, ma questi rifiutò, lasciando tutto al primo ministro Mahoma Cazerén. Successivamente, si tentò anche di chiedere il lasciapassare per Muhammad tramite l'Imperatore, che si era dissociato dalla guerra, ma non si riuscì neanche in quel modo. Alla fine, nell'inverno del 1606 l'imperatore Sigismund II ruppe gli indugi e attaccò l'ex alleato, liberando personalmente Marienburg, che con Königsberg rimaneva l'ultima città in mano prussiana, continuando poi nella fase di riscossa prussiana (nel 1607 la Curlandia fu presa e annessa alla Prussia, che dovette però rientrare nell'Impero, congiungendo così i territori alla foce del Neva). Dopo la liberazione, lo stesso duca, ignaro della morte a meridione e in merito al coraggio di Muhammad nell'assedio, gli affidò il comando di un reggimento di cavalleria, che partì di gran carriera assieme all'esercito alleato per partecipare alla battaglia di Lötzen. In questa battaglia fu ustionato al volto da un archibugio, causando la perdita dei peli sulla parte destra del volto; fu il primo nasride ad apparire senza barba o baffi, da sempre tradizione famigliare. Fatto sta che gli arrivò notizia solo dopo quasi un anno dalla morte dello zio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'alleanza con il Sultano e le prime guerre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo l'incoronazione, pretese che ogni governatore e sovrano vassallo si recasse da lui per giurargli fedeltà, divenendo una lunga tradizione.&lt;br /&gt;Muhammad era il figlio più grande del padre e di una Adyghe convertitasi anch'ella al cristianesimo. Dopo il divorzio, tornò con la madre prima a Granada, poi a Istanbul, che conosceva bene e lì passò l'adolescenza. Morta la madre, si trasferì dallo zio regnante. Avendo passato così tanti anni a Istanbul, s'era convertito all'islam ed era diventato un grande ammiratore degli Ottomani.&lt;br /&gt;Nel 1608 venne firmata l'alleanza tra i due giganti dell'Umma, che ebbe subito valenza nella guerra contro gli Ziyanidi. La guerra scoppiò quando arrivò da parte francese la liberazione della Sardegna come protettorato. L'emiro allora pensò di potersi impadronire dell'isola partendo dalla Corsica, approfittando di alcuni problemi nelle investiture, invadendo Piemonte e Provenza, che era in uno stato di semi-anarchia e quindi far sbarcare un altro esercito in Sardegna. Ma dispiegando velocemente gli uomini che dovevano tornare in Francia dopo il periodo nella guarnigione isolana, Alphonse principe di Rodrieux, sconfisse prima ad Avignone e poi a Bastia, arrivando alla pace e ottenendo la Provenza. Con l'incontro a Tunisi, Muhamamd e Ahmed I decisero di dichiarare guerra agli Arabo-italiani, che al momento si avvicinavano alla battaglia di Pavone.&lt;br /&gt;Gli Ottomani conquistarono con qualche difficoltà la Cirenaica e Muhammad in persona comandò l'attacco anfibio ad Ajaccio, unica roccaforte dell'isola. Nel 1609 fu siglata la tregua, ma durò poco per l'ultimo emiro, Ludali (forma corrotta di Ludovico): un mese dopo il suo ritorno dal Piemonte, la Repubblica di Venezia passò alle ostilità. Risoluto a mantenere almeno Milano, che i suoi avi avevano conquistato con tanta fatica, rifiutò di sottomettersi. A Gavirate, con un'armata raccogliticcia inflisse una sonora sconfitta al piccolo esercito dogale, ma questi tornò con diecimila uomini. Si dovette ritirare a Milano, ma le potenti mura fatte costruire dal bisnonno resistettero bene all'artiglieria veneta e per mezzo di molti fortini rimasero aperti fino a quasi la fine i canali di approvigionamento tra Lecco e sul Naviglio Grande. Dopo due anni di blando assedio, l'Impero Ottomano si accordò per tenere solo Corfu tra le isole ioniche e così altri soldati poterono essere spostati in Lombardia, tagliando le vie di rifornimento nemiche. Il 24 luglio 1611, durante il terzo dei previsti cinque bombardamenti notturni prima dell'assalto alla città, Ludali sortì con la sua guardia personale e puntò dritto alla sede di comando nemica. Fu ovviamente fermato ben prima e ucciso combattendo assieme a tutti i suoi compagni d'arme. Morto lui, il generale Federigo Lombroso parlamentò con il comitato dei nobili e l'ex moglie dell'emiro, promettendo di non toccare oltre la città in cambio della sua resa. Ad agosto, il vessillo di S. Marco garriva su Milano.&lt;br /&gt;L'anno dopo, Muhammad lasciò di nuovo Granada per entrare in azione: gran soldato e buon diplomatico, sapeva di essere negato per l'amministrazione, ma anche come riconoscere i migliori burocrati per sopperire alla sua deficienza. Il problema era in Africa: i Malinké erano in fermento poiché la guarnigione di Kangaba aveva requisito ogni scorta alimentare, nonostante la stagione che non prometteva un gran raccolto, si temeva che il Benin potesse fomentare una rivolta. Essendo il governatore, suo vicario, morto senza aver trovato un sostituto, dovette scendere personalmente. Arrivato, non potè far altro che far condividere le scorte e sperare nella pioggia. Che arrivò. Come un miracolo, dopo quasi un anno di siccità, arrivò la pioggia in tutta la regione, mentre Muhammad era lì presente, permettendo la crescita delle piante. Per sugellare quell'avvenimento, prese come moglie la figlia di un modesto funzionario Malinké, conosciuta col nome arabo di Sabah; fece scalpore, ma con quel gesto iniziò la campagna per la popolarità fuori dall'Europa.&lt;br /&gt;Con Sabah ebbe Othman, il primo pargolo reale dal sangue non completamente iberico e ciò destò scandalo, ma Muhammad non ci badò, continuando per le sue vie. Fino al 1615 girò per la penisola, Francia e Italia, mischiandosi alla folla, partecipando a feste popolari, parlando in pubblico, mostrandosi ai suoi sudditi. Inoltre prendeva parte a tutte le cerimonie religiose che incontrava e non accadde mai che un sacerdote avesse qualcosa da ridire.&lt;br /&gt;Nel 1615, aumentando gli screzi confinari tra coloni granatini e svedesi nella Somalia, prese di nuovo le redini della situazione e optò per la guerra, onde eliminare la minaccia. Consegnate le redini a Cazerén, mise a capo della flotta da guerra di stanza a El Ferrol il genovese Armando Onori e gli ordinò di dirigersi a Stavanger per bloccare le navi svedesi a due mesi dalla sua partenza. Dopo ciò, partì per Landskrona, passando per il Sinai. Non potendo iniziare le operazioni fino all'inizio dell'inverno, tuttavia, non ci fu la corrispondenza tra l'attacco navale, che aprì le ostilità, con la marcia contro la colonia svedese. Tuttavia, approfittò del periodo d'inattività per addestrare i poco volenterosi Somali e far arrivare qualche centinaio di mercenari bengalesi. La flotta nel frattempo vinse un primo scontro a Kragerø, obbligando gli avversari a ritirarsi a Kristiansand, favoriti dal maltempo. A ottobre, iniziando la stagione somala di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;day&lt;/span&gt;, Muhammad partì con 100 cavalleggeri, 600 coloni (la maggior parte Portrumil), altri 600 mercenari e poco più di 1000 ausiliari somali; al momento, a Vasaborg non era ancora giunta notizia delle ostilità né dell'arrivo del re nasride in Africa (s'era preoccupato di non dare troppo nell'occhio). Af Bruder non potette far nulla per salvare Fästning Tre Kronor, protetta solo da delle ridotte. Comunque, rallentato dalle piogge, Muhammad non entrò nel län di Vasaborg che venti giorni dopo, dando al governatore tempo di raccogliere le difese.&lt;br /&gt;All'entrata nel territorio ancora svedese, af Bruder poteva opporre un ugual numero di Somali, 900 finlandesi e 85 uomini del gruppo d'incursione che si progettava di far intervenire nelle contese fra coloni prima che scoppiasse la guerra. Mandò quindi i Somali e metà dei finlandesi a combattere una sorta di guerriglia contro i nemici avanzanti, che rallentò la marcia ma non fece grandi danni all'armata. Fu in uno di queste scaramucce che Muhammad inaugurò il suo nuovo aspetto da combattimento: facendosi crescere la barba, rimaneva con la faccia praticamente divisa a metà, che unita all'imponenza e ai lineamenti duri lo aiutavano nello scontro corpo a corpo.&lt;br /&gt;L'ulteriore tempo guadagnato permise agli Svedesi di reclutare alcuni guerrieri del clan di Issa e allearsi con Mogadiscio, il cui re Hasan voleva mettere al sicuro il confine nord. Alla fine af Bruder prese l'iniziativa e richiamò i guerriglieri in una vistosa ritirata, attirando i nemici presso il forte di Burco, buona base per distogliere l'attenzione da Vasaborg. Poco prima che arrivassero le piogge anche lì, i due eserciti praticamente pari si confrontarono di fronte al forte. Lo Svedese contava di mettere i coloni in una formazione serrata di picchieri e archibugieri e tenere i Somali dietro, perché poi si aprissero e attaccassero le ali dopo lo scontro, mentre Muhammad optò per un più semplice ammassamento di fanteria da mischia disposta a cuneo dietro e la cavalleria a destra con lui. Non essendoci artiglieria, gli eserciti si avvicinarono direttamente per le scariche di archibugi.&lt;br /&gt;Il re aveva inoltre ideato una nuova tattica, detta "l'ordine coreografico": arrivati a distanza di tiro, le cinque linee di fanteria s'inginocchiavano tenendo le armi alla massima inclinazione possibile, lasciando che si sparasse, poi si rialzavano e attendevano che i tiratori ricaricassero. La quantità delle armi da fuoco non era alta, ma aveva un impatto morale maggiore delle poche controparti svedesi e dei molti archi somali, che colpivano senza regolarità. Dopo tre scariche, af Bruder ordinò la carica, ma anche lì la preparazione dei nemici ebbe la meglio. Infatti, combattendo anche i Bengalesi e i Somali a fianco degli altri picchieri, la falange svedese cedette per la pressione prima che le truppe leggere avessero il tempo di riversarsi completamente ai suoi lati, prendendo di sorpresa gli stessi nemici, che si aspettavano uno schieramento più profondo. Tuttavia, il capo degli Issa, Maxamed Siyaad, ritrovò presto il contatto con il governatore e unendo i due tronconi dell'esercito riuscirono a circondare tutta la fanteria, richiusasi in un quadrato. Dovendo anticipare il suo intervento, Muhammad partì all'attacco col manipolo montato: i suoi passarono ma lui fu colpito da un colpo di pistola alla testa (si dice da parte dello stesso af Bruder); l'elmo potette deflettere il proiettile grazie alla conformazione, ma fu deformato e il nasride rimase stordito.&lt;br /&gt;La cavalleria non travolse l'obiettivo, ma quando la bandiera dei Vasa fu spezzata, alcuni uomini iniziarono ad arretrare. L'arretramento divenne mano a mano rotta, ma il comandante in seconda, Nesan Calao, preferì non impegnarsi completamente nell'inseguimento fintanto che il re era senza sensi, aspettando solo di poter iniziare l'assedio. Nella notte, buona parte dei Somali al servizio svedese l'abbandonarono con la forza e sfuggirono all'esercito poco lontano, non avendo voglia di morire per nessun invasore dal mare. Il giorno dopo Johan af Bruder decise di parlamentare, consegnando l'intera Somaliland svedese a Granada.&lt;br /&gt;Nel frattempo re Maxamad stava per finire d'allestire la flotta che l'avrebbe fatto sbarcare a Landskrona. Impossibilitato a mandare soldati a sud, dovendo presidiare il territorio e girarlo personalmente per rendersi conto della situazione dopo il passaggio istituzionale, mandò un messaggio al sultano, che al momento era alla Mecca, preparandosi al ritorno dal pellegrinaggio, chiedendo supporto e mettendo a sua disposizione la flotta da trasporto in India. Il sultano accettò e mandò il bey di Medina con un migliaio di milizie beduine sulle navi alleati, a cui affiancò la flotta del Mar Rosso, utilizzata recentemente nella campagna contro la pirateria dell'Oceano (composta da circa 900 dhow, 200 boum e 10 caracche). Il re somalo diede a vedere di non voler attendere i venti favorevoli, perdendo in questo modo la sorpresa e venendo intercettato dall'ammiraglio arabo, che annientò la flotta. Poco dopo il bey sbarcò a Hobyo e mise in fuga il restante corpo di spedizione somalo, prendendo la non fortificata Galcaio.&lt;br /&gt;Al terzo dell'anno Muhammad stimò finito il suo rapporto sulla nuova colonia, prese i Bengalesi e cento Portrumil e andò anch'egli nel Mudug, congiungendosi con gli Arabi. Maxamad si rifugiò a sud e arruolò altri duemila tra Somali e Arabi, marciando di nuovo verso nord, questa volta contando sulla siccità in arrivo per fiaccare gli avversari. Purtroppo per lui, parte della flotta turca e quella granatina imbarcarono gli uomini di Muhammad e dopo un bombardamento iniziale sbarcarono conquistando Mogadiscio con poco spargimento di sangue. Rimasto senza basi vicine, il re tentò di ritirarsi al confine con l'Ogaden, ma a metà strada decise che sarebbe stato inutile. Raggiunse Mogadiscio e offrì il Mudug all'Impero Ottomano e il resto del regione a Granada.  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-4935039971550095894?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/4935039971550095894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=4935039971550095894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4935039971550095894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/4935039971550095894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2006/11/muhammad-xvi.html' title='Muhammad XVI'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-999831575720723142</id><published>2006-11-19T10:28:00.001+01:00</published><updated>2006-12-12T19:21:29.597+01:00</updated><title type='text'>La situazione mondiale dell'epoca.</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Europa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella seconda metà del XVI secolo, l'Europa orientale si vide coalizzata contro la minaccia turca, coalizione guidata dall'unione polacco-ungherese, che resistette ad oltranza contro gli Ottomani, perdendo gran parte dei territori che l'avevano fatto grande. Approfittando di questi problemi a oriente, la Russia nella Guerra Baltica, intervenendo contro il khanato di Carelia, alleandosi con Svezia e SRI. Dopo averne sconfitto le armate, Fedor I cambiò fronte assieme all'imperatore, vincendo il re svedese e togliendogli il vasallaggio sulla Curlandia. Nel 1602 la Francia conquistò la Provenza e nello stesso anno Clemente VIII ratificò l'Atto di Protezione, per cui i regnati di Napoli diventavano l'arma e il mentore della Santa Sede. Come già detto, l'Inghilterra quasi si disinteressò dell'Europa e garantendosi l'alleanza con la Scozia si dedicò all'America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Medio Oriente e Asia centrale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'Impero Ottomano si dimostrava come la grande potenza islamica che avrebbe riportato l'epoca del Califfato. Ottenendo l'alleanza con Balkh e il Khorasan, ottenne l'aiuto della Persia intera nelle sue guerre; unico ostacolo era Kirkuk, ma fu un emirato passivo, che si lasciò smembrare pezzo per pezzo. Nel 1599, nella seconda guerra contro l'Aden, Mehmet Pasha entrò trionfante prima a Medina poi alla Mecca, portando quindi il dominio della Sublime Porta sui luoghi più sacri dell'Islam. Prima l'impero conquistò l'Armenia e i due regni georgiani di Kakheti e Imereti, arrivando quindi a governare tutto il Caucaso. In Asia centrale il khanato di Sibir dovette affrontare i Russi, i Kazaki e gli Uzbeki del nord, soccombendo lentamente a tutti e tre. I Kazaki poi entrarono in guerra contro Ferghana e il khanato uzbeko alleati dei Chagatai; dopo vent'anni di continue razzie, si risolse con un nulla di fatto se non enormi danni di guerra. In contemporanea (1590-1610) Kabul conquistò l'Afghanistan intero, ma divenne tributaria di Delhi.&lt;br /&gt;A est il Bengala tentò la conquista di Taungoo, in Birmania, ma fallì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Estremo Oriente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In quegli anni il Giappone si avviava alla fine del periodo Azuchi-Momoyama e all'inizio dell'Edo.&lt;br /&gt;Sotto il regno dell'imperatore Wanli, la Cina raggiunse la sua massima estensione territoriale. Le armate imperiali penetrarono nel deserto dello Xinjiang e a sud ovest prese metà del territorio tibetano, quella che un secolo prima lo stesso aveva conquistato nel momento di debolezza cinese. Successivamente impose un suo parente sul trono coreano (nel frattempo affrancatosi dal dominio diretto cinese), sottomise i restanti Manchu e conquistò il Vietnam tranne l'estremo sud del regno di Champa a seguito della guerra contro Ayutthaya, scoppiata dall'aiuto fornito da questa ai ribelli mongoli del sud. Eliminata questa minaccia, la nazione thai fu ridimensionata al suo nucleo originario, a scapito cinese e degli stati Shan, che conquistarono l'area compresa fra i bacini del Mekong e dell'Irrawaddy. Con oltre 100.000 uomini, poi, il generale Chen Sui-bian sconfisse le armate Giapponesi e s'impadronì di Kyushu.&lt;br /&gt;I Khmer ripresero il possesso del delta del Mekong e l'Atjeh riconquistò l'autonomia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Africa Orientale e centrale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo la disfatta, gli abitanti svedesi di Landskrona emigrarono, fondando dei nuclei a Lindi e Malindi, formalmente sotto il dominio di Kilwa.&lt;br /&gt;Inoltre l'Oman dovette fronteggiare la rivolta dei capi locali a Mogadiscio, ma non ci riuscì e la città conquistò l'indipendenza, conquistando poi Mudug e l'Ogaden.&lt;br /&gt;Contemporaneamente, iniziavano a formarsi i regni di Lunda e Luba, che 200 anni dopo sarebbero stati la rovina indiretta del regno del Congo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;America settentrionale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In questio periodo, la quasi totalità della costa vide affermarsi il dominio inglese; risale al 1581 il primo scontro fra Cherokee, Creek e i nuovi arrivati.&lt;br /&gt;Dopo la guerra delle 7 nazioni, gli Irochesi portarono forzatamente nella loro alleanza Shawnee e Delaware, divenendo così rivali degli Uroni nel predominio regionale. Più a sud, un'armata comandata dal signore azteco Mazatl sconfisse le forze dei Navaho, obbligandoli a ritirarsi a nord.&lt;br /&gt;Occore aprire una parentesi sull'impero: quando Tizoc II salì al trono, aveva davanti un grande dominio ma fragilissimo. Per rafforzarlo, introdusse una serie di riforme rivoluzionarie che rischiarono quasi di farlo detronizzare, ma resistette e diede vari secoli di vita in più all'impero. Il Tlatoani per prima cosa, approfittando dei disordini interni nelle altre città, elesse Tenochtitlan a unica capitale, eliminando senza colpo ferire la tetrarchia che s'era protatta nel tempo. Come seconda cosa, agì sulla religione: per non vivere nel timore delle rivolte, le popolazioni sottomesse non dovevano odiarlo. Pertanto, con l'aiuto di alcuni sacerdoti riformisti, stravolse la religione e l'arte bellica stessa, riuscendo nell'intento di trasformare i sacrifici umani regolari in sacrifici d'altra natura, riservandoli alle sole grandi vittorie contro i nuovi nemici, poiché Tlaxcala era stata ormai conquistata e le guerre dei fiori sembravano anacronistiche. La guerra allora si adeguò, poiché i prigionieri erano graditi ma non indispensabili, portando a tattiche nuove e a un cambiamento nelle armi. Contro ogni aspettativa, le voci contrarie furono forti ma poche e i popoli sottomessi, altri Nahuatl e Maya in primis, iniziarono a identificarsi come un'unica sudditanza.&lt;br /&gt;In Sud America, invece, salvo le coalizioni di tribù del Rio contro gli schiavisti inglesi, unica nota importante fu la Guerra delle Patate, combattuta nell'impero inca, dovuta alla tassazione nel Chimor sui tuberi importati dall'interno. Dopo due anni questa tassa fu tolta e incentivata la selezione di varietà del vegetale adatte al territorio dei Chimu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oceania&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Risale più o meno a questo periodo il breve regno di Onaona, re di O'ahu, che per una decina d'anni regnò su tutto l'arcipelago, prima di essere ricacciato.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-999831575720723142?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/999831575720723142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=999831575720723142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/999831575720723142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/999831575720723142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2006/11/la-situazione-mondiale-dellepoca.html' title='La situazione mondiale dell&apos;epoca.'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-5707794580469295589</id><published>2006-11-19T10:27:00.000+01:00</published><updated>2006-11-19T10:28:05.740+01:00</updated><title type='text'>Muhammad XV</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;Muhammad fu incoronato la settimana successiva al funerale del padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'America&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Notabile fu la spedizione del fratello minore, Muhammad anche lui, oltreoceano. Tale atto era stato dettato dalla vivacità coloniale inglese: senza altri concorrenti europei tranne la debole Francia, l'Inghilterra in America doveva solo confrontarsi con le popolazioni native e ogni anno sempre più stabilimenti erano fondati. Fu scelto per creare un avamposto in America il fratello che si era convertito al cristianesimo. Questi raccolse circa 300 Spagnoli e partì per l'occidente. Quando partirono non sapevano ancora dove stabilirsi definitivamente, ma arrivati nei Caraibi si trovò una sistemazione: un'isola, chiamata poi Barbados, aveva visto uno scontro tra un'insediamento misto guarnigione inglese e i Caribi locali. Superati di numero gli Inglesi furono sterminati, ma in cambio attaccarono ai nativi varie malattie del loro continente. Trovando quindi le ultime comunità caribiche nel sud dell'isola, Muhammad e i suoi si stabilirono a nord, fondando il Fuerte de los Flamencos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La guerra civile nell'impero Songhai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Due anni dopo l'impresa coloniale, nel Songhai, il successore di (Askia) Daoud, Askia al-Hajj, venne rovesciato, guarda caso durante un pellegrinaggio. Tornato di tutta fretta da metà percorso, dovette affrontare l'usurpatore, Muhammad Bana, a sua volta contrastato dal cognato, Ishaq II.&lt;br /&gt;Raccolta un'armata di 4000 tra Mandé e Songhai, al-Hajj incontrò Muhammad Bana, con altrettanti Bozo e Hausa a Fana. Lo scontro risultò in un sostanziale pareggio e i due contendenti si ritirarono uno a Gao e l'altro Jenné. Ishaq invece, senza un grande seguito, si rifugiò a Essouk, controllando tutto il nord dell'impero.&lt;br /&gt;Tuttavia Ishaq nella sua ritirata aveva portato con sé tutto l'arsenale esplosivo e quindi aveva bloccato i rivali alle armi tradizionali.&lt;br /&gt;Passando per le vie carovaniere, Ishaq si recò da Muhammad, che soggiornava a Fez al momento, prostrandosi davanti a lui e chiedendogli aiuto.&lt;br /&gt;Egli, valutando la situazione, accettò. Ishaq infatti aveva trovato l'alleanza con il Kanem-Bornu e il Baguirmi, che fino a pochi anni prima avevano minacciato sia il Benin sia Granada. Inoltre, Ishaq era parente dei Nasridi, avendo la sorella sposato il terzo fratello di Mohammad.&lt;br /&gt;Come prima mossa per riportare l'unità nell'alleato, Mohammad contattò gli altri due contendenti, offrendo loro la resa. Rifiutata da entrambi, gli alleati di Ishaq marciarono uniti sotto re Idris III verso Gao, ma al-Hajj li intercettò e sconfisse in un'imboscata presso il lago Ciad. Perso il sostegno a oriente, scattò la seconda parte della strategia. In contemporanea, l'armata mercenaria di Ishaq, finanziata dagli iberici, con i suoi precedenti sostenitori marciò da Essouk e Paranama Yoli, luogotenente del regno Mossi di Wagadougou (regno che aveva una storica rivalità con l'impero) partì verso nord-est. Eludendo Muhammad Bana, i due contingenti s'incontrarono ma al-Hajj sfuggì alla battaglia.&lt;br /&gt;Vedendosi superato di numero, propose l'alleanza a Bana, per poi contendersi il regno eliminato il terzo incomodo. Questi, volendo dare una dimostrazione di forza allo scomodo alleato granatino, accettò.&lt;br /&gt;Mentre raccoglievano ulteriori forze, lo stesso Mohammad arrivò a Gao, conquistata, con 1000 uomini della guardia. A poche miglia dalla stessa si confrontarono gli eserciti. Circa 20000 uomini di Muhammad Bana e al-Hajj dovevano sconfiggere metà dei nemici.&lt;br /&gt;La topografia era semplice: una piana senza particolari alture, divisa a metà da un corso d'acqua stagionale.&lt;br /&gt;Vedendo che, a causa di problemi negli ordini, l'esercito di Paranama stentava a schierarsi bene, Muhammad Bana caricò l'ala sinistra dello schieramento nemico, con Muhamamd XV e Ishaq II, la più pericolosa, seguito a ruota dall'altro. Arrivati al ruscello, lo schermo di fanteria di Granada si dissolse, rivelando tutti i cannoni e dietro la fanteria pesante.&lt;br /&gt;Un'unica salva colpì quasi a bruciapelo i nemici, martoriandone i ranghi e questo fu troppo per gli uomini di Muhammad, che non avevano mai visto la polvere da sparo in funzione. Ruppero i ranghi prima ancora di entrare in contatto e si diedero alla fuga, inseguiti da diversi Mossi, che avevano aggirato la massa dei nemici caricanti.&lt;br /&gt;L'esercito di al-Hajj invece resistette, poiché la maggior parte dei suoi erano veterani della guerra dei 5 anni o ex guardie reali.&lt;br /&gt;Facendo fuggire gli artiglieri, si scontrarono contro la Guardia e i mercenari, ma non avrebbero retto a lungo, a causa delle loro armature. Per ovviare a ciò, con l'armata di Paranama ormai impegnata nell'inseguimento, il re consegnò i 200 cavalieri della Guardia a Ishaq, che comandava già i suoi 700 e gli ordinò di caricare. Alla testa di 900 cavalieri corazzati irruppe sul fianco sinistro di al-Hajj, che cadde nella carica assieme a tutta la sua guardia, facendo crollare il morale degli altri, portandoli alla rotta. In sole due ore erano rimasti sul campo 3000 uomini.&lt;br /&gt;Il re frenò comunque Ishaq dall'inseguimento, ordinandogli di lasciare il comando al suo secondo. Dopo la battaglia i Mossi furono mandati a mettere al sicuro l'occidente, mentre i mercenari spensero gli ultimi focolai a sud. Rimasto a Gao con Ishaq, il re usò la sua guardia per bloccare quella di Ishaq e gli impose di fare atto di sottomissione a guerra terminata, portando l'impero in posizione subordinata e attingendo dalle sue casse per ricompensare i Mossi. Anche Muhammad Bana morì combattendo e nel 1588 Ishaq fu riconosciuto definitivamente come Askia Ishaq II, vassallo di Muhammad XV.&lt;br /&gt;Quando morì, tre anni dopo, il potere passò al piccolo Daoud II, di sette anni, sotto la reggenza della madre e del visir, ma sette anni dopo anche lei morì e immediatamente Muhammad mandò un esercito a Timbuktu e Gao per prendere in ostaggio il da pochissimo maggiorenne imperatore. Coi maggiori centri del suo dominio occupati e avendo perso l'appoggio di numerosi nobili, comprati dalla prospettiva di poter sfruttare privatamente le miniere reali d'oro, fu obbligato a un'ulteriore umiliazione. Firmando la sottomissione, tutto il suo regno era reso a una delle tante entità tributarie africane e indiane di Granada, senza possibilità di decisione in politica estera, divenenendo de facto un governatore per conto di Granada. Alla sua morte a causa del colera, nel 1600, il regno divenne parte del governatorato di Marocco e nulla rimase dell'autorità regale, delegata ai nobili. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.exodus.co.uk/pictures/a02hp48b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.exodus.co.uk/pictures/a02hp48b.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il seguito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I successivi anni passarono in pace. Al-Meriya nel 1590 partecipò alla conferenza di Lecco circa la guerra tra Sicilia e Napoli.&lt;br /&gt;L'anno successivo, il 1591, poco prima di Natale, Muhammad celebrò i 1000 anni dell'egira, secondo il gusto decennale di molti studiosi, inaugurando la nuova grande moschea di Barcellona e indicendo due settimane di festa in tutto il regno.&lt;br /&gt;Tre anni più tardi venne riformata parte del codice penale: ancora più reati furono analizzati dalla scuola di giurisprudenza toletina, che s'ispirava in parte al diritto romano. La schiavitù venne reintrodotta, ma statale e solo per crimini come furto aggravato, blasfemia reiterata e atti di pubblica sodomia e tutti i tipi di frode. Per i piccoli crimini e i debiti invece la pena da punizioni corporali e detenzione divenne uno stato di semischiavitù, ossia l'obbligo di alcune corvée alla parte lesa per un periodo proporzionale al danno. Ciò entrò in vigore con l'Editto di Cadice.&lt;br /&gt;Muhammad morì nel 1605 e gli succedette il nipote, figlio del fratello "apostata", musulmano, che prese il nome di Muhammad XVI.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-5707794580469295589?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/5707794580469295589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=5707794580469295589' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5707794580469295589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/5707794580469295589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2006/11/muhammad-xv.html' title='Muhammad XV'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-3838156175818123203</id><published>2006-11-19T10:26:00.002+01:00</published><updated>2006-11-19T10:27:02.793+01:00</updated><title type='text'>Gli ultimi anni di Ismail III</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;&lt;br /&gt;Granada, dopo aver delineato i suoi nemici in Europa, doveva cercarsi degli alleati. La scelta più naturale era il Sultano. &lt;br /&gt;Nel 1577 la Sublime Porta dovette affrontare una coalizione formata dal Sacro Romano Impero, Polonia, Ungheria, Stiria, Valacchia e Moldavia per contrastarne l'espansione europea. In una breve unione militare, 2000 cavalieri e 1000 fanti italiani vennero mandati in a Ragusa per rinforzare l'esercito di Mesut Pasha. Queste truppe tennero testa all'armata ungherese a Puka. Sei anni più tardi la guerra si concluse con l'annessione di Valacchia e Moldavia da parte dell'Impero Ottomano e l'acquisizione della Dalmazia.&lt;br /&gt;Nei successivi sette anni l'impegno fu volto al consolidamento dei territori extraeuropei, incoraggiando l'emigrazione laggiù. L'ultima apparizione di Ismail fu nel 1583, al processo per lo "scandalo dei tintori". Si ritirò dalla vita pubblica tormentato dal male, probabilmente un tumore al fegato e morì successivamente. Gli succedette Mohammad, il XV.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-3838156175818123203?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/3838156175818123203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=3838156175818123203' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/3838156175818123203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/3838156175818123203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2006/11/gli-ultimi-anni-di-ismail-iii.html' title='Gli ultimi anni di Ismail III'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-2837994975948174726</id><published>2006-11-19T10:26:00.001+01:00</published><updated>2006-11-19T10:26:42.568+01:00</updated><title type='text'>La prima guerra del Gujarat</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt; Sin dal 1563 il Gujarat, preoccupato dall'espansione europea nell'area indiana, aveva vietato l'accesso ai mercanti di Granada al proprio commercio, che aveva l'apice nella nuova capitale di Rajkot, nuovo crocevia fra Africa, Persia e Oriente. Nel 1575, dopo numerose minacce, Ismail decise di andare per la guerra contro Muzaffar Shah III. A guidare le operazioni mandò il figlio con il suo consigliere Amhed al-Meriya, che avrebbe poi dovuto scegliere un altro generale locale. Nel frattempo, ottenne l'aiuto dell'Oman, anch'esso in cerca di rivincita contro l'atavico nemico.&lt;br /&gt;In India Muhammad ottenne i servigi del re di Kochi -nominalmente- Keshava Ramavarma per l'appalto sui dazi portuali, che aveva perso all'epoca della prima colonizzazione, rimanendo però nella sua nuova capitale. Imbarcò i suoi 2000 uomini e 500 Portrumil, mentre l'Oman mandò 9000 fanti e 3000 cavalieri.&lt;br /&gt;I coalizzati potevano permettersi così pochi uomini perché il servizio informativo omanita aveva scoperto che di lì a poco sarebbe iniziata l'invasione da parte di Delhi.&lt;br /&gt;Le due armate s'incontrarono a Bhavnagar, da cui partirono verso l'interno, mentre Muzaffar era bloccato dall'assedio di Vadodara. Cinsero d'assedio Rajkot e la conquistarono facilmente, nonostante fosse stata munita dei migliori e più recenti sistemi di difesa dell'epoca. Muhammad, alla conquista, fece occupare il palazzo e le dimore dei più ricchi e vi si insediò, lasciando il resto della città agli alleati. Una settimana dopo, saputo dell'imminente rottura dell'assedio da parte di Muzaffar, prelevò il tesoro e ogni oggetto di valore dal palazzo, dalle case occupate e dai templi che avevano indicato come favoriti dalla famiglia reale (islamica), mentre toccò solo la moschea di palazzo, lasciandola agli Indiani. Infine, diede alle fiamme il palazzo. Dopo questa spoliazione, lasciò tutta la gestione del territorio occupato ai 26000 omaniti di stanza e si reimbarcò per Goa e il sud. Muzaffar Shah alla fine si liberò e fece la pace con Delhi. Dopo altri sette anni riuscì a raccogliere abbastanza guerrieri per cacciare l'esercito del sultano.&lt;br /&gt;Dopo questa vittoria, fu comunque costretto a un accordo: con Muhammad, che era rimasto in India, se la cavò con privilegi ai suoi mercanti e il mantenimento del bottino, mentre l'Oman richiese lo stesso più il diritto di tenere presidi nelle maggiori città e la consegna di tutta la flotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3837388862515364133-2837994975948174726?l=aargranada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aargranada.blogspot.com/feeds/2837994975948174726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3837388862515364133&amp;postID=2837994975948174726' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/2837994975948174726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3837388862515364133/posts/default/2837994975948174726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aargranada.blogspot.com/2006/11/la-prima-guerra-del-gujarat.html' title='La prima guerra del Gujarat'/><author><name>SnorriSturluson</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06587801430805202397</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3837388862515364133.post-658029495102793132</id><published>2006-11-19T10:22:00.000+01:00</published><updated>2006-11-19T10:26:16.733+01:00</updated><title type='text'>Il periodo delle rivolte</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt;Chiamato anche della guerra civile (o, per meglio dire, delle guerre civili), durò 8 anni e fu provocato dall'incerta situazione interna. Si suddivide nella fase francese (1565), italiana (1565-1566), spagnola (1566-1567), araba (1566) e berbera (1566-1573).&lt;br /&gt;La prima causa fu la povertà che aveva colpito vaste aree del regno, unito alla sensazione che i tempi fossero maturi per un cambio della guardia o la rinascita di antiche spinte indipendentiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Francia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La prima scintilla scoccò in Francia. A incitare alla rivolta fu Luc Sebs, un avvocato aquitano. Questi, zelante luterano, vedeva l'occupazione granatina più come un affronto religioso che una prevaricazione dell'indipendenza popolare; arringando contro i nobili corrotti e l'incuria del territorio, raccolse qualche centinaio di volontari con cui espugnò due castelli e in seguito arrivò a guidare 2000 uomini nell'""Armata di Salvezza della Croce" più tutti i servizi collegati, prendendo il controllo di un'ampia parte dell'Aquitania e instaurando un governo provvisorio. Prima che Delsez potesse intervenire, comunque, i nobili locali si unirono contro la minaccia e con le loro milizie riuscirono a sconfiggere l'armata nel villaggio basco di Haltzu sei mesi dopo la prima apparizione di Sebs. Lo stesso fu catturato e impiccato a Bordeaux.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La morte di numerosi soldati italiani in Francia aveva posto in cattiva luce il governo nasride. A ciò si aggiunse nel 1563 un'epidemia che colpì Genova e Firenze. Nel luglio di due anni dopo, quando a Livorno il prezzo del pane raggiunse il suo massimo, la popolazione si ribellò, velocemente seguita da molte altre città. I centri maggiori aderirono alla Confederazione Italica, mentre quelli minori rimasero più o meno lealisti. La Confederazione, in pratica formata da città-stato, chiese aiuto a Venezia, ma questa era già impegnata nella guerra contro Mantova, che avrebbe poi sottomesso un anno dopo. Gli Zyianidi da Milano si offrirono di aiutare Granata, ma Ismail rifiutò. Lo stesso re portò 3200 mercenari svizzeri in Italia, sconfiggendo le forze nemiche a Cecina. Ludovico Alderigo, il console di Firenze, morì in battaglia. Per l'autunno del 1566 tutte le città rivoltose erano state espugnate o avevano fatto atto di sottomissione. Oltre a imporre un calmiere, Ismail decise di togliere ogni prerogativa cittadina a quelle che si erano ribellate e trasferirle alle altre, effetto che rimase fino al regno del nipote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spagna del nord&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre il re era via, in patria un'altra sommossa avvenne. L'autore era il marchese decaduto Emilio Fraga. Egli, cattolico fino al midollo, prese esempio dalla vicenda di Sebs per guidare la sua guerra per l'indipendenza politica e religiosa e non avrebbe potuto trovare un terreno più fertile che nella propria terra natale, la Galizia. Appoggiato da molti altri nobili (dal 1550 la regione era a statuto speciale), reclutò molti Galleghi, per poi sconfinare nelle Asturie; alla fine l'armata "de la Concha de Santiago"arrivò a contare 20.000 uomini e la capitale fu posta nella stessa Santiago de Compostela, dilagando nella Spagna settentrionale senza incontrare resistenza. Fraga fu però sconfitto in due occasioni dal principe, di cui parleremo in seguito. Terminato il movimento, Muhammad concesse la grazia ai nobili che avevano spalleggiato il marchese e i civili, ma tolse alla regione lo statuto speciale, rendendo i nobili tutti funzionari statali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spagna del sud&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, bisogna parlare della situazione dell'élite arabo-berbera all'epoca. L'opinione comune era che i sovrani, nel tentativo di rabbonire le popolazioni sottomesse concendendo loro pari diritti, avesso prevaricato i privilegi di quella che era stata da sempre la casta dominante. D'altronde, forse il più grande pittore e scrittore granatino del XVI secolo, Julio Ortenga y Jacinte, non era un musulmano dell'Estremadura, che scriveva in Spagnolo e si dedicava a temi molto "cristiani"? Forse il dominio effettivo degli Arabi -comunque inteso non come nobiliare, ma bensì come di semplici governatori- non si fermava alla Guadiana? Sentivano la famiglia reale come lontana e corrotta. La rivolta al nord fu l'ultima goccia: il governo per loro era diventato troppo debole. Il movimento era capeggiato dalla potente famiglia di Almeira dei Rasid, che con l'aiuto dei banchieri ebrei Iacossa ottenne i servigi di 5000 mercenari turchi, a cui si unirono le loro milizie e insieme marciarono verso nord contro i cristiani. Il governatore di Toledo, che s'era opposto al foraggiamento dell'esercito, fu catturato e ucciso.&lt;br /&gt;Lo stesso numero di veterani fu richiamato dal principe Muhammad, che giunse a un accordo con Nayef ar-Rasid, il capo, per unire le proprie forze contro il nemico comune. Poco prima la battaglia di Cecina, l'esercito regale soprese in una valle del Leon l'armata di Santiago, mettendone in fuga metà e catturando o uccidendo l'altra.&lt;br /&gt;Il punto di rottura avvenne in seguito, a Valladolid. Nayef proponeva l'esecuzione di tutti i prigionieri e la distruzione della città come gesto dimostrativo, ma Muhammad non acconsentì. Di fronte alla minaccia di usare le proprie truppe indipendentemente e alla vigilia del Ramadan, il principe fece arrestare Nayef ed esautorò gli altri comandanti. Pagò poi di tasca sua l'ultima rata ai mercenari, perché "scortassero" gli irregolari a sud e rimanessero di riserva fino alla primavera successiva. Interruppe le operazioni per il mese di sawn e poi riprese in inverno.&lt;br /&gt;Riconquistò la Galizia con facilità, costringendo i superstiti a rifugiarsi a Oviedo, che fu rinconquista in febbraio. Dopo questo, quando il padre era già tornato, accadde quanto già detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Maghreb&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo la vittoria nelle Asturie, a sud si delineò un altro problema. In parte per lo stesso motivo degli Andalusi e in parte per un sogno d'indipendenza, un influente Shleuh, Magsen Amazigh (sconosciuto il nome precedente), si mise a capo di un esercito formato dai suoi seguaci, che aveva raccolto negli anni precedenti. Magsen era il primo teorico di un'unità berbera, cosa che era difficilmente concepita dalla popolazione, considerando le grandi differenze fra un gruppo e l'altro, in contrasto soprattutto con l'arabizzazione ancora in atto. Sognando una nuova Mauretania-Numidia, raccolse con le sue doti di capo il suo popolo 
